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Capitolo 4

Le conseguenze che lascia l'alcol non sono mai piacevoli da affrontare. La mente di Caterina è lenta, il corpo è talmente pesante da sembrare immerso in una melma che le impedisce qualsiasi movimento. Senza contare il cattivo odore e sapore dell'alito, oltre alla sensazione di essere sporca, sudicia, dalle punte dei capelli, fino a quelle dei piedi.
Non amava bere e forse avrebbe dovuto far fede ai suoi principi la sera prima, ignorando le proprie paure verso le situazioni imbarazzanti ed evitandosi il brutto risveglio di quella mattina.

La sua testa si muove lentamente sul cuscino, per evitare che il trapani accesi al suo interno decidano di espandere i lavori più del dovuto. Mugola sul copri piumone non appena sente Irene armeggiare nella stanza accanto, con pentole e chissà cos'altro.
Chiude bene gli occhi, cercando di isolarsi il più possibile dal mondo che la circonda. A quel pensiero le torna alla mente il viso di Nicola e la cosa la rilassa. Le torna in mente la breve chiacchierata e l'invidiabile calma che aveva usato per conversare con lui. Le aveva davvero sorriso poi?.
Ricordava dei piccoli ed adorabili nei sul suo viso, un paio sulla guancia sinistra ed uno sul naso, come poteva averli notati in quelle condizioni?. La sua pelle le era sembrata soffice, liscia e talmente pallida da risplendere al chiarore della notte.
Il profumo della pioggia aveva coperto quello della sua interminabile sigaretta, il suono delle sue brevi risate invece avevano nascosto quello dei battiti incontrollati del cuore di Caterina.

L'aveva guardata ballare...

Si poteva perdere la testa per uno sguardo? Per un sorriso lungo e fino? Per un paio di nei sulla guancia sinistra?.
Caterina apre gli occhi di scatto, dandosi della stupida. Si convince di essere ancora ubriaca e prova ad alzarsi lentamente dal letto.

Il suo corpo è troppo pesante, come lo era stato poche volte nella sua vita, tanto da farle pensare di tornare a dormire. Ma il bisogno di una doccia e un di bel bicchiere di acqua fresca le danno la forza per mettersi definitivamente in piedi.

Si infila una felpa larga sopra il pigiama, sistemando il groviglio di capelli pieni di nodi e puzzolenti, dentro il cappuccio. Afferra il cellulare dal comodino ed esce subito dopo aver messo gli occhiali da vista, recuperando così un minimo di lucidità in più.
Va in bagno, prima di trovare il coraggio di affrontare Irene. Sapeva bene che la coinquilina fosse abituata a bere e che l'alcol della serata precedente non le avrebbe recato alcun disturbo, ragione per cui Caterina usa dell'acqua gelida per sciacquarsi il viso.

Si passa la mano bagnata sulle labbra, ricordando una strana sensazione. Un bacio, più baci, lunghi, umidi e persino un po' ruvidi. Si guarda allo specchio, come se così facendo potesse davvero capire se avesse baciato qualcuno o se quelle sensazioni provenissero da una mente ancora persa nell'oblio dell'etanolo.
Eppure il suo viso non mostra altro che segni di stanchezza, a partire dagli occhi gonfi e neri per colpa del mascara sfumato, alle guance arrossate ed accaldate.

Decide di struccarsi, finendo per passarsi le mani fredde e bagnate sul collo, trovandoci un po' di pace. La sua mente intanto vaga alla ricerca di qualche ricordo che possa far sparire la nebbia attorno a tutto ciò che fosse accaduto al locale. Tanto per cominciare, com'era tornata a casa?.

<<Buongiorno principessa>> si sente dire poco più tardi, mentre si accomoda al suo posto a tavola. <<Ti ho preparato del té, e a guardarti ho fatto bene>> aggiunge, passandole una tazza fumante.
Alza poco lo sguardo, scorgendo la coinquilina raggiante, con un sorriso così grande mai visto prima. <<Grazie Ire>> risponde, prima di sospirare. <<Ma..>> inizia dire. <<Che è successo ieri sera? Perché potrei avere dei vuoti>>.

Irene si accomoda di fianco a lei, offrendole una fetta biscottata. Caterina scuote la testa, cercando di non pensare alla nausea che ancora non l'aveva abbandonata. <<Faccio prima a dirti cosa non è successo>> ride, tenendola sulle spine.

Caterina si nasconde nel cappuccio della felpa. <<Cos'ho combinato? Ho rotto qualcosa?>> chiede.

<<No, o almeno non ancora>> il tono di Irene sembra compiaciuto. <<E parlo di cuori, perché ieri sera ti sei divertita parecchio con un ragazzo in particolare>>.

La sua mente vola subito al ricordo di Nicola, ma ragionandoci non poteva essere, o Irene non l'avrebbe mai presa così bene. Giusto?. <<Matteo?>> sussurra quindi, sperando che la coinquilina negasse. Eppure non si stupisce nel vedere annuire animatamente.

<<Ci avete dato dentro, devo ammetterlo>> ride, ammiccando verso Caterina.

I baci ruvidi. La barba di Matteo doveva averle lasciato quel ricordo. <<Ma è successo qualcosa? Qualcosa che va oltre al bacio?>> chiede per sicurezza, leggermente allarmata.

<<Oh no, tranquilla, Matteo è un galantuomo>> afferma. <<Al contrario di Nicola>> aggiunge, velando un sorriso furbo.

<<Che intendi?>> chiede Caterina.

Irene si avvicina a lei, fremendo dalla voglia di rivelarle i fatti della sera precedente che la riguardavano. <<Mentre tu eri impegnata con Matteo, io ho sfoggiato le mie doti da seduttrice con Nicola>> dice. <<É iniziato tutto da degli sguardi, sai quelli che si danno di sfuggita, ma che fanno già venire la pelle d'oca, e poi ci siamo avvicinati, fino a che lui mi ha appoggiata lentamente alla parete e mi ha baciata>> il racconto le fa ancora mancare il fiato, mentre la nausea di Caterina aumenta.

Sente lo stomaco storcersi violentemente, gli occhi iniziano a pizzicare, tanto che si nasconde dietro ai vapori del suo té caldo che ancora non aveva bevuto. <<Un racconto molto..dettagliato>> riesce soltanto a dire, mandando giù quel boccone troppo amaro da poter dimenticare. <<Ma sono felice per te>> aggiunge in un sussurro.

Irene è troppo presa dall'entusiasmo per rendersi contro dell'effetto che hanno le sue parole su Caterina. <<É così passionale, misterioso e..ammetto che avrei anche accettato la sua proposta di appartarci, ma non me la sono sentita, non così, non subito>> alza le spalle. <<Gli uomini bisogna tenerli sulle spine, se no si annoiano facilmente>>.

Caterina si brucia la lingua, provocando la risata della coinquilina. <<Me lo devo segnare>> aggiunge allontanando la tazza dalla propria vista. <<E ora che farai?>> le chiede.

Irene alza le spalle. <<Usciremo presumo, spero mi scriva oggi o nei prossimi giorni>>.

<<Mh, sono felice per te>> risponde, riuscendo persino a sorriderle. Poi allunga una mano verso il suo telefono e sblocca la modalità aereo che era solita ad inserire prime di andare a dormire.
Nota due messaggi da un numero sconosciuto e due richieste su Instagram. Immaginando già di chi potessero essere i messaggi decide di aprire prima l'app del social, rimanendo sorpresa dal notifiche.
Oltre alla richiesta di Matteo aveva ricevuto anche quella da parte di Nicola, che accettò così velocemente da non pensare alle conseguenze, conseguenze che le erano sedute accanto.

<<Qualcosa di interessante?>> le chiede Irene, allungando un gomito verso il suo.

Prima di essere scoperta in flagrante Caterina legge i messaggi ricevuti dal numero sconosciuto, che come aveva previsto, si era firmato come Matteo.

<<A quanto pare ho promesso una cioccolata calda a Matteo>> sussurra, salvandosi il numero.

Irene trattiene a stento l'entusiasmo, provando a rispettare il post bevuta della coinquilina. <<Come ti è sembrato? É simpatico no?>>.

<<In realtà non abbiamo parlato molto e se lo abbiamo fatto l'ho scordato>> Caterina si porta una mano alla fronte, chiudendo gli occhi. <<Vado a farmi una doccia e poi credo che crollerò a letto>> dice, alzandosi lentamente dal letto. <<Riprenderò volentieri il discorso questa sera o domani, mh?>>.

<<Sì meglio, e se ti servisse qualsiasi cosa chiamami>>.

.

Caterina era immersa nel suo caldo piumone mentre il suo dito scorre sullo schermo del cellulare lentamente, alla ricerca di qualsiasi particolare potesse captare. L'ombra di un viso al tramonto, tre dita pallide che accarezzavano le pagine di un libro, il palco di un concerto eppure del viso di Nicola, sul suo profilo, non c'era traccia.

