Capitolo 30. Scorpius
30.
"Signore" Sam mi si para davanti mentre tento di entrare in sala mensa. Sospiro e lo guardo freddamente. "Posso chiederle se dopo mi aiuta con le barriere mentali? Sto cercando di imparare da solo ma non sono così bravo"
"Le studieremo dopo Natale, posso consigliarti qualche libro nel frattempo, ma ora preferirei fare colazione" dico gelido.
"Grazie signore, scusi il disturbo" Tentenna ma va a sedersi.
Mi trattengo per non passarmi le mani sul viso con stanchezza ed entro nella sala. I cadetti si alzano immediatamente, anche Rose. La guardo con cautela - ha due occhiaie profonde e sembra stanca, dopo la rimprovererò di nuovo sul fatto che non dorme. Distolgo subito lo sguardo e cammino fino al mio tavolo. Loro si siedono solo quando lo faccio anche io e il cibo compare di fronte a noi.
Noto Zelda tentare di non guardare Rose. La rossa è seduta insieme a Mal - l'unico che è al suo fianco, sono sorpreso. Nat è con la bionda e Catlin, evidentemente ancora arrabbiato con l'amica, anche se è passata una settimana. Una settimana relativamente tranquilla - ho insegnato loro ancora i veleni, poi ho portato un altro ospite, questa volta una strega esperta in pozioni, e li ho portati di nuovo nella stanza per insegnargli a stare attenti ai dettagli, Rose non ha partecipato ed io non le ho chiesto nulla, so che sa cogliere i dettagli, non ha bisogno di un altro allenamento.
Non abbiamo più scopato dopo la bella mattinata con la corda. Lei ha avuto il ciclo e anche se le ho detto che per me un po' di sangue non è un problema, lei era decisa, avrebbe aspettato, e ha tentato di farmi un altro pompino, le ho detto che se non potevo darle un orgasmo non lo volevo neanche io, non è giusto e una settimana di astinenza non è nulla per me. Lei era così sorpresa, quel giorno, che mi ha sorriso dolcemente, veramente dolce, non una palese presa in giro.
Però... Salazar, mi manca quel corpo, mi mancano quelle tette, quella bocca, quella figa. Mi manca il suo sapore sulla lingua e mi mancano i suoi gemiti.
Non ho fatto sesso per due anni e una settimana, in questo momento, con lei, mi sembra un secolo. È così dannatamente patetico, Merlino! Sono patetico.
Non vedo Erik. Guardo meglio i tavoli e no, non c'è.
Aggrotto le sopracciglia ma ignoro velocemente il fatto quando la sedia accanto alla mia si sposta. Sospiro e metto in bocca del porridge. "Buongiorno Rose" dico tranquillo. Giro leggermente il collo per guardarla.
I capelli rossi sono raccolti in una coda alta, poche ciocche sfuggite dall'acconciatura. Gli occhi azzurri oggi sono limpidi, divertiti e calmi, però mi sembrano così stanchi, forse sono le occhiaie violacee e la pelle leggermente più pallida del solito.
"Buongiorno signore" È allegra e stucchevole, come al solito. "Mi manchi, quindi questa sera vedi di farmi trovare la porta aperta" Non mi guarda più, allunga un braccio e afferra una mela, le dà un morso.
"Sembri stanca" dico, invece di rispondere maliziosamente alla sua richiesta.
"Oh, non ho dormito molto, mi sono allenata" Alza le spalle e mi guarda con un sorriso.
"Come mai?" Chiedo confuso. Non è la prima volta che si allena invece di dormire, imparo a conoscerla e a capire quando ha dormito bene e quando non lo ha fatto, e ora sembra che abbia dormito quattro ore.
"Incubi" Sbuffa. "Vuoi farmi un interrogatorio? Non credevo fossi mia madre"
"Vai a letto, puoi saltare l'allenamento mattutino" affermo serio.
Lei ride, anche se una leggera sorpresa le allarga le pupille. "Sto bene dolcezza, non ti preoccupare che se no penso che sto cominciando a piacerti"
Alzo gli occhi al cielo. "Tu mi piaci" affermo e appena lo dico capisco quanto questo sia una novità. Salazar, l'ho odiata così a lungo, l'ho a malapena sopportata le prime settimane in accademia, e che mi piaccia non dovrebbe essere così facile da ammettere, ma lo è, scivola fuori dalle mie labbra come se fosse sempre stato sulla punta della mia lingua.
