Capitolo 7
Verrai al compleanno di Davide?
Caterina legge quel messaggio di Nicola mentre torna a casa dopo un pomeriggio passato con Laura. Un mercoledì pomeriggio passato a passeggiare per il centro di Parma, parlando di serie tv e organizzando delle uscite per la settimana successiva di pausa prima della ripresa delle lezioni.
Irene me ne ha parlato...ma sono invitata secondo te?
Risponde velocemente prima di recuperare le chiavi in borsa, avvicinandosi al suo palazzo.
Nicola le risponde subito.
Certo che sei invitata! Sei mia amica e quindi anche sua.
Caterina si ferma davanti al suo portone sorridendo come un ebete.
Erano passati due giorni dal pranzo insieme e non avevano mai smesso di sentirsi da allora. Nicola le dava il buongiorno e lei la buonanotte. Si scrivevano per tutto il giorno, dicendosi qualsiasi cosa, lui la riempiva di domande, interessato alla sua vita e i suoi interessi e così lei, ritrovandosi più cotta di quanto già non fosse.
Nicola era un medico affascinante di cinque anni più grande di lei, che stava studiando un modo per curare certe malattie con una determinata e controllata alimentazione, fianco a fianco ai professori ed i ricercatori di Nutrizione e Dietetica. Sapere questo le aveva finalmente chiarito il motivo per il quale lo trovasse così spesso al Campus, ma soprattuto nel suo Dipartimento.
Amava cucinare, bere del buon vino, leggere ed andare al cinema. Passioni che Caterina condivideva appieno.
Il libro che le aveva prestato alla fine lo stava leggendo, lentamente però. Aveva paura a finirlo perché poi avrebbe dovuto liberarsene e lei adorava averlo sempre con sé. Se lo portava ovunque, data la dimensione dell'oggetto e poi gli ricordava Nicola.
Averlo, leggerlo, significava avere un dialogo aperto con lui, finirlo magari poteva significare la fine di quella amicizia. Sapeva di star diventando quasi paranoica, eppure non poteva farne a meno.
Non sapevo viveste così in simbiosi tu e Davide
Gli risponde ancora con il sorriso sul volto mentre si decide ad entrare nel palazzo e iniziare a salire e scale.
Cose da medici, da medici coinquilini per giunta!
Le scrive subito.
Quindi verrai?
Le chiede anche, mentre Caterina si accinge ad aprire la porta del suo appartamento.
Prova a rispondergli ma una figura famigliare seduta in cucina la blocca.
<<Ciao>> la saluta Matteo alzandosi lentamente.
Irene accanto a lui muove silenziosamente le labbra mimando delle scuse, poi si schiarisce la voce. <<Matteo è venuto a trovarci>> esordisce, raccogliendo le due tazze di tè vuote.
<<Ciao>> risponde Caterina, liberandosi lentamente della giacca.
<<Ho saputo che hai finito gli esami, quindi..eccomi>> sorride Matteo.
Irene spalanca gli occhi. <<Bene>> dice. <<Io me ne vado, credo proprio che dobbiate parlare voi due>> aggiunge, facendo insospettire Matteo.
<<In che senso?>> domanda.
Caterina sospira furiosa, fulminano con lo sguardo Irene che prende la sua giacca ed esce di casa.
<<Caterina?>> la chiama Matteo. <<Credo di meritare delle spiegazioni>> dice.
<<Hai ragione>> risponde, ormai rimandare sarebbe stato inutile, anche se la spaventava l'idea di essere da sola con lui. <<Andiamo in salotto?>> lo invita.
Una volta seduti sul divano Caterina alza lo sguardo nella sua direzione. <<Matteo non voglio portare avanti quello che c'è, o c'è stato, tra noi>> riesce finalmente a dire.
<<É per quello che è successo quella sera in auto?>> chiede scioccato. <<Perché ti ho chiesto scusa, non è da me, non lo rifarei mai...ero frustrato, te l'ho detto ti desidero e tu sei così sfuggente>>.
<<Quella è stata la goccia>> riesce ad ammette Caterina. <<Noi non funzioniamo e poi ammettiamolo, non ti interesso...forse ti interesserà il mio corpo, ma niente di più>>.
Lui le prende le mani. <<Non è vero, sei importante per me, solo che sono una persona..più fisica>> cerca di difendersi. <<Ci siamo visti poche volte, come fai a dire che non sono interessato a te, ti ho già detto che sei importante>> aggiunge.
Caterina allontana le proprie mani dalle sue. <<Matteo smettila, non voglio illuderti oltre>>.
Lui le si avvicina di più. <<Riproviamoci Caterina, ti prometto che sarò paziente, che ti ascolterò>> dice prima di baciarla.
Caterina lo spinge via. <<Ma che ti prende? Dici che vuoi ascoltarmi, ma non lo fai>> il suo tono di voce si alza. <<Non sono interessata a te Matteo, mi dispiace, non provo lo stesso che provi tu>>.
Matteo si allontana scuotendo la testa. <<Assurdo>> dice. <<Mi avevano detto che eri coinvolta che..e poi in discoteca, in auto eri così passionale>>.
Caterina distoglie lo sguardo, sentendosi tremendamente in colpa. La sua passione era rivolta ad un altro ragazzo e lei lo sapeva bene.
<<Mi dispiace>> dice quindi. <<Non volevo illuderti>>.
Matteo ride. <<Sei solo una stronza>> afferma. <<Deve essere così, sei una zoccola>> aggiunge.
<<Matteo ti prego>> sussurra Caterina con le lacrime agli occhi. <<Io sto cercando di essere sincera>>.
Lui si alza dal divano apparentemente furioso. <<Si come no, come lo sei stata in discoteca, quando ti strusciavi su di me>> le urla.
<<Ero ubriaca, ti chiedo scusa Matteo>> ribatte lei dispiaciuta.
Matteo la guarda un ultima volta, poi si volta e si avvia verso l'uscita. <<Sei solo una troia>> urla prima di sparire e sbattere la porta di casa.
Caterina si lascia scivolare a terra stringendosi le gambe. Scoppia in un pianto disperato con tanto di singhiozzi.
Matteo aveva ragione, lo era davvero.. una troia, aveva approfittato di lui e allo stesso tempo stava tradendo una delle sue migliori amiche, il tutto per una stupida cotta.
Nicola sbagliava, non potevano essere amici, lei provava qualcosa per lui e quello avrebbe rovinato tutto. Aveva rovinato tutto con Matteo e se continuava così avrebbe rovinato la meravigliosa amicizia con Irene.
Nicola...il suo misterioso ragazzo dell'autobus. Aveva desiderato così tanto di appartenere alla sua vita che è quasi ironica la catastrofe che si era portato dietro quel desiderio.
Si stringe di più le gambe contro il petto, mentre le lacrime non smettono di scendere. Si sentiva sporca, una traditrice, un'ingannatrice, una troia.
Non sa quanto tempo è passato quando sente il telefono squillare in cucina.
A fatica va a recuperarlo trovando un messaggio di Irene.
Sono da Elisa, studiamo per l'esame di domani, pensavo di dormire qua...com'è andata? Come stai? Fammi sapere se vuoi che troni a casa.
L'ultima cosa che gli serviva era parlare dell'accaduto con qualcuno.
É andata, ti spiegherò domani quando ci rivediamo. Sto bene non preoccuparti.
Le scrive mettendogli uno smile come prova della sua sincerità, poi si infila sotto le coperte e si addormenta.
.
Il campanello la sveglia di soprassalto, rischiando di farle venire un infarto. Strabuzza a fatica gli occhi nel buio della sua camera. Ma che ore sono?
Il campanello suona di nuovo e si costringe ad uscire dalle coperte, prende il telefono sospirando.
Irene si sarà dimenticata le chiavi di nuovo, pensa.
<<Chi è?>> chiede con la casa avvolta nel buio.
<<Sono Nicola>> sente dire. <<Posso salire?>> chiede.
Caterina si blocca. No, non Nicola, pensa.
<<Irene è da Elisa>> dice quindi, in un tono talmente glaciale da fasi venire i brividi da sola.
Sente Nicola sospirare. <<Sinceramente ora come ora non mi importa molto di dove sia Irene, senza offesa>> esordisce in tono duro. <<Vorrei parlarti>> dice poi, addolcendo il tono di voce.
Caterina chiude gli occhi preoccupata, ma apre la porta.
Accende la luce dell'entrata e sbircia il telefono, dove trova un messaggio ed una chiamata di Nicola e dei messaggi dalle sue amiche Laura ed Erica.
Si volta verso lo specchio, trovandosi davanti ad un disastro. Meglio, pensa, magari il trucco sbavato faceva capire a Nicola che non era giornata e che non era gradito.
