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27. Il gran finale

7 MESI DOPO

Le doglie, non smettono di passare, diventano sempre più dolorose, più intense tanto da farmi desiderare di tagliarmi una vena invece di continuare ha provare questa agonia.

- Fa dei lunghi respiri Caroline, ben presto si romperanno le acque e dovrai spingere.

Mi informa Rebekah al mio fianco. Lo ripete come se non avessi capito. Nella stanza con me c'è Bonni, Elena, Rebekah e Davina, a quanto pare avrò bisogno della magia per poter far nascere il mio bambino. Nel frattempo gli uomini si trovano in salotto e nonostante i dolori delle contrazioni posso sentire Klaus andare avanti è indietro nella stanza e questo non fa altro che farmi agitare ancora di più. Ad un tratto mentre Davina e Bonni stanno consultando i loro libri di magia, sento un liquido appiccicoso sulla mia pelle.

- Si sono rotte le acque ragazze, cosa dobbiamo fare ora?

Chiede Rebekah agitata, sembra quasi che stia per partorire lei al posto mio.

- Caroline ascoltami.

Cattura tutta la mia attenzione Elena mentre mi accarezza i capelli sudati.

- Ora devi spingere con tutte le tue forze, spingi Caroline dai su.

Mi incita la mia migliore amica mentre spingo, spingo con tutta la forza che ho, ma sono sfinita, mi sento debole.

- Dai Caroline ancora una spinta vedo di già la testa.

Mi incita Rebeka mentre si sta preparando per prendere in braccio il nuovo membro della famiglia Mikaelson. Nel frattempo Davina e Bonni si trovano una a destra e l'altra a sinistra e tengono le loro mani sul mio ventre mentre ripetono parole strane, sembra latino ma sono più concentrata ha far nascere mio figlio, che alle loro parole strabiche.

- Ancora una Caroline, ancora una.

Mi incitano in coro mentre posso iniziare a sentire un pianto debole che mi riempie le orecchie.

- Eccolo è un maschio.

Rebeka e felice come una pasqua mentre lava il piccolo ometto e me lo mette tra le braccia. Mi sento indolenzita, affaticata e infinitamente stanca ma ne è valsa la pena, e valsa la pena soffrire tanto per avere tra le braccia il bambino più bello del mondo. I suoi occhi sono uguali a quelli del padre, mentre le labbra e il naso sono miei, e bellissimo.

- Allora che succede, non sentiamo più nulla.

Irrompe agitato Klaus, prima di posare il suo sguardo su di me e il piccolo ometto tra le mie braccia. Si avvicina lentamente come se stesse tastando il terreno, per paura di essere inghiottito. Si siete sul letto e guarda il piccolo ometto tra le mie braccia.

- Nostro figlio.

- Vuoi prenderlo in braccio?

Gli chiedo mentre gli pongo il piccolino che non appena viene preso dalle tremanti mani di Klaus si accoccola, facendo un piccolo sbadiglio che fa nascere un sorriso sul volto di tutti i presenti.

- Come volete chiamarlo?

Mi chiede Damon mentre guarda la scena intenerito con al suo fianco Elena.

- Ansel Mikael Mikalson.

Rispondo sicura di me, nella stanza cala il silenzio e lo sguardo di Klaus corre su di me.

- Come scusa?

Mi chiede non capendo, sorridendogli debolmente gli accarezzo delicatamente la guancia, guardo nostro figlio e poi lui.

- Ansel è il tuo padre biologico Klaus, non è colpa sua se tua madre gli ha impedito di crescerti, Mikael ti ha amato a modo suo, e solo che ha odiato per cosi tanto tempo che alla fine non sapeva fare altro.

Sono troppo stanca, ma riesco comunque a notare il volto di Klaus diventare più calmo mentre alterna il suo sguardo da me a suo figlio.

- Benvenuto in famiglia Ansel Mikael Mikalson.

Mi si riempie il cuore di gioia nel sentire le parole di mio marito, mi si riempie il cuore di vita nel vedere il modo in cui lo guarda, sarà un padre perfetto sia per Ansel che per Hope.

Ad un tratto mentre Klaus si alza per consegnare il nostro piccolo ometto tra le braccia dello zio Elia, sento il mio corpo riempirsi di calore come se la temperatura si fosse alzata tutta ad un tratto, mi sento come se mi stessero cucinando in un forno, la pelle mi diventa rossa e brucia come se la stessero cuocendo a fuoco.

