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Capitolo 10. Scorpius

10.

Apro il fascicolo di fronte a me, sulla scrivania, e sparpaglio i fogli all'interno sul piano.

So perché Rose tiene a questo caso, perché aveva quella faccia quando le è stato tolto.

Quattro anni fa, più persone hanno cominciato a sapere della magia, babbani collegati alla politica, soprattutto, e con il tempo l'informazione è dilagata ai loro parenti, ai loro amici, agli amici degli amici. Alcuni ancora non ci credono, è chiaro, ma, rispetto ad una decina di anni fa, sono più consapevoli. Un gruppo in particolare ha passato un paio di anni a prepararsi, cominciando a voler far sentire la propria voce due anni e nove mesi fa, con una rivolta per le strade di Londra. All'inizio, erano solo manifestazioni pacifiche, e mano a mano i partecipanti aumentavano, tra di loro anche maghi e magonò, oltre i babbani, ed è ancora oggi così, molti di noi supporta l'idea di mostrare la magia ai babbani, aiutarli e farsi aiutare con la magia delle streghe e la medicina dei babbani, spesso molto più avanzata della nostra. Volevano rispetto per i babbani, per i magonò e tutte le creature magiche, volevano collaborazione.
Poi hanno cominciato ad essere più violenti, bruciando documenti importanti sulla magia, rubando pozioni e libri proibiti, ribellandosi al sistema. Fino a quando, due anni fa, non hanno ucciso due persone dentro un club per maghi nella Londra babbana. La violenza crebbe, cominciarono a picchiare e rubare, a interrogare maghi dopo averli rapiti.
Non siamo mai riusciti a catturarli, non perchè sono troppo furbi, ma perchè hanno persone all'interno, perchè vengono avvertiti prima delle retate. Io so che è questo, anche se tutti gli auror e i dipendenti del ministero sono attentamente controllati.

Giro il foglio. Il viso di Deva mi sorride, è luminosa. È stata la prima auror che hanno ucciso.

Mi si ferma il cuore per un paio di secondi - Deva è identica a Lina. Guardo la foto a lungo e non riesco ad evitarmi una smorfia sofferente. Ora capisco perchè Rose la guardava così.

Leggo velocemente le sue generalità: Deva Kumar. Origini indiane. Genitori maghi. Magonò.

I maghi non hanno nessun rispetto per chi nasce senza magia, soprattutto se aveva i genitori purosangue come Deva. Arnav e Jaya Kumar sono una delle famiglie più importanti nel loro paese d'origine, dove si sono trasferiti dopo la morte della figlia. Avevano molto insistito perchè Deva potesse essere un'auror, loro stessi lo erano e pluridecorati. E, nonostante la mancanza di magia, Deva era un ottimo guerriero, aveva superato i test a pieni voti, nonostante non avesse frequentato l'accademia - aveva preso due anni sabbatici come Rose.

È morta assassinata dai ribelli in una retata. Aveva obbedito, aveva preso con se due soldati, Rose e un certo Castor, ed era entrata del covo. E non è mai uscita viva da lì.
Tutt'ora non è chiaro cosa fosse successo, Castor Oligam è morto per primo con diversi colpi di pistola, e Rose non ne vuole parlare con nessuno.

Due auror erano pochi, per una retata del genere, ce ne volevano almeno una decina, era una missione suicida che Deva avrebbe dovuto contestare, ma non l'ha fatto, perchè era un soldato, e, come ho detto a Rose, i soldati eseguono gli ordini.

Deva è stata colpita con una pallottola impregnata di sangue di drago che le ha reciso delle arterie sul collo. Il sangue di drago è raro e pericoloso, si infila nel tuo sangue e ti fa bruciare da dentro, si dice che è un dolore terribile, peggio di qualunque cosa uno possa provare, ed è infido, perchè lo fa lentamente. Deva avrebbe potuto soffrire per giorni prima che il sangue la uccidesse, se non l'avesse colpita al collo.
È comunque morta dopo due ore, due ore di dolore con la migliore amica accanto, che la guardava morire.

Rose ha creato una cupola di protezione attorno ai loro corpi, per proteggerli fino all'arrivo dei soccorsi. Non si sa che cosa fosse accaduto con i ribelli, se aveva riconosciuto un viso. Lei non ne ha mai voluto parlare.
Il foglio che sto leggendo ora mi dice che la rossa è uscita da quel capannone abbandonato sotto shock, non ha voluto lasciare il corpo di Deva fino a quando non sono arrivati i suoi genitori, non ha voluto parlare con nessuno per settimane. Poi, quando è tornata, ha semplicemente creato caos. Incazzata con il mondo per la morte dell'amica, forse di più, non ne sono sicuro.

Ci sono ancora indagini per determinare se Deva Kumar facesse o meno parte dei ribelli. Loro perseguivano la sua causa, quella dei magonò, ma, essendo stata uccisa, non ci sono mai state prove a sufficienza per incriminarla.

