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Capitolo 33. Rose

33.

I ragazzi giocano a poker, io li osservo, seduta sul divano, mezza appoggiata a Nat. Ho già giocato la partita precedente, e quella ancora prima, e ho guadagnato tipo cinquecento sterline, quindi mi hanno bandito. Sono imbronciata mentre li osservo, anche se non particolarmente infastidita. Mi piace guardarli, sono sereni, tranquilli, una serenità che avevo anche io, due anni fa.

Catlin mi lancia delle occhiate come se stesse cercando il coraggio per chiedermi qualcosa. La fisso e le sorrido, lei arrossisce leggermente. "Come è la tua famiglia?" Mi chiede curiosa. "Scusa, ho resistito quasi tre mesi, sono curiosa di sapere di voi"

In effetti è stato strano che nessuno di loro mi chiedesse dei miei parenti, di solito è la prima cosa che le persone vogliono sapere.

"Solaro..." Scorpius alza lo sguardo e la ammonisce in quel suo modo da stronzo che vuole farsi obbedire. "Cosa ti avevo detto?"

Catlin arrossisce ancora.

"Cosa?" Chiedo ridendo. I miei occhi scattano dal biondo alla ragazza. Rido. "Hai detto loro che non potevano chiedermelo?" Catlin abbassa la testa, l'espressione distorta da un bel broncio.

"Ti ha sempre infastidito" Scorpius alza le spalle e torna a prestare attenzione al fascicolo che ha tra le mani. "Se vuoi risponderle, fai pure"

È con noi nella sala ricreativa, stranamente, seduto sulla sedia di un tavolo con un fascicolo aperto davanti. Non ci ha calcolati, prima, quando ho battuto Sam a scacchi e, dopo, quando li ho stracciati a poker, è rimasto silenzioso, attento a noi e a quello che sta leggendo, ma i suoi occhi sono spesso scivolati su di me, come a controllarmi, per essere sicuro che stessi bene, è una cosa che fa sempre, da quasi tre mesi.

"La mia famiglia è meravigliosa" dico loro. Tutti smettono di fare quello che stanno facendo per guardarmi, persino Lina mi osserva curiosa, seduta su un cuscino accanto al fuoco, un libro accanto a lei. "Te l'assicuro Cat, è la perfezione" Lo è, i miei parenti sono perfetti, buoni, generosi, ed io... non so come ci sono nata lì.

Evito gli occhi di Zelda, seduta più lontano possibile da me, su un divanetto sotto una finestra, e mi accoccolo meglio contro Nat - lui mi stringe a se gentilmente. La bionda non ha smesso di guardarci con gelosia nelle ultime quattro settimane, ed è proprio quello che voglio, che gli si rivolti contro.

"E sei in buoni rapporti con tutti loro?" Chiede Nat. Un suo braccio mi avvolge le spalle e sento il suo respiro tra i capelli, il suo petto che si alza e si abbassa piano contro la mia schiena. "Godric, io li odio tutti" ride.

"Ah, non li sento molto" Sono sincera. "È colpa mia, però" mi guardano tutti, in attesa di un continuo. "Ho perso una persona, un anno e mezzo fa, e li ho un po' allontanati" Sento uno sbuffo. Giro il capo verso destra, dove Scorpius è seduto. "Cosa?" Gli chiedo sorpresa.

Ha appena sbuffato? Scorpius? Il mio Scorpius? Non sono sicura di aver sentito bene.

Lui mi guarda, quegli occhi grigi mi fanno rabbrividire, odio quello che provo. "Un po', Rose?" Chiede divertito.

Alzo gli occhi al cielo. "D'accordo, tanto. Va meglio?" Chiedo sorridendogli. Lui fa un leggero cenno con il capo e mi sorride di rimando, è così bello che non distolgo gli occhi dal suo viso per secondi.

"Come vi conoscete?" Chiede Sam.

Nat ride, dietro di me. "Ah, mi ricordo di voi due" Scorpius si paralizza ed io mi scosto dal moro, mi giro per guardarlo.