- Caroline.

Mi chiama Klaus spaventato, e strano ma nei suoi occhi leggo il terrore, e lo posso ben capire dalla mia pelle che brucia, come se non indossassi il mio anello solare e la mia pelle fosse in contatto con il sole. Davina e Bonni si avvicinano a me, appoggiando leggermente le loro mani sul mio corpo, ogni parte del mio corpo brucia prima di sentirmi trascinare giù, sempre più giù da un buio che mi spaventa.

- Hai una forza che non mi sarei mai aspettata di percepire in una ragazza come te.

Mi volto e rivedo una delle donne che ho incontrato solo una volta nella mia vita, ma non scorderò mai il suo volto.

- Isabella?

La strega che aveva passato il gene del lupo mannaro da Tyler a me si trova davanti a me, sorridente e serena.

- Dove sono?

Gli chiedo mentre mi guardo intorno, tutto e buio e come se fosse il nulla.

- E solo un sogno, che le tue amiche streghe stanno cercando di combattere, per questo abbiamo poco tempo.

Concentro la mia attenzione su di lei.

- Allora dimmi.

La incito.

- Ti ho contata per dirti delle cose, primo da ora in più non sei più una strega.

Sgrano gli occhi non capendo.

- Gli antenati hanno ritenuto che era meglio donare i tuoi poteri alla creatura che e nata, in modo da non farlo sentire diverso agli occhi di Hope, e secondo perché ritengono che avere solo due esseri unici nel loro genere fosse meglio per tutti.

Non sono più una strega, be questo non mi sconvolge molto, ho usato raramente i miei poteri, e poi meglio per me cosi non avrò paura di uccidere qualcuno a causa di tutta l'energia che dovevo utilizzare per usarli.

- E per la mia parte di lupo mannaro?

Mi sorride e si avvicina.

- Non possiamo togliertela riteniamo che sia meglio cosi, capendo cosa significa essere un ibrido sarà più semplice per te crescere i tuoi figli.

Lo ammetto non è male essere un ibrido, sono più forte, veloce, e il fatto che anche mio marito sia un ibrido mi fa stare bene.

- Sei venuta solo per questo?

- Si e anche per chiederti un favore.

- Quale?

Si trova difronte a me e mi accarezza la guancia amorevolmente.

- Sta attenta, essere la madre e la moglie delle creature più forti del pianeta non è facile.

- Lo so, ma saprò cavarmela.

Gli sorrido, dovrei odiarla ma non è cosi.

- Lo so.

E l'ultima cosa che sento prima di battere le ciglia e risvegliarmi nel mio letto con al fianco Klaus, che mi sorride non appena le mie palpebre si aprono.

- Caroline..

- Klaus..

Mi bacia come un assetato, e io gli sorrido.

- Stai bene?

Mi chiede toccando ogni parte del mio corpo per vedere se la mia pelle era ritornata candida come prima.

- Si, sto bene.

Lo bacio prima di essere interrotti dall'arrivo di Rebeka.

- Penso che il tuo piccolino abbia fame.

Mi sollevo a sedere prima di prendere il mio piccolo Alsen, mentre noto il volto di Klaus rabbuiarsi un po'.

- Che succede?

Gli chiedo allerta.

- Nulla e solo che percepisco qualcosa di strano.

- E il bambino.

Gli rispondo tranquillamente mentre mia cognata e mio marito mi guardando non capendo.

- Quando sono svenuta prima ho parlato con Isabella la strega che era morta sotto il mio sguardo e che mi ha fatta diventare una strega, mi ha detto che gli spiriti per non far sentire Alsen diverso agli occhi di Hope, gli hanno trasferito i miei poteri.

Rispondo mentre guardo gli immensi occhi del mio piccolo, e si li ha proprio ereditati dal suo papà.

- Quindi tu non sei più una strega?

Mi chiede Klaus.

- No, ma resto comunque un ibrido.

Sorrido per le loro faccia buffe, e già queste cose possono accadere solo a New Orleans.

- E ti va bene cosi?

Mi chiede, accarezzandomi i capelli.

- Molto bene.

Gli rispondo prima di essere interrotti da Elia che invitava il fratello e la sorella di riunirsi in salotto per festeggiare.

