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Le lancette color avorio dell'orologio correvano velocemente e senza accorgermene era già quasi ora di chiusura.

Ero rinchiusa nel mio ufficio da diverse ore e non avevo trovato il coraggio di uscirne. Mancavano pochi minuti al termine di quella giornata lavorativa e fu la prima volta in cui non ne fui felice.

Durante la mattinata avevo mandato diversi messaggi ad Harold ma ovviamente li aveva ignorati tutti. Gli avevo parlato del motivo per la quale avevo accettato di uscire a cena con il mio capo e gli avevo addirittura chiesto scusa per non so quale motivo. Non rispose mai.

Mi alzai dalla poltrona nera lucida e mi posizionai difronte il grande specchio che si trovava vicino la porta osservando la mia figura. Per la cena, come suggerito, avevo deciso di indossare un paio di jeans stretti bianchi a vita alta , un maglioncino con scollo a barca blu elettrico e degli stivaletti alti. Sciolsi i capelli dallo chignon fatto quella mattina e li riavviai con le dita dandogli un po' di volume.

Sicuramente il sr. Styles era abituato ad un'altra tipologia di donne da avere al suo fianco e ne fui, in un certo senso, sollevata. Questo stava a significare che dopo questa uscita mi avrebbe sicuramente lasciata in pace e forse avrei potuto riunire i cocchi rotti con Harold.

Sobbalzai sentendo dei tonfi contro la porta e, senza aspettare che rispondessi, vidi il mio accompagnatori far capolino. Si era cambiato anche lui e aveva sostituto il completo gessato nero con un jeans blu slavato e una felpa rossa intrecciata. Probabilmente non mi sarei mai abituata a vederlo indossare capi di comune sartoria ma, dovevo ammettere, che gli donavano anche quelli. Non era sicuramente uno di quegli uomini che passavano inosservati, era affascinante e sapeva di esserlo. Curava la sua immagine in ogni dettaglio ed ero certa provasse una certa soddisfazione quando le donne dell'ufficio lo guardavano con occhi sognanti.

Mi scrutò senza vergogna da capo a piedi per e, dopo aver insistito sul centimetro di pelle lasciato scoperto dalla maglia, mi fece cenno con il capo di andare.

Percorremmo tutto il viaggio fino alla sua imponente auto nel completo silenzio e solo dopo esserci accomodati mi rivolse un sorriso timido.
Cercai di rilassarmi un po' ma sia il freddo, sia la sua presenza non me lo permettevano. Mi accomodai comodamente nel sedile di pelle guardando fuori dal finestrino mentre ci immettevamo nel traffico.

«Dove stiamo andando?» chiesi dopo vari minuti di cammino.

«A cena» ironizzò continuando a guidare.

Scrollai le spalle e presi il cellulare per controllare se fosse arrivato qualche SMS che, ovviamente, non trovai.

Tu:

Perché hai deciso di chiuderla senza nemmeno aver avuto la decenza di dirmelo?

Pochi secondi dopo sentii un altro cellulare vibrare e mi irrigidii.

Con estrema calma lo vidi agguantare l'oggetto e quando lesse il mittente, sbuffò e rispose.

«Ciao mamma...si...va bene...okay...a dopo...anch'io te ne voglio» e mise giù.

Sorrisi assistendo a quel piccolo momento della sua vita privata e concentrai di nuovo lo sgurdo fuori.
Il tramonto brillava ed incorniciava di arancione tutta la città che, sotto di noi, sfrecciava e si allontanava.

«Ti ringrazio di aver accettato il mio invito» disse senza staccare gli occhi dalla strada.

«Emh non credo mi abbia lasciato molta scelta» farfugliai.

«Fuori dall'azienda puoi darmi del tu, chiamami Edward»

Sgranai gli occhi e lo guardai allarmata. L'abitacolo sembrava ristringersi ogni secondo di più e la sua immagina rilassata iniziare a girare vorticosamente.

Di chi era quel profilo che avevo visitato il giorno prima? Doveva essere per forza lui, c'erano le sue foto e le informazioni relative all'azienda.

Rimuginai qualche secondo in silenzio e cercai di fare mente locale. L'unica spiegazione plausibile era che avesse il doppio nome e che, in questo caso, fosse proprio Harold. Magari preferiva essere identificato in quel modo sui social.

«Siamo arrivati»

Mi risvegliai dai miei pensieri ed insieme scendemmo nel luogo scelto.
Si trattava di una specie di tavola calda messa a nuovo; il pavimento ero nero lucido, le pareti tinte di rosa cipria e i vari ornamentali anch'essi neri. L'ambiente era spazioso e piuttosto luminoso, evidentemente Edward era solito venire qui.

Ci accomodammo in un angolo appartato della sala e ordinammo entrambi un primo ed un secondo italiano.

«Smettila di torturarti quel labbro» esordì severo di fronte a quel mio gesto involontario.

Biascicai delle parole di scuse e mi misi a giocare con una briciola di pane; tutto sarebbe stato meglio che guardarlo.

Posò agilmente una mano sulla mia e la strinse appena. I suoi occhi verdi erano immersi nei miei e mi scrutavano con attenzione ed estrema lentezza, come se volesse studiarmi.
Una ciocca di capelli scuri gli incorniciava la fronte e gli enormi anelli d'oro che portava alle dita erano in contrasto con il suo outfit casual. A vederlo così non sembrava affatto il giovane dirigente della Company H.E. Styles.

«Sei molto bella questa sera» sussurrò quasi come se avesse paura che qualcun'altro potesse sentirci.

«I-io emh..la ringrazio»

«Dammi del tu e no, non devi ringraziarmi. Una bellezza come la tua è rara da trovare e da portare con tanta scioltezza come fai tu» continuò «a volte ti guardo e sembri non essere consapevole del potere e dell'effetto che hai sugli uomini arrapati di mezza azienda»

«Spaccherei la faccia a quegli idioti se solo non lavorassero per me» e chissà perché ero convinta che non scherzasse affatto.

Avevo appena ricevuto delle lusinghierie dal mio capo e io me ne stavo lì, zitta a osservarlo mentre un ampio sorriso si espandeva sul suo viso. Mi sentivo in imbarazzo ma non volevo darlo a vedere, avrebbe solamente peggiorato le cose.

«Sai un'altra cosa che mi piace di te e proprio questa, la tua timidezza. Non ti immagini quanto sia eccitan-»

«Ecco a voi le vostre ordinazioni signori» ci interruppe il giovane cameriere posando davanti ad entrambi un piatto fumante di spaghetti alla carbonara.

Il moro davanti a me quasi lo incenerì con lo sguardo e, fortunatamente, non tornò sull'argomento.

Sarebbe stata una cena molto lunga.

SPAZIO AUTRICE

Hello!
Secondo voi come finirà quest'appuntamento? Ho spezzato il capitolo per non farlo venire troppo lungo quindi...a presto con il continuo! ❤

Commentate mi raccomando ❤

Alla prossima ❤

Ig: redkhloewattpad/ _saradevincentiis

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