Capitolo quattordici. - "Resa dei conti."
«Ciao Lauren.» con un forte calcio mi ritrovai volando per poi schiantarmi al muro con forza. Creai delle crepe alla parete.
«Il tuo amico è stato capace di tradirmi.» sospirò rivolto a Troy. «È stato astuto...»
Sogghignai. «In realtà pensavo che tradisse anche me.» dissi. «Ma è stato fedele.» mormorai staccandomi dalla parete piano.
Lui stava in guardia davanti a me, con i pugni chiusi come se volesse fare arti marziali. Io non rimasi sulla difensiva, anzi, aspettai un suo attacco.
«Non ti muovi?!» urlò da farmi intravedere la vena del suo collo. «Sporca bastarda!»
Alzai le spalle. «Mi lavo ogni giorno, magari bastarda posso anche esserlo, ma sporca no.» alzai le spalle.
Lui si fiondò su di me ma io mi spostai subito facendolo colpire nel vuoto.
Mi girai e lo guardai, gli sferrai un semplice calcio alla schiena, usando lo stinco con tutta la forza che potevo avere.
Finì dall'altra parte della stanza.
Si sollevò. «Da dove viene questa forza?!» mi chiese lui urlando.
«Viene dal cazzo che te ne frega!» urlai altrettanto presa dall'adrenalina. Camminai verso di lui, ma lui sparì nuovamente.
Apparve sopra di me e il suo corpo mi cadde addosso.
Mi girò e iniziò a colpirmi forte al petto, danneggiandoli pesantemente la cassa toracica.
«Maledetta! Ti ammazzo e sai cosa farò?! Mi scoperò la tua dolce Camila!» disse ridendo.
Il suo sorriso si bloccò non appena fermai la sua mano con la mia. «Cosa?!» si chiese e gli diedi un calcio in pieno stomaco da farlo spostare da sopra il mio corpo. Cadde a sinistra.
Austin Mahone mi chiese di essere la sua fidanzata tanti anni fa, ma io declinai la sua richiesta.
I miei interessi erano altri, e poi ci piaceva la stessa cosa.
Austin non rimase con le mani in mano, mi assillò tantissimo per diventare sua, fino a quando non decise di usare le maniere forti.
INIZIO DI UN FLASHBACK...
Era un semplice venerdì come tutti gli altri e io stavo tornando nella mia casetta, da mia madre e mio padre.
Avevo comprato un po' di cose al supermercato, volevo fare un dolce perché il giorno successivo sarebbe stato il compleanno di mia madre.
Percorsi un vicolo piuttosto buio, con un certo senso di ansia.
Venni presa, da dietro, mi cadde la busta della spesa e mi trovai col viso attaccato al muro. «Eccoti, puttana.» disse la sua voce.
Mi dimenai, forte e cercai di urlare ma niente da fare, ero bloccata.
Mahone siamo abbassò i pantaloni lunghi e neri, lui si abbassò la zip, mi mise a novanta e iniziò a violentarmi.
Mi dimenai il più possibile, cercai aiuto quando una forte aura mi diede l'istinto di spingerlo fortemente via da me, facendolo staccare del tutto. Mi sollevai subito i vestiti, lo guardai.
Mi avvicinai a lui, gli presi il pene e glielo tagliai a metà. Me ne mangiai un pezzo.
Lo guardai negli occhi, presi la mia roba e tornai a casa mia senza esitazione. Come se nulla fosse accaduto.
Da lì, stavo iniziando a vedere l'inferno.
FINE DEL FLASHBACK...
«Sinceramente, pensavo di morire quel giorno.» disse lui guardandomi. Io mi sollevai e portai un piede sul suo petto e schiacciai. «...T-Ti prego.»
«Tu lo pensavi?» gli chiesi. «Mi hai distrutto la vita, quella volta.» dissi. Il mio corpo divenne totalmente nero. «Sei stato un maledetto figlio di puttana!» dissi io con voce mutata. «Hai sempre avuto le tue cagne, ma non me.» ringhiai.
«Mi hai tagliato mezzo cazzo! Ho rinunciato tante volte a formare una famiglia... E ora che avevo la tua ragazza e tua figlia, non solo ti avrei distrutta, ma in qualche modo sarei stato padre.»
«Figlio di puttana!» gridai e iniziai a prenderlo a calci. Il mio istinto di mangiarlo era alle stelle.
Non avevo più controllo.
Ero ufficialmente un mostro.
NARRATORE ESTERNO.
Gli occhi di Frangipane si aprirono. «Dove sono?» si chiese.
«Al sicuro.» disse Troy. «Come Melanie si sveglierà, dovrò dire ciò che ha detto il vostro padrone di voi, a Lauren.» mormorò il ragazzo.
La ragazza dai capelli blu si dimenò ma si rese conto di essere legata. «Maledetti.» disse spurando Troy.
Il ragazzo si pulì il viso. «Vedremo chi sarà poi il maledetto.»
Lauren era piena di sé, con una forza enorme lo prese e lo scaraventò contro il muro, ferendolo gravemente alla testa.
Melanie aprì gli occhi.
«Il vostro padrone, non ha mai avuto bisogno di voi. Vi considera scarse. Di poco valore.» disse Troy.
«Cosa?!» si chiese Ashley spalancò gli occhi incredula. Melanie riprese a dormire.
«Puoi svegliarla?!» le chiese lui sconfortato.
Meredith diede un colpo in testa alla ragazza bambola, facendola svegliare. «Svegliati brutta strega!» gridò.
«Non ci credo.» disse Ashley.
Troy mise una mano sulle spalle delle due, insieme ad Allyson, Camila, Normani e Keana. «È vero.» sussurrò lui. «Altrimenti vi avrebbe aiutato.»
Melanie guardò Troy. «Facci scendere.» disse.
Il fidanzato di Allyson scese dalla macchina e fece scendere Frangipane e Martinez, che subito si avvicinarono al corpo ricoperto di sangue.
«Mahone.» disse la ragazza dalla chioma blu. «Cosa siamo per te?»
«Che cazzo di domande sono?! Vedete di aiutarmi e non state li impalate a non fare niente come vostro solito!» disse lui guardando Lauren che si avvicinava con un grosso macigno in mano.
Melanie lo guardò. «Non facciamo niente?!» rimase sbalordita. «Siamo una vita con te e nemmeno ci ringrazi di quello che abbiamo fatto per far felice i tuoi comodi.» disse e i suoi occhi si scurirono completamente.
Lauren alzò la pietra con entrambe le mani, guardando Mahone e poi Melanie e Ashley che piano piano si avvicinavano a lui.
Era finita ormai. Per il ragazzo non c'era più scampo.
«Mamma!» gridò Meredith scappando giù dalla macchina. Corse e cadde inciampando su una catena.
Lauren girò la testa e guardò la figlia, ma non reagì.
La bambina di mise davanti a lei. «Mamma ti prego!» esclamò. «Sono stanca non voglio che tu faccia la cattiva!»
Lauren corrugò le sopracciglia.
Lauren era col cervello scollegato.
Lauren voleva uccidere.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro