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Fissai lo schermo del computer inorridita e feci a malapena in tempo a raggiungere il bagno per liberarmi.
Sentivo un peso comprimermi lo stomaco e l'anima. Ero frastornata e niente sembrava più avere un senso. Tutto ciò in cui avevo creduto fin'ora ora mi si era sbriciolato davanti agli occhi e non sapevo se sentirmi più stupida per non averlo capito prima, oppure incazzata per la marea di bugie a cui ero stata sottoposta.
Ero stata usata e pedinata da quelli che credevo essere amici ma, a quanto pareva, si erano solo divertiti a prendermi in giro. Niall sapeva quanto ci stessi male e quanto avessi faticato per Harold, per salvare il suo fottuto posto di lavoro e per non mandare Edward al diavolo. Eppure persino lui non aveva avuto scrupoli nei miei confronti.

Respirai profondamente e dopo essermi sciacquata la bocca mi alzai sulle ginocchia che tremavano. Massaggiai le tempie dolenti e tornai a sedermi alla scrivania. Tirai fuori un vecchio block notes ed iniziai ad appuntare tutte le nuove nozioni apprese.

1. Harold, Edward e Gemma erano fratelli

2. Harold ed Edward si odiavano

3. Harold ed Edward avevano giocato con me

4. Niall ne era a conoscenza

Ed era quello, forse, il tasto più dolente. Mi ero fidata di lui in tutto e per tutto aprendogli il mio cuore e le mie preoccupazioni ma, questo non era bastato a fermarlo. Mi aveva seguita persino fino a Boston sapendo quanto Edward, Harold e lo scandalo in azienda mi avessero fatta soffrire ma, nonostante ciò, era rimasto in silenzio. Era rimasto a godersi lo spettacolo facendo finta di preoccuparsi per me quando in realtà avrebbe potuto mettere la parola "fine" già da diverso tempo.

Rovistai nella borsa estraendo il pacchetto di sigarette. Ne accesi lentamente una dietro l'altra e, quando avvertii la tensione sciogliersi, smisi.

D'ora in avanti sarei stata io a porre fine a tutto. Spettava me proclamare la parola. "fine".

***

Le due settimane seguenti evitai qualunque tentativo di avvicinamento di Niall. Mi aveva chiamata e mandato messaggi all'infinito alla quale io non avevo mai risposto. Era persino venuto a casa diverse volte ma senza successo.

In quei giorni avevo ricevuto anche alcuni messaggi su Facebook da parte di Edward dove cercava inutilmente di scusarsi. Ma, ovviamente, non risposi nemmeno a quelli. Volevo tagliare i ponti con tutti.

Le prime settimane lavorative nella nuova azienda passarono abbastanza in fretta e senza drammi. Il carico di lavoro era nettamente inferiori rispetto a prima e non mi dispiaceva.
I colleghi erano gentili e disponibili, avevo stretto amicizia con due ragazze del mio stesso piano e tutto somato non mi dispiaceva guadagnare di meno. Mi sentivo appagata e tranquilla di poter svolgere il mio lavoro senza ansie o gelosie tra dipendenti.

«Megan, scusami ma qui fuori c'è un tizio che sta facendo scaldare la sicurezza e chiede di vederti» mi comunicò imbarazzata Emma, la segretaria.

«Chi è?» chiesi titubante.

«Un certo Niall Horan»

Mi morsi il labbro inferiore e sbufdau sonoramente strofinandomi gli occhi. Non ero pronta ad affrontarlo, non ancora ma sapevo che prima o poi avrei dovuto farlo.

«Lo faccio mandare via se non vuoi» disse gentilmente seguendo il mio sguardo preoccupato.

Scossi la testa e le sorrisi debolmente.

«No fallo entrare, grazie Emma»

Mi salutò con un gesto del capo e spalancò la porta dalla quale emersero Niall e Rogers, uno degli uomini della sicurezza.
L

o teneva stretto per un braccio e lo guardava con aria scocciata, probabilmente era l'unico ad aver dato problemi in quella giornata.


