Capitolo 41. Rose
41.
Mi siedo sul letto di Deva. Prendo un respiro tremante e chiudo gli occhi per qualche secondo - ho bisogno di respirare e mi sento come se non riesca a farlo, in questi ultimi giorni.
Non entro qui da molto tempo, dal suo funerale un anno e dieci mesi fa, ma dopo che Scorpius è andato via... ho bisogno di respirare il suo odore e sentirla accanto a me, ho bisogno della mia migliore amica, della parte di me riflessiva e dolce, della mia metà.
Mi ha detto che non sono capace di amare, si è scusato per me, perchè crede che io non sia capace di amare. Ho trattenuto le lacrime, ho trattenuto il singhiozzo e la voglia di picchiarlo e poi abbracciarlo, a quella misera frase che ha risvegliato in me ogni sentimento negativo che avevo cercato di sopprimere da Natale.
Ho così esagerato che quasi non ricordo cosa ho preso e con chi sono stata, ho avuto la mente annebbiata per un giorno intero, da quando l'ho lasciato e sono scappata da casa sua, da ciò che devo fare e dai sentimenti che mi bruciano il cuore, che mi chiedono, mi supplicano, di essere accettati. Continuerò a sopprimerli, perchè non posso, non sono capace di amare, non lui, non lui Salazar, ti prego.
"Oh Deva" mormoro afferrando un suo cuscino. Premo il viso sulla federa e inspiro il suo odore, ho fatto diversi incantesimi perchè questa stanza non subisse alterazioni, diversi incantesimi perchè il suo profumo non scomparisse mai. "Cosa sto facendo?" Non piango, mi trattengo mentre un magone mi si blocca in gola e i miei occhi bruciano. "Perchè? Perchè sono stata così stupida? Perchè mi sono affezionata a lui? Non è mai successo, ho... Oddio" serro gli occhi per impedirmi di versare lacrime. "Sono sempre stata attenta, sempre attenta al mio cuore, e ora... Merlino, sono una stupida"
Una cosa dovevo fare, una, e cioè riprendermi il fascicolo, ed io... mi sono ritrovata a piangere per un uomo, un cazzo di uomo.
Singhiozzo e lascio le lacrime scivolare via dai miei occhi. Mi allontano dal cuscino per non macchiarlo.
"Cazzo" sibilo. Mi asciugo le lacrime e mi impongo di smettere di piangere, mi controllo velocemente. Stringo i denti ed espiro. "Non sono una debole, so cosa devo fare e lo farò, costi quel che costi. L'ho sempre fatto, dolcezza, sempre, e solo per te, e non permetterò a nessuna gentilezza e a nessun paio di occhi grigi di cambiare ciò. Vivo e muoio per te, Deva, e lui..." Prendo un respiro tremante mentre voglio piangere ancora. "Lui non lo cambierà, mai"
Chissà quanta stanchezza deve provare, Rose, sia emotiva che fisica.
È estenuante controllarsi sempre, è estenuante dover costantemente pensare ai dieci passi successivi, senza goderti il primo.
Quando penso a lei, mi si spezza sempre un po' il cuore, e non avete ancora capito perfettamente cosa sta succedendo.
Questo capitolo è corto ma dovevo scriverlo, per farvi capire come si sente lei, è fondamentale.
Spero vi sia piaciuto.
Alla prossima,
H
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