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«Buongiorno Lil, come sono andate le vacanze?»
«Mh diciamo, sai sono andata a sciare solo tre volte» sbuffò la mora soffiando sulle unghie smaltate.
«Già, davvero un peccato» ironizzai prima di salutarla e salire al mio piano.
Probabilmente ero più soddisfatta io della mia modesta vita che loro circondati da tutto quello sfarzo. La mia esistenza si basava su piccoli e semplici attimi di vita quotidiana, come ad esempio il caffè la mattina, un abbraccio di mia madre e una passeggiata in riva al lago. Nientedi entusiasmante ma, nonostante questo, adoravo la mia routine rassicurante.
Attesi la straziante salita dell'ascensore fino al ventitreesimo piano e dopo aver salutato Cole mi immersi nel mio ufficio. Durante le vacanze il lavoro si era accumulato parecchio e feci molta fatica a rimettermi a pari. Coordinai l'elenco delle nuove stagiste, organizzai per filo e per segno tutte le riunioni della settimana e risposi a circa una trentina di e-mail.
La pausa pranzo arrivò velocemente così decisi di consumare un panino in ufficio per portarmi avanti con il lavoro restante.
Quella mattina Harold non si era ancora fatto vivo ma l'associai al carico di lavoro che, probabilmente, anche lui aveva dovuto smaltire. Negli ultimi giorni l'avevo sentito particolarmente distante e formale. Il conto alla rovescia alla fine del mio stage correva veloce e non avevo ancora la più pallida idea di chi potesse essere in realtà. Ero riuscita ad estorcere alcune informazioni da mio fratello riguardante il suo amico Harold che infatti, sembrò corrispondere al profilo del mio capo che, a quanto pare si chiamava anch'esso Harold.
Una persecuzione dunque.
Tu:
Tu e il mio capo avete lo stesso nome, bizzarro eh?
Harold:
"Davvero? Beh a me sta sicuramente meglio"
Harold:
Com'è andata oggi?
Tu:
È stata una mattinata intensa, a te?
Harold:
Molto bene, sai vederti mi mette stranamente di buon umore
Trattenni il respiro e cercai di fare mente locale di tutte le persone incrociate oggi. Non erano molte anzi, si potevano contare sulle dita di una mano: Lilith, Cole, il portiere e l'altra nuova stagista. Non avevo messo il naso fuori dall'ufficio neanche per prendere un bicchiere d'acqua quindi le probabilità che Harold mi abbia incrociata si ridecevano praticamente a nulle.
Tu:
Inizi a spaventarmi, davvero
Tu:
Stai bleffando
Harold:
Piccola Meg, credi davvero che io stia bleffando?
Harold:
Credi che soltanto perché non possa rivelarmi io non sappia dove sei e con chi sei in ogni momento?
Harold:
Sei il mio oggetto di studio preferito
Quindi tutto si riduceva ad un fottuto gioco di potere, chi aveva il controllo su chi. Non importava se avessi scelto lui o i soldi, importava solo poter avere il controllo su una persona facilmente gestibile. Non conoscevo la sua identità quindi era libero di seguirmi ed osservarmi a suo piacimento, tanto io non l'avrei saputo. La cosa malata in tutto ciò era che provava piacere nel comunicarmelo e farmi sentire costantemente sotto controllo, come una pedina.
Ecco, tutto girava intorno al controllo e al sentirsi un uomo alfa.
Voleva essere il padrone.
Era davvero questo che volevo rappresentare? Una pedina? Un oggetto facile da maneggiare?
Dovevo cambiare strategia altrimenti i ruoli non si sarebbero mai invertiti e c'era un solo modo per farlo: dovevo bleffare. Esatto, dovevo far finta di avvicinarmi alla meta per far crollare le sue sicurezze e batterlo al suo stesso gioco.
