Capitolo 35. Rose
35.
Questa storia dell'odore sta iniziando a starmi sulle palle.
Guardo mia madre con freddo controllo mentre aggrotta le sopracciglia e mi chiede perché ho questo profumo. Ho salutato Scorpius due ore fa, abbiamo fatto sesso, si, ma sono passate ore.
Devo cambiarmi la divisa.
"Stai vedendo qualcuno?" Chiede mia madre sorridente.
"Molta gente" affermo superandola e andando verso il bancone della cucina. Mi allungo per afferrare una mela, sia perchè ho fame - Scorpius mi ha sfinito - sia perchè voglio scappare dal discorso.
"Rose..." Mamma sospira piano e si avvicina. Mi giro e mordo la mela, la lascio tra i denti per appoggiarmi con le mani sul ripiano e salirci sopra. Poi stacco il morso e mastico tranquilla. "Come stai?" Chiede dolcemente.
"Bene" Merlino, odio stare in questa casa. Voglio andarmene, distrarmi e non pensare a nulla fino a quando non me ne andrò di nuovo.
"Hai un odore maschile" afferma cauta. Alzo gli occhi al cielo mentre mangio la mia mela.
Ingoio prima di parlare. "Mi farò una doccia" decreto, ma non mi muovo. Sono indolenzita, mi fa male la schiena a causa della posizione a cui mi ha costretto il biondo prima. Adoro essere scopata contro ad un muro, ma forse dovevo impedirglielo dato che sono tornata a casa, ed è stato anche più rude del solito, mi ha usata e ci ha tenuto perfino a dirmelo - l'ho adorato.
Mi manca già.
Voglio smettere di pensare, farmi scopare per ore e spegnere il cervello, perchè questa casa mi riporta a galla ricordi dolorosi, questa casa mi fa sentire male, in tutto il corpo, soprattutto al cuore.
"Chi è? Da chi sei andata dopo l'accademia? O è uno dei cadetti?" Mamma mi giudica, mi guarda con attenzione e so che si preoccupa, ma non ho bisogno dei suoi giudizi e della sua saccenza.
"Vuoi i dettagli?" Le chiedo ironica, dò l'ultimo morso alla mela e butto il torsolo nel cestino. Mi ha fatto la spesa e ha pulito tutto, lo vedo dai sacchetti del supermercato infilati in una scatoletta accanto al microonde e dall'assenza di polvere sui ripiani.
"Voglio solo che mia figlia stia bene e che la smetta di autodistruggersi in questo modo, chiedo troppo?" Chiede alzando la voce.
La guardo con sufficenza e alzo le spalle. "Sto bene, non mi sto autodistruggendo e il fatto che tu creda che la mia sessualità attiva sia parte di un processo di distruzione che ho attuato nei confronti di me stessa è un po' maschilista" le dico saltando giu dal bancone.
"Sai che non è così" dice irritata. "E sai anche che quello che dico è vero. Deva non tornerà in vita se continui a distrarti con il sesso e l'alcol tesoro" addolcisce il tono e mi fa un sorriso gentile ma io l'ho già fulminata con lo sguardo.
"Scorpius Malfoy" Affermo senza rispondere alla sua provocazione.
Okay, lo ammetto, l'ho detto per darle fastidio e provocarla, il mio cervello funziona così, cosa posso farci?
Mamma impiega tre secondi per capire, i suoi occhi si sgranano e mi fissa sorpresa. "Come?"
"Ora che sai chi mi scopo vorrei che te ne andassi perchè sono stanca e vorrei dormire qualche ora prima della cena di famiglia" dico andando verso di lei, per superarla ed andarmi a sdraiare sul divano nell'open space. "Grazie per la spesa, ciao" e per me la discussione è chiusa.
"Rose..." Hermione Weasley mi guarda con attenzione. "Non fargli questo"
Mi paralizzo. La guardo a lungo prima di parlare mentre tranquillizzo il mio respiro e il mio corpo, cercando il controllo che mi è facile ottenere. Arriccio le labbra in un sorriso amaro. "Pensi che..." Sono sorpresa di me, perchè non riesco a trovare le parole giuste.
"Scorpius è buono Rose, è una persona buona" afferma con forza. I suoi occhi marroni sono tristi e preoccupati, ma non per me. "Non fargli questo"
Rido e mi passo una mano sul petto coperto dalla giacca della divisa auror. "Grazie per la tua preoccupazione mamma, sono sicura che Scorpius sia capace di fare le sue decisioni" affermo. La supero e vado verso il divano. Mi slaccio i pantaloni e li faccio scivolare lungo le gambe.
So che mia madre vede i lividi che ho sulle cosce, quelli sul culo, che le mutande sottili non nascondono. Sopprimo un sorriso e mi levo la giacca.
"Ti voglio bene Rose, ti amo più della mia stessa vita" dice seria. I suoi occhi si soffermano sui segni sulla vita, sulle dita impresse che mi ha lasciato il biondo sulla pancia e sui fianchi prima, quando faccio sparire anche la canotta. "Ma non distruggerlo. Ti vuole, è chiaro, ma tu? Lo vuoi o è solo un altro giochetto di potere?" Riporta lo sguardo nel mio.