Klaus e Rebekah sono un po' riluttanti ma li spingo ad andare di sotto mentre io allatto il mio piccolo.

Dopo aver allattato il mio piccolo mi faccio una lunga doccia, per poi mettermi una vestaglia e guardare i miei due piccoli pulcini dormire uno accanto all'altra. Hope e Alsen chi avrebbe mai detto che avrei avuto due bambini cosi belli.

Avvicino la sedia a dondolo alle loro culle e li guardo per ora prima di notare gli occhi di Alsen aprirsi, e sul punto di piangere ma lo prendo in braccio e lo cullo per farlo riaddormentare.

- Ti racconto una storia, la storia di una ragazza dai lunghi capelli dorati che per lungo tempo si è sempre posta una sola domanda. Che cosa sono? Ha lottato per trovare la risposta a questa domanda, e finalmente ci è riuscita, ora sa che cos'è. E una donna realizzata, la madre di due splendide creature, la moglie dell'uomo più cocciuto che abbia mai conosciuto, e l'ibrido meno probabile mai esistito. Ma soprattutto ora sono una regina. Quindi, quando si guarda allo specchio e si domanda Che cosa sono? Lei risponde, sono tutto ciò che voglio essere.

Guardo il mio piccolo Alsen sbadigliare di nuovo mentre lo rimetto nella sua culla, per poi voltarmi e guardare l'uomo della mia vita sorridermi.

- Quindi io sarei cocciuto è?

- Non solo quello.

Gli rispondo prima di baciarlo e stringermi tra le sue braccia, nonostante poche ore fa abbia partorito il bambino che ora dorme beatamente, non posso fare almeno che sentirmi piena di passione e lussuria quando lui mi tocca, cosi corriamo in stanza per poi chiudere la porta a chiave.

Sarà veramente qualcosa di pazzesco vivere al fianco di Klaus per l'eternità, non potrei non sentirmi più amata.


Nel frattempo poco lontano dalla mastodontica villa Mikaelson due uomini e una donna guardano le luci spegnersi.

- Dovremmo avvisarli del pericolo che si sta avvicinando.

La voce sicura dell'uomo in giacca e cravatta arriva forte e chiara alle orecchie della sorella.

- Sono d'accordo con te Tristan, dovremmo andare ora.

La donna dai lunghi capelli rossi viene fermata dal fratello che la guarda turgido.

- Aurora, non fare cosi, hai intensione di andare da lui non per avvisarlo ma per allontanarlo da sua moglie.

Aurora lo guarda in cagnesco mentre strattona il suo braccio.

- Quella troietta me lo ha portato via, lui è mio.

Risponde con possesso.

- Non è più tuo, ora e sposato è ha due bellissimi bambini.

Risponde il terzo uomo che nel frattempo era rimasto in silenzio a guardare la finestra della stanza di Klaus e Caroline.

- Tu non dovresti rispondere cosi Lucien.

Gli risponde autoritaria Aurora, mentre nota il fratello allontanarsi da loro e ritornare alla sua limousine.

- Cosa vuoi che ti dica? Klaus e sposato e ha dei figli, vuoi veramente separarli?

- Io lo rivoglio, come tu vuoi lei.

Le parole di Aurora lo sconvolgono tanto da concentrare la sua totale attenzione su di lui.

- So che sei innamorato di Caroline da quando aveva sedici anni e che non fai altro che spiarla da quella volta. Pensaci Lucien io posso avere Klaus tutto per me e tu Caroline ci guadagneremo tutti e due.

La sua proposta è cosi accattivante da fargli venir voglia quasi di dire di si.

- Hanno dei figli.

- Saresti un perfetto patrigno.

E dopo le sue ultime parole si dirige verso la sua limousine, mentre Lucien continua a guardare la villa difronte a lui.

- Ti amo Caroline, e anche se tu non ti ricordi di me, io so tutto di te. Per questo ti proteggerò a costo della mia stessa vita.

Angolo Autrice.

Ed ecco il mio regalo di natale per voi. l'ultimo capitolo di questa lunghissima storia. spero che vi piaccia e che mi direte cosa ne pensate. Ma i miei regali per voi non sono ancora finiti, perché pubblicherò il primo capitolo di una storia. Correte a leggerla si intitola l'oscurità cercherà sempre la luce. un bacio e un buon natale a tutti. 

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