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POV DALILAH

<< Quanto ci metti?>> urlai. Incominciavo ad avere davvero freddo. Inoltre, stare con la schiena appoggiata contro un masso tagliente alle prime luci dell'alba non era proprio il top.
Sentii un tonfo e degli schizzi di acqua gelida piombarmi in testa. Capii subito cosa stava facendo quel cretino...
<< Kiro! Muoviti! Anch'io devo darmi una ripulita, sai?!>> esclamai di nuovo, stavolta a voce più alta per farmi sentire.
Stamattina avevamo avuto la buffa idea di lavarci un po' nel torrente più vicino alla casa. Saremmo dovuti andare a coppie in modo che uno facesse la sentinella, mentre l'altro si sciacquava.
Purtroppo, io ero capitata con Kiro. Essendo l'unico di noi a possedere uno spirito animale acquatico, non poteva quasi mai trasformarsi, perciò aveva deciso di divertirsi proprio oggi e proprio in questo fiume! Nonostante diventasse uno squalo e, di solito queste creature respirano solo in acqua salata, lui era un Changeling e quindi poteva infrangere le leggi della natura e respirare anche nell'acqua dolce...come in questo caso...
E io ero lì, nascosta dietro ad un masso, per non vedere il corpo nudo del mio amico, fradicia e con i capelli bagnati e i vestiti già quasi umidi.
Perché avevo avuto la malsana idea di fare il bagno per prima?!
Rabbrividii quando un'ennesima folata di vento mi sfiorò. Alla fine, sentii Kiro uscire dal torrente e recuperare i vestiti, per poi indossarli.

<< Finalmente!>> sbuffai io quando mi raggiunse dietro il masso.
<< Scusa, ma avevo voglia di una nuotata...e quel fiume è abbastanza grande per  me...>> si giustificò lui, facendo la classica faccina da cucciolo che ormai conoscevo da dodici anni. Effettivamente, non bastava che il suo animale fosse acquatico, per giunta, essendo un Mutaforma era molto più grande del normale e il suo squalo raggiungeva addirittura i sette metri: quindi, a conti fatti, era molto difficile trovare un luogo dove Kiro potesse nuotare senza sbattere il muso o la coda ripetutamente.
Alla fine, ci alzammo entrambi e tornammo verso la casa. Fortunatamente non avremmo dovuto aspettare dell'altro per andare a caccia: eravamo l'ultima coppia a dover andare al fiume per lavarsi.
Esatto, oggi avremmo cacciato tutti insieme, "come un branco" a detta di Karima. Le nostre provviste stavano finendo e non volevamo certo morire di fame!

Un paio di minuti dopo...

Eravamo tutti pronti, fermi davanti alla casa. Il nostro piano era quello di cacciare e tornare quando il sole sarebbe stato alto nel cielo alla nostra "catapecchia", che ormai era anche il nostro rifugio.
Non avevamo armi, ma d'altronde...eravamo tutti Changeling: le nostre armi eravamo noi stessi!
Vidi in lontananza, dietro un cespuglio di bacche Karima e Dave. Stavano parlando animatamente ma a bassa voce, in modo che nessun altro sentisse.
Okay, non avrei dovuto farlo, ma lo feci comunque... C'era un trucchetto che sapevo fare da quando ero piccola, quando dovevo capire il momento in cui arrivava la cena per accaparrarmi la razione migliore. Consisteva tutto nel sostituire il mio udito con quello del mio spirito animale, molto più acuto e in grado di percepire anche il più minimo rumore.

Il mio aspetto esteriore non cambiava, quindi non c'era problema: nessuno mi avrebbe scoperta.
Mi concentrai e in un attimo il bosco prese vita intorno a me. Riuscii a sentire i richiami degli animali, il frusciare leggero delle foglie mosse dal vento, i respiri regolari degli altri... Non mi ci ero ancora abituata del tutto.
Tornai ad osservare Karima e Dave.
<<...è troppo pericoloso per te! Non devi rischiare! Rimani qui, ti prego!>> stava dicendo la mia amica, prendendo delicatamente le mani di lui tra le sue.
<< Ma che rischi dovrei correre, scusa? Siamo in un bosco, non in un campo di battaglia!>> si lamentò il ragazzo con tono scocciato. Era ovvio che non voleva sentirsi inutile, rimanendo alla casa.
<< Non sappiamo cosa ci sia là fuori! Io...io non ho mai visto il mondo fino ad ora...mai prima! E...davvero, non so cosa troveremo là fuori! Nella mia vita non sono mai uscita dal limite che mi era stato imposto! Non sono mai stata libera, in natura...>> spiegò lei, con la voce strozzata, quasi come se stesse per piangere. Sentii Dave muoversi e immaginai che avesse abbracciato Karima, anche se non potevo esserne certa: il cespuglio limitava la mia vista.

<< Va bene! Rimarrò qua! Tanto, sarà questione di un paio di ore soltanto, no?!>> mormorò alla fine lui, con un falso tono accondiscendente.
A quel punto decisi che avevo già sentito abbastanza, potevo tornare dagli altri.
Anche perché, di lì a poco, sarebbe iniziata la caccia.

Mezz'ora dopo...

Eravamo già immersi nel verde opaco del bosco più profondo. Dave non era venuto con noi, proprio come aveva detto. E ovviamente tutti avevano capito il perché non si fosse unito a noi.
Ci eravamo fermati in mezzo agli alberi: ci eravamo accorti che tutti insieme facevamo troppo rumore, perciò ci saremmo separati. Per non perderci avremmo inciso nel tronco di arbusti più giovani le nostre iniziali. Quando il sole avrebbe segnalato il mezzogiorno, saremmo tornati alla nostra casa.
Anche se pericoloso, quello era un'ottima strategia per prendere più cibo e perdere meno tempo.

Così, mi ritrovai a camminare sola, tra gli alti alberi. Quel giorno, la calura faceva seccare la gola in un batter d'occhio, per questo avevo avuto l'accortezza di camminare seguendo il percorso di un ruscello.
Ricordai le parole che Karima aveva detto a Dave. Era vero: tutto il mondo era cambiato. Quando ero piccola, mio padre mi raccontava spesso com'era il nostro pianeta prima della Terza Guerra Mondiale. Diceva che, col passare del tempo, molte creature avevano trovato il modo di sviluppare più difese naturali, il clima era diventato ancor più imprevedibile...
Addirittura, una volta mi raccontò di quando gli elefanti avevano le zanne! Non gli credetti e non gli credevo neanche in quel momento. Che cosa stupida...
Ero sicura che quella storia se la fosse inventata!
Ma sinceramente, non avevo mai capito fino in fondo cosa mio padre intendesse con la frase "molti organismi che non conosci si sono evoluti, sono diventati più forti..."

Lasciai perdere tutte quelle stupidaggini e rallentai il mio passo per raccogliere un sasso ed incidere nel tronco dell'albero più vicino una D dai bordi irregolari. Per un altro po' non avrei più dovuto rifarlo.
Non riuscii comunque a togliermi dalla testa quella frase: "il mondo è cambiato! È più letale adesso!"
Forse, per l'ombra degli alberi che rendeva tutto più oscuro, forse, perché il sole era andato a nascondersi, provai uno strano brivido lungo la schiena.
Erano passati secoli dalla Terza Guerra Mondiale, e mio padre mi aveva raccontato che il pianeta aveva subito un brutto momento e che per riprendersi aveva dovuto cambiare, migliorare.

Non avrei mai capito cosa intendesse dire quella maledetta frase, perciò, per una buona volta mi decisi a richiudere tutti quegli stupidi pensieri nel baule polveroso della mia mente in cui nascondevo i ricordi più spiacevoli.
Non avevo mai pensato a queste cose prima d'ora...perché avrei dovuto farlo in quel momento?
Però...sembrava quasi che le parole di mio padre mi fossero tornate in mente come...un presentimento...

Mi accorsi di avere sete, perciò mi avvicinai al corso d'acqua ed immersi le mani a coppa nel liquido freddo. Bevvi un lungo sorso, poi mi ricomposi, pronta a ripartire.
Quando mi voltai vidi qualcosa che prima non avevo notato...
Tra le erbacce, nascosto nella boscaglia, c'era un meraviglioso fiore dai colori vivi e quasi accecanti. Non avevo mai visto niente del genere!
Mi avvicinai lentamente, con gli occhi sgranati e la mano protesa, pronta a strappare il bel fiore dal suo alloggio. Sapevo che avrei dovuto cacciare, ma sentivo un impulso irrefrenabile di cogliere quella bellissima pianta!

Quando vi arrivai, notai una cosa che da lontano mi era sfuggita: i petali erano...carnosi, quasi come se fossero fatti della mia stessa pelle! Inoltre, erano molto umidi, quasi come se sudassero.
Ammirai ancora i suoi magnifici colori, il giallo vivo, quasi dorato e le sfumature viola all'interno. Attaccato allo stelo del fiore c'era uno strano baccello dalla superficie lucida e dentro di esso si agitava qualcosa.
Arretrai spaventata, ma inciampai in una radice che in precedenza non avevo visto.
Intanto, lo strano bozzolo si era aperto e ne era uscito un insolito pungiglione nero piccolo quanto un ago da cucito. Senza che potessi fare niente, con la velocità di un predatore evoluto, la spina fu sparata verso di me e si conficcò nel mio braccio.

Nonostante lo shock, riuscii ad estrarla subito, ma la vista stava già iniziando ad annebbiarsi. Mi girava la testa in modo pazzesco, innaturale.
Dalla boscaglia, dietro il bellissimo fiore era sbucata una strana pianta, che riconobbi come una di quelle che mia madre chiamava "pianta carnivora". Le tenevamo in casa, in piccoli vasetti ed il loro nome gli era stato dato appunto perché erano diverse: mangiavano gli insetti che entravano in casa, quindi erano effettivamente carnivore. Erano come delle piccole bocche dentate che si chiudevano al passare di una mosca, una zanzara o che altro. Quelle della mia famiglia erano però innocue...questa, invece, era grande quanto un pony e i suoi denti raggiungevano quasi la misura di quelli di uno squalo.
Ecco cosa intendeva mio padre con "alcune creature si sono evolute"...

Come in un incubo, la pianta allungò lo stelo fuori dai cespugli e mi si avvicinò.

POV MIKE

Il fagiano penzolava dalle mie mani sporche di sangue. Ero orgoglioso del mio soddisfacente lavoro! Non era servito neanche trasformarsi, mi era bastato raggiungere l'animale di soppiatto e scagliargli contro un sasso!
Stavo tornando verso la casa, un po' prima del previsto, ma ormai avevo la mia preda.
Poi, mi venne sete. Colpa del caldo, probabilmente.
Per fortuna, nella direzione presa da Dalilah avevo visto un corso d'acqua che sembrava pulito e molto dissetante.
Svoltai a destra e camminai verso lo scrosciare continuo che sentivo. Ormai ero vicino al fiume...quando...mi parve di sentire dei lamenti. E sembravano appartenere a Dalilah.
Iniziai a correre tra gli alberi, facendo lo slalom tra i tronchi e i rami. Alla fine, giunsi nel punto da cui provenivano i gemiti di dolore.

Davanti a me si prospettò uno degli spettacoli più orribili che avessi mai visto.

Spazio autrice:

HELLO! OK, so che questo capitolo è un po' shock, ma volevo fare qualcosa di particolare nella storia, cioè, con questo, intendo dire che, essendo il mio racconto ambientato nel futuro (4267), ho provato a pensare a cosa potrebbe essere cambiato ed ovviamente, oltre al classico "il mondo è tornato selvaggio" e "il clima è diventato imprevedibile", mi è venuto in mente che, magari dopo la Terza Guerra Mondiale e la distruzione e tutto 'sto casino della madonna...gli animali e le piante si sono evoluti per sopravvivere al nuovo mondo.

(Così come l'ho spiegato, sembro un genio della biologia, ma in realtà non ho capito una mazza neanch'io!😂)

Cioè, detto così sembra che mi è venuto ora su due piedi, ma non è così, ve lo assicuro...😂
Ci avevo già pensato molto prima, ma sinceramente non sapevo se fosse una buona idea. Inoltre, "con calma" ho pensato. Ho dato tempo ai personaggi di ambientarsi, riorganizzarsi e tutto. Ma adesso arrivano le sorpresine!

E tipo, ci sarà del survival!😏

Quindi, boh, commentate e ditemi cosa ne pensate!😋 commenti sinceri, raga, no problem, non me la prendo😋😘

Bye bye!

ILTSASID7🌹



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