CAPITOLO 3
Alexandra stava giocherellando con la sua collana, alla verbena, quando Caroline apparve a scuola.
"Care!"
"Alexandra, ho da fare, non puoi disturbare qualcun altro?"
La ragazza si fermò.
Non era usuale per sua sorella comportarsi in quel modo.
"Cosa? Io, volevo parlare con te. Penso di..."
"A nessuno interessa quello che tu pensi, Alexandra. Non capisci? Il mio attuale ragazzo non ti ha mai vista, e mi ha scelta. Non hai capito che sei stata sempre tu il mio problema? Non sono mai stata la scelta di nessuno per colpa tua!"
Alexandra sussultò, facendo un passo indietro.
"Adesso, ho da fare. Per favore, non rovinare tutto come fai di solito."
Deglutendo, Alexandra corse sotto le tribune, dove si raggomitolò per piangere.
Quando andavano ancora d'accordo, quel posto era il loro posto, suo, di Jeremy e di Tyler, per parlare male degli altri studenti e dei professori, e in generale per superare l'orrore che era il liceo.
Ma adesso?
Alexandra stava passando le dita sulle loro tre iniziali, quando qualcuno si sedette vicino a lei.
"Lasciamo stare, Jer."
"Sbagliato amico, Alex."
La ragazza si girò, guardando Tyler. "Sono sorpresa che tu sia qui."
"Perchè? Perchè non mi hai più rivolto la parola da quando Gilbert non lo ha fatto?"
"Jeremy aveva bisogno di un amico, Tyler. Aveva bisogno di entrambi. Sai anche tu che non deve essere stato facile, per lui. E, prima hai usato Vicky e poi l'hai usata per prenderti gioco di Jeremy."
"A Vicky non importa di Jeremy, lo sappiamo io e te. Quando io la chiamo, lei arriva. Usa Jeremy per le droghe, e per nient'altro."
Alexandra si raggomitolò.
"Perchè stai piangendo?"
"Caroline ha detto che sono la ragione per cui nessun ragazzo l'ha mai voluta."
"Sciocchezze. E' perchè è una razza di pazza."
"Non parlare di mia sorella in quel modo." Lo rimproverò Alexandra e Tyler le sorrise.
Poi scrisse qualcosa al telefono.
"Che stai facendo?"
"Chiamo i rinforzi."
"Quali rinforzi?"
"Io sono i rinforzi." Jeremy si era seduto vicino ad Alexandra. Poi si guardò intorno disgustato. "Ugh, non posso credere che ci piaceva stare qui sotto."
Tyler scrollò le spalle. "Penso fosse perchè ci permetteva di bagnare gli atleti fuori."
"Sei uno degli atleti che io e Alex bagnavamo, Tyler."
"E lo amavate, non è vero?" Chiese Tyler, sorridendo a Jeremy che lo ricambiò.
"Adesso andate d'accordo?" Chiese Alexandra, scuotendo la testa e asciugandosi gli occhi.
"Beh, adesso la nostra voce della ragione ha un crollo, quindi dobbiamo riportarti alla forma originale, così da poter tenere noi in linea."
Alexandra rise verso Jeremy, prima di scuotere la testa. "Volevo discutere con Caroline di quello che ieri la mamma mi aveva detto, ma... a quanto pare l'unico ragazzo che non mi conosce ha scelto lei, quindi io sono la ragione per cui nessuno l'ha mai scelta."
"Non ha il minimo senso, tu ami tua sorella. Se fossi stata davvero tu la ragione, ti saresti nascosta in casa." Scosse la testa Jeremy, prima di dire. "E' come se qualcuno le stesse avvelenando i pensieri. So che è stata meschina anche con Elena, cosa che non è davvero nel suo stile."
Alexandra giocherellò con la collana.
Avvelenando i suoi pensieri.
O, forse, solo controllandoli.
Ma chi e per quale scopo?
"Alex? Sei tornata con noi?" Domandò Tyler.
