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Mancavano poco più di cinque giorni al Natale e in ufficio regnava il caos più totale. Tutti erano impegnati a smaltire il lavoro accumulato durante il weekend e a portarsi avanti con varie pratiche da svolgere.
La mia postazione era sommersa di pile di documenti e scartoffie varie che avrei dovuto catalogare ed inserire nei database.
Quel pomeriggio il sr. Styles avrebbe tenuto una riunione straordinaria con i soci della filiale italiana e così decisi di ricordarglielo. Presi il telefono e attesi sulla linea n 1 che rispondesse.
«Salve sr. Styles le ricordo la riunione delle 5»
«Mh okay» e riagganciò.
Tu:
Che genere di musica ti piace ascoltare?
Harold:
Domanda difficile, sono un grande amante della musica in realtà
Harold:
Direi però che punto ai grandi classici come ad esempio Steve Wonder
Tu:
Come sei noioso!
Harold:
Steve Wonder noioso? Meg, non possiamo andare d'accordo
Ridacchiai e risposi.
Tu:
Di che colore sono i tuoi capelli?
Harold:
Non molto chiari, è il massimo che posso dirti
Tu:
Mi accontenterò, torno a lavoro
Harold:
Forse è meglio Megan
Qualche ora dopo Lilith entrò nel mio ufficio con aria annoiata e dopo essersi lisciata delle ciocche di capelli con le dita mi porse una busta bianca.
«È arrivata poco fa» mi spiegò come a rispondere ai miei dubbi inespressi.
Annuì distrattamente verso la ragazza e, dopo aver atteso che fosse uscita, l'aprii. Il mittente non era riportato e la busta da lettere era semplice, profumava vagamente di rose appena colte e non potei fare a meno di sorridere.
Al suo interno c'era un foglio scritto con una calligrafia aggraziata ma allo stesso tempo forte.
“Ogni cosa mi parla di te,
ogni volta che i nostri sguardi entrano in contatto perdo un battito,
ogni secondo passato a far finta di nulla mi logora.
Ovunque sarai girando l'angolo mi troverai, sempre.
-H.”
Rilessi la lettera circa quattro volte prima di rendermi conto di ciò che realmente Harold aveva fatto per me. In poche righe era riuscito ad esprimere l'essenza dei suoi sentimenti riguardo tutta questa faccenda. Riguardo me.
“Ovunque sarai girando l'angolo mi troverai, sempre”
Girando l'angolo l'avrei davvero trovato? Girando l'angolo da casa mia si trovava solo un vecchio paninificio mentre girando l'angolo dalla Company H.E. Styles si trovava il ristorante thailandese che mi fece scoprire Harold; per quanto riguardava il mio ufficio lungo angolo da voltare era quello dov'era presente l'ufficio del sr. Styles. Tutto questo non aveva senso quindi arrivai alla conclusione che fosse solo una metafora. Sarebbe stato bello se, per una volta, mi fosse venuto incontro anziché continuare a giocare e sospirai.
Mi sentivo onorata e anche in un certo senso imbarazzata dal suo gesto, d'altronde lui aveva dei fini differenti dai miei, credo. Ogni notte prima di addormentarmi passavo ore ad immaginare il suo volto ma, puntualmente, non riuscivo mai ad attivare alla fine. Me lo immaginavo alto, non troppo muscoloso e con una mente brillante. Occhi limpidi e sorriso smagliante, magari anche con qualche fossetta sui lati.
Tu:
Sei un pazzo!
Harold:
Vedo che la lettera ti è piaciuta
Tu:
Assolutamente!
Ne avevo bisogno, grazie
Harold:
Sei ancora convinta di volere il milione di dollari Megan?
Era con questa domanda che mi interrogavo da giorni. Ero assolutamente certa di volere solo il milione di dollari? Ogni certezza giorno dopo giorno iniziava a vacillare così come la mia stabilità emotiva. Harold era un concentrato di emozioni, cordialità e sorprese continue, imparavo sempre dettagli nuovi ed ognuno di essi non facevano altro che accrescere il mio interesse.
Tu:
Non posso risponderti ora
Harold:
Anche tu inizi a volermi, ammettilo
Leggendo quelle parole lo stomaco prese a contorcersi provocandomi di nuovo una sgradevole sensazione al livello del petto. Non mi piaceva quando cercava di leggermi dentro, questo voleva dire che stava iniziando a conoscermi. Un conto era tenermi le cose per me e un altro era metterle nero su bianco con lui.
Tu:
Facciamo così.. Dammi una data di scadenza e se entro quella data non sarò ancora innamorata di te prenderò solo i soldi
Harold:
Nessuno ha detto che dovrai innamorarti di me
Cazzo.
Harold:
Meg Meg Meg, sarà più facile di quanto pensassi
Tu:
Non cantar vittoria troppo,
dammi due mesi
Harold:
Due mesi siano, non vedo l'ora
Due mesi era il tempo che mi restava in questa azienda e mi avrebbe sicuramente aiutato a non concentrare tutte le mie energie su di lui, astuta no? Riposi il cellulare nella scrivania e tornai a lavoro.
Dopo circa due ore decisi di concedermi un caffè alla solita macchinetta scadente. Il pianerottolo sembrava deserto a parte per il biondo seduto di spalle con un caffè in mano. Lo riconobbi, era Cole, il ragazzo che mi aveva sconsigliato di berlo qualche settimana fa.
«Quel caffè non era una schifezza?» dissi appoggiandomi allo stipite della porta con le braccia incrociate.
Sobbalzò visibilmente prima di voltarsi nella mia direzione e non appena mi riconobbe si aprì in un meraviglioso sorriso.
«Assolutamente si ma sai, la pausa è ancora lontana e aspettare mi stava torturando»
Digitai il codice sulla macchinetta e attesi l'erogazione della mia bevanda.
«Quindi Megan, ti piace il tuo nuovo lavoro? Ho saputo che sei piaciuta molto al sr. Styles» disse osservando cautamente.
«Qui è tutto fantastico solo che in verità non credo di piacergli molto, magari apprezza il mio lavoro ma non me» abbozzai un sorriso forzato soffiando sul caffè bollente.
«Non è quello che si dice in ufficio» sussurrò per non farsi sentire da dei colleghi appena passati nel corridoio.
Aggrottai un sopracciglio chiedendo spiegazioni.
Cole si guardò intorno e si schiarì la voce «Gira voce che il sr. Styles abbia una specie di infatuazione o qualcosa del genere nei tuoi riguardi»
Quelle parole mi colpirono come un pugno allo stomaco. Non poteva essere.
«M-ma è impossibile...I-io devo tornare a lavoro, ciao» biascicai velocemente prima di tornare nel mio ufficio.
Tu:
Sei un veggente per caso?
,
Harold:
Sto lavorando anche a questo, perché me lo chiedi?
Tu:
Il sr. Styles ha una specie di cotta per me o così si focifera in ufficio,
buffo no?
Harold:
Non c'è niente da ridere,
stagli alla larga
Tu
Perché? Cosa sai che io non so?
Non ricevetti risposta per il resto della giornata.
SPAZIO AUTRICE
Hello!
Capitolo orrendo lo so ma cercherò di farmi perdonare, promesso.
Commentate e fatemi sapere che ne pensate.
Alla prossima ❤
Ig: redkhloewattpad/ _saradevincentiis
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