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La mattina seguente mi svegliai di malumore e schifosamente in anticipo rispetto al suono della sveglia. Avevo dormito circa tre ore e non avevo avuto pace nemmeno nel mondo dei sogni.

Mi trascinai in silenzio al piano inferiore e preparai una dose consistente di caffè senza zuccheri, avevo bisogno di carburante se volevo arrivare alla fine della giornata. L'abitazione era immersa ancora nella quiete più totale e mi beai per un attimo del solo rumore del mio respiro regolare.

Controllai il cellulare ma non vi trovai alcuna notifica e la cosa non mi dispiaccue. Avevo bisogno di chiarire le idee e con Harold che mi ronza a intorno non sarei riuscita a fare molto.

Ripercorsi lentamente gli accaduti delle ultime ventiquattrore e rabrivii nonostante la coperta di pail sulle spalle. Sembravo uno zombie privo di vita. I capelli erano spettinati come non mai e dei solchi pronunciati sotto gli occhi andavano ad acclamare la mia nottata insonne. Nemmeno se mi avesse investita un camion sarebbe riuscito a ridurmi in questo stato pietoso.

Il suono della sveglia del cellulare mi risvegliò e poggiai la fronte sul marmo freddo del tavolo della cucina.   Avrei fatto di tutto, qualsiasi cosa pur di evitare di andare a lavoro oggi ma ero consapevole che non avrei fatto altro che struggermi per tutto il tempo. Dovevo tenere la mente occupata e forse, nella quieta del mio ufficio, ci sarei riuscita.

Mi gettati sotto il getto bollente doccia e ci restai più tempo del dovuto. Se avessi potuto avrei passato l'intera giornata a crogiolarmi qui sotto e a lasciarmi coccolare, ma avevo degli impegni da rispettare seppur avessi fatto volentieri a meno.

Asciugai pigramente i capelli e notai essermi cresciuti un bel po' dall'ultima volta che li avevo tagliati. Arrivavano a circa metà schiena e sorrisi nel ricordare quanto, da bambina, li desiderassi così lunghi. Mia madre mi costringeva a portarli corti perché, secondo lei, erano più semplici da tenere ordinati e puliti.
Così non appena fui abbastanza grande da decidere da sola, li feci crescere senza mai tagliarli per anni.

Entrai in un pantalone semplice beige e indossati la prima camicia a caso che trovai. Truccati leggermente le occhiaie ed uscii velocemente di casa.

Quella mattina il cielo era  incorniciato da grosse nubi grige ma non me ne sorpresi. Dopotutto anch'io mi sentivo così...grigia.
Un colore tanto neutro quanto significativo.

Arrivai in ufficio con dieci minuti di anticipo e, senza dare nell'occhio, sgattaiolai nel mio ufficio. Evitai per il restante giorno ogni tipo contatto umano e mi dedicai interamente a portare a termine il lavoro.

Nonostante fossi totalmente concentrata il mio pensiero, inevitabilmente, girava intorno a ieri e al comportamento vendicativo di Harold. Non ero a conoscenza dei suoi pensieri, per quanto mi sforzarsi non riuscivo mai a trapassare quel muro che ci separava. Cercare di decifrare i suoi sentimenti era quasi impossibile e il fatto che, invece di discuterne, scappasse non lo rendeva più semplice.

Controllai il cellulare ma, niente.
Senza i suoi messaggi quotidiani che mi auguravano buona giornata mi sentivo come se mi fossi dimenticata di fare qualcosa di necessario affinché la giornata fili liscia. Quasi come se mi fossi dimenticata di respirare.

Tu:

Ciao, tutto bene?


Sbuffai quando non ricevetti risposta immediata e mi rimisi al computer. Era così dannatamente frustrante essere ignorata e non avere mezzi, se non questo, di poterlo contattare. In fondo lui sapeva tutto di me e se avesse voluto gli sarebbe bastato un attimo per raggiungermi, mentre io...no. Avrei dovuto aspettare che si facesse vivo in qualche maniera. Ancora una volta ero costretta a sottostare al suo volere e la cosa mi irritava da morire.

Tu:

Hai intenzione di ignorarmi per tutto il giorno?