La guardo attenta, curiosa e quasi ferita, ma ormai non mi importa più. Non può decidere per la mia vita, non può dirmi cosa posso o non posso fare. "Grazie per la tua preoccupazione, gliela riferirò appena lo vedrò di nuovo" dico tranquilla. Con un incantesimo non verbale faccio comparire dei pantaloni della tuta e una canottiera piegati sul tavolino di fronte al divano. "Ci vediamo dopo, eh?"
Mamma sospira. "Ne riparliamo" dice seria.
Non lo faremo ma glielo lascio credere. Indosso i vestiti che ho portato mentre la donna mi lascia il duplicato delle chiavi dell'appartamento sul bancone della cucina e se ne va.
Mi passo le mani sul viso e cado sul divano.
Io e Deva abbiamo preso questa casa tre anni fa, è tra la Londra babbana e quella magica, abbastanza vicina a una cabina telefonica perchè Deva potesse andare al Ministero o alle varie strutture auror a Londra senza l'uso della mia magia. Non ci vengo da un paio di mesi, evito di starci troppo e il lavoro di auror mi permette di dormire anche in camerata, se mi va, ma oggi non avevo altro posto in cui andare, quindi eccomi qui, nella casa che, dopo un anno e mezzo, sa ancora di lei, di vaniglia e fragole e di quelle spezie pungenti che adorava mettere in ogni cosa.
Mi sfrego il collo e appoggio la testa al bordo del divano. Sono stanca, sono così esausta di tutto. Chiudo gli occhi mentre scivolo sul materasso per sdraiarmi e dormire qualche ora.
Quando mi sveglio, svariate ore dopo, qualcuno bussa alla mia porta. Mi metto in piedi velocemente, sull'attenti, e afferro la bacchetta. I colpi sono decisi e forti, e solo una persona bussa in quel modo. Infatti non mi sorprendo quando un biglietto passa sotto la fessura e i colpi cessano. Metto via la bacchetta e mi avvicino alla porta, direttamente dietro il divano, coperta da un piccolo muro e un corridoio, e a qualche metro dal bancone della cucina, che la separa dall'open space. Mi chino e afferro il foglio.
24 dicembre. Ore 16.
Indossa qualcosa di carino, tesoro.
Non c'è il luogo ma io so già dove dovrò trovarmi.
So che non è William che ha bussato alla porta ma il ragazzino che ha preso sotto la sua ala, come un tentativo di riportare suo fratello accanto a se. So anche che il biglietto non è una richiesta, è un ordine e vuole distruggermi la vigilia di natale.
Mi sfrego il viso con una mano e sbadiglio mentre guardo l'ora, sono appena passate le sei del pomeriggio e devo fare una doccia e sistemarmi prima di andare alla Tana.
*
Ingoio il vino che ho in mano come se potesse salvarmi da questa imminente cena. Dominique ha tentato di non farmi bere, ha nascosto la bottiglia dietro a delle pentole dopo aver versato da bere a tutti tranne che a me, dato che sono comunque arrivata in ritardo ma non sono stupida e la magia esiste, quindi mi è bastato usare la bacchetta per rintracciare tutto l'alcol che c'è in casa. Però si apprezza il suo sfrozo.
Ho bisogno di tranquillizzarmi e respirare e distrarmi un po'. Al momento Scorpius sarebbe ottimo, ho bisogno di lui e non lo vedo solo da alcune ore. Mi manca, mi manca come mi fa sentire e mi manca averlo, mi manca provocarlo in mezzo alle lezioni, la nostra routine, mi manca persino l'accademia, mi mancano i cadetti, l'amicizia che ho creato con Nat e Mal, mi manca focalizzarmi sul mio piano, l'unico modo che ho per tenere la testa occupata, ma sono qui, a casa, senza di lei, e il mio cuore fa male, sono due anni che fa male.
"Hey cugina" James mi scompiglia i capelli come se avessi cinque anni e si lascia cadere sul divano, accanto a me. Non gli afferro il polso, non lo torco e non lo spezzo solo perchè non ho voglia di litigare, soprattutto se dopo non posso andare dalla mia distrazione.
"Hey cugino" mormoro sistemandomi i capelli e lisciandoli con le dita. Bevo ancora un po' dal mio calice e studio il moro con la coda dell'occhio, fingendomi interessata al fuoco di fronte a noi.
I capelli gli sono cresciuti e ora si arricciano poco sopra il lobo dell'orecchio. Ha della barba da pochi giorni sul viso che lo rende piu trasandato del solito, se la gratta prima di parlarmi. "Come va?" Chiede allungando le gambe fino a sfiorare il tavolino dove sono appoggiati i miei piedi.
"Sto bene, perchè continuate a chiederlo ogni volta che mi vedete?" Chiedo ironica. Bevo altro vino.
"Perchè è evidente che non stai bene tesoro" dice dolcemente. Mi da un buffetto su una spalla nuda e inclina la testa per guardarmi meglio.
