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Capitolo 8. Scorpius

8.

È in ritardo. È in ritardo e con lei lo è anche Ali.

Prendo un bel respiro, tento di calmare l'ira che mi sta pregando di farla uscire, di prendere e andare a cercarla, a cercarli entrambi. Mi brucia lo stomaco e mi prudono le mani, non è bastata la cazzata di questa mattina, ora mi sta punendo, mi sta sbattendo in faccia che può fare quello che vuole senza che io possa realmente fare qualcosa, sa che non la caccerò, non posso farlo.

"È andata via con Nat, signore" Sam mi parla, fermo e rigido accanto a tutti gli altri. "A prendere una cosa nella sua stanza"

Stringo i pugni e i denti mentre torno a guardare i cadetti in fila di fronte a me. "Bene" Sibilo. "Potete cominciare. Cadetto Na puoi allenarti con i coltelli, devi migliorare. Gli altri che si dividano a coppie, voglio vedere tecnica perfetta"

"Si, signore" dicono all'unisono, poi si sparpagliano.

*

Sono in ritardo di mezz'ora quando entrano dalla porta, affannati e incasinati. Vedo i capelli di Rose bagnati e le loro espressioni calme da qui. Non ci credo.

"Muovi il polso con più dolcezza" ordino ad Aster, tornando a guardarlo. "Lancia fino a quando non colpisci il cerchio più piccolo" Lui annuisce ed io gli do le spalle, cammino per tutta la palestra per raggiungere l'entrata e i cadetti smettono di allenarsi per guardarmi. Mi basta un'occhiata gelida perché tornino alla loro lotta.

Rose si appoggia al tavolino, quello dove io posso scrivere, e finge di riprendere respiro. Recita bene, ma la conosco.

"Scusi signore" Nat abbassa la testa e si mette in riga quando mi fermo di fronte a loro. La divisa è quasi impeccabile, se non fosse per alcune pieghe sulla pelle nera. "Non ci siamo resi conto del tempo"

Rose agita una mano come a scacciare una mosca. "Non siamo poi così in ritardo" dice tranquilla.

"Vai" ordino a Nat mentre afferro il braccio della rossa e la tiro con me. Lei finge di inciampare sulle sue gambe come ha fatto questa mattina e si appoggia al mio corpo.

Lo so che finge, lo so come è fatta, ma non posso impedirmi di rabbrividire mentre preme le mani sul mio petto per raddrizzarsi. La fisso dall'alto, fulminandola con lo sguardo.

"Signore... non è solo colpa sua" dice il moro. Tentenna, di nuovo, e Rose è qui da soli due giorni.

"Lo è più di quanto credi" dico gelido. Stringo con forza il bicipite di Rose e la tiro verso di me. Lei non si lamenta. "Vai. Subito. E la prossima volta che disubbidirai ad un ordine forse deciderò che non saresti un buon auror"

Nat Ali abbassa lo sguardo e fa un leggero cenno del capo, senza guardarmi. "Si, signore" mormora prima di andarsene. Lancia uno sguardo a Rose e lei gli fa l'occhiolino.

Prendo un bel respiro e mi trattengo per rimanere freddo, voglio darle un pugno, credo che mi farebbe stare meglio. La strattono verso un angolo della palestra, in un box per il tiro con l'arco, senza guardarla. La lascio, spingendola dentro, e la fisso con furia.

"Si, signore?" Chiede divertita. Incrocia le braccia al petto e mi sorride con malizia.

Stringo i denti e le do una spinta con forza, sbatte contro il muro ma non perde neanche per un attimo il suo solito atteggiamento.

Le afferro il mento tra le dita e le alzo la testa con rabbia. "Giuro Rose, giuro che se mi rovini i miei cadetti ti spedisco dritta dritta dal sergente Zalier e dalla tua condanna" sibilo. Fa una leggera smorfia con le labbra ma io non smetto di stringerle il mento, di costringerla a guardarmi. "Non mi frega un cazzo di chi sei figlia, se hai perso un soldato o se ti cacceranno dagli auror, ti rimando da tuo zio, al tuo processo"

Lei ride. Mi ride in faccia e mi stacca la mano dal suo viso velocemente. Preme una mano sul mio bicipite e si china leggermente, mi tocca una gamba. Non so come, non ne ho idea, ma mi ritrovo ad essere io quello premuto sul muro, il suo corpo addossato al mio e uno dei miei pugnali, sfilati dalla cinta, alla gola.