Dopo quel momento, i ribelli presero la strada del vero e proprio terrorismo, uccidendo e torturando maghi e i babbani che li aiutavano. Hanno messo a fuoco e fiamme alcune cabine telefoniche, lanciando una bomba al loro interno perchè finisse al ministero. Ucciserò, così, dieci persone. Il mese scorso dirottarono il treno di Hogwarts con gli studenti all'interno, sarebbero morti tutti se gli auror non fossero tempestivamente intervenuti, grazie ad una soffiata anonima - forse uno dei ribelli si è sentito in colpa, forse voleva proteggere i bambini.
Sono silenti da allora.

Sfoglio i fascicoli, memorizzo le date e le foto che sono presenti all'interno. Osservo il corpo di Deva, quello di Castor, attentamente.
Deva era ferita anche alla gamba, da una pallottola normale, mentre Rose aveva diverse costole rotte, un trauma cranico e ferite da lotta ovunque, per non parlare della bacchetta rotta.

Sospiro e mi passo una mano sugli occhi mentre sbadiglio.

Ho dubitato di Deva di fronte a Rose. Le ho detto che forse era un ribelle, anche se è stata uccisa da uno di loro. E lei ha creato il suo solito caos, si è scopata Nat e ha fatto incazzare Erik. Non capisco ancora come mai lo abbia lasciato colpirla, non capisco perché si è presa quel pugno in faccia quando, da quel poco che ho visto in quella lotta, lei era molto in vantaggio. Avrebbe potuto rompergli il braccio, infrangergli un gomito in faccia, rompendogli il naso, e metterlo al tappeto in pochi secondi. Eppure... eppure non ha fatto nulla di tutto ciò, si è presa il pugno, e anche se mi ha ripetuto che non è stato volontario io rimango dubbioso. Gli ha colpito la spalla così velocemente che quasi non l'avevo vista dargli il pugno. Ha lanciato quel coltello senza guardare e ha centrato il cerchio più piccolo. Mi ha messo al tappeto in poche mosse, la prima volta che abbiamo combattuto, e, anche se poi l'ho sopraffatta, è stata brava, veloce e aggraziata, una tecnica che ho già visto, in Deva.

Salazar, ho odiato vederla ferita. Mi sono fisicamente trattenuto per non pestare Erik, non perché non avesse ragione, perché sono sicuro che lei l'abbia provocato, ma perché... non lo so neanche io perché, sarà che non sono abituato a vederla cadere, sanguinare.

Qualcuno bussa alla porta. Sospiro e chiudo il fascicolo, sistemo i fogli e li richiudo nel cassetto più in basso della scrivania.

"Avanti" dico. Scaccio la stanchezza velocemente e metto su un'espressione grave.

Erik Devenne apre la porta ed entra. La chiude e si mette sull'attenti. Abbassa lo sguardo. "Signore" dice.

Sospiro ancora e lo fisso, ancora attaccato alla porta. "Siediti" ordino. Lui cammina verso di me e si accomoda sulla poltrona alla sinistra, quella in cui Rose mi ha ferito con il pugnale, seduta su di me. "Cosa pensi che io debba fare adesso?" Chiedo gelido.

Erik alza gli occhi. Ha un'espressione tra il dispiaciuto e l'arrabbiato, non sa cosa scegliere. "Quella tro-" Lo fulmino con lo sguardo e lui non finisce di parlare, abbassa gli occhi. "Mi ha provocato"

"Le hai quasi rotto il naso" dico serio. Ignoro la voglia che ho di dargli un pugno e lo fisso mentre si agita sulla poltrona e rialza lo sguardo. "Cosa ti ha detto?"

Lui scuote la testa. "Nulla" dice.

Alzo le sopracciglia, sorpreso. "Nulla?" Chiedo. "Ti ha provocato senza dirti nulla?" Mi viene da ridere, perché conoscendola è possibile, ma li ho visti parlare, quindi so che gli ha detto qualcosa. Mantengo la mia espressione fredda.

"Mi dia la mia punizione" dice abbassando la testa.

Lo guardo, in silenzio, per qualche secondo. Un'idea mi frulla in testa. "La stai proteggendo?" Chiedo, impedisco alla mia sorpresa di mostrarsi nel mio tono.

Erik non mi guarda, mantiene gli occhi a terra. "Mi dia la punizione e basta"

Lo fisso. Continuo a guardarlo. "Bene" affermo "Ti occuperai del bagno maschile per il resto dell'addestramento" Erik abbassa ancora di più la testa, annuisce leggermente. "E non ti allenerai per una settimana. Comincia a controllare la tua rabbia, qualsiasi cosa ti abbia detto tu avresti potuto ignorarla. I nemici potrebbero essere provocatori quanto lei, tirare in ballo cosa che non conoscono, tu devi essere capace di ignorare e non permettere alla rabbia di intaccare la tua tecnica" Il moro stringe i pugni e i denti, lo vedo dalla mascella, ma annuisce un'altra volta. "Puoi andare"

"Si, signore" Mormora alzandosi. Fa un leggero inchino e se ne va.

Chiudo gli occhi e mi passo le mani sul viso, quando chiude la porta dietro di sé. Mi appoggio con i gomiti sulla scrivania e mi premo le dita sulle palpebre.

L'ha protetta ed io non ne capisco il motivo.

Uhhhh, ma che succede?

Ecco che scoprite di più sui ribelli, ci sono molti tasselli importanti qui, state attent*.

Ditemi che ne pensate.

Baci
H

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