Apre l'ennesima foto, osservando le spalle del ragazzo e la sua massa indefinita di capelli neri, domandandosi per quale ragione le sue spalle fossero così incurvate in avanti, mentre la testa era abbassata.
"Essere infelici è più semplice" dice la descrizione della foto, una frase che la lascia la ragazza perplessa. É una citazione o lo pensa davvero? Si chiede.
Perché trovava l'infelicità, la via più semplice da seguire? Non era la felicità la scelta più ovvia e scontata?.

Il telefono le vibra fra le mani, mentre le compare la notifica di un messaggio di Matteo.
Per lo spavento rischia di combinare qualche guaio involontario sul profilo di Nicola e decide di uscire dall'app il più velocemente possibile.

Prende un bel respiro prima di leggere il messaggio.
Il ragazzo le chiede se si fosse ripresa e se avesse voglia di uscire quella domenica sera, per prendere la famosa cioccolata insieme.
Caterina esce dal suo bozzolo caldo, cercando una scusa per rifiutare. Si alza dal letto e va in cucina a bere un bicchiere d'acqua.

<<Cate!>> urla Irene dalla sua stanza. <<Se suonano apri, grazie, che sto finendo di prepararmi>> continua raggiungendola in cucina. <<É Nicola, sta sera usciamo e non ho niente da mettere>> si dispera tornando nella sua camera.

L'acqua rischia di cadere sulla tovaglia a sentire il suo nome. <<E me lo dici così?>> protesta anche Caterina. <<Esci con Nicola e me lo dici così?>> ripete, prima di bere.

<<E quando avrei dovuto dirtelo, sei rinchiusa lì dentro da ieri, credevo volessi dormire per il resto dei tuoi giorni>> urla Irene dalla sua camera.

Caterina la raggiunge. <<Ci ho pensato a dire il vero..>> risponde sincera. Osserva la coinquilina guardarsi allo specchio visibilmente agitata. Indossava un vestito nero semplice in maglia che le delineava i fianchi dritti e la pancia piatta, abbinato a dei collant finissimi scuri e degli stivaletti. <<Stai benissimo, perché non sembri convinta?>>.

<<Perché non sembra lo stile adatto a lui>> afferma, lasciando Caterina sbigottita. <<E se mi prestassi il tuo cappotto? Magari miglioro la situazione>>.

<<No>> risponde dura. <<Da quando devi adeguarti allo stile di qualcuno?>>.

<<Hai ragione>> Irene si passa le mani sulla fronte. <<É che sono agitata, lo sai che è da molto che non esco con un ragazzo e...>> il suono improvviso del campanello le fa saltare entrambe.

<<Io quel coso lo stacco, fa un rumore orribile>> urla Caterina infuriata.
<<Oddio devo finire di prepararmi, ti prego temporeggia>> la supplica fiondandosi in bagno.

Caterina raggiunge la porta di casa e si porta la cornetta all'orecchio. <<Sì?>> chiede.

<<Sono Nicola>> annuncia con ovvietà.

<<Ehm, ciao..Irene deve finire di prepararsi, ha avuto un contrattempo..>> si inventa, cercando di risultare più convincente possibile. <<Ti va del te caldo?>> gli chiede. <<Piuttosto che rimanere li al freddo>> aggiunge.

Nicola rimane in silenzio, lasciando Caterina incollata alla cornetta in attesa di qualsiasi sospiro da parte del ragazzo. <<Sì, mi sembra una buona idea>> dice all fine.

Lo attende sulla porta, badando bene di sistemarsi i capelli in una coda decente, prima di incontrarlo. <<Ciao>> lo saluta, invitandolo ad entrare.
Lui allunga le labbra fine in un sorriso tirato, rivelando l'imbarazzo che gli procurava la situazione. <<Ciao>> dice in tono neutrale, osservandosi attorno, come se fosse la prima volta che entrasse in quella casa.

Cercando di sbarazzarsi del disagio che li circonda, la ragazza lo accompagna in cucina e lo fa accomodare, mettendo a scaldare l'acqua nel bollitore.
Lo sguardo di Nicola cade dolcemente su di lei, scivolandole facilmente addosso, incuriosito, interessato forse.

<<Dove porti Irene questa sera?>> chiede Caterina passandogli la scatolina in legno, al quale interno si trovavano svariati tipi di tè e tisane.

<<In un qualche bar>> risponde, facendo passare alle lunghe dita pallide sopra le bustine di infusi, fino a tirare fuori quello ai frutti rossi. <<O al cinema magari, vedremo>> dice.

<<É da secoli che non vado al cinema>> ammette la ragazza portando le tazze sul tavolo, prima di sedersi accanto a lui.

<<É un peccato, ultimamente fanno uscire film decenti>> le dita lunghe di Nicola circondano la tazza vuota che gli aveva passato Caterina, senza degnarla di uno sguardo.

<<Oh beh, allora dovrò rimediare>> alza le spalle lei, sentendo i battiti del cuore fino alle punte delle orecchie.
Lo sguardo caldo del ragazzo si posa su Caterina, regalandole una bella visuale di quel caramello che rischiava di colarle addosso.

<<Come stai?>> chiede lui improvvisamente.

Caterina coglie della sincera curiosità nel suo tono, cosa che la sorprende. <<Sono stata meglio, devo aver esagerato con l'alcol l'altra sera e ne sto pagando le conseguenze>>.

É un sorriso quello? Nota incredula Caterina, annotandosi il secondo sorriso sincero che le stava rivolgendo.

<<Mi dispiace se ti ho importunato>> azzarda ad aggiungere la ragazza.

Nicola alza di nuovo lo sguardo, sembra divertito. <<É stato il miglior momento della serata>> dice, mozzando il fiato a Caterina.
Il mondo si ferma. Ci sono solo loro e i loro sguardi curiosi, vogliosi di sapere di più, di insinuarsi così a fondo da arrivare all'anima nascosta.

Caterina nota che la mano di Nicola si sposta nella sua direzione e lei non si muove, congelata nella sua posizione. Vuole avere di più, vuole avere tutto da lui, contatto, intimità, tutto ciò che servisse a farlo rimanere con lei in quella cucina.

In quel momento Irene entra nella cucina, rompendo quel sottile legame che li stava unendo.
Nicola ritrae la mano così velocemente che Caterina pensa di essersela immaginata. Poi il tempo corre più veloce di una gazzella.
I due la salutano e spariscono dietro la porta di casa, lasciandola sola con due tazze vuote e con quel peso sul cuore infinitamente troppo grande da poter sopportare.

.

Lunedì Caterina torna in università fresca come una rosa, lasciandosi quel discutibile weekend alle spalle. Erica e Laura sono subito pronte a riempirla di domande su Matteo e su come si fosse evoluta la relazione con il ragazzo galantuomo.

<<Non c'è nessuna relazione>> si lamenta Caterina, osservando la pagina vuota del documento word. Mancavano solo pochi giorni alla sessione ed era particolarmente indietro con gli appunti.

<<Come sei pignola>> alza la voce Erica. <<Vogliamo sapere se ti ha scritto, se vuoi uscirci...>>

<<Vogliamo sapere i gossip, scema>> urla Laura, rischiando di far voltare tutte le teste in aula studio. Caterina sorride, decidendo di raccontare dei pochi messaggi che aveva scambiato con Matteo. Gli appunti avrebbero aspettato.

<<Ma perché sei così schiva? Non ci vuoi uscire?>> domanda Erica.

In realtà Caterina non aveva voglia di prendere in giro Matteo, non era sicura che potesse interessarle davvero. <<Non lo so, non lo conosco, non credo che potremmo essere compatibili>>.

Le due amiche parmensi si mettono le mani nei capelli. <<É a questo che serve uscire scema>> la rimprovera Laura. <<Come credi di conoscerlo se non ci parli insieme?>>.

<<Lo trovi carino? Insomma non è un brutto ragazzo e mi è sembrato anche uno per bene>> continua Erica.

<<Si che lo trovo carino, ma..>>.

<<Ma?>> domandano quasi insieme le ragazze.

Caterina torna ad osservare la pagina bianca sul suo portatile. In cuor suo conosceva il motivo per il quale non voleva uscire con Matteo. Quel motivo aveva due nei sulla guancia sinistra e un accattivante sguardo caramello.
Nicola si era impossessato della sua mente la prima volta che lo aveva notato sull'autobus e dopo averci parlato non sapeva come scacciarlo via. Non era nemmeno sicura che volesse davvero dimenticarlo.
Voleva conoscerlo, voleva finire fra le sue braccia, voleva insinuarsi nei suoi pensieri come lui aveva involontariamente fatto lui negli ultimi mesi.

Il problema era Irene. Un problema troppo delicato da poter affrontare, per il quale doveva trovare un modo per farsi passare la ridicola cotta che aveva per Nicola.

La sera prima l'aveva sentita rientrare tardi e in compagnia. Non erano solo i passi della coinquilina quelli che avevano superato la sua camera.
Caterina si era nascosta nel piumone cercando di non immaginarsi come si stava concludendo la serata di Irene.

Era chiaro che Nicola non era interessato a Caterina e così doveva imparare a fare lei.

<<Ma nulla>> ammette dopo qualche attimo di silenzio. <<Proverò ad uscirci..vedremo come andrà>>.

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