La rossa mi guarda qualche secondo, alzo gli occhi al cielo quando il suo sorrisetto si amplia e diventa compiaciuto. "Oh-oh" Rose si prende gioco di me. "Che terribile cosa" dice drammaticamente. "Ora andrai all'inferno"
Non riesco a trattenere la risata. I suoi occhi brillano di divertimento quando mi fa ridere, come se fosse fiera di se. Cerco di tornare serio e controllato, ci riesco a metà, perchè ho ancora un mezzo sorriso sulle labbra. "Ti sei fatta perdonare da Tisor?" Le chiedo tranquillamente.
Ridacchia. "Non era arrabbiato con me. Comunque si, abbiamo affogato i nostri dispiaceri insieme nel firewhisky, questa notte" dice calma, beve del succo.
Io raggelo. "Hai bevuto di nuovo?" Le chiedo piano.
Lei alza le spalle ed evita il mio sguardo. "Non molto" dà un altro morso alla mela.
"Perchè non sei venuta da me?" Chiedo quasi sibilando, sono terrorizzato da questo suo modo di fare, non dovrei, non dovrei ma mi fa una paura fottuta.
"Alle tre di mattina?" Chiede divertita. È tranquilla, mangia la sua mela e guarda verso i tavoli poco piu in basso.
Le afferro un braccio e la tiro leggermente per farmi guardare. "Si, alle tre di mattina Rose" questa volta è proprio un sibilo, sono incazzato e neanche so il perché. I suoi occhioni azzurri mi guardano con innocenza, calmi. "Come cazzo ti salta in mente di bere in mezzo alla notte e poi andare ad allenarti?" La mia voce si alza leggermente e vedo, con la coda dell'occhio, di aver attirato l'attenzione di Mal.
"Ops?" Dice divertita. Le stringo il braccio con più forza. "Sto bene" si lamenta. "Dai dolcezza, lasciami o qualcuno dei tuoi cadetti si alzerà per difendermi"
Giro leggermente il collo per capire di cosa sta parlando. Alzo le sopracciglia quando vedo Mal a cavalcioni sulla panca, come fosse pronto a mettersi in piedi, Nat e Zelda che ci lanciano occhiate poco discrete e Lina che mi fissa apertamente, insieme a Sam. Credo che gli ultimi due non farebbero niente se mai colpissi la rossa, ma gli altri... sugli altri non sono sicuro.
E ancora non vedo Erik, merda, non ho voglia di rotture di palle oggi.
"Vieni da me la prossima volta, terrò la porta aperta" dico lasciandole il braccio e tornando alla mia colazione. Sono ancora incazzatissimo, ha bevuto senza nulla nello stomaco, prima di fare sforzi e non ha dormito.
Rose ride e allunga una mano per darmi un buffetto su una guancia, non mi ritraggo neanche e la lascio fare. "Okay, signore" mormora maliziosa. Questo mi fa arrossire, come al solito quando quel termine esce dalla sua bocca detto in quel modo, e lei lo adora. "O forse preferisci papà?" Faccio una smorfia di disgusto a questo nomignolo e lei ride ancora, non so proprio come le escano, poi così disinvolta. "Okay, papà è un no" decreta. "Comunque io preferisco signore" alza le spalle e mi fa l'occhiolino, non riesco a non sorridere, lei si illumina, compiaciuta di se stessa. Poi si concentra su altro, aggrotto le sopracciglia. "Oh, guarda chi ci ha degnato della sua presenza" punta lo sguardo sulla porta, lo seguo per vedere Erik.
Sembra pallido e si tiene la testa con una mano. Marcia dritto verso Mal, la sua camminata è aggressiva ed io metto una mano sulla mia bacchetta mentre Rose si alza in piedi.
"Tu!" Sibila il moro puntando un dito contro il corvonero. "Cosa cazzo mi hai fatto?"
Rose mi supera con passo veloce mentre mi alzo e scende dalla piattaforma con un balzo, la rimproverei e le direi che potrebbe rompersi la caviglia lanciandosi così da quei gradini ma non é il momento. "Cosa succede?" Chiede confusa, cammina velocemente verso Mal, suppongo per proteggerlo.
Aggrotto le sopracciglia ma non mi muovo, la mia mano ancora stretta alla bacchetta.
"Questo... non lo so, merda, è tutta colpa tua, cosa mi hai fatto?" Chiede sibilando Devenne facendo altri passi verso Mal, che si è messo in piedi.
