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(9)

POV KARIMA

Non sapevo cosa fare, cosa dire, mentre Dave si scioglieva dall'abbraccio ed io mi sentivo avvampare per la vergogna. Tutti i miei amici mi fissavano, dal primo all'ultimo. Su alcune facce lessi felicità per me, su altre stupore e su altre ancora delusione.
Rimasi lì, imbambolata a fissare il vuoto, sperando che quel momento così imbarazzante venisse cancellato dalle menti degli altri come per magia, con lo schiocco delle mie dita. Ma invece, rimasero tutti immobili a guardarci.
Fortunatamente, ci pensò Thunder a rompere il silenzio.
<< Vedo che non ti sei annoiata affatto! Ammiro le tue tecniche di sopravvivenza!>> esclamò, piegato in due dal ridere.
Per tutta risposta, Dave, senza apparente umiliazione si alzò e andò a stringere la mano a Thunder, che ricambiò, piuttosto sorpreso dal gesto.
Io invece, non riuscii a schiodarmi da dove mi trovavo, fissando i miei amici, cercando nei loro occhi una qualche reazione. Puntai il mio sguardo su Jake che, a sua volta mi stava osservando ad occhi sgranati, troppo stupito per dire anche solo una parola. Si capiva benissimo che era addolorato...da qualcosa che non compresi. Ma era addolorato comunque ed io dovevo rassicurarlo in qualche modo, perché se c'era una cosa che odiavo era veder soffrire uno dei miei amici.

Mimai uno "scusa" con le labbra, poi sorrisi, il sorriso più triste e falso che avessi mai tirato fuori in vita mia. Jake sembrò riprendersi, ma al posto di ricambiare il mio gesto più o meno amichevole mi si avvicinò a passo deciso.
Iniziai a temere cosa sarebbe uscito dalla sua bocca, quando ad un metro da me, il mio amico fu fermato da Dave, che con un tempismo "perfetto" gli si parò davanti.
Jake lo guardò con aria scocciata e confusa allo stesso tempo, ma l'altro si limitò a tendergli la mano, sorridente.
<< Piacere, Dave!>> disse con tono un po' troppo squillante. Notai un bagliore nei suoi occhi, qualcosa che non compresi.
<< Jake>> rispose il mio amico a denti stretti, quasi sibilando. Di certo non mi sfuggì la stretta di mano che si diedero: stavano stringendo entrambi troppo forte, le loro nocche erano diventate bianche. Non sapevo di preciso cosa i maschi si comunicano con questi gesti, ma ovviamente non era niente di buono.
Alla fine, quello strano momento finì e i due, con un falso sorrisetto si diressero in direzioni diverse: Dave verso il gruppo dei miei amici per finire il giro di conoscenze, Jake verso Thunder, che stava ridendo con le ragazze per un motivo a me sconosciuto.

Io, dal mio canto decisi finalmente di muovermi e raggiungere tutti gli altri.
Ebbi la netta impressione che sarebbe stata una lunga giornata...

Mezz'ora dopo...

Eravamo di nuovo in cammino. Ma c'era qualcosa che era cambiato nel nostro nuovo gruppo: di solito tutti stavano con tutti, ma mentre percorrevamo i sentierini del bosco le ragazze se ne stavano in fondo, appiccicate e lontane dai maschi, mentre questi ultimi rimanevano tra di loro a ridere e scherzare con Dave. Ormai faceva parte del nostro gruppo.
Ovviamente, le mie amiche mi avevano circondata, cercando di capire cosa era successo tra me e "il nuovo fighetto" e tentando di estrapolarmi i dettagli più succosi della nostra "dolce storia d'amore".
<< Cosa avete fatto quando non c'eravamo?>> mi stava chiedendo curiosa Dalilah, punzecchiandomi con un sassolino.
<< Niente, non abbiamo fatto niente, brutta pervertita!>> le risposi ridendo. Quelle ragazze erano fantastiche, sapevano sempre come tirarmi su di morale.
<< È proprio figo!>> aggiunse Cherola, facendomi l'occhiolino. Puntai lo sguardo al cielo, sbuffando con fare scherzoso.
<< A me invece, non convince molto...è tutto un po' strano, non trovi? Non devi fidarti così di uno sconosciuto!>> disse Kelly inaspettatamente. Tutte le altre si zittirono.

Mi voltai di scatto verso di lei, cercando allo stesso tempo di non perdere di vista i ragazzi e di non inciampare mentre camminavo.
<< Che intendi, scusa?>> le chiesi, un po' nervosa. Non mi piaceva che giudicasse così Dave: era un tesoro e non meritava assolutamente di essere offeso.
<< Voglio dire, lo conosci pochissimo! Non si bacia o si dà confidenza a qualcuno se non lo si frequenta da un po'!>> rispose lei, mettendosi le mani sui fianchi. Riconobbi quel gesto: lo faceva tutte le volte che parlava di qualcosa di serio e voleva essere presa in considerazione.
A quel punto, persi le staffe. Cherola e Dalilah ci stavano fissando e io dovevo farmi valere, anche se mi dispiaceva davvero tanto contraddire la mia migliore amica.
<< Ma tu non lo conosci quanto lo conosco io! Mi ha salvata! Perché dovrebbe volere il mio dolore? Non ha senso, Kelly, te ne rendi conto?!>> ribattei io, imitandola e mettendomi le mani sui fianchi come lei.
<< Non ti riconosco, Karima, davvero...>> borbotto' la mia amica, lasciandosi andare.
Dopo un minuto di silenzio, in cui io mi limitai a guardare fisso Kelly con aria saccente, Dalilah e Cherola ripresero a fare domande. E ripresi a rispondere loro con il sorriso in volto, mentre la mia "migliore amica" se ne stava in silenzio ad ascoltare, chissà, forse a cercare nel mio racconto qualcosa che le facesse scattare di nuovo l'allarme.

