thirty-four
1 mese dopo
Se c'è qualcosa che non si potrà mai cancellare o rendere meno evidente, è sicuramente l'aria natalizia. Ancora prima che si avvicini il mese di dicembre, si iniziano a sentire già quel fremito e quell'eccitazione tipici del Natale. Non importa che tu sia in America o Asia, che tu sia ricco o povero, credente o meno. Se è Natale, sarai coinvolto anche tu. Anche se stai attraversando un momento arduo della tua vita, la cosiddetta magia del Natale riuscirà sempre e comunque a giungere a te, e al tuo cuore.
E forse, in fondo, è qualcosa di positivo. L'essenza del Natale, non lascia mai che qualcuno si senta solo o messo da parte. Sotto sotto nei nostri cuori, siamo tutti almeno un po' felici quando pensiamo ad un albero decorato, a dei regali dalla carta colorata e dai fiocchi sgargianti, a un vecchietto con tanto di pancia e barba bianca vestito di rosso - e sapete tutti di chi sto parlando.
E così, quel ventiquattro dicembre di un anno qualunque, la magia del Natale raggiunse anche Seoul, e in particolare, quella piccola casa in cui erano riuniti sette ragazzi, tutti muniti dei loro pigiami - che non potevano assolutamente mancare la notte di Natale - e della loro voglia di stare insieme e godersi quei momenti di allegria e serenità condivisa.
Si erano riuniti tutti a casa di Jimin e Hoseok, dato che sembrava essere abbastanza grande per tutti e inoltre, era stato proprio Jimin a invitare tutti gli altri.
— Hey, potresti passarmi le patatine? — chiese Taehyung dal divano, allungando invano un braccio verso il tavolo con il cibo. Jungkook, ridacchiando, prese la ciotola di patatine al formaggio e le passò al suo ragazzo, non prima di averne afferrate una manciata per sé.
Taehyung gli sorrise grato e iniziò a mangiare, subito dopo seguito da Hoseok accanto a lui. Erano tutti occupati in piccole conversazioni piacevoli per passare il tempo, chi stretto in un caldo plaid sul divano o chi stava seduto sul pavimento.
Jimin faceva parte del gruppo seduto per terra, comodamente appoggiato sul petto del suo ragazzo il quale gli accarezza i capelli di un giallognolo ormai sbiadito. Le mani di Yoongi erano delicate come piume ed il tocco così familiare faceva sospirare Jimin, facendolo sprofondare in uno stato di puro benessere.
Di fronte a loro vi erano Hoseok e Namjoon, seduti a gambe incrociate l'uno accanto all'altro mentre scherzavano come due idioti, come se si conoscessero da una vita.
Il maggiore invece, era occupato in una conversazione con i maknae, ed in quel momento sembrava talmente preso dai loro racconti da starsi tenendo la pancia per le troppe risate.
— Non posso credere che Taehyung abbia veramente parlato con un cane! — stava dicendo in quel momento, le lacrime agli occhi ed un grande sorriso sul volto.
— Davvero, hyung! Il padrone è scappato via terrorizzato, — continuò a raccontare Jungkook, continuando a mettere in imbarazzo il suo fidanzato che se ne stava in un angolo del divano con le guance arrossate.
— Smettila, Guk, — borbottò ad un tratto, colpendo il più piccolo sul bicipite e facendolo voltare verso di lui. Jungkook sembrò capire all'istante ed il suo sorriso cadde.
— Dai, Tae, stavamo solo scherzando... Lo sai che Jin hyung ha un cuore soft per te, — rise il suo ragazzo, lanciando un'occhiata al maggiore dei tre e vedendo che aveva un'espressione mortificata sul volto.
— Taehyungie, non volevo offenderti, sta' tranquillo, — lo rassicurò con un tenero sorriso ed una pacca sulla spalla.
Taehyung annuì, ancora un po' a disagio e cercò di riprendere una nuova conversazione, per conoscere meglio il suo hyung e smetterla di sembrare un bambino.
Nel frattempo, Yoongi si era alzato per andare a vedere a che punto fossero i biscotti che aveva infornato poco prima, ed Hoseok era scomparso da qualche parte al telefono.
Jimin e Namjoon si ritrovarono da soli sul pavimento, il minore sentendo all'improvviso freddo per la mancanza dell'abbraccio del suo ragazzo.
— Jimin? — lo richiamò il maggiore, facendolo voltare, una ciocca di morbidi capelli gli ricadde sul viso.