La ragazza estrasse due braccialetti dalla tasca, in pelle, e li mise ai due.
"Guarda, siamo abbinati." Sorrise Tyler, alzando il braccialetto verso Jeremy, che lo spinse.
"A cosa servono questi braccialetti?"
"Mi prendereste per folle."
"Lo facciamo già, quindi..." Si strinse nelle spalle Jeremy e Alexandra lo spinse, prima di dire. "Ho fatto delle ricerche, ieri sera. Quando non sono venuta alla festa."
"Mi chiedevo perchè non fossi venuta. Ho pensato che fossi stanca di vederci litigare."
"Sono stanca di vedervi litigare da un anno, Tyler. No, io... gli attacchi animali non mi convincevano quindi ho tracciato una linea spaziale e... mia mamma e tuo padre hanno confermato quello che avevo sospettato."
"Che sarebbe?" Domandò Jeremy, avvicinandosi all'amica ancora raggomitolata su se stessa, le braccia intorno alle ginocchia.
"Vampiri. Quegli attacchi sono fatti da dei vampiri. Il loro percorso parte da New York e arriva a Mystic Falls. Succhiano il sangue alle loro vittime, come è successo alle tre vittime, in realtà cinque, e poi possono modificare i ricordi, come è successo a Vicky. A Matt aveva detto che era stato un vampiro, e poi ha cambiato la sua versione e ha parlato di un animale, senza essere nemmeno in grado di descrivere, quell'animale."
Tyler e Jeremy si guardarono prima di annuire. "Il braccialetto a che serve?" Chiese poi Tyler e Alexandra rispose. "Contiene verbena. Protegge dal controllo mentale."
"Va bene. Protezione dal controllo mentale che i vampiri, a quanto pare, possono fare." Sospirò Jeremy. "Devo davvero smettere di farmi."
"Non sono drogata o ubriaca! Se non mi credete, va bene, non fatelo! Non togliete solo quel braccialetto e poi unitevi a Caroline nel giudicarmi una pessima persona e totalmente inutile e rovina tutto!"
Alexandra fece per andarsene, ma Tyler la fermò. "Io ti credo, Alex. Mia mamma ha continuato a usare i vampiri come storie della buona notte, e ha menzionato molto di quello che hai fatto tu. Posso sempre chiedere a loro maggiori informazioni. E, anche Jeremy ti crede."
"Certo che lo faccio. Solo che non voglio essere nei boschi se c'è un vampiro in città. Non sarebbe un bene per me."
Alexandra si risedette. "Ho reagito male?"
"Molto. Senti, Elena oggi ospita una festa con Bonnie e Stefan. Noi tre possiamo scoprire chi è il vampiro che infastidisce tua sorella."
"E poi? Ci facciamo uccidere?"
"No, avvertiamo tua madre e i suoi genitori che un vampiro sta infastidendo una delle loro famiglie. E' molto grave."
Alexandra annuì. "Possiamo anche capire cosa vuole da Caroline, prima. Magari... possiamo scoprirlo senza metterla in pericolo."
"Bene. Qualcos'altro che dobbiamo sapere?" Chiese Tyler.
"Non invitate nessuno esplicitamente ad entrare in casa. I vampiri hanno bisogno di essere invitati per entrare."
"Bene, nota per me, non invitare nessuno in casa." Disse Tyler, prima di guardare i due. "Da me, questa sera? Possiamo vedere dai file chi è qui da poco tempo."
"Mi sembra una buona idea." Annuì Jeremy. "Chiamo Jenna e la avviso. Alex?"
"Dirò alla mamma che sapevate tutto e che vi ho dovuto spiegare della verbena."
"Bene. A stasera. Offro la cena."
****
Seduti sul divano nella stanza di Tyler, Alexandra e Jeremy si stavano dividendo la pizza che Tyler aveva portato, mentre il ragazzo apriva tutti i documenti relativi ai cittadini a Mystic Falls.
"Quindi, abbiamo gli ultra sessantenni che non possono avere niente a che fare con quello." Riflettè Jeremy, buttando i dieci fogli con i nominativi.
