Capitolo 7. Rose
7.
"Non ci credo ancora che ti ha colpito" dice Nat giocherellando con un boccino. Ho scoperto che è stato un cercatore, mi sono sorpresa di non averlo mai conosciuto a Hogwarts.
Siamo tutti seduti in una specie di sala ricreativa. Ho capito quali sono i gruppi e quale persona prendono per leader, oltre Scorpius, e non mi sono sorpresa quando ho scoperto che è Nat, infatti sono quasi tutti sempre vicini a lui, tutti tranne Lina e Mal. La prima è solitaria, legge qualcosa seduta sotto la finestra, di fronte a lei c'è Lewa - Ho notato che le due sono molto amiche. Il secondo è semplicemente timido, a quanto ho visto, e preferisce stare in un angolo di un divano e lasciare gli altri parlare, come sta facendo ora.
"Beh, ha disobbedito ad un ordine" Sam parla. Distolgo lo sguardo da Nat e guardo il cadetto divertita. "Non le avrebbe certo fatto un sorriso e dato una pacca sulla spalla"
Sam. Il cadetto perfetto.
Mi raddrizzo sul divano e lo guardo attentamente. Fingo un'espressione gentile. "Mi trovo d'accordo con te. Sam, giusto?" Chiedo dolcemente. Lui annuisce e mi guarda sorpreso. "Però io non dovrei essere qui e Scorpius lo sa bene."
Sam sbatte le palpebre un paio di volte. "Non possiamo chiamarlo per nome" dice piano, tra la gentilezza e la puzza sotto il naso. "Te lo dico perché sei nuova"
"Grazie Sam" dico dolce. Mi viene solo voglia di prenderlo e cacciarlo contro ad un muro. "Scusate. Non ho fatto l'accademia, mi sono allenata privatamente prima di essere auror."
Nat alza la testa e mi guarda curioso. "Da sola?" Chiede sorpreso.
No. "Sì" affermo fredda.
Nat mi guarda a lungo, capisce che non ne voglio parlare e porta gli occhi verso il resto del gruppo. "Comunque è stato uno stronzo. Con noi non ha fatto così" dice tranquillo. Appoggia un braccio sul bordo dello schienale del divano e mi sfiora una spalla con la punta delle dita. Sorrido leggermente e gli lancio un'occhiata.
"Con voi come è stato all'inizio?" Chiedo fingendo curiosità. Sono curiosa, ma non è genuina.
Ogni informazione è preziosa. Ogni dettaglio che posso acquisire è importante e può aiutarmi.
"Severo" dice Catlin. È la prima volta che mi parla in due giorni in cui sono qui. Le faccio un sorriso caloroso e lei si rilassa un poco. "Ma sempre gentile. Non ci hai mai obbligati. Il primo giorno ci ha detto semplicemente che siamo stati fortunati ad essere stati scelti e che se avevamo intenzione di creare caos allora avremmo dovuto andarcene subito."
Si. È una cosa che direbbe il controllato e severo Scorpius Malfoy.
"Ma non ci ha mai trattato male, non ci ha mai colpito se non negli allenamenti" aggiunge Zelda.
La bionda ieri è stata così gentile da mostrarmi la mia stanza e ha fatto finta di nulla per il mio pugno rosso e pieno del sangue di Malfoy.
"È forte" dice Aster. La sua voce è melodiosa e gentile. "A me piace"
Erik, accanto a lui, gli dà una pacca sulla spalla spingendolo leggermente. "Cosa è, bro? Mi diventi gay?" Gli chiede ridendo.
Vedo con la coda dell'occhio Mal sussultare leggermente, raggomitolato tra lo schienale e il bracciolo dello stesso divano dove sono seduti Aster ed Erik. La cosa mi fa stringere il cuore più del dovuto.
Assottiglio lo sguardo e mi sporgo leggermente verso Erik. Sorrido dolcemente e mi scosto una ciocca dal viso con malizia. Erik mi osserva attento, i suoi occhi seguono ogni mia azione, così come quelli degli altri cadetti. Noto anche Lina alzare lo sguardo per fissarmi. "Perché? Avresti problemi a riguardo dolcezza?" Chiedo, il tono stucchevole e civettuolo.
Erik deglutisce mentre mi sistemo un'altra ciocca dietro l'orecchio. "No, certo che no, ma un vero uomo non è gay, e noi qui siamo uomini, eh Aster?" Gli dà una gomitata divertita. Aster ride forzatamente ma è troppo buono per dire qualcosa, troppo codardo.
"Io credo che l'essere gay non determini l'essere o meno un vero uomo" dico dolcemente, muovo le mie labbra piano, attenta ad ogni fiato che esce da loro. "Ce ne sono pochi tesoro" Continuo a parlare. "Mi piace la figa, questo mi rende meno donna?" Chiedo, la mia voce è soffice e controllata, sensuale, manipolatoria come voglio che sia.