Nicola entra in casa lentamente, facendo però scivolare velocemente il suo sguardo caramellato sul viso di Caterina.
<<Cosa vuoi?>> gli chiede rimanendo lì ferma.
Nicola aveva il volto preoccupato. <<Davide mi ha detto che è successo con Matteo e non so, ho pensato fosse..>> si blocca infilando le mani nelle tasche del suo cappotto. <<Volevo sapere come stai>>.
Caterina chiude gli occhi e scuote la testa. <<Io non voglio parlarne, vorrei rimanere da sola>> gli dice.
<<Sicura?>> le chiede Nicola, prima di passarsi una mano dietro il collo.
Caterina nota del sangue sulle nocche. <<Che hai fatto?>> gli chiede, dimenticandosi completamente di avercela a morte con lui.
Lui nasconde la mano nel cappotto. <<Niente, una stupidaggine, sono caduto e per proteggermi mi sono grattato la mano sull'asfalto>>.
Caterina gli prende la mano, aveva dei tagli sulle nocche, tagli freschi da i quali usciva sangue.
<<Senti io la storia dell'asfalto non me la bevo, ma sei un medico, sai meglio di me che dovresti disinfettarti le ferite>> lo ammonisce in tono neutro. <<Vieni>> sussurra poi dirigendosi verso il bagno.
Nicola la segue senza farselo ripetere due volte, appoggia il cappotto sulla lavatrice e si siede sul water, aspettando che Caterina prendesse il necessario.
Mentre gli disinfetta i tagli rimangono in silenzio, lei è consapevole di avere il suo sguardo addosso, ma le parole di Matteo le girano ancora nella testa e non vuole continuare a dargli ragione.
Ma perché era così difficile stargli accanto?.
Sente la mano calda di Nicola sfiorarle la guancia e finalmente i loro sguardi si uniscono, facendola impazzire. Percepisce il suo respiro sulla pelle, rimane incantata dalle sue labbra e quasi ci casca.
Ogni fibra del suo corpo lo desiderava, desiderava quelle labbra, desiderava lui e lui soltanto.
No!
Non poteva.
Chiude gli occhi e allontana il viso dal suo.
Nicola aumenta quella distanza.
<<Posso fare qualcosa per te?>> le chiede dolcemente.
Caterina continua a non guardarlo, concentrandosi a chiudergli la fasciatura.
<<No, sto bene grazie>> dice in fretta. <<E qui ho fatto>> aggiunge fredda.
Si allontana da lui per sistemare quello che aveva tirato fuori.
<<Ti ha..ti ha fatto qualcosa?>> prova a chiedere Nicola.
Caterina si blocca. <<Non ne voglio parlare Nicola>>.
Lo sente alzarsi ed avvicinarsi di nuovo a lei. <<Ti prego se ti ha fatto qualcosa...non può passarla liscia>>.
Caterina finalmente si volta. <<Non mi ha fatto niente Nicola, sono io ad averlo illuso, abbindolato o quello che vuoi...sono io il problema, non lui>> alza la voce.
<<Abbindolato?>>.
<<Ti ho detto che non ne voglio parlare>> insiste Caterina, passandosi una mano sul viso. <<Lui ha ragione e non voglio continuare a pensarci>>.
Nicola le era vicinissimo, come se fosse pronto a sorreggerla. <<Non penso abbia ragione lui>> dice a denti stretti.
<<Ah no?>> chiede Caterina allontanandosi di nuovo, cercando di tornare lucida. <<Ho illuso lui e sto tradendo la fiducia della mia migliore amica e poi tu non sai niente>>.
<<Ancora Irene?>> chiede meravigliato. <<Non ne avevamo parlato?>>.
<<Ma come fai ad essere così cieco>> si arrabbia Caterina. <<Irene è pazza di te, ha accettato la vostra assurda scopa amicizia solo per passare del tempo con te, per creare un'intimità>> urla. <<E invece l'intimità la stiamo creando noi>> sospira nervosa, portandosi una mano sulle labbra tremanti.
Io sono pazza di te, avrebbe dovuto urlare.
Nicola è immobile davanti a lei, incapace di proferire parola.
<<Senti>> si calma Caterina. <<Ti prego vai, averti qui è una tortura.. non è serata per favore..>> gli indica la porta.
Nicola la osserva a lungo prima di recuperare il cappotto e affrettarsi ad uscire di casa, lasciandosi un odore dolciastro di caramello alle spalle.
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