"Cosa?" Chiedo.

I suoi occhi sono divertiti. "Non vi ricordate di noi, ma credo che chiunque sia stato a Hogwarts quando ci siete stati voi vi ricordi" Catlin annuisce, così fanno Mal e Lewa. Lina continua a fissarci, non si muove. "Hai buttato tuo fratello nel lago nero al sesto anno, io ero al settimo"

Lui non sa quello che è successo con Scorpius al settimo anno, perché era già andato via, così anche Mal, ma gli altri... se lo tirano fuori il biondo si incazzerà.

"Se lo è meritato, è stato divertente" dico divertita. "Comunque, Sam, io e Scorpius ci conosciamo da prima di Hogwarts" lo informo dolcemente. "Era uno stronzo rigido anche a otto anni" lancio un'occhiata al biondo, lui mi fissa.

"E lei è una stronza provocatrice da quando è nata, è normale" Dice senza smettere di guardarmi. Scoppio a ridere e gli lancio una patatina, non lo raggiunge, sfortunatamente, ma gli strappa un sorriso. "La pulirai tu, dopo"

Rido ancora. "Si, signore" gli sorrido provocatoria e lui alza gli occhi al cielo. "Lui è il migliore amico di mio cugino Albus - lo sei ancora, no?" Chiedo.

"Lo sono ancora, lo sapresti se non lo evitassi" dice rimproverandomi. Alzo le spalle e lui sospira.

"È bello vederla cosi, signore" Nat parla, ricordandoci che non siamo soli nella stanza. Scorpius aggrotta le sopracciglia ed io sposto gli occhi sul moro. "Di solito è controllato, non abbiamo mai visto i suoi sentimenti nei due mesi prima di Rose, ma in questi ultimi mesi, con lei, si controlla meno" Scorpius si irrigidisce guardandolo, Nat lo nota. "Scusi, io... non volevo dire qualcosa che le desse fastidio, è solo che l'ho notato e... non penso prima di parlare, mi spiace"

"No" Scorpius scuote la testa e gli fa un piccolo sorriso. "Non devi scusarti, mi hai sorpreso" è in imbarazzo, lo noto. "Ho piu confidenza con lei, ed è esasperante, è impossibile non mostrare l'esasperazione con Rose"

"Hey!" Mi lamento offesa. Scorpius mi sorride ed io alzo il dito medio. "Stronzo"

Però... è vero, gli faccio mostrare ciò che prova, mino il suo controllo e il suo equilibrio, e questo lo adoro.

"Perchè non state insieme?" Chiede Nat curioso. "Sareste una bella coppia"

Lo fissiamo entrambi, senza mostrare emozione, Nat si acciglia e fa per dire qualcosa, ma io scoppio a ridere.

"Mi offendi, Rose" Mormora Scorpius mentre io rido.

"Scusa" Ridacchio e mi asciugo delle lacrime. "È stato divertente"

"Non per il mio ego" Il biondo mi lancia un'occhiata divertita, per niente offeso dalla mia risata. I cadetti lo guardano sorpresi, come se non lo avessero mai visto scherzare - è mi è chiaro ora che è così, che loro non sanno come è veramente, che non vedono la gentilezza, i sorrisi, le risate e il calore che vedo io.

"Scusa dolcezza, sono io il problema, non tu" dico drammatica.

"Questo è chiaro" Spalanco la bocca mentre lui curva le labbra in un sorriso da stronzo - Salazar, voglio morire ora così sarei felice anche nell'aldilà.

"Questo si che mi ha offeso, stronzo" dico appoggiando una mano sul petto.

Lui fa una piccola risata e abbassa lo sguardo sul fascicolo che ha ancora in mano. "Bene, finite la vostra parita e poi a letto" dice, tornando a prestare attenzione al suo lavoro.

