Extra 0.5
Ella's POV
«Dai, rilassati! Non è mica la prima volta.» ridacchiò Luke prendendomi per mano. Ci dirigemmo verso la sua macchina ed entrammo, lui al volante ed io al suo fianco. Eravamo diretti a casa della sua famiglia. Era un'occasione importante. Si sarebbero riuniti tutti i figli con le loro compagne. Era da tempo che non erano tutti insieme; Luke, ad esempio, era stato occupato col tour in giro per il mondo.
«Ci sarà anche il figlio di Ben?» chiesi, ricordandomi del piccolino che era nato qualche mese prima.
«Sì, ha solo quattro mesi, quindi lo porteranno con loro. Non vedo l'ora di vederlo.» rispose Luke sorridendo. Ripartì dopo essersi fermato al semaforo rosso e il resto del tragitto continuò in silenzio, in sottofondo solo la musica alla radio.
Ancora non riuscivo a credere di essere in Australia. Le condizioni del mio cancro erano migliorate di molto e ultimamente si era parlato anche di una possibile guarigione, ma non volevo gioire troppo presto.
«Eccoci arrivati.» annunciò il biondo, mentre scendevamo dall'auto. Non sarebbe stata la prima volta in cui avrei incontrato i suoi genitori e Jack, ma gli altri sì.
«Okay, bene.» presi un respiro profondo ed intrecciai la mia mano con quella di Luke. Suonò il campanello di una villetta e pochi secondi dopo la porta si aprì, rivelando una delle donne più dolci che avessi mai conosciuto.
«Ciao, ragazzi! Bentornati!» esclamò Liz. Abbracciò il figlio e poi me, con dolcezza. «Sei sempre più bella, Ella. Luke è davvero fortunato.» disse facendomi arrossire. Luke fece lo stesso.
«Mamma...» mormorò imbarazzato e così la oltrepassò, trascinandomi con sé. «Sono già qui i ragazzi?» chiese poi il mio ragazzo.
«No. Jack è andato a prendere Ryan, mentre Ben è ancora per strada. Potete stare un po' da soli, se volete. Avremo tempo di parlare dopo.» ci propose gentilmente. Quella donna era davvero un pezzo di pane.
«Va bene, chiamaci quando arrivano.» le chiese Luke e lei annuì.
Il biondo alto quanto un pino, mi portò su per delle scale, senza mai lasciare la mia mano. Poi si fermò davanti ad una porta pitturata in un diverso colore dalle altre, nero. Su di essa c'erano infiniti adesivi, alcuni ormai rovinati dal tempo.
«È la mia camera.» mi informò mordicchiandosi il labbro inferiore. Io mi voltai a guardarlo con gli occhi spalancati. Mi stava mostrando la sua infanzia. «Che c'è?» mi chiese sorridendo, posò la mano sulla maniglia.
«È incredibile. Sto per vedere il piccolo te. Il Luke di quindici anni che faceva cover su YouTube.» risposi ridacchiando. Lui scosse la testa ed aprì la porta, mostrandomi una camera di medie dimensioni completamente tappezzata di poster.
«Benvenuta nel mondo di Luke.» scoppiò a ridere, seguito da me. Risate genuine, le nostre. Mi diressi verso la sua scrivania, ancora coperta da una montagna di cose, dai quaderni agli spartiti. Accanto ad essa c'era una chitarra dal legno un po' consunto.
«La tua prima chitarra?» tirai ad indovinare e lui annuì. Andai verso il suo letto. Aveva delle lenzuola nere con dei disegni strani, astratti. «Carino.» sorrisi, passando una mano sul lenzuolo. Lui ridacchiò, poi mi raggiunse e mi abbracciò da dietro.
«Restiamo qui, mh?» mugolò contro il mio orecchio, facendomi venire i brividi.
«Sì...» riuscii a dire. Subito dopo venni tirata da Luke sul suo letto. Mi fece sdraiare accanto a lui, stringendo le braccia intorno alla mia vita. Mi fece voltare verso di sé ed avvicinò il volto al mio.
«Ti amo.» mi disse sorridendo.
«Anch'io. Ora baciami.» esordii, con tutto il coraggio che avessi in corpo. Ma lui non mi accontentò. Si avvicinò ancora, facendo sfiorare i nostri nasi e passando la lingua sulle mie labbra. Neanche la metà di ciò che volessi. «Luke...» mi lamentai, desiderando di più. Lui ridacchiò e continuò a torturarmi. «Bastardo.» mormorai facendolo ridere di nuovo e stavo per scostarmi del tutto, ma mi tirò di nuovo contro di lui e questa volta mi baciò. Un bacio passionale, che non aveva proprio nulla di casto. Proprio in quel momento ci eravamo lasciati un po' andare.
Mi spinsi contro di lui, desiderosa di continuare, ma consapevole che dovevamo fermarci. Luke fece scivolare le mani sulla parte bassa della mia schiena, esitando. Poi mi afferrò per le cosce, fino a sollevarsi con me sopra di lui, e mi fece sedere sulle sue gambe, senza smettere di baciarmi.
Portai le mani dietro la sua nuca, accarezzandogli i capelli. Scese a baciarmi il collo, facendomi gemere leggermente. «Shh.» ridacchiò, contagiandomi. «Non vorrai che mamma Liz ci scopra.» a quel punto scoppiai a ridere, alleggerendo l'aria della passione e del desiderio che si erano diffusi.
Dopo neanche un secondo sentimmo sua madre chiamarci. Così ci alzammo. Avevamo i capelli scompigliati e le labbra gonfie. Ed eravamo innamorati.
HI OR HEY
Non scopano, sorreh
(A parte ciò che ho appena scritto haha)
Eccoci giunti all'ultimo termine (?!) della storia.
Spero vi siano piaciuti gli extra ed ancora grazie per tutti i voti ed i commenti, in generale per chi ha letto la storia, anche come lettore silenzioso.
Vi amo tutti, perché so che senza di voi nulla di tutto ciò che c'è stato sarebbe stato possibile.
Grazie per avermi accompagnato lungo tutta la storia di Luke ed Ella, arricchita dal resto della band e dall'immancabile Kelly.
Grazie per le +7000 visite che siamo arrivati a raggiungere, è un traguardo bellissimo.
Quel è stato il vostro personaggio preferito?
Vi andrebbe se facessi un Ask Characters?
Se ci sarà una prossima volta... A presto!
Nel dubbio tenete questa storia in biblioteca, così da ricevere un'eventuale notifica in caso di aggiornamento.
-Michela
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