Tu:
Ti credo, so che non stai bleffando..
solo evita di comportarti da maniaco
Harold:
Ti assicuro che ogni mia azione è a fin di bene Megan
Tu:
Bene, allora è arrivato il momento di porti le mie tre domande
Tu:
1. Qual'è il nome di tuo padre?
Harold:
Robin e il tuo?
Tu:
Si chiamava Erik
Harold:
Chiamava?
Tu:
Ci ha lasciati qualche anno fa
Harold:
Mi dispiace, se solo l'avessi saputo avrei evitato, perdonami
Tu:
Ora non fa più tanto male
Tu:
2. Dove sei andato alle superiori?
Harold:
Alla Kennedy J.k. State, credi sia rilevante?
Tu:
Mie le domande, mie le regole
Tu:
3. Sei tu ad osservarmi o incarichi altri per farlo?
Harold:
Sempre io Meg, non sopporterei che qualcun'altro ti guardasse come faccio io
Perfetto, ero riuscita a restringere un po' il campo, almeno così avevo la certezza che almeno uno degli sguardi incrociati durante il giorno appartenessero a lui, forse. Nessuno mi garantiva che fosse la verità ma a qualcosa dovevo pur appigliarmi.
Ora avevo abbastanza elementi per iniziare le mie ricerche e non mi sarei fermata finché non avrei trovato almeno uno straccio di indizio.
Aprì una seconda pagina sul mio Mac e mi collegai sul mio profilo Facebook dove iniziai digitando “Harod” e la località. Apparvero decide e decine di risultati ma nessun profilo in particolare catturò il mio interesse.
Ed ora?
Pensai per qualche minuto finché non mi tornò in mente il profilo allegro di Niall, già, Niall non era un nome particolarmente utilizzato in questa zona, quindi digitai anche il suo nome. Sorprendentemente ne vennero fuori diversi risultati ma non così tanti da non poterli visionare tutti. Iniziai con il primo e né spuntò fuori un uomo sulla sessantina che sorrideva alla fotocamera insieme ad una bambina bionda, probabilmente sua nipote. Visionai gli altri profili e proprio mentre stavo per arrendermi mi venne in mente che magari Niall fosse in realtà l'abbreviazione di Nialler, così provai anche con questo nome e vennero fuori solo due risultati. Dell'icona ricobbi immediatamente la figura del biondo in abiti sportivi mentre era concentrato a calciare un pallone verso la rete, bingo.
Sbirciai un po' sul suo account trovando diversi post sul cibo, calcio e feste tradizionali irlandesi, niente di rilevante. Decisi di controllare l'elenco dei suoi amici e scoprii averne davvero così restrinsi il campo digitando il suo nome.
Cerca: H (469 amici trovati)
Le mani iniziarono a tremarmi e mi ritrovai improvvisamente con la gola secca e un senso di oppressione nel petto. So che la stavo facendo sporca, non era giusto ricorrere a questo ma, dopotutto, non aveva specificato nulla su come dovessi o potessi fare le mie ricerche. Se Harold era iscritto qui su Facebook, probabilmente, mi trovavo ad un passo da scoprire la verità.
Cerca: Ha (232 amici trovati)
Cerca: Har (87 amici trovati)
Cerca: Haro (13 amici trovati)
In quell'esatto momento il suo profilo si chiuse bruscamente così come la mia scheda. Provai a riaccendere ma quando tentai di ritrovarlo il suo profilo era sparito.
Mi aveva bloccata.
SPAZIO AUTRICE
Siamo arrivati a 1k di visualizzazioni in meno di un mese e non immaginate quanto questo mi renda felice. Siete strepitosi, vi ringrazio davvero davvero molto per questo traguardo immenso. Spero che il capitolo vi piaccia, nel caso commentate, mi farebbe piacere conoscere le vostre opinioni e i vostri pareri.
Vi voglio bene ❤
Alla prossima ❤
Ig: redkhloewattpad/ _saradevincentiis
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