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Per tutta la serata cercai di convincere, invano, Niall a rivelarmi il nome del figlio adottivo degli Styles. Non so perché ma volevo sapere di più su di lui anche se la faccenda non mi riguardava. Magari avrei potuto conoscerlo meglio e farmi dire qualcosa di più anche su Edward visto che, tra lui ed Harold, non scorreva buon sangue.
Ogni giorno che passava ero sempre un millimetro più vicina alla verità e non avrei di certo mollato ora. Harold era certamente un osso duro ma io lo ero altrettanto e avrei passato anche l'intero anno a cercarlo. Avevo bisogno di scoprire la sua identità perché.....esattamente non conoscevo ancora la motivazione ma dovevo farlo. Non avrei accettato il milione di dollari, ormai era chiaro, e non avremmo neanche iniziato una relazione. Dovevo ancora stilare la lista dei motivi che mi stavano spingendo a far tutto questo, magari volevo solo dimostrare a lui e a me stessa che ero una donna capace di portar a termine gli obiettivi prefissati. O, più semplicemente, volevo fargli sapere quanto forti ed intensi fossero state le emozioni provate dinanzi ai suoi messaggi. Già, detta cosa poteva sembrare una cosa stupida e da adolescenti, ma al momento non avevo idee migliori. Avrei dovuto pensare anche a questo ma per adesso decisi di accantonare la questione.
Tu:
24 giorni
Tu:
Siamo quasi allo scadere dei tre mesi che mi avevi concesso ma...mai dire mai, no?
Mancavano sei giorni allo scadere del tempo e dovevo darmi una mossa. Avevamo fatto un patto e, anche se a lui non importava più, l'avrei mantenuto ad ogni costo.
C'ero quasi ormai.
«Mi stai ascoltando?» chiese Edward irritato ed impaziente come sempre. Anche se tra noi era nato una sorta di rapporto confidenziale, sul posto di lavoro esigeva comunque che i problemi personali venissero lasciati da parte.
«Emh si, mi s-scusi sr. Styles» mi avvicinai alla sua scrivania e gli consegnai le ultime pratiche.
«Perfetto, puoi andare» ordinò con un gesto liquidatorio in direzione della porta.
Mi voltai e a passo svelto mi avviai verso l'uscita ma, prima che potessi mettere piede fuori, mi richiamò e sottovoce sussurrò.
«Sei molto bella oggi»
Rimasi per un attimo spiazzata dal suo complimento inatteso e mi limitai a ricambiare con un sorriso prima di sparire nel corridoio.
Questi suoi repentini cambi d'umore mi rendevano instabile più di quanto già non fossi. Ero una continua oscillazione tra ansia, panico, rabbia e frustrazione, non riuscivo ad andare oltre. Era tutto troppo complicato.
Mi rintanai nel mio ufficio e dopo aver mandato l'ennesimo messaggio ad Harold terminai il lavoro restante di quella giornata. Erano diverse settimane ormai che finivo di lavorare in anticipo e così mi concessi il privilegio di ammirare il panorama dalla mia parete vetrata. Erano le cinque e quarantacinque di pomeriggio ed il tramonto, ormai arancione, ricopriva la città di un'atmosfera magica tanto da far fermare alcuni pedoni ad ammirare l'orizzonte. Osservai lo skyline per diverso tempo finché un SUV nero lucido attirò la mia attenzione parcheggiando proprio sotto la mia finestra. Di auto di quel calibro ne erano presenti diversi nell'azienda ed erano affidati perlopiù a dirigenti, amministratori e pezzi grossi. Attesi alcuni minuti che la persona alla guida scese ma il contatto venne interrotto dal trillo fastidioso del PC, segno che era arrivata una nuova e-mail.
Sbuffai e mi concentrai su di essa, gettando comunque ogni tanto occhiate verso l'auto. Dopo aver risposto ed inoltrato tutto al capo spensi il PC e tornai a concentrare sull'auto che, per mia sfortuna, era sparita.
Ultimamente ero diventata piuttosto diffidente e sospettosa. Osservavo tutto e tutti dando importanza anche ai più irrilevanti dettagli che mi circondavano. Tutto mi parlava di Harold e, siccome sapevo fosse ormai correlato al sr. Styles, ero prevenuta anche nei suoi confronti.
Presi le mie cose ed uscì, come accadeva da un po' di tempo a questa parte, in anticipo di qualche minuto per non incrociare sguardi indiscreti.
Salii in macchina e poco prima di immettermi nel traffico scorsi, ancora una volta, lo stesso SUV di prima parcheggiato a pochi metri di distanza.
Qualche secondo dopo partì sfrecciando sulla strada e senza pensarci due volte lo seguii. Il suo era un ritmo abbastanza sostenuto ma riuscì, comunque, a stargli dietro.
Non sapevo esattamente per quale ragione lo stessi seguendo ma, sentivo che dovevo farlo.
Chiamatelo sesto senso, intuito femminile o semplicemente mania di persecuzioni, io dovevo farlo. O quanto meno lo avrei fatto fino ad un certo punto.
Il viaggio durò circa una ventina di minuti finché, con mio enorme stupore, non accostò di fronte l'imponente cancello in ferro battuto di un'abitazione di cui non avevo mai fatto caso. Nonostante percorressi questa strada praticamente ogni giorno non avevo mai notato la maestosa villa posta al di là del cancello, forse perché a causa della via alberata, l'abitazione risultava un po' lontana. Si notava fosse la dimora di qualche pezzo grosso perché in questo quartiere, particolarmente tranquillo, non erano presenti altre case simili.
L'auto fece il suo ingresso all'interno e sparì poco dopo in fondo alla strada. Senza dare nell'occhio scesi dalla macchina e mi avvicinai cautamente al cancello per leggere meglio i nomi incisi su di esso.
Strabuzzai gli occhi e quasi mi strozzai con la mia stessa saliva quando lessi l'unico cognome impresso a lettere d'oro: STYLES.
SPAZIO AUTRICE
Hello !
Scusatemi per il capitolo un po' moscio ma era necessario. Non possono esserci sempre colpi di scena no? Comunque spero vi piaccia come come sempre perdonatemi gli errori, mi sto ancora abituande alla tastiera enorme del mio nuovo cellulare.
Non ci sono rimasti moltissimi capitoli alla fine della storia, penso massimo una DECINA al massimo.
C
ome sempre commentate e seguitemi su Instagram se volete essere sempre aggiornati sulle ultime novità: redkhloewattpad/ _saradevincentiis
Alla prossima ❤️❤️
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