— Sì, hyung? —
— Stai bene? Ti vedo... con la testa fra le nuvole, — ammise Namjoon, le sopracciglia corrugate in un'espressione preoccupata.
Un piccolo sorriso si fece largo sulle labbra carnose di Jimin, gli occhi vispi che lanciavano sguardi a destra e a manca. Scivolò sul pavimento fino ad essere a pochi centimetri da Namjoon, un sorrisetto furbo ora sul suo volto. Il maggiore lo guardò confuso.
— Che stai fac- —
— Hyung, — lo interruppe Jimin, — non l'ho ancora detto a nessuno, ma... Ho passato il provino! — confessò, in una specie di urlo sussurrato.
Namjoon spalancò gli occhi e per poco non cadde all'indietro sbattendo contro l'albero di Natale, facendo comunque dondolare alcuni decori appesi ai rami verde scuro.
— Cosa?! — esclamò a gran voce, attirando l'attenzione degli altri ragazzi nella stanza, ma tranquillizzandoli con un colpo della mano.
— Hai capito bene! — esclamò il minore, gli occhi grandi e allegri, mentre ormai stava seduto sulle ginocchia, troppo esaltato per stare fermo in una posizione normale.
— Avevo intenzione di fare una sorpresa e dirlo stasera, ma non resistevo più a tenertelo nascosto, — ridacchiò teneramente e Namjoon gli sorrise, immensamente contento per il suo amico.
— E adesso che farai col lavoro? — chiese curioso Namjoon.
Lo sguardo di Jimin si fece cupo e le sue labbra rosee si piegarono in un broncio triste, — Nonostante non abbia mai amato alla follia il mio lavoro al casinò, sarò costretto a licenziarmi... Non riuscirei a gestire i turni ed essere un trainee allo stesso tempo. —
— Capisco, hai perfettamente ragione, — Namjoon gli posò una mano sulla spalla, incoraggiante, — Mi mancherà averti con me durante le serate più noiose o quelle estremamente confusionarie, ma ti supporterò sempre, — disse sorridendo a Jimin.
— Sono così fiero di te, Chim, te lo meriti davvero, — disse, abbracciando il più piccolo lateralmente per non destare troppi sospetti.
Proprio in quel momento ritornò Yoongi dalla cucina, lasciandosi scivolare nuovamente per terra accanto a Jimin, — Yah, che fai col mio ragazzo? — chiese con un finto tono arrabbiato, un tenero broncio davvero poco credibile sulle sue labbra.
Namjoon si scostò all'istante, non perché fosse intimidito, e anzi lasciò un leggero pugno sul bicipite del più grande, facendo scoppiare tutti e tre a ridere.
Per un attimo Jimin si fermò ad osservare il profilo del suo ragazzo – intento a parlare con Namjoon –, imprimendo nella sua testa i suoi lineamenti così delicati ed eleganti ed i suoi capelli ora tinti di un blu acceso. Credeva gli stessero tremendamente bene.
La serata era così pacifica e rilassante, che persino alzarsi per andare a cenare sembrò un'interruzione all'atmosfera che si era creata.
Ben presto però il caos di sette ragazzi nel giorno di Natale iniziò a regnare e Jin dovette urlare per farsi sentire mentre chiedeva chi volesse del pollo.
— Giuro che ve lo lancio direttamente in testa il pollo, se non mi rispondete adesso! — continuò, una vene che iniziava a passargli a lato del collo. Namjoon gli posò una mano sul braccio e lo guardò con il suo solito sguardo carismatico.
— Sta' calmo, piccolo. Sono solo emozionati perché è Natale, — ridacchiò il più giovane, facendo sospirare l'altro, che si trovò d'accordo con le sagge parole del suo fidanzato.
Ciò però non lo fermò dallo sbattere in mestolo contro la padella per ottenere il tanto desiderato silenzio. Al frastuono metallico, tutti si voltarono in sua direzione – Taehyung addirittura tappandosi le orecchie.
— Finalmente! — esclamò Seokjin, prima di rimboccarsi le maniche del proprio pigiama. — Se smettete di urlare come degli gorilla affamati, vi darò il vostro cibo, e finalmente potremo goderci il nostro cibo in silen- —
— Ma hyung~, — si lamentò il più piccolo, — Non essere così noioso... È Natale! —
Il suo ragazzo annuì d'accordo, regalandogli un tenero sorriso quadrato.
