Venerdì, 2 marzo 2018
Caro Diario,
Da quanto tempo non ti aggiorno?
Sinceramente non ne vedevo la necessità (e non la vedo tutt'ora, ma immagino che debba pur lasciar traccia della mia esistenza su questo mondo).
Ultimamente sto sviluppando un tale livello di apatia che talvolta mi stupisco di me stessa.
Per esempio, quando ero bambina sognavo di diventare donna, una donna forte che si è fatta da sola, i bei vestiti che accarezzano le gambe e i piedi fasciati da scarpe con il tacco alto.
Ora, tuttavia, non ci riesco. Non riesco a vedere un futuro che non c'è, non riesco a vedere un futuro più lontano di lunedì prossimo, ma questo solo perché lunedì ci saranno delle verifiche ed io devo organizzare il mio Week-end per studiarle tutte.
A conti fatti non sono sicura se la cosa mi turbi o meno, ma la mia apatia si sta riflettendo anche in ciò che mi piace: niente voglia di vedere nuove serie o anime, niente voglia di leggere libri che solitamente finivano in due giorni, niente voglia di scrivere.
Questa assenza della mia stessa persona è disturbante, questa totale apatia mi infastidisce poiché non ho modo di sfruttarla.
Bisogna leggere perché altrimenti i genitori si lamentano che una persona passa troppo tempo davanti allo schermo e bisogna guardare film o anime per il motivo opposto.
La necessità di dover per forza seguire delle aspettative, degli standard, è fastidioso. Turba il mio nulla.
Perché devo per forza seguire e soddisfare aspettative di persone che non mi conoscono nemmeno fino in fondo? A che scopo?
Devo farlo perché sono parenti, familiari, amici? Ma perché? Loro fanno lo stesso nei miei confronti? Personalmente non credo, per il semplice fatto che ho smesso di farmi aspettative nell'esatto istante in cui ho smesso di sognare un futuro.
Per quanto mi riguarda potrei morire domani ed il mio unico rimpianto sarebbe, probabilmente, non aver mai visto il Paese che tanto amo.
Eppure, nonostante tutto, non ho la minima intenzione di porre fine alla mia esistenza.
Questa pallida esistenza, totale apatia ed indifferenza, è una cosa che dovrebbe disturbarmi?
Non lo so, tuttavia, più ci penso e più mi rendo conto di quanto poco mi interessi la risposta.
Qualunque essa sia, nulla cambierà.
O forse lo farà? Chissà, forse un giorno potrei stufarmi di tutto questo e lasciarla vincere ma, per quel giorno, dovrei aver sviluppato una qualche abilità soprannaturale.
Il che, ahimè, non mi è ancora possibile.
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