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eighteen

Erano passati alcuni giorni da quando Jimin e Yoongi si erano scambiati quei baci contro un muro di mattoni rovinati in una via abbandonata.

Ma i ricordi e le sensazioni erano ancora vivi e limpidi nella memoria di Jimin, tanto che si portò l'indice della mano destra a tastare il labbro inferiore, incerto se Yoongi avesse davvero poggiato le sue labbra morbide e rosee sulle sue.

Si erano scambiati i numeri di telefono, ma in realtà non avevano parlato nemmeno una volta. Jimin non aveva avuto il coraggio di scrivere al maggiore e lui non si era fatto sentire.

Jimin si trovava, al momento, a casa di Namjoon - ciò che aveva di più vicino a un migliore amico.

— E quindi? Non ti ha nemmeno mandato la buonanotte? — gli stava chiedendo Namjoon, mentre passava un pettine fra i capelli morbidi dell'altro, seduto davanti a lui in bagno.

Jimin gli aveva chiesto un favore: rifargli la tinta. E Namjoon era stato felice di accontentarlo. Quel giorno lavoravano entrambi molto tardi ed era ancora da poco passato mezzogiorno, quindi erano apposto.

— No, niente di niente. — sbuffò il minore, mettendo su un piccolo e tenero broncio. Namjoon continuò con il suo lavoro, prendendo il tubetto di tinta e stendendo attentamente la sostanza con un pennello su tutta la chioma di Jimin.

— Non lo capisco questo ragazzo... Jin sembra normale. —

Jimin si sentì leggermente offeso, — Non è anormale, è solo misterioso. E non è banale. —

— Sì, hai ragione. Non è quello che intendevo. — ammise il maggiore. Jimin si limitò ad alzare gli occhi al cielo. — Ti conviene non farmi arrabbiare ora come ora, potrei fartela pagare rovinandoti i capelli. — Namjoon gli puntò un dito contro dal riflesso dello specchio.

— Tu arrabbiato, pft. Non faresti del male ad un mosca. —

— Senti da che pulpito- Il maggiore non ebbe il tempo di finire, che sentì il suo telefono suonare. Era il trillo di un messaggio.

— Chim, potresti vedere chi è? — gli chiese, dato che aveva i guanti in lattice a proteggergli le mani dalla tinta per capelli.

Il minore afferrò il cellulare posato sul ripiano del bagno e lesse il messaggio. — È Jin. Dice che ha voglia di vederti. —

Il cuore di Namjoon perse un battito e per poco non lasciò cadere il pennello per terra. — Davvero? Ha detto questo? Fammi vedere. — Si sporse a leggere lo schermo del telefono fra le mani di Jimin e le sue guance si arrossarono leggermente.

Anche l'altro se ne accorse e non perse l'occasione di prenderlo in giro. — Ow, il piccolo Nam ha una cotta. — si voltò leggermente e gli pizzicò una guancia.

— Sta' zitto. Piuttosto sblocca il telefono e rispondigli. Digli... Digli che vale lo stesso per me. — Disse mentre finiva di tingere i capelli a Jimin e metteva via tutto l'occorrente, gettando i guanti in lattice nel cestino vicino al lavello.

Jimin nel frattempo aveva finito di scrivere il messaggio e l'aveva inviato. Posò il cellulare sul mobiletto del bagno e si alzò, sgranchendosi le gambe. Si voltò verso lo specchio, osservando i suoi capelli appiccicaticci e di un colore ambiguo, — Non vedo l'ora che siano pronti. — ridacchiò emozionato.

E quando era ormai sera e si avvicinava l'orario di entrata a lavoro, ecco che Jimin si stava guardando per l'ennesima volta allo specchio. Era rimasto a casa di Namjoon - fortunatamente aveva un cambio di vestiti al casinò - e stava aspettando che il ragazzo fosse pronto così da andare a lavoro.

Il ragazzo più piccolo si passò una mano fra i capelli ormai argentati e sorrise, estasiato. Sono davvero belli, pensò, Yoongi li adorerà.

— Jimin, eccomi! — esclamò Namjoon raggiungendolo davanti la porta, mentre era ancora intento ad infilarsi il giubbotto, — Possiamo andare. —

Jimin annuì ed entrambi uscirono dall'appartamento, raggiungendo l'auto del maggiore. Il tragitto fu animato dalle loro voci che cantavano le canzoni alla radio. Era tutto partito con un leggero canticchiare del minore, ed era finito con una sorta di karaoke improvvisato.

— Saremo senza voce questa sera. — ridacchiò il minore, scendendo dall'auto, seguito dall'altro.

— Il capo non ne sarà felice. — concordò Namjoon sorridendo, mentre entrambi si dirigevano verso l'ingresso al casinò riservato ai dipendenti.

Jimin corse a prepararsi, tirando fuori dall'armadietto la solita camicia bianca ed i pantaloni neri, abbinati alle scarpe nere lucide. Si abbottonò per bene la camicia, si guardò allo specchio e scosse la testa. Allentò due bottoni, valutando la situazione. Poi ne riabbottonò uno e alla fine sorrise soddisfatto.

Frugò all'interno del piccolo mobile in cerca dei suoi cerchietti e ne prese uno verde, che spiccasse contro i suoi capelli argentati. Se lo sistemò fra la chioma lucente e fissò un'ultima volta la sua immagine riflessa nel piccolo specchio attaccato all'anta di ferro. Poi richiuse lo
sportello ed uscì dallo spogliatoio.

Quando entrò nella sala del casinò, il calore lo investì in pieno e - nonostante dovesse essersi già abituato - strinse gli occhi un attimo e respirò a fondo. No, non si sarebbe mai abituato a quel posto.

Iniziò immediatamente a servire il cliente davanti a lui, notando quanta gente ci fosse quel giorno al casinò. Mentre versava uno strano liquore giallognolo in un bicchiere, sentì due mani posarsi sulle sue spalle.

Fece un piccolo balzo per lo spavento e per poco non lasciò cadere la bottiglia. — Namjoon... — borbottò a denti stretti, facendo ridacchiare l'altro. — Che vuoi? —

— Jin sta arrivando. — disse semplicemente l'altro e Jimin sorrise, contento che finalmente Namjoon vedesse quel ragazzo. Ma poi un pensiero si insinuò nella sua mente.

E se ci fosse stato anche Yoongi? Anzi, era piuttosto sicuro che venisse, dato che di solito erano sempre insieme, ma avrebbe voluto scrivergli. Avrebbe voluto sapere come stava e se avesse avuto voglia di vederlo. Ma di certo non sarebbe stato Jimin a fare il primo passo.

Tutti i suoi pensieri vennero però sbalzati via quando sollevò casualmente lo sguardo e vide la porta d'ingresso aprirsi e due persone entrare. Riconobbe Jin e al suo seguito Yoongi. Gli si mozzò il respiro in gola non appena lo vide.

Oh cielo, i suoi capelli.

n/a
piccolo regalo per pasqua :)
+ jimin con i capelli grigi è un grandissimo sì

-mic

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