"Invece sto bene" sbuffo e finisco il vino. Ne voglio altro. Ho bisogno di Scorpius, ho bisogno di lui ora.
"Mhmh" James si sporge e afferra un tortino di carne, me lo tende. Sorrido leggermente e lo prendo, gli do un morso mentre il moro ne prende uno per se. "Comunque, dopo, andiamo a fare un giro nella Londra babbana, ci prendiamo una cioccolata calda o qualche shottino di tequila per riscaldarci. Vieni con noi"
Non è una domanda. James Potter non chiede, si prende ciò che vuole. Ma io rido, sinceramente, perchè questo zuccone mi ha fatto la stessa richiesta del Natale scorso, e di quello prima ancora. Ed io risponderò allo stesso modo. "No, grazie" affermo mordendo ancora il tortino.
"Non te lo stavo chiedendo" dice alzando le spalle, gli occhioni ambrati luccicano di divertimento. "Voglio passare un po' di tempo con la mia cugina preferita, non dirlo a nessuno, e mi sta sul cazzo che si comporti come una bambina e mi allontani" Alzo le sopracciglia sorpresa, non era mai stato così diretto. "Quindi tu ti sistemerai e verrai con noi a bere e fare conquiste" dice. Finisce il suo tortino con un boccone e si alza in piedi. "A dopo cugina" e mi scompiglia i capelli prima di scappare via.
Non penso di avere scelta.
La mia famiglia cerca di includermi, scambio qualche parola con ognuno di loro e rido anche ad una battuta di Fred, sinceramente. Nonna Molly mi abbraccia come se non mi avesse aperto la porta l'ora prima, quando l'aiuto a sparecchiare, insieme a qualche altro ragazzo e zio.
Non sono ubriaca, e onestamente al momento voglio riuscire a stare sull'attenti, perchè con la mia famiglia non si sa mai, quindi ordino solo una birra quando arriviamo al pub babbano che Fred e James adorano, a quanto pare.
Danno in onda una partita di calcio sui vari schermi del posto, ma c'è comunque la musica e un leggero chiacchericcio che si leva dalle decine e decine di persone presenti.
"Quella ragazza non ti stacca gli occhi di dosso" James si china, seduto accanto a me, per dirmelo.
Seguo il suo sguardo e intercetto la ragazza di cui sta parlando. È carina, ma le donne lo sono tutte. Chiacchiera con un'amica ma mi lancia diverse occhiate. Ha i capelli scuri, forse neri, non riesco a capirlo con le luci basse e aranciate del locale, e gli occhi azzurri. La sua pelle è bianca come il latte e noto un neo sotto il labbro inferiore, il suo viso è delicato, avrà massimo diciannove anni. È molto bella. "Non mi interessa" No, in realtà mi interessa tanto, vorrei prenderla ed entrare in un bagno e dimenticarmi per un po' che dovrò incontrare William tra due giorni, che sono qui con la mia famiglia e che Deva mi manca terribilmente, ma... non posso, so che Scorpius non è qui, lo so, ma il mio corpo mi urla che se mi alzo e vado da lei sarei una traditrice, e ho già tradito la fiducia del biondo, la tradirò ancora in un modo molto peggiore, quindi non posso, gliel'ho promesso.
James mi guarda mentre smetto di fissare la ragazza e torno a concentrarmi sulla mia birra. "Hai la febbre? Da quando è che ti neghi del divertimento?" Chiede divertito. Anche Al mi guarda, lo sento, sento i suoi occhi verdi addosso, ma io lo ignoro.
"Sto bene così" dico semplicemente. Non mi giustificherò con nessuno, loro inclusi.
Mi manca Scorpius, mi manca l'accademia e mi manca concentrarmi sul mio piano. Ma non posso andare da lui. So dove vive perchè ho rubato l'informazione da Zio Harry due ore fa, lui mi ha guardato a lungo ma me lo ha trascritto, non ha detto niente, il che è stato magnifico, perchè se qualcun'altro mi dice che devo stargli lontano lo schianto. Voglio andare da lui, voglio calmarmi e rilassarmi, voglio averlo ancora, ma è stato chiaro, vuole stare da solo, lo sto facendo provare qualcosa per me e se i miei calcoli sono esatti sarà lui a venire a casa mia, busserà alla mia porta ostentando il suo controllo e mi dirà che gli manco, perchè lo so, lo so che ho bisogno di lui quanto lui comincia ad aver bisogno di me.
E quando busserà alla mia porta, capirò che ci sono quasi.
E da qui, gente, la situazione può solo peggiorare. Lol.
Onestamente, mi diverto. Adoro questa storia e adoro questi personaggi, so che non è semplice e romantica come le altre, e so che è per questo che non ha avuto la stessa reazione da parte vostra, ma non mi importa, credo comunque sia la migliore che abbia mai scritto e sicuramente la mia preferita. Spero che possiate vedere anche voi quello che vedo io, in Chaos.
Detto ciò, sul serio, peggiorerà all'infinito.
Cosa pensate che succederà? Sono curiosa.
Tutto qui, spero vi piaccia.
Baci,
H
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