In collegamento
e... tagliandogli il collo e buttandolo per terra, come fosse un oggetto senza anima.
Afferriamo le armi e gliele puntiamo addosso.
L'uomo afferra Mike: "Buoni buoni buoni, o uccido anche lui"
"Seguitemi"
Abbiamo ancora le armi puntate su di lui.
Entriamo nella stanza accanto.
Umhh... mi viene da vomitare, c'è un odore terribile di decomposizione e sangue... molto sangue, ci sono pezzi umani ovunque, braccia, gambe, teste, povere persone.
"Perché uccidi tutte queste persone?"
chiedo, tra un po' vomito per terra.
"Perché, perché... dobbiamo sopravvivere in qualche modo, non trovi?!"
"Uccidendo delle persone innocenti?"
"Bhè... se lo guardi da quel punto di vista... si"
"Lo facciamo solo perché pensiamo che gli indigeni o voi appena venuti abbiate nella pelle e nel sangue un qualcosa che poi in futuro ci sarà utile per un ulteriore apocalisse, noi sopravviviamo, non pensiamo alle conseguenze"
"Bhè dovreste"
Sono sconvolta, queste persone pensano veramente che abbiamo qualcosa nel sangue che ci rende immuni alle radiazioni? Assurdo.
"Vedi ragazza" inizia l'uomo "secondo te perché ci siamo rinchiusi sotto terra?
Noi non siamo immuni, anticamente i nostri antenati si sono nascosti sotto terra per sopravvivere alle radiazioni"
"Andrew gli indigeni! Sono fuori della recinzione, stanno cercando di romperla" entra nella stanza un altro uomo urlando.
Si chiama Andrew l'uomo che ha ucciso Valensi e ha in ostaggio Mike. Butta a terra il coltello e lascia andare Mike.
L'uomo e Andrew corrono verso l'entrata.
"Gli indigeni?!" chiede Willy sorpreso.
"A quanto pare" dico.
Corriamo verso l'entrata, usciamo e...
vediamo che i sopravvissuti/indigeni hanno oltrepassato la recinzione.
Andrew e i suoi seguaci sono ancora nel corridoio principale, non possono uscire se no morirebbero.
I sopravvissuti si stanno avvicinando sempre di più all'entrata, li vogliono proprio uccidere, chissà quanti di loro hanno ucciso, per poi mangiarseli.
Passiamo da dietro, fortunatamente non ci vedono.
Corriamo il più lontano possibile da quel posto e ci addentriamo nel fitto della foresta.
"Cannibali, indigeni... voglio tornare sull'astra" dice Mike ancora con il fiatone.
"Abbiamo perso un altro di noi oggi rimaniamo in 93, sempre di meno" dice dispiaciuto Willy.
"Forza torniamo al campo" dice Ben.
Durante il viaggio ripenso allo sguardo che aveva Valensi prima di morire, era sorpreso e disperato allo stesso tempo, ma fortunatamente per lui è durato poco.
Arriviamo al campo.
"Ben ora vengo da te, voglio vedere i tuoi progressi con i chip" dico, intanto vado a levarmi l'attrezzatura e poso l'arma.
"Come hanno fatto quelle persone a sopravvivere tutto questo tempo sottoterra?" mi chiede Mike sottovoce perché gli altri non sanno quello che è successo.
"Proprio non lo so Mike" rispondo.
Subito dopo la mia risposta a secco, vado da Ben.
Ha costruito uno strano aggeggio collegato ad un monitor.
"Che cos'è questo?" chiedo con curiosità indicando l'aggeggio.
"Vedi qui dentro" si alza e mi spiega "c'è il microchip, ci ho collegato questi tubi che sono anche collegati al monitor che proiettano poi lì, tutto quello che misura il microchip, immetterò un segnale negativo al microchip, così che i livelli della vita scendino, in modo tale da far vedere a i nostri compari lassù" sta indicando il soffitto, penso si riferisca agli altri sull'astra "che solo l'indicatore della vita è sceso e non gli altri, in questo modo capiranno che abbiamo trovato i chip e che con essi abbiamo cercato di far capire loro che ci volevamo mettere in contatto, dopodiché saranno loro a fare il resto."
"Ok, quindi... li stai usando?!"
"Perspicace Taylor" dice sarcastico con un sorrisetto stampato in faccia, ho voglia di dargli un pugno, vediamo poi che sorrisetto, lascio perdere e mene vado.
"Ehi" è Ben, si è accorto che me la sono presa e mi sta seguendo correndo "scusa non volevo, te la prendi per poco però" continuo a camminare senza girarmi ad ascoltarlo "scusa... aspettami" mi ha sorpassato e mi si è fermato davanti bloccandomi la strada.
"Continua pure con le prove, quando sai qualcosa, vieni al mio reparto" dico seccata, continuo per la mia strada lasciandolo solo.
"Va bene" mi risponde, lì fermo in mezzo al campo, non mi giro neanche a guardarlo.
Non mi è mai piaciuto il sarcasmo ma il modo in cui me l'ha detto lui mi ha fatto arrabbiare, cerco di non diventare vulnerabile e cerco di non mostrare esternamente ciò che sto provando in questo momento, devo mantenere la calma.
(Dopo una mezz'oretta del mio arrivo al reparto medico)
"Taylor!" Mi sta venendo incontro Ben "Taylor... ci siamo... ci siamo..." ha il fiatone poverino "connessi, siamo in collegamento, li... li possiamo vedere e loro vedono noi" dopo quest'ultima frase inizio a correre come mai prima e arrivo per prima alla navicella, mi precipito davanti il monitor.
"Mamma?!" Sto piangendo, dopo tutto questo tempo la rivedo da uno schermo.
"Taylor... amore come stai?"
"Bene mamma" dico singhiozzando.
Ben è accanto a me, sembra serio per la prima volta in vita sua.
"Come hai potuto mamma? Come hai potuto?" chiedo ora, asciugandomi le lacrime.
"Tesoro non è stata una mia decisione, sono stata l'unica a controbattere, non potevo fare nulla, mi dispiace... vorrei essere lì con te"
Annuisco, sto ancora singhiozzando cercando però di trattenermi.
Arriva Mike.
"Joanna!" dice.
"Mike... tuo padre è qui"
"Papà!" urla, credo voglia oltrepassare lo schermo per raggiungerlo.
"Figlio mio..." piangono tutti anche lui, il padre di Mike, un uomo freddo, ma giusto, incredibile.
Arriva Willy.
Mi tocca la spalla.
Lo guardo. Lui mi guarda.
Mi fa un cenno con la testa, è quasi commosso anche lui.
"Taylor" mia madre "com'è là?"
"Vogliamo tornare sull'astra" dice Mike.
Guardiamo tutti e tre il monitor, in cerca di una risposta.
"Perché?" chiede sospettoso il padre di Mike.
"Non ci siamo solo noi, ci sono anche dei sopravvissuti, rimasti all'età della pietra e, dei cannibali, e chissà chi altro ancora" risponde Mike.
Joanna guarda il padre di Mike, Arold.
"Pensavamo ci fossero dei sopravvissuti, ma non dei cannibali" dice mi madre preoccupata.
"Bhè si, ci sono o almeno c'erano, crediamo siano morti, insomma noi eravamo lì, ma non ne siamo certi" dice William.
"E state tutti bene?" chiede Arold.
"No, sono morti sette di noi e Josh si era ferito, ma sta guarendo" dico.
"Il segnale sta svanendo, sentite vi mand..." mentre mia madre parlava il segnale è andato e non ha finito a dirci che quel ci doveva dire.
"Che cosa intendeva?" chiede Mike.
"Non lo so, vedremo" rispondo.
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