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Capitolo sedici. - "Sesso, pizza o entrambi?" (Parte Due)

Guardavo come Lauren mi stava spogliando piano piano. Le sue mani erano bollenti, potevo benissimo riscaldarmi con il suo tocco "magico". Alcune delle sue unghie affilate, erano rotte.

Quasi mi dispiaceva ma non diedi tanta importanza. «Mi mancava il tuo corpo.» disse lei e io socchiusi gli occhi.
«Vedi di trattarlo bene, questa volta.»

«Lo terrò senz'altro come il tesoro più prezioso del mondo.» mi baciò sulla guancia con amore.

I suoi umidi baci iniziarono a scendere lungo la mia mascella, arrivarono al collo facendo sì che il mio corpo tremasse come non mai. Sospirai a pieni polmoni, intanto mantenni salda la sua chioma nera. «Sei così buona.» disse.

«Cerca di non mangiarmi.» risi scherzando e lei fece lo stesso.
«Cercherò di trattenermi in qualche modo.»

Accarezzai la sua testa mentre lei passava le sue labbra carnose e vogliose sul mio corpo semi-nudo. Aprii leggermente le labbra, aspettando con ansia che sganciasse il mio reggiseno e che liberasse il contenuto. «Oh, Jauregui.» dissi muovendomi sotto al suo corpo.

«Camila.» disse con voce roca mentre piano piano liberava il mio seno, c'erano ancora dei segni evidenti, con le dita accarezzò i miei lividi e i miei graffi. «Mi dispiace.» disse come se volesse riparare il suo stesso danno.

La sua lingua passò attorno all'areola facendomi gemere e inarcare di poco la schiena. «L... Lauren, ancora.»

Lei continuava a muovere la lingua in modo circolare, le scosse di piacere stavano devastando il mio basso ventre. Quando le sue dita strizzarono il capezzolo sinistro, sobbalzai.

Era una cosa totalmente diversa, Lauren stava davvero dando del suo meglio, i suoi baci mi facevano sentire più amata del dovuto e questo, mi faceva star bene, più che bene.

Mentre era concentrata sul mio seno, le mie mani cercarono di toglierle ogni suo indumento, Lauren mi diede una mano d'aiuto facendo si che rimanesse solo con le mutande. «Tu non metti mai il reggiseno?» la guardai e la vidi sorridere.

«Beh, ti è un problema?» chiese e io negai.

Lauren continuò a baciarmi, le sue dita intanto, iniziarono a masturbarmi per bene. Chiusi le gambe sentendo una forte scossa di piacere. I suoi denti morsero dolcemente la mia pelle, baciò il mio fisico fino ad arrivare tra le mie gambe.

Aprii leggermente le gambe mentre guardavo intensamente gli smeraldi di Lauren. «Sei bella anche vista dal basso.» soffiò un po' sulla mia intimità già umida facendomi gemere.

«Non sei da meno, Lauren Jauregui.» la guardai accarezzando il suo viso. La sua mano destra mi diede una sculacciata non tanto forte alla natica destra. «Assaggiami, Lauren, assaggiami.» la guardai.

La sua lingua percorse il mio perimetro, lasciandomi più umida di quanto lo fossi già. Le mie labbra si schiusero, volevo di più. Mentre il suo muscolo continuava il suo lavoro, decise di spostarsi e di dare attenzione al mio clitoride che pulsava.

Afferrai i suoi capelli, lasciando che un gemito uscisse dalle mie labbra. «Oh, dio mio.»

Lauren continuava l'orale e io mi contorcevo da quel bel piacere.

Le sue labbra si staccarono dalla mia intimità, sospirai e la guardai, un leggero strato di sudore si era formato sulla mia pelle. Si abbassò i boxer e piano piano iniziò a penetrarmi.

Mi sentii così piena.

Pienissima.

Lasciai scappare un gemito, socchiusi gli occhi che erano lucidi, le sua mano era poggiata sul mio ventre e dopo aver messo due dita della mano libera lungo la mia entrata, ci guardammo negli occhi.

Amettevo che solo il suo sguardo mi faceva venire. «Meglio questo della pizza, eh?» mi sorrise e io la baciai senza esitare.

La sua mano mi strinse forte, le sue labbra baciavano il mio collo con passione. «Lauren, Dio mio.» gemetti forte e lei si stese facendomi mettere sopra facendo mettere le dita sempre più a fondo.

Spinta dopo spinta, gemito dopo gemito. Era una sensazione così bella e diversa da quelle precedenti. Baciai il seno di Lauren e quest'ultima mi strinse forte la natica con la mano libera.

«Camila, ti sta piacendo?» chiese e io urlai dopo aver ricevuto una forte spinta dalle sue due dita.

Le sue labbra mi baciarono per farmi stare in silenzio, io lasciai che i miei umori si liberarono sulle dita di Lauren. «Cristo.» disse e io mi stesi sopra il suo corpo.

«Sei così bella...» disse lei accarezzandomi la schiena.

«Esagerata.» sospirai e io decisi di abbassarmi. Mi guardò attentamente, aspettando che facessi la prima mossa. Afferrai il suo clitoride tra le labbra e iniziai a muovere la lingua rapidamente.
«Dio mio.»

Leccai la sua lunghezza, ben bagnata. Dal basso verso l'altro. Dopo averlo messo la lingua dentro la sua entrata assaporai tra le sue pareti, Lauren soffocò un gemito e mi tirò i capelli. «C... Camila.» tremò.

Io iniziai a muovere la testa avanti e indietro, facendo entrare e uscire la lingua.

Dopo minuti trascorsi in gemiti, Lauren venne abbondantemente nella mia bocca, dopo aver ingoiato, mi alzai e tornai a stendermi sopra il suo corpo. «Ti... Ti è piaciuto?» chiese e io annuii con l'affanno. «Spero di essere stata brava.»

«Lo sei stata, Laur...» le baciai la guancia e lei sorrise teneramente. «Oggi usciamo?»

«Mi piacerebbe mangiare della pizza in una pizzeria vera e propria con te, Camila. Ci stai?» mi propose e io annuì.

«Certo, anche se prima però, dovremo lavarci.» ridacchiai e Lauren mi baciò la testa.
«Io credo sia il caso di aspettare ancora un po'. Abbiamo ancora del tempo.»

«Va bene, come vuoi.» intanto lei mi stava coccolando per bene. Era brava nel far le coccole, e questo non me lo sarei mai aspettata.

Dopo un po', Lauren mi spostò e si alzò per poi mettersi qualcosa sopra per coprirsi. Io feci lo stesso mettendomi una maglietta. La ragazza mi prese la mano e andammo verso la porta.

Abbassai la maniglia e aprii la porta. Non appena i miei occhi si incrociarono con quelli duri di Keana Issartel, il mio cuore smise di battere. «Dove dovete andare?»

«Ovviamente in un posto che non ti interessa. Al momento andiamo a lavarci.» disse Lauren e Keana strinse la mascella.
«Non mi sembra, quindi non andate alla pizzeria?»

Strinsi i pugni.

Chissà cosa avrebbe fatto.

Merda, merda, merda.

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