"Eliminiamo anche i neonati?" Chiese Alexandra e Tyler sbuffò, "Mi sembrano un po' troppo giovani per uccidere qualcuno."
"Non saprei. Ero totalmente pronta a uccidere Jeremy appena nata." Sorrise Alexandra e Jeremy la spinse.
"Okay, quindi ci restano molti abitanti." Disse Tyler. "Però, sei un detective, non è vero?" Chiese Alexandra, prima di dire. "Devono essere in città da almeno quattro mesi. E' il tempo dall'ultimo attacco lungo la strada a quello di tre notti fa. Quindi, quattro mesi di silenzio."
"Chiaramente non uno stile da animale." Riflettè Jeremy, controllando le date di residenza a Mystic Falls.
"Molti di noi sono qui da secoli. Le nostre famiglie hanno comprato qui le case." Disse Tyler, eliminando altri nomi.
"L'unico che mi viene in mente è Stefan, ma era alla festa quando Vicky è stata attaccata." Disse Alexandra, e Jeremy disse. "Matt ha detto di averlo visto in ospedale, però. Quando Vicky ha cambiato improvvisamente idea."
"Quindi, cosa? Potrebbe essere un vampiro, ma non quello responsabile degli attacchi? Cos'è un vampiro vegetariano?" Chiese Alexandra e Tyler controllò l'elenco. "Forse uno di quelli buoni. Potrebbe essercene qualcuno."
"Certo, come no. La prossima cosa, cos'è? I lupi mannari esistono? Possono esserci anche le streghe? Uh, non dimentichiamo la pericolosa combinazione di lupo mannaro e vampiro." Lo prese in giro Alexandra e Tyler alzò le mani in segno di resa. "Non serve essere sarcastica con me, Alex. Ho solo detto che Stefan potrebbe essere buono. Ecco tutto. Come sta Elena, Jer?"
"Lei sta bene. E' sempre il suo solito sè, quindi..."
"Quindi se Stefan è un vampiro, non la sta controllando o manipolando. Allora perchè inseguirla? E' stato ossessionato da lei fin dal giorno zero." Disse Alexandra, masticando un pezzo di pizza e prendendo un elenco.
"Quindi, io ho tre nomi che sono qui da tre mesi." Disse Jeremy, scrivendo le loro informazioni su un altro foglio. "Vivono insieme, famiglia. Due genitori e la loro figlia. Penso che prima vivessero in un'altra città, ma questi fogli non hanno le informazioni che ci servono."
"Penso che li prenderò da mia mamma. Posso entrare nel suo ufficio e fare dei controlli. Ty?"
"Ho solo due nomi. Vivono qui da due mesi. Sono una giovane coppia, sono venuti qui per scrivere un libro sulla vita in campagna."
Alexandra storse il naso. "Mystic Falls non è una campagna. Come gli è anche venuto in mente?"
"Non lo so. Spero non siano loro, altrimenti hanno delle scuse orribili. No, non sono loro. Mamma li ha già controllati." Tyler indicò una lettera, una V sbarrata.
"Bello. Quindi, so che Stefan ha un fratello. Si chiama Damon Salvatore, poco più grande di lui. Quindi, possiamo avere una coppia di fratelli vampiri, quello buono e quello psicopatico."
Tyler e Jeremy si guardarono. "Parleremo con quello buono, spero." Disse Tyler e Alexandra annuì. "Non ho molto interesse nel parlare con quello cattivo."
"Eccellente." Jeremy guardò l'orologio. "Tyler, non hai la partita?"
"Dannazione! Tanner mi ucciderà!"
Mentre Tyler scendeva le scale, Alexandra guardò i fogli. "Ti rendi conto che ci ha appena lasciati qui a pulire il casino che anche lui ha fatto?"
"Non è giusto, Alex. Tocca sempre a noi."
Angolo autrice
Ecco a voi il terzo capitolo!
Alla prossima!
By rowhiteblack
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