"Tieni le mani sul muro" ordina divertita. Stringo i denti e assottiglio lo sguardo ma obbedisco. Fa correre la punta del pugnale sulla mia gola, senza abbastanza pressione per ferirmi. Il sorriso crudele nel suo viso mi fa deglutire e odiare me stesso sempre di più, per il mio corpo che comunque reagisce a lei. "Per quanto tu sia carino, dolcezza.." dice dolcemente, alza la mano libera e mi accarezza una guancia con la parte superiore dell'indice. "Non mi piace chi mi minaccia, neanche se questo ha un bel visino come il tuo" Preme un'unghia sulla mandibola e mi ferisce leggermente con il pugnale.

"Stai giocando ad un gioco pericoloso Rose. Uno molto pericoloso" le sibilo con rabbia. "Bene, mi hai messo all'angolo, e poi? Cosa vuoi fare ora?"

Lei sorride dolcemente, ancora, e mi accarezza un'ultima volta la guancia, prima di far cadere la mano lungo il corpo. "Ma io non sto facendo nulla" sussurra, la voce una carezza. "Era solo un consiglio. Non ti ferirei mai" ma a questa frase preme con più forza sulla mia gola. Un rivolo di sangue scivola lungo il mio collo, lo sento. Lei abbassa lo sguardo su questo e fa una faccia dispiaciuta. "Oh, scusa signore" alza la mano libera e mi pulisce il sangue e la ferita con un incantesimo senza bacchetta.

"Bella recita" le dico. Stringo i pugni mentre la fisso. "Ma non ti permetterò di farla con me, puoi prendere in giro loro ma ricordi? Io ci sono già passato" lei ride ancora e allontana il pugnale, fa un passo indietro. "Nessuno vuole avere a che fare con la vera te Rose, è per questo che fingi" le dico, cattivo ma gelido. "E ora sei bloccata qui e l'unico modo per farti accettare è farteli, corretto?" Chiedo alzando le sopracciglia.

Lei ride ancora, ma un lampo di qualcosa che non comprendo le attraversa gli occhi chiari. "Hai capito tutto, dolcezza" dice divertita. Gioca con il pugnale, lo gira tra le dita e poi lo lancia, senza guardare, verso il bersaglio al muro.

Impedisco al mio corpo di essere sorpreso o spaventato mentre continuo a fissarla, sopprimendo la mia curiosità. "Scopa con chi ti pare ma nel momento stesso in cui questo creerà il caos che ti porti sempre dietro chiamerò il sergente senza pensarci neanche mezzo secondo" le dico.

Lei mi fa un sorriso poi si gira ed esce dal box. La seguo con lo sguardo. I miei occhi corrono anche verso i cadetti, sono tutti fermi a guardarci, hanno assistito a tutto e, dalle loro facce, non dovrei essere sorpreso quando giro la testa e guardo il bersaglio. Il pugnale che lei ha tirato è nel cerchio più piccolo, in un lancio perfetto.

Torno a guardare Rose. La rossa va dritta verso di loro, dice qualcosa ed Erik fa un ghigno sospetto. Lei inclina la testa e annuisce, non riesco a vederle la faccia ma sono sicuro abbia un sorriso provocatorio sulle labbra. Tornano tutti ad allenarsi e non mi sorprendo quando Rose ed Erik si mettono l'uno di fronte all'altro.

Stringo i pugni ed evito alle mie mani di correre al mio viso, in un tic nervoso. Prendo un bel respiro ed esco dal box. Prendo un altro respiro, poi un altro ancora. Devo calmarmi, devo calmare la rabbia dentro di me e la frustrazione per non aver vinto questa battaglia.

"Cadetto Ali e Weasley" Tutti i ragazzi smettono di fare quello che stavano facendo per guardarmi, mentre cammino verso il tavolino. "Sarete contenti di lavare i piatti per il resto della settimana, ne sono sicuro"

Nat abbassa la testa. Rose mi fa un sorriso divertito. Ed io non so cosa fare con lei.

Ha tutto un senso, giuro, lo capirete, pazientate e leggete tra le righe, molte scoperte che farete sono già state scritte, dovete solo leggere con attenzione e fare molte ipotesi.

Detto questo, che ne pensate? So che adesso sembra un po' noioso ma è importante per darvi un po' di base per quello che succederà (e ne succederanno, molte😬🤭).

Spero vi sia piaciuto. Fatemi sapere.

Baci
H

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