Rimango ad osservarlo - i capelli gli ricadono sul viso e le tempie, piu chiari con la luce bianca della sala, ha un taglio sullo zigomo causato da una lotta con le spade con Lina, lo rende più sexy, ma i suoi occhi sono rilassati - adoro quell'emozione su di lui, lo fa sembrare più giovane e più maturo allo stesso tempo, come se avesse vissuto cent'anni in uno. Mi fa sorridere sinceramente.

"Hey, lo consumi" Nat me lo sussurra divertito. Io lo guardo per ritrovarmi i suoi occhi addosso, mi osserva. "Forse lo vorresti eh, come ragazzo"

Sussurra, ma io sento come se stesse urlando. Aggrotto le sopracciglia. "Non è così" gli dico dolcemente.

"Non so in che rapporti siete" mi sorride e appoggia una mano su una mia coscia. Batte le dita sui miei pantaloni come a tenere il tempo. "Ma lo guardi come se fossi innamorata di lui"

Questo mi colpisce veramente tanto, ma sorrido e scuoto la testa. "Gli voglio bene, ma non più di questo" dico.

Gli voglio bene. Oddio, non l'avevo mai ammesso a me stessa. Tengo a lui, ci tengo perchè è una persona meravigliosa, ed io... ci tengo. Questo è un problema, è un grosso problema. Non posso, non posso volergli bene, non posso affezionarmi a nessuno di loro, Scorpius compreso, eppure... è entrato in me come dovevo entrare io in lui, dolcemente, senza che me ne potessi accorgere fino a quando non è stato troppo tardi, come un veleno.

Nat mi sorride. "Come vuoi, tesoro" mormora prima di darmi un ultimo colpo sulla coscia e tornare a giocare a poker.

Io rimango a fissare le mie gambe. Merlino, sono stata giocata quando dovevo essere io a giocare, sono finita per affezionarmi al Malfoy. Chiudo gli occhi qualche secondo poi li riapro nel momento stesso in cui mi alzo. "Ho un po' di sonno, vado a dormire" dico quando i ragazzi mi guardano. "Notte" do un bacio sulla guancia a Nat e scompiglio i capelli di Mal quando ci passo accanto. Sorrido a Catlin e ignoro gli occhi di Zelda.

Scorpius mi afferra il braccio quando prendo la giacca appoggiata sul tavolo dove lavora. "Tutto bene?" Chiede.

Annuisco e gli sorrido. "Si, sono stanca" sussurro. "Oggi non mi va"

"Lascerò la porta aperta, va bene?" Dice dolcemente, gentile.

"Grazie" Mormoro. Gli accarezzo la spalla prima di sorpassare il tavolo ed uscire.

*

"Rose" Qualcuno mi scuote e sussurra il mio nome gentilmente. Mi metto subito seduta, afferro il polso della persona inginocchiata accanto a me e con un colpo veloce ribalto le posizioni e mi metto a cavalcioni su di lei. "Cazzo" Scorpius si lamenta quando sbatte la testa sul tappetino.

Mi rilasso immeditamente, gli lascio i polsi e le cosce, che avevo premuto a terra con la parte anteriore dei piedi. Mi siedo su di lui per bene, questa volta, e lo guardo calma. "Scusa dolcezza" dico divertita. "Mai svegliarmi mentre dormo"

"Ho imparato la lezione" borbotta. I suoi capelli formano quasi un'aureola attorno alla sua testa, sono umidi, come se avesse appena fatto una doccia. "Perchè dormi in palestra?" Chiede, non dà cenno di muoversi e ne sono contenta.

"Ho chiuso gli occhi un secondo" dico alzando lo sguardo, verso l'orologio sulla parete piu in là, dà le otto e mezza del mattino. "Sono passate cinque ore"

"Ti ho cercata ovunque" dice. Non abbiamo allenamento mattutino in palestra, oggi, perchè è presente un ospite al corso di strategia che può presenziare solo la mattina, quindi la lezione è stata anticipata. "Ti sei allenata tutta la notte?" Chiede.