Un'ora dopo...

All'orizzonte il sole stava calando quando vedemmo una costruzione di legno abbarbicata su una piccola collina verdeggiante.
<< Cos'è?>> chiesi, rivolta a nessuno in particolare.
<< Ah, Mike, Kiro e Navin hanno trovato questa catapecchia l'altro giorno, prima di venirti a cercare. È...abbastanza calda per passarci una buona nottata ed ha un grande camino in cui cuocere quel poco che Thunder e Jake hanno cacciato>> fu Dalilah a rispondermi.
<< A proposito, come mi avete trovata? Il bosco è così grande e...>> cercai di finire la frase, ma Cherola mi interruppe per dire la sua.
<< Tesoro, hai accesso un fuoco la scorsa notte! Il fumo che saliva verso il cielo ci ha indicato dove ti trovavi! Quando siamo giunti sul posto non c'eri, okay, ma abbiamo deciso di cercarti nei dintorni e...puff! Ecco tu e Mister sono-un-figo-da-urlo che vi baciate!>> esclamò tutto ciò con una tale ironia che mi venne da ridere. Piano, piano contagiai tutte le altre, tranne Kelly.

Alla fine, arrivammo davanti alla "catapecchia". Chi le aveva dato quel nome non aveva tutti i torti: era una di quelle vecchie case per cacciatori a due piani e con un terrazzo all'entrata su cui era posizionata un'unica sedia scricchiolante che, una volta sfiorata dal vento iniziava a gemere come un cane in fin di vita; il legno era per la maggior parte marcio e in alcuni punti anche divorato da delle orrende e lucide larve bianche; le poche finestre erano intatte, ma coperte da uno spesso strato di sporco e polvere, quindi inutilizzabili.
<< Wow, il palazzo della regina Elisabetta gli fa un baffo a questa!>> esclamò Mike, indicando la casa.
*************

Una volta entrata, mi accorsi che la situazione era migliore all'interno. C'era un grande tavolo al centro della sala (piuttosto piccola, ma pur sempre una sala), di quelli che si usano alle feste di compleanno per far mangiare comodamente tutti gli invitati; attaccato alla parete sinistra si trovava un divano di un verde scolorito e in fondo alla stanza un caminetto in pietra bello grande.
<< Bene, diamoci da fare!>> esclamò Kiro.
*************

In un paio di minuti eravamo riusciti a rendere quel posto abitabile. Avevamo acceso un bel fuoco scoppiettante nel camino e sulle fiamme stava cuocendo un coniglio scuoiato. Sapevamo che non sarebbe bastato per tutti, quindi avevamo preso nel bosco vicino alla casa delle bacche che Navin ci aveva detto essere commestibili. Proprio in quest'ambito, mentre passeggiavamo tra gli alberi, avevo notato il passo insicuro e claudicante di Navin e Cherola. Avevo capito che per loro, l'attraversata del fiume non era andata bene quanto a me: io me l'ero cavata con una cicatrice sul cuoio capelluto che neanche si vedeva.

E adesso mi trovavo seduta su una delle tante sedie intorno al tavolo. Non avevamo i piatti, ma avevamo preso delle grandi foglie e dopo averle lavate in un ruscello tra le rocce, vi avevamo depositato sopra la razione di coniglio e bacche per ciascuno.
La luce del fuoco nel camino era sufficiente ad illuminare tutta la stanza.
Accanto a me avevo Dave, che mi stringeva la mano di nascosto, lanciandomi occhiate sognanti. Avrei voluto baciarlo di nuovo, ma non l'avrei mai fatto con Kelly e Jake seduti davanti a noi che ci fissavano di sottecchi. Non so se l'avevano fatto apposta a mettersi lì, ma la cosa mi dava dei dubbi.
La cena procedeva benone e forse era la prima volta che ci sentivamo così tranquilli e spensierati, raccontandoci a vicenda come ce l'eravamo cavata una volta che il fiume ci aveva separato.
Mike ci raccontò delle ossa che aveva trovato vicino alla grotta.
<< Per me, è stato un lupo alpha. Pur di comandare farebbero di tutto!>> ipotizzò Navin, lisciandosi il mento in modo buffo.
<< Nah, deve essere stato qualcosa di molto più grande...qualcosa a cui piace molto la carne...>> borbotto' Cherola, producendo un sorriso inquietante.
<<Per me, Philippe e la sua passione per le bistecche sono tornati...>> mormorò assorto Jake, giocherellando con l'osso del coniglio. Vidi la tristezza nei suoi occhi, c'era qualcosa che lo faceva star male e...io non capivo cosa.