"Cosa avrei fatto?" A quanto pare neanche il cadetto Tisor ha idea di quello che sta succedendo. Rose lo affianca velocemente e anche Nat si alza in piedi, un tavolo da loro.
Non capisco. Erik si preme una mano alla testa e sbatte con forza le palpebre, velocemente. Ha i capelli spettinati e la divisa infilata male, la fine dei pantaloni non è messa dentro gli anfibi e la giacca è allacciata a metá.
Diventa rosso, allunga le mani e afferra Mal per la maglia, lo tira a se e lo fa sussultare. "Che cazzo mi hai fatto, frocio di merda? Eh?" Urla, e ora scatta in piedi anche Zelda, poi piano piano anche gli altri cadetti.
"Erik!" Aster lo rimprovera. È inutile perchè ancora tiene Mal tra le mani.
"Cadetto Devenne! Lascialo immediatamente!" Dico serio e controllato.
Rose non è affatto controllata. "Lascialo pezzo di merda" gli sibila prima di spingerlo con forza. Erik barcolla e lascia la maglietta di Mal, che indietreggia.
"O forse sei stata tu, mi hai contagiato, troia!" sibila con rabbia.
E quando scatta verso Rose lo faccio anche io, saltando sopra il tavolo e balzando fuori dalla piattaforma, atterro perfettamente, anche se faccio cadere dei bicchieri. Però Erik ha giá il pugno alzato verso il viso della ragazza. Il mio cuore si ferma mentre corro verso di loro.
Ma qualcuno lo afferra per la giacca e lo tira, prima che la colpisca. "Non toccarla!" Faccio un piccolo sospiro ma non dovrei, perchè Zelda, colei che l'ha spinto via, gli da un pugno sul naso, poi una ginocchiata su una coscia. Erik geme di dolore ma non cade a terra, alza la mano e la stampa su una guancia della bionda. Tutti sussultano quando Zelda viene sbalzata a terra dalla forza di quello schiaffo, molto più minuta della stazza di Erik.
"Ma che cazzo fai?" Catlin corre verso Zelda e si inginocchia al suo fianco.
"È tutta colpa tua, frocio" Erik sembra sul punto di piangere, anche se parla con rabbia. Indica Mal, che è shockato qualche passo dietro Rose, lei lo copre con il suo corpo.
"Come l'hai chiamato?" Rose sibila con rabbia e scatta verso di lui. La raggiungo velocemente, facendo i pochi passi che ci separano, e le circondo la vita con un braccio, tirandola a me per farla stare ferma. Quasi barcollo per la forza che ha questa donna, che si dimena nel tentativo di liberarsi. "Ridillo, dai, ti sfido"
Strattono Rose con il braccio e la stringo a me. "Smettila" le dico gelido, lei obbedisce immeditamente, ma io non la lascio ancora. "Incarceramus" indico Devenne con la bacchetta e immediatamente delle corde nere gli legano mani e piedi, non cade a terra, rimane in piedi con uno sguardo incazzato e le lacrime agli occhi. "Ora, tutti seduti" ordino gelido.
Obbediscono. Catlin e Aster aiutano Zelda a mettersi in piedi, ha un segno rossissimo in viso e mi si stringe il cuore. Si siedono tutti nelle panche piu vicine a loro - Sam, Lewa e Lina in un tavolo, Nat, Zelda, Catlin e Aster in un altro. Mal è ancora scosso ma si siede al tavolo in cui era accomodato prima con Rose.
La rossa è ancora tra le mie braccia, il mio petto contro la sua schiena e il mio braccio avvolto attorno alla sua vita stretta. Le sue unghie scavano nel mio avambraccio, più come àncora che con rabbia. "Stai bene?" Abbasso la testa per sussurrarglielo all'orecchio mentre i cadetti si accomodano.
Annuisce leggermente ed io la lascio andare, il calore del suo corpo mi manca immediatamente. Scaccio il pensiero e divento di ghiaccio, quando Rose si accomoda. Faccio poche falcate e afferro un braccio ad Erik, lo strattono con rabbia e lo spingo su una panca vuota, in un tavolo tra quello di Rose e Mal e quello di Sam, Lina e Lewa.
"Che cazzo è appena successo?" Chiedo sibilando. Li fisso con rabbia. Nessuno risponde. "Tisor?"
Il moro è pallido e abbassa gli occhi. "Non lo so neanche io" mormora in un filo di voce.
