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Harold:

Buon Natale Megan!


Harold:

Ho ricevuto il tuo regalo e ne sono rimasto molto sorpreso, ti ringrazio


Harold:

Spero che anche il mio sia stato all'altezza delle tue aspettative


Tu:

Buongiorno e auguri anche a te :-)


Tu:

Il mio è niente in confronto, non dovevi farmi un regalo così costoso...


Harold:

Posso permettermelo Megan e l'ho fatto con piacere, credimi


Harold:

Ora vorrei conoscere il motivo del tuo regalo, non c'era un bigliettino allegato quindi sono curioso


Tu:

“Beh, visto che al nostro ipotetico incontro manca ancora più di un mese (forse) ho pensato che con una polaroid potresti scattarti una foto al giorno cosicché possa vederle e recuperare tutto questo tempo...non so se mi sono spiegata”


Tu:

Detta cosa è ancora peggio...ti prego ignora tutto e lascia perdere, sono un disastro a fare regali


Harold:

Non ti rendi conto di quanto questo significhi per me Megan. Il tuo regalo ha un valore inestimabile e la ricerca che c'è dietro lo rende ancora più prezioso. Sarò lieto di accontentare la tua richiesta


Feci un piccolo saltello nel letto e sorrisi istintivamente contro il telefono. Quel ragazzo possedeva un potere tutt'altro che superficiale su di me e non sapevo se esserne contenta o meno.

Tu:

Sono davvero felice che ti piaccia


Guardai l'ora ed essendo ancora presto decisi di scendere per preparare la colazione a tutti. Mi misi ai fornelli di buon umore ed iniziai a miscelare, impastare, cuocere e friggere ogni tipo di cibaria: pancakes, uova strapazzate, wurstel, prosciutto cotto affumicato, pane tostato con burro e marmellata, bacon, caffè, succo all'arancia e latte con i cereali.

«Mh cos'è hai chiamato un catering?» biascicò mio fratello stroppiciandosi gli occhi.

«Buon Natale anche a te» dissi ironica andandogli incontro a stampargli un bacio sulla guancia.

Io e Lucas eravamo i classici fratello e sorella che litigavano un giorno si e l'altro pure ma da quando era partito per il collage il nostro rapporto era mutato completamente. Ogni occasione era buona per passare del tempo insieme ed aggiornarci sulle ultime novità delle nostre vite. Lucas è stato un punto di riferimento per me e nonostante i suoi numerosi impegni non ci aveva mai fatto mancare le attenzioni di cui io e mia madre avevamo bisogno. Aveva anche rinunciato a laurearsi in anticipo per tornare a casa e cercarsi un lavoro dopo la morte di nostro padre. Si era ritrovato da un giorno all'altro uomo di casa con dei doveri e delle responsabilità non indifferenti.
Solo che, dopo due anni, la vita qui a Wolverhampton iniziò a stargli troppo stretta così decise di ritornare al college. Ci lasciò tutti i suoi guadagni e, subito dopo, fece domanda per una borsa di studio che, ovviamente grazie ai suoi voti brillanti, ottenne.

«Mmmh» mugolò di piacere addentando un pancakes e traccanandosi mezzo litro di caffè nero.

Sorrisi e mi fiondai sul cibo come se non mangiassi da mesi e contemporaneamente mia madre fece il suo ingresso; anche con la vestaglia e i capelli scompigliati sarebbe rimasta comunque la donna più elegante del pianeta.

«Buon Natale mamì» dicemmo in coro.

La donna ci sorrise prima di regalarci un bacio ciascuno sulla fronte. Finimmo la colazione parlando del più o del meno e ci scambiammo i regali sotto l'albero, come da tradizione.


Harold:

Ho scattato la prima fotografia ;-P


Sorrisi e risposi.

Tu:

Spero tu sia fotogenico altrimenti dovrò bruciare le foto


Tu:

Metti la data sotto ogni foto, così saprò che non stai imbrogliando


Harold:

Stai per caso mettendo in dubbio il mio affabile charme?

Tu:

No per carità ahah

Harold:

Adoro il tuo sorriso

Tu:

Vorrei poter dire lo stesso del tuo...


Harold:

Oh ma lo dirai, te l'assicuro

Harold:

Com'è andata ieri sera con Niall? Il biondo si rifiuta di parlare

Tu:

Beh mi è sembrato molto simpatico e soprattutto un buon amico nei tuoi confronti, tienitelo stretto


Harold:

Mi fido ciecamente di lui e so che qualsiasi cosa ti abbia detto sia stato per venirti incontro Megan, gli hai fatto una buona impressione e non è da tutti

Tu:

Anche lui mi ha fatto una buona impressione


Tu:

Penso che tra un paio di settimane andrò a Boston a trovare mio fratello. Non sono mai stata in America e non vedo l'ora


Harold:

Mai stata in America? Sai io ho diverse case sparse negli Stati Uniti e sarei felice di portartici un giorno


Un giorno.


Già, chissà se questo giorno sarebbe mai arrivato. Harold non era ancora a conoscenza della proposta del mio capo e non sapevo se fosse o meno il caso di dirglielo. Questo pensiero non faceva altro che farmi sentire ancora più in colpa di quanto già non mi sentissi rispetto ai sentimenti che lui provava per me. Guardandomi indietro e a distanza di tempo, non so se avrei accettato di partecipare a questo gioco. Ero arrivata ad un livello di coinvolgimento tale che sarebbe stato impossibile tirarsi indietro ora.

Tu:

Non correre troppo, in fondo non sai ancora come andranno le cose


Harold:

Hai ragione Megan, non volevo metterti pressione

Harold:

Passa una buona giornata, a presto


Se l'era presa? In fondo non avevo detto nulla di male se non la verità. Non sapeva quale sarebbe stata la mia scelta e, cosa ancora più importante, non avevo scoperto niente di rilevante per scovare la sua identità. Sarebbe stata un'impresa impossibile.

«Tesoro come sta andando a lavoro?» chiese mia madre mentre finiva di farcire dei biscotti al burro.

«Molto bene fin'ora»

«Ricordami, come si chiama l'azienda in cui lavori?» domandò distrattamente mio fratello tra uno zapping e l'altro.

«Company H.E. Styles»

«Styles? Andavo alle superiori con uno Styles, sai come si chiama?» domandò nuovamente.

«Mh sinceramente no, non l'ho mai chiamato per nome»

In effetti mi accorsi solo ora di non sapere il nome di battesimo del mio capo, mi limitavo a chiamarlo sr. Styles come tutti i dipendenti. Non mi ero mai interrogata sul significato degli acronimi presenti nel nome dell'azienda.

«Beh quello che conoscevo io si chiamava Harold» blaterò tornando a concentrare l'attenzione sulla TV.

Harold. Harold. Harold.

Questo nome non faceva altro che perseguitarmi, più mi allontavano e più esso mi seguiva. Non sarei mai riuscita a staccarmi da lui se ogni cosa appunto, mi parlava di lui.

Ad un tratto un pensiero bizzarro mi balenò in testa: quante probabilità c'erano che l'Harold conosciuto da mio fratello fosse, in realtà, corrispondente al mio?


SPAZIO AUTRICE

Ciao!
Adoro l'aria natalizia e anche se può sembrare un controsenso, visto che ci troviamo a Luglio, non potevo fare a meno di dedicare un capitolo a questa giornata. Allora che ne pensate? Sto ricevendo pochi commenti ultimamente e spero che la storia non stia risultando noisa... Fatemi sapere, ci tengo.

Alla prossima ❤

Ig: redkhloewattpad/ _saradevincentiis

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