Avevo riversato così tanta tensione e carica sul lavoro che non mi accorsi di aver terminato, in anticipo, tutti i compiti di quella giornata.
Picchiettai insistentemente le dita sul bordo di legno della scrivania e sbuffai.
Aprii internet ed accedetti ai miei account social per trascorrere il tempo rimanente.

Tu:

Ho finito in anticipo il lavoro e tutto per colpa tua che non mi distrai con i tuoi messaggi provocatori.
Non vorrai mica che diventi una dipendente modello, vero?


La buttai sul ridere sperando che ingenuamente decidesse di degnarmi della sua compagnia.


Entrai su Facebook e per curiosità provai nuovamente a cercare il profilo di Niall che, ancora una volta non riuscire a trovare. Sicuramente era stato obbligato da Harold ad oscurare il profilo.

D'un tratto, nominando il suo nome, mi illuminai. Come avevo fatto a non pensarci prima?

Digitai freneticamente il nome sulla barra di ricerca e lo trovai all'istante.


Harold Styles, il compagno di classe di Lucas.

Cliccai sul primo risultato e, in effetti, sembrava proprio trattarsi del profilo del mio capo. Sbriciai senza ritegno i contenuti da lui resi pubblici ma non vi trovai nulla di rilevante. Solo diversi post sull'azienda, la politica e fatti di cronaca legati alla città.

Mi misi a sfogliare anche le fotografie ma, sfortunatamente, non ne possedeva molte. Una in particolare però catturò il mio interesse e lo ritraeva seduto a terra insieme ad una ragazza. Entrambi vestiti in abbigliamento informali dentro le mura di un salotto in penombra.
Molteplici tatuaggi fuoriuscivano dalla camicia a maniche corte rossa che indossava e i capelli erano leggermente più corti di come li portava ora. Il suo volto era rilassato e stranamente meno imbronciato del solito, pareva essere un'altra persona.


Eravamo tutti abituati al sr. Styles serio, elegante e distinto che, nei panni di comune cittadino, faticava persino ad immaginarmelo.

Lessi i commenti in cui, diverse persone, facevano loro i complimenti e uno in particolare mi saltò all'occhio.

Gemma B. Styles: E sorridi qualche volta Haz xx

Perché questo nome non mi suonava nuovo?

Rovistai qualche minuto anche sul profilo della ragazza e poi uscii spegnendo il PC.
Mancavano pochi minuti alla fine della giornata così mi preparai ad affrontare il freddo gelido che si prospettava al di fuori della struttura.

Salutai Lilith con la mano e, prima che potesse aprire bocca, mi precipitai verso la mia auto che fortunatamente distava pochi metri.
Buttai un respiro di sollievo quando il caldo tepore dell'abitacolo entrò a contatto con la mia pelle gelida e accessi l'ennesima sigaretta della giornata.

Tornai a casa e dopo aver cenato e guardato L'alba dei morti viventi  con mia madre e Lucas, mi gettai a letto.

Guardai il cellulare e ancora una volta non trovai nessuna notifica.

Tu:

S

i può sapere che fine hai fatto?

Tu:

Se ti ho fatto arrabbiare vorrei almeno saperne la ragione

Tu:

Dai Harry


Non credo, arrivati a questo punto, gli importasse realmente di darmi una spiegazione, di sgridarmi o magari di inveirmi contro. Magari si era stancato davvero di giocare con me e aveva pensato bene di chiuderla per passare alla prossima ragazza. In fin dei conti non sapevo in quale modo avesse liquidato le altre candidate e non potevo di certo aspettarmi che mi riservasse un trattamento di favore.

Non avevo avuto il milione di dollari e neanche il suo cuore come mi aveva detto non molto tempo prima. Era un bugiardo ed uno psicopatico, e queste purtroppo erano state le conseguenze di aver accettato.

In quell'esatto istante il trillo di avviso  di un nuovo messaggio mi sorprese e mi ritrovai a sorridere tra me e me.

Allora forse non gli ero del tutto indifferente come pensavo.

+ 04 3271571006:

Volevo ricordarti la cena di domani sera e dirti di vestirti casual, dolci sogni, ne avrai bisogno
- ES

SPAZIO AUTRICE

Hello!
Perché Harold non risponde più ai messaggi? E perché a Megan dispiace così tanto? COMMENTATE E VOTATE!

Alla prossima ❤


Ig: redkhloewattpad/ _saradevincentiis

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