"Devenne?" Chiedo e quando guardo il serpeverde i miei occhi si fanno fuoco. Ha quasi colpito Rose di nuovo, l'ha chiamata troia e ha offeso anche Mal. Ma Erik continua a guardare tutti arrabbiato. "Allora? Mi dici cosa cazzo è successo o preferisci che ti dia la lezione che voglio tanto darti ora?" Sibilo con rabbia. Mi prudono le mani.
"È disgustoso" dice in un sussurro rabbioso. "È tutta colpa di quel frocio e della sua puttana" sputa con ira. Ha le sopracciglia contratte e un'espressione di schifo.
Stringo i pugni per non scattare verso di lui e fargli rimangiare quelle parole.
"Giuro, se lo dici di nuovo, Erik, ti distruggo" Sibila Nat sporgendosi di lato per guardare negli occhi il moro. I miei cadono su Zelda, la sua guancia è sempre piu rossa, le mani mi prudono sempre di più.
Erik lo ignora e porta le mani legate alla testa. "È così schifoso, non riesco a togliermelo dalla mente" si lamenta con disperazione.
Aggrotto le sopracciglia. "Cosa?" Chiedo controllato.
"Il sogno, io... merda che schifo, è tutta colpa sua" Erik si agita sulla panca e comincia a tirarsi delle pacche sulla fronte. "È disgustoso" sussurra mentre gli schiaffi diventano pugni.
"Smettila" ordino. Lui mi ignora e i pugni diventano sempre più forti, si farà male e anche se lo vorrei rimane sotto la mia responsabilità, quindi con un gesto della bacchetta gli lego le mani dietro la schiena. "Cosa è successo?" Chiedo confuso, non lo mostro.
"È tutta colpa sua, è... quel frocio"
"Ora basta" Nat si alza in piedi con uno scatto. "Lo cacci" mi ordina con forza, i suoi occhi puntati nei miei con decisione.
Lo so, devo, ma voglio vederci chiaro, perchè Erik sembra disperato e, oltre alle offese, c'è altro.
"Siediti" ordino freddo. Nat stringe i denti, la sua mascella si contrae, ma obbedisce e torna seduto accanto a O'Malley. Torno a concentrarmi sul serpeverde. "Tu ora mi dici cosa è successo, immediatamente, o non solo ti caccio ma ti banno da questa accademia, non ti prenderanno neanche per pulire i cessi" sibilo gelido, un tono che Rose definirebbe da stronzo, e, da come mi sta guardando, un tono che continua ad amare.
Erik comincia a piangere, singhiozza, giuro, sono shockato. "Non lo so, è così schifoso" piagnucola. "È tutta la notte e mattina che non riesco a togliermelo dalla testa, si percorre e ripercorre" singhiozza e tira su con il naso.
"Ma che problemi hai?" Rose lo guarda divertita, anche se ancora un po' arrabbiata. "Questo è patetico" ride con cattiveria ed Erik scatta con la testa verso di lei.
"Rose..." La rimprovero.
Lei ride ancora. "Che c'è? È imbarazzante" La guardo male, lei alza le spalle con un sorriso sulle labbra piene.
"È tutta colpa vostra, siete stati voi" le dice con ira, la voce graffiante.
"Ci hai attaccato tu squilibrato, non dare la colpa a Mal" gli sibila Rose con divertimento. "Qualcuno qui è pazzo, ma non facevate test psicologici prima di entrare in accademia?" Chiede a me.
"Basta Rose" la ammonisco serio. Lei alza le mani in aria e chiude la bocca. "Cosa intendi dire Erik? Cosa è successo?" Mi rivolgo al moro con piu gentilezza di quello che si merita, ma sembra veramente disperato.
"La fantasia. È nella mia testa. Non riesco a scacciarla" Parla a scatti e piange. "Lui... non sono come quel mostro anormale" indica il corvonero accanto a Rose.
Mal sbianca ancora di più. Zelda fa uno scatto per alzarsi in piedi ma Catlin la trattiene. Nat mi fissa, aspetta che io faccia qualcosa. Aster ha le lacrime agli occhi. A Lina non frega nulla, ci guarda con indifferenza. Lewa è confusa ma non fa nulla, non sono sorpreso, è sempre stata timida e chiusa. Sam... Sam parla e avrebbe dovuto tacere.
"Scusi signore, ma è evidente che Erik è sconvolto, forse dovrebbe portarlo a riposare" dice il ragazzo.