«Se le da problemi non esiti a chiamarmi, sono qui fuori» esordì l'uomo spingendo il biondo su una sedia e chiudendosi la porta alle spalle.

Ci fissammo negli occhi per diverso tempo finché cedetti e spostai lo sguardo altrove. Quegli occhi azzurri in cui troppe volte mi ero specchiata e rifugiata ora mi facevano quasi sentire un'estranea.

«Sto lavorando, non dovresti essere qui» dissi ritornando a prestare attenzione al mio computer.

Con la coda dell'occhio lo vidi passarsi una mano tra i capelli mentre si poggiava pesantemente contro la seduta. Aveva la barba sfatta e l'aria di uno che non dormiva da parecchio. La solita aria allegra e spensierata che lo distinfuevano, sembra essere scomparsa.

«Dimmi perché» sibilò appena.

«Dimmi perché mi stai ignorando da due cristo di settimane»

Da dove avrei dovuto iniziare? Dal fatto che sapesse tutto e me l'avesse tenuto nascosto? Delle lacrime asciugate mentre piangevo per il fatto che Harold non volesse più saperne di me?

«Perché sei un bugiardo, un meschino bugiardo e io non voglio avere nulla a che fare con chi prende in giro persone alla quale si professa di voler bene» sputai velocemente cercando di mantenere la calma.

Sgranò gli occhi, già gonfi, e cercò di boccheggiare qualcosa. Era sorpreso e e, probabilmente, non si aspettava di sentirmi dire ciò ma, dovevo.

«Tu-tu... Megan di cosa diavolo stai parlando?» chiese alzandosi dalla sedia guardandomi dall'alto.

«Sappiamo tutti e due che mi hai mentito, Niall non puoi far finta di nulla»

Fu in quel momento che capì.
Abbassò le spalle e mi guardò con rammarico.

«L'ho fatto per te, credimi, non volevo che soffrissi e ci restassi male nel scoprire la verità. Io cercavo solo di proteggerti, magari ho sbagliato a mentirti ma...non lo so, sono stato un coglione» disse tutto d'un fiato gesticolando.

«Avresti potuto dirmi la verità da parecchio e porre fine a tutta questa merda ma no, non l'hai fatto» continuai «Da che parte stai? Fingi di essere amico di entrambi ma pugnali alle spalle solo me, mh?» chiesi alzandomi, a mia volta, dalla scrivania in modo da poterlo guardare meglio negli occhi.



«Come ti saresti comportata al mio posto? Come avresti gestito questa assurda situazione senza prendere le parti di nessuno? I-io, cercavo di fare la cosa giusta, di non far soffrire nessuno» disse tirandosi una ciocca di capelli ormai sull'orlo di una crisi.

«E come credi che mi sia sentita io quando, dopotutto quello che ti avevo confessato, ho scoperto che mi stavi prendendo per il culo? Harold ed Edward sono gemelli, ho avuto la risposta sempre sotto il naso e non ti sei mai segnato di darmi una cottura mano ad uscire da questa situazione. Quindi va' a farti fottere una volta per tutte!» gridai sbattendo con forza sulla scrivania, una pila di documenti restituendo, così, il silenzio.

Eravamo a pochi passi l'uno dall'altro e ci guardavamo come se, da un momento all'altro, avremmo estratto le pistole. I suoi occhi chiari erano espressivi e la mascella contratta in una smorfia seria così come il resto del corpo. Nonostante fosse più grosso ed alto di me, mi sentivo padrona della mie parole e niente e nessuno mi avrebbe convinta del contrario.

In un sol balzo scavalcò il piccolo spazio che ci divideva e le sue labbra furono sulle mie.

«Megan cazzo, io ti amo»

SPAZIO AUTRICE

Hello!
E siamo a quota due, manca il bacio con Harold e abbiamo completato la lista AHAHAHAH
Mancano pochi capitoli alla fine e già sto piangendo ma non tenente, ne avrete ancora per un bel po' di me.

Alla prossima ❤️❤️


Ig: redkhloewattpad/ _saradevincentiis

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