Hoseok intervenne subito dopo, — Io propongo di andare a vedere uno dei soliti film demenziali di Natale subito dopo aver mangiato... Giusto perché oggi il nostro Seokjin non ci sta divertendo abbastanza, — disse con una finta voce presuntuosa, lanciando un'occhiata furba al suo hyung.
— Va bene... Niente pollo per Jung Hoseok– Sì, certo Tae, dammi il piatto, —
E fu così che tutti scoppiarono finalmente a ridere, tra Taehyung che batteva le mani esaltato come un bimbo e Hoseok che rimase con la bocca aperta fingendo un'espressione delusa.
Dopo almeno altri dieci minuti, tutti e sette riuscirono ad aver quel benedetto pollo nel loro piatto e ad assaporare le altre pietanze, donate anche da alcuni dei genitori dei ragazzi.
— Ragazzi, — iniziò a dire Namjoon ad un tratto, facendo sollevare a tutti gli occhi verso di lui, — sono davvero felice di essere qui con voi stasera. È bello sapere di aver trovato cinque fratelli- —
— E un fidanzato, — borbottò Jungkook al suo fianco, camuffamdolo tra dei colpi di tosse. Qualcuno ridacchiò prima che Namjoon continuasse.
— Veramente, grazie di tutto ragazzi... Spero che il legame fra noi sette possa solo crescere e farsi più forte nel tempo, — ammise con un grande sorriso, prima di tornare un po' più serio, — Ma penso che il vero annuncio importante di stasera... — e lanciò un'occhiata a Jimin, — venga proprio dal nostro mochi. —
All'istante sei paia di occhi furono tutti puntati su uno dei maknae, il quale non poté impedire alle sue guance di arrossarsi visibilmente.
— Ehm... I-io, — balbettò, la voce che gli tremava. Ma subito dopo sentì una calda stretta sulla sua mano e abbassò lo sguardo per vederla stretta in quella più grande e pallida di Yoongi, che lo guardava con un sorriso incoraggiante, già cosciente di ciò che stava per annunciare.
Jimin si voltò nuovamente verso gli altri, sentendosi inspiegabilmente più carico, — Io... Ho passato il provino alla BigHit, —
Per qualche secondo ci fu un silenzio assoluto, poi si sentì una forchetta cadere sul piatto e le urla di gioia iniziarono. In un attimo Jimin fu riempito di abbracci e complimenti dai suoi amici, che lo fecero affogare in un mare di affetto.
— Chim, non posso crederci! — esclamò Hoseok, gli occhi spalancati dallo stupore, mentre scuoteva il capo incredulo.
— Hyung! Te l'avevo detto io che avresti spaccato! — questa volta fu il turno di Jungkook, il quale, nonostante dimostrasse raramente i suoi sentimenti, non poté evitare di stringere in un grande abbraccio Jimin. Il suo hyung era così importante per lui e gli aveva insegnato tanto.
Jin guardava Jimin con gli occhi piedi di ammirazione e orgoglio, così come Taehyung e gli altri. L'ultimo ad avere finalmente Jimin tutto per sé fu il suo ragazzo.
Yoongi, senza più provare imbarazzo alcuno di fronte a quei cinque ragazzi, prese il volto di Jimin fra le mani e posò delicatamente le labbra sulle sue, morbide e carnose come sempre.
Si scostò poco dopo, guardando il suo fidanzato dritto negli occhi, — Congratulazioni, amore. Sono fiero di te, —
Jimin sorrise, un'ombra di lacrime di gioia che iniziava a farsi strada sul suo volto. Si girò nuovamente verso i suoi amici.
— Grazie, ragazzi. Grazie per essere la famiglia più bella che avessi mai potuto desiderare. —
n/a
(non ho riletto scusate)
annyeong!
scusate se ci ho messo così tanto ad aggiornare, ma tra la scuola ed il fatto che non shippi più yoonmin come una volta, mi viene difficile trovare delle idee per i capitoli.
prometto che non lascerò la storia a metà però, quindi troverò qualsiasi modo per finirla, sperando che a voi piaccia ancora♡
detto ciò, sono super emozionata per il comeback degli ateez e dei oneus? qualcun'altro come me?
altra cosina, se a qualcuno piace leggere in inglese e shippa jeongchan (degli stray kids), vi andrebbe di leggere la mia storia chiamata "grow up"? ve ne sarei davvero grata~
a presto,
-mic
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