Thunder mise un braccio sulle spalle del ragazzo e rise, dicendo: << Oh, che buffo! Hai provato a fare una battuta triste! Oh, ma che carino, prova a far finta di star bene!>>
<< Smettila, cretino!>> rispose Jake, con finalmente un sorriso sul volto.
Uno schiamazzare si risvegliò nella stanza, ma fu interrotto da Kiro che si stava schiarendo la voce, in modo da attirare l'attenzione di tutti. E così fu.
<< Ragazzi, credo che dovremmo dire a Dave cosa siamo in realtà, no?! Credo sia il momento giusto...>> disse tutto d'un fiato, come se volesse evitare di essere lui a rivelarglielo.

Cavolo! Non ci avevo mai pensato! E se Dave si fosse spaventato? Dopotutto, i Normali e i Mutaforma erano nemici da anni e anni.
Iniziai a sudare, quando vidi lo sguardo interrogativo di Dave puntarsi nei miei occhi.
<< Ecco, siamo Mutaforma...hai presente? Ci trasformiamo in animali...tutto qua...spero che tu voglia rimanere con noi comunque...>> sputò Dalilah ad alta voce per farsi sentire.
Per un attimo atroce, tutta la stanza piombò nel silenzio più completo.
Guardai Dave, aspettando una sua risposta. Ma lui sembrava perfettamente calmo.
<< È okay, ragazzi, tranquilli! Quindi siete...Changeling? Noi Normali vi chiamiamo così.
Comunque, non vi preoccupate, non ho niente contro di voi. Va bene!>> disse, sorridendo. Tutti tirammo un sospiro di sollievo e la serata continuò, più divertente di prima.
Raccontai persino del mio nuovo potere, lasciando tutti a bocca aperta.
*********

Poco dopo la cena, tutti si ritirarono al piano di sopra per dormire. La sentinella sarebbe stata Cherola quella sera, che poi avrebbe dato il cambio a Kelly.
Anch'io stavo per dirigermi con Dave al piano superiore, quando qualcuno mi prese per un polso. Era Jake.
<< Puoi venire un attimo fuori? Ti devo parlare...>> disse con un sorriso nostalgico che non capii.
<< Okay, come vuoi>> risposi. Prima di uscire feci cenno a Dave di andare, ché tanto non c'era problema. Lui, nonostante fosse poco convinto si diresse al piano di sopra.
Quando io e Jake fummo sul piccolo terrazzo davanti alla porta, aspettai che lui parlasse.
<< Senti, io non ho niente contro Dave, ma non mi fido di lui... È strano, pensaci: appare al momento giusto, nel posto giusto, in tempo in tempo per salvarti! Tutto troppo...non so...Ah, cavolo, non so neanche cosa voglio dire!>> sbuffo', guardandosi intorno con fare nervoso.
<< Jake, cosa c'è? Dimmi la verità stavolta! Cosa c'è che ti dà così tanto fastidio?>> esclamai, riuscendo a contenere a stento la mia rabbia.
Lo vidi vacillare, non sapendo cosa dire. Si gratto' la nuca con fare nervoso, cosa che aveva incominciato a fare quando mi vide per la prima volta a quattro anni. L'avevo sempre adorato quel gesto...
<< Ehy, sai che per te darei la vita...>> mi sussurrò, cingendomi le spalle con un braccio. Ma io, con una mossa brusca delle mani me lo levai di dosso. Lui sembrò rimanerne molto ferito, ma io evitai i suoi occhi lucidi e gli posi di nuovo la stessa domanda.

<< È che ti voglio bene, Karima! Non vorrei mai che ti succedesse qualcosa!>> esclamò Jake, avvicinandosi maggiormente a me. Prima che mi fosse troppo vicino allungai un braccio e gli posai una mano sul petto, bloccandolo.
<< Appunto, con Dave sono al sicuro come con nessun altro>> risposi secca. Me ne andai, lasciandolo lì, da solo.
*********

Quando mi stesi su uno dei tanti letti a castello del piano di sopra, accanto a Dave mi sentii estremamente in colpa.
Ma poi, chiusi gli occhi, accoccolandomi di più vicino al ragazzo addormentato.
"Dopotutto" pensai "Jake ed io torneremo amici come prima. Lui non si tira mai indietro quando si tratta di fare pace!"
Quella sera, non avrei neanche potuto immaginare cosa sarebbe successo il giorno dopo.

Spazio autrice:

Hello! Come state? Allora, intanto, vi adoro! Ceh, siamo già a più di 50 stelle!!! Vi adoro, davvero!😍😍😍😍😍
Grazie mille, miei pandapegacorni (va meglio, mia ragazze raduraie di cui non faccio nomi?😂😋😘)!!!💜💜💜💜💜
Detto questo...

Che ne pensate di Jake e Dave?
Cosa farà Karima?

Bye bye!
ILTSASID7🌹

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