Si, si, non riuscivo a togliermi dalla testa quello che mi ha detto Nat e avevo bisogno di sfogare, Scorpius era fuori discussione e l'alcol lo avrebbe fatto infuriare, quindi ho scelto l'allenamento. "Mi sono addormentata ad un certo punto" dico divertita.

Lui sospira. Sdraiato sotto di me mi da un certo compiacimento che ho provato poche volte, lo adoro. "Non puoi continuare così"

Continuo così da due anni, posso farlo. "Sto bene, dolcezza, ho dormito cinque ore, è tanto"

"Te ne servono minimo otto, Rose, e questo lo sai bene, è per questo che il coprifuoco è alle dieci, perchè possiate dormire"

Alzo le spalle e mi abbasso su di lui, mi sdraio sul suo petto e appoggio la testa sul suo cuore, lo sento battere. "Se resti così posso fare le tre ore che mi mancano" dico ironica.

Lui ride, adoro farlo ridere perchè so che non lo fa con tutti, mi fa sentire bene. Alza una mano e mi accarezza i capelli, mi accoccolo contro di lui, l'orecchio contro il suo cuore e i suoi battiti tranquilli a rilassarmi. "Cosa è successo ieri?" Chiede. "Perchè sei scappata via?"

Mi mordo un labbro e chiudo gli occhi. "Mi sono accorta che ti voglio bene" mormoro a bassa voce, non sono neanche sicura che l'abbia sentito per quanto flebile sia uscita la frase.

Ma il suo cuore si altera, comincia a battere più veloce e il suo respiro si spezza per la sorpresa. "E questo è un male?" Chiede divertito.

Sospiro, ascolto il suo battito mentre accelera leggermente. È un male? Certo che è un male. Ho già troppe persone a cui tengo, aggiungerne altre incasinerà tutto, minerà il mio controllo, il mio giudizio e i miei sentimenti. Troppe persone, ci sono troppe persone a cui voglio bene, che amo più della mia stessa vita, e non posso... non posso aggiungere Scorpius, lui è solo parte del piano, una pedina della mia scacchiera, è così deve rimanere, cosi rimarrà. Deve.

Alzo la testa per guardarlo. "I tuoi cadetti sono a lezione?" Chiedo dolcemente. I suoi occhi diventano esasperati, sa cosa intendo dire. Annuisce due volte. "Bene" appoggio entrambe le mani ai lati della sua testa e mi tiro su abbastanza per incombere su di lui. Alzo una mano il tempo necessario per chiudere, sigillare e silenziare la stanza. Faccio un incantesimo di pulizia su di me, perchè ieri mi sono allenata e sicuramente puzzo. "Ho bisogno di te" dico alla fine.

"Farò finta che tu non abbia eluso il discorso" mormora. Non gli permetto di dire altro, lo bacio.

Ho bisogno di lui, ora, e lo avrò, lo avrò per quello che è, per quello che deve essere, una mia pedina in un gioco che controllo io.

Heyla

Questo capitolo è adorabile, mi piace molto, mi piace come Rose si renda conto dei suoi sentimenti, come accetti di volergli bene ma come, allo stesso tempo, è consapevole che non può farlo, e che deve riprendere il controllo e spegnere le emozioni.

Credo, onestamente, sia una caratteristica molto serpeverde (anche corvonero), il modo in cui sa che deve avere un certo controllo e che, non importa cosa prova, ma deve finire il suo lavoro. È determinata, io direi anche disperata, quindi non può permettersi di cedere.

Mi piace anche che lo ammetta a Scorpius, che glielo dica. Magari l'ha fatto per avvicinarlo ancora di più a se, ma è comunque la verità, anche se è stata detta per uno scopo più grande.

Cosa pensate di lei come personaggio? Dite che riuscirebbe a rinunciare alla missione per lui? O continuerà imperterrita?

Il prossimo lo posterò giovedì (che è anche il mio compleanno🎂). E vi dico già, adoro quel capitolo😍.

Spero vi sia piaciuto,

Baci
H

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