La mia simpatia per questo cadetto va a diminuire sempre di più.
"Mi stai dicendo quello che devo fare? Ho sentito bene?" Chiedo sibilando, sono controllato e gelido, anche se dentro tremo di rabbia. "Pensi che debba rimboccargli anche le coperte e cantargli una ninna nanna?"
Sam sussulta al mio tono freddamente arrabbiato e abbassa la testa. "No, signore"
"Ottimo" dico. "Erik, quale fantasia? Hai cinque secondi per rispondere prima che io ti cacci e banni"
Non ne posso più, voglio colpirlo e cacciarlo, ma i suoi genitori sono importanti, non posso se non capisco tutta la situazione.
Erik mi guarda. "Io e... quel coso" indica Mal con il mento. Capisco prima che possa dirlo, ma non do cenno, voglio che si umili. "È disgustoso. Mi si ripete nella testa ancora e ancora"
"Oddio, l'hai colpito perchè hai sognato che scopavate?" Chiede Rose scoppiando a ridere, perspicace, molti cadetti lo capiscono solo quando lo dice lei. "Tutto questo perchè hai fatto una fantasia gay?" Ride ancora, si piega e si appoggia alle ginocchia, da seduta. "Merlino..." continua a ridere.
Sospiro e mi passo una mano sul viso. "Rose" dico serio, un ordine indiretto. Ci mancano solo lei e le sue prese in giro.
"Sisi, scusa capo" Si asciuga delle lacrime e torna dritta. "Io l'ho sempre detto che gli omofobi sono gay repressi. Come è Erik? Lo prendi o lo dai? Secondo me saresti un ottimo bottom"
Faccio i pochi passi che mi separano da Erik in tempo per rimetterlo seduto, quando scatta in piedi per andare verso Rose, anche se, legato in questo modo, non avrebbe fatto nessun passo.
"Rose" ringhio guardandola. Tengo giù Devenne, che smette di dimenarsi.
"Posso prenderlo in giro dopo che ha tentato di picchiarmi e mi ha dato della troia e della puttana, è un mio diritto" afferma con decisione, il sorriso provocatore sulle labbra.
"Basta" le ordino. Lei sbuffa ma la smette. "O'Malley, vai in infermeria e passati la pozione per i lividi, quella che ti guarisce del tutto. Solaro, con lei" Catlin annuisce e si alza, afferra un braccio a Zelda e la porta via, la bionda fulmina con lo sguardo Erik mentre ci passano accanto per uscire. "Ocri, Mashal e Na, andate ad allenarvi. Ocri concentrati sulla pistola. Mashal prendi un arco in mano. Na, ancora pugnali"
"Si signore" e anche loro se ne vanno.
"Mal" Lo chiamo per nome e lui mi guarda confuso, è ancora scosso. "Puoi tornare in stanza, riposati e calmati" È pallido ed è evidente che le offese di Erik hanno fatto breccia, che l'hanno ferito. Mi appunto mentalmente di andare a controllare come sta, più tardi.
"Grazie" Borbotta alzandosi. Rose gli va subito accanto, gli sussurra qualcosa all'orecchio e lui annuisce, senza cambiare espressione, prima di andarsene.
"Weasley, Paris e Ali, dato che vi siete tanto divertiti a dirmi cosa fare e a disobbedire sistemerete la sala mensa, senza magia" Dico gelido mentre faccio alzare Erik, che si è calmato.
Sam abbassa la testa. Nat stringe i denti ma tace. E Rose fa uno sbuffo. "Ma dai Scorpius" fa un broncio e usa un tono lamentoso. Sospiro e le lancio un'occhiataccia. "Intendo signore" dice dolcemente, ma non smette di guardarmi come un cane bastonato.
"Vuoi pulire anche a pranzo?" Chiedo freddo. Erik, tra le mie mani, si agita leggermente. "Pulisci e stai zitta" ordino. Lei mi fa un sorrisetto peccaminoso e si porta una mano alla fronte per un saluto militare.
Sospiro ancora e porto via Erik.
Questa accademia cade sempre di più nel caos ed io sto per impazzire.
Heylaaa
Questo capitolo mi fa ridere un sacco, per Scorpius ignaro e per Rose manipolatoria.
Il suo piano va avanti, e quello che ha fatto a Erik e Mal è da stronzi, ma è giustificabile? Si puó perdonare?
Tutto qui, spero vi piaccia.
Baci,
H
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