Nat ride e mi dà un colpetto con le dita sulla spalla. "Io concordo con ogni cosa che esce da quella bella bocca tesoro" dice divertito sporgendosi verso di me.
"Quindi?" Chiedo ad Erik. "L'ultima volta che ho controllato avevo ancora tette e vagina." Faccio un sorrisetto e mi tocco il seno. "Vuoi determinare tu se sono ancora vera donna?"
Nat fischia divertito ed io trattengo le risa mentre le facce dei cadetti si fanno imbarazzate e sorprese. "Devo portarti via prima che tu possa denudarti di fronte a noi?" Chiede il moro al mio fianco.
"O forse, forse, è che mi scopo più donne di te?" Chiedo dolcemente. Nat fischia di nuovo e scoppia a ridere.
Erik si arrabbia per le prese in giro e mi fissa incazzato. "Uno che si fa mettere un cazzo in culo per me non è uomo abbastanza" sibila. Mal sta sbiancando ed io voglio tirare un pugno ad Erik, ma le parole sono spesso un'arma più affilata di un coltello. "E per te, si vede che non hai ancora trovato un bel cazzo che ti faccia tacere"
Nat si irrigidisce e così anche Zelda. Io rido e mi porto una mano al viso, arrotolo una ciocca sulle dita e poi la metto dietro l'orecchio. "Cosa hai detto?" Chiede Zelda assottigliando lo sguardo.
Sento il moro al mio fianco starsi per incazzare quindi decido di intervenire. "Si, è proprio perché mi scopo più ragazze di te che sei così arrabbiato, dolcezza" Dico aggrottando le sopracciglia in compassione. Mi sporgo ancora verso di lui e lo fisso gelida, cambiando espressione ma facendo in modo che solo lui e Mal, al suo fianco, possano vederla. "Non ti preoccupare, hai ancora le tue mani, sempre che qualcuno non te le rompa" e la minaccia è esplicita, così tanto che Erik stringe i pugni e Mal mi guarda sorpreso. Mi rimetto con la schiena allo schienale e afferro la mano di Nat accanto alla mia spalla sinistra. Lui mi fa un sorriso e mi permette di giocare con le sue dita. "Bene, è stato un piacere conoscervi tutti" lascio la mano di Nat e mi alzo. "Ma io me ne vado"
"Tra mezz'ora ci sono gli allenamenti" mi dice Nat guardandomi mentre mi metto in piedi.
"Prendo una cosa in stanza" gli sorrido e inclino leggermente la testa, predatoria. "Vuoi accompagnarmi, dolcezza?"
Lui mi fa un sorriso e si alza. "Certo, perché no?" Chiede divertito. "Ci vediamo dopo ragazzi" da una pacca sulla spalla a Erik mentre supera il suo divano. "Ti ha distrutto amico!" L'ex serpe stringe i pugni e mi fulmina con lo sguardo. Sorrido, so già cosa farà. "Andiamo" Nat appoggia un braccio attorno alle mie spalle mentre usciamo dalla sala. "Hai picchiato tu il capo? Volevo chiedertelo prima ma non era il caso di fronte a loro, e a Sam" mi chiede divertito.
Faccio un sorriso e lo guardo. "Può darsi" lui ride e mi spinge a sé con quel braccio, lo lascio fare.
Lui parla di qualcosa a riguardo della sua famiglia, processo le informazioni ma non le ascolto davvero. Sono ancora infastidita da Scorpius, dai pensieri che ho in testa, e ci sono pochi modi per scacciarli per un po'.
Quando arriviamo nella mia stanza lo lascio entrare con me. Si appoggia alla porta mentre mi guarda. "Sei carino" dico dolcemente. Lo osservo con malizia, mi avvicino a lui e gli scaccio una ciocca scura dalla fronte, si irrigidisce e mi fissa attento. "Ma devi sapere che per me non saresti altro che sesso"
Nat ride e appoggia le mani sui miei fianchi, mi tira a sé. Alzo il viso per sfiorare le nostre labbra mentre aspetto che parli. "Non ti preoccupare, per questo" afferma divertito. "L'unica cosa: Abbiamo venti minuti"
Rido soave e mi struscio su di lui. "Basteranno"
No. Non è vero. Ma arrivare in ritardo agli allenamenti è proprio il mio obbiettivo.
Oh, quanto sarà semplice spezzarti Nat Ali.
Heylaaa.
Rose Rose Rose. La sua è cattiveria gratuita? O il suo piano per "distruggere" i cadetti ha uno scopo più alto? E se si, quale è?
Idee? Ipotesi?
Cosa pensate dei miei personaggi? Di Rose e Scorpius e i cadetti? Ne avete uno preferito?
Nulla, spero vi piaccia.
Baci
H
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro