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Capitolo 19

(ATTENZIONE!! PER LA LETTURA DI QUESTO CAPITOLO È NECESSARIO RILEGGERE L'ULTIMA PARTE DEL PRECEDENTE, AL QUALE HO AGGIUNTO UNA FRASE PERCHÉ GLI EVENTI COINCIDESSERO AL MEGLIO. SE NON SI RILEGGERANNO GLI ULTIMI AVVENIMENTI DEL CAPITOLO PRECEDENTE, NON SI POTRÀ COMPRENDERE A PIENO QUESTO!)

...ed un urlo straziante si propagò come polvere nell’aria…

Hermione si accasciò sul letto, col sangue che sgorgava da una profonda ferita all’addome, mentre urlava come una posseduta; gli occhi spalancati dalla paura e dal terrore, appannati di lacrime, videro sfocata la figura del fratello che si chinava su di lei, prendendole la meno e sussurrandole cose, che non riuscì a sentire poiché nella testa le risuonava la tanto odiata risata malvagia.

Lo scuro liquido rosso si perdeva sul piumone smeraldino ricamato d’argento, ma quando questo ne fu pieno, esso si ritrasse, tornando a poco a poco nel corpo della ragazza che man mano riprese colore.

Passarono buoni tredici minuti, prima che il dolore si placasse del tutto e che il sangue tornasse a scorrere in lei, quando Hermione si mise seduta sul letto, con una mano sul torace ed il fiatone.

<<C-cosa è successo?>> chiese con un file di voce.

Il fratello la guardò sofferente.

<<Hermione, sei stata colpita da una Maledizione molto pericolosa, e molto molto oscura: si tratta dell’Avada Kedanguis. Questa maledizione, fa morire una persona fino a che non riceverà un bacio, allora questa può vivere ancora. In compenso…>> si bloccò, esitate.

<<In compenso?>> chiese Hermione.

Il ragazzo aprì bocca, e fece per parlare, ma in quel momento la porta si spalancò e nella stanza fece il suo teatrale ingresso Draco, con in mano un vassoio pieno di frutta fresca.

Jess si voltò di scatto verso di lui, e compì un veloce movimento con l'indice; Hermione si sentì pizzicare la mano, e quando calò lo sguardo su di essa, ci vide scritte poche parole.

“Lui non deve sapere niente!”

Annuì impercettibilmente col capo.

<<Vedo che ti sei svegliata.>> fece Draco, con tono glaciale.

<<S-si…>> confermò imbarazzata lei: ricordava bene la morbidezza Delle labbra del ragazzo permute contro le sue, con una dolcezza di cui non lo riteneva capace. Draco le porse il vassoio, ed Hermione vi trovò splendide pesche, una buona aranciata, qualche pezzetto di pera disposto a fiore con al centro una ciliegia, sparse a loro volta per il vassoio, ed una ciotola in ceramica piena di fragole. Non, fragole qualsiasi, ma le fragole di Hogwarts, che avevano la particolarità di crescere in ogni periodo dell'anno, queste ultime erano grandi, all’aspetto succose e rosse come i petali vellutati della rosa che, disposta in un sottile ma lungo vaso di vetro, troneggiava, bellissima e pura.

La ragazza spalancò gli occhi.

<<Ringrazia Ben per questo trattamento.>> le disse Draco. Nessuno seppe mai, che la rosa l'aveva messa lui...

Le labbra di Hermione si aprirono in un bellissimo sorriso. Era così che faceva: in ogni situazione lei sapeva trovare il lato bello, e sorrideva, sorrideva rassicurando chiunque le fosse attorno, donando sempre una parola di conforto, o molto spesso, un caldo abbraccio capace di riparare un cuore infranto.

Alzò gli occhi su di lui. <<Grazie.>> gli disse sincera.

Il ragazzo rimase incantato dalla dolcezza del sorriso della ragazza, rivolto a lui, e si soffermò sulle sue labbra; il pensiero volò al bacio, a quanto quelle labbra potevano essere morbide, e si ritrovò a sperare di poterle riassaggiare, questa volta davvero.

Le cose non fecero che peggiorare quando Hermione, con involontaria lentezza, portò una fragola alla bocca e la morse, bagnandosi le labbra del suo succo che le resero ancora più rosse di quanto già non fossero…

... e più invitanti!!

“Stai impazzendo” si disse, per poi rivolgere lo sguardo a Jess e fulminarlo non appena notò lo sguardo amorevole con cui squadrava Hermione.

<<Ora si può sapere tu chi saresti?>> chiese, più acido che mai.

Fu la Grifona a rispondere.

<<Mio fratello.>> disse, con una strana calma.

Draco sgranò gli occhi, e non potè fare a meno di urlare:<<CHE?>>

Hermione represse una risatina, che subito le morì in gola alla successiva domanda del biondo.

<<Perché eri al servizio di mio padre?>>

Hermione non ci aveva pensato: come mai il suo fratellone era al servizio di Lucius Malfoy, con l'ordine di ucciderla?

Jess si passò una mano sugli occhi, esausto.

<<È una lunga storia.>> disse solo.

<<Ho tempo.>> ribattè acidamente il Serpeverde.

<<Jess, se non vuoi parlarne…>>

<<No, va tutto bene.>> Jess interruppe la sorella. <<Avete il diritto di una spiegazione.>>

Il suo sguardo si perse nel vuoto, addolorato. Poi, il racconto iniziò…

<<Era il 19 Maggio* 1980, il giorno del mio undicesimo compleanno; Hermione avrebbe terminato il suo primo anno di vita esattamente quattro mesi dopo, e stavamo festeggiando tutti insieme.

Ad ora di colazione, si presentò davanti alla nostra finestra un magnifico gufo: il suo piumaggio era sul grigio perla, con varie striscette marroni e le punte delle piume bianche. I suoi occhi erano splendidi: grandi, e di un azzurro intenso come il cielo limpido e nel becco, piccolo e ricurvo, stringeva una lettera bianca con un sigillo di ceralacca viola, il cui disegno rappresentava un curioso stemma, diviso in quattro parti, una con un grifone, una con un corvo, una con un tasso e l'ultima con un serpente, e al centro una grande H.

Il gufo bussò con la zampa sul vetro, poiché non avevamo buca delle lettere, e non appena prendemmo il messaggio volò via.

Quando leggendo il contenuto della lettera, subito pensando ad uno stupido scherzo, ma quando trovammo un foglio bianco sul quale apparvero tutte le attrezzature necessarie, ci convincermi del contrario: ero un mago, e sarei andato ad Hogwarts!

Mamma e papà ne erano entusiasti, io un po’ meno: continuavo a pensare si trattasse di qualche stupido trucco, quando un giorno il mio libro preferito era troppo in alto; desiderai di prenderlo,e subito il libro volò giù dallo scaffale, volteggiando leggiadro per poi atterrare nelle mie mani. Mamma, che aveva assistito alla scena, corse da me e mi abbracciò, congratulandosi, e quando la raccontammo a papà anche lui rimase piacevolmente sorpreso.

Eravamo tutti molto emozionati, al pensiero che dopo pochi mesi sarei andato in una scuola di magia, finché un giorno accadde un fatto spiacevole.

Eravamo tutti seduti a tavola, mangiando, quando ricevemmo la notizia che la mia migliore amica, nonché ragazza di cui ero innamorato e che era stata chiamata anch'essa per Hogwarts, era stata ricoverata d'urgenza all'ospedale dei maghi, il San Mungo, a causa di un incantesimo ignoto. Io mi ricordavo del giorno precedente, in cui avevo pesantemente litigato con lei e senza volerlo le avevo scagliato contro un fascio di luce bianca; lei al momento era caduta, ma poi aveva detto di stare bene, così se n'era andata via.

Chiesi di vederla, e quando i miei occhi si possono su di lei, sulla sua carnagione pallida, il viso scavato ed il torso fasciato, mi disperai al pensiero che fosse lì per causa mia, ma nonostante mia madre cercasse di convincermi che non l'avevo fatto apposta, che non sapessi ancora controllare i miei poteri, non riuscii a scacciare quel macigno che era il senso di colpa dal mio petto, così accecato dal dolore lanciai contro di lei lo stesso incantesimo che avevo scagliato sulla ragazza. Mia madre, provata dall’intensità del colpo, cadde a terra svenuta, e poi fu ricoverata anche lei. Vedendo le due donne che più amavo nella mia vita, su dei lettini esanimi per causa mia, ebbi paura della grande magia che si celava dentro di me, e deciso di reprimerla in un angolo della mia mente; tuttavia non avrei rischiato di fare dell'altro male a chi mi stava a cuore, così quando mia madre guarì del tutto, cancellai la memoria a lei e a nostro padre, e andai via di casa.

Per tre anni vagai per strada, sopravvivendo alla fame senza nemmeno sapere come; ogni volta che sentivo la voglia di usare la magia la respingevo, fino a che, un giorno, questa prese il sopravvento sulla mia ragione e mi trasformai in una forza oscura e potente, dentro la quale la magia nuotava come nell'oceano indisturbata: ero diventato una massa di Magia Oscura. Ero diventato un Obscurus. Una forza soprannaturale che si crea dove un essere magico ha represso la magia per troppo tempo, e questa è scoppiata in lui vincendo su tutto. Quando questa forza si sviluppava in me, un innocente moriva a causa di quella crescente rabbia che sentivo scorrere in me come sangue nelle vene, e dopo che tredici persone furono morte a causa mia, incontrai il padre di Draco e, allo stremo delle forze, accettai il suo aiuto, il quale consisteva nel ridarmi una vita normale se avessi ucciso un'altra persona su suo ordine.>>

<<Ma Jess, un Obscurus…>> lo interruppe Hermione.

<<Sì, generalmente un Obscurus non può vivere più di dieci anni, ma evidentemente avevo un potere estremo che mi consentiva di sopravvivere con un mostro dentro. Un mostro, che fece diventare anche me tale.>>

<<Non sei un mostro, Jess.>> gli disse amorevolmente la sorella.

<<Perché ti sei fidato di mio padre? Nessun Obscurus può riavere una vita normale. Non è una malattia che si cura.>> prese parola Draco.

<<Allora non sapevo cosa fosse quello che ero diventato, né chi fosse tuo padre. Con il tempo, documentandomi sull'argomento, ho capito di non poter tornare ad essere normale, ma una piccola parte di me, anche dopo aver capito la forza di tuo padre, continuava a sperare che il suo potere fosse abbastanza grande da permettermi di uscirne. Quando poi ho visto che era lei che doveva uccidere io…>> si interruppe a causa di un singhiozzo.

<<Ma... perché Lucius Malfoy voleva uccidermi?>> chiese a sua volta Hermione.

Jess rimase in silenzio.

<<Non lo so.>> mentì infine.

Ci fu un pesante silenzio, che pressò sulla testa di ognuno di loro: Jess aveva il volto rigato da lacrime amare, sommerso dai ricordi, Hermione cercava di trattenerle, orgogliosa davanti a Malfoy ma provata dal racconto, queste stavano per sgorgarle dai bellissimi occhi ambrati. Finché non venne interrotto dal biondo Serpeverde.

<<Beh, dopo questo felice romanzetto rosa, vado da Blaise. E tu, Mezzosangue, pulisci le lenzuola con un incantesimo quando ti sarai alzata.>> concluse con un ghigno degno del suo cognome, poi uscì dalla stanza chiudendo la porta e, col cuore in gola, si diresse dal suo migliore amico.

Il racconto aveva sconvolto anche lui, non per la tristezza quanto per il suo rispecchiarsi nel momento in cui Jess aveva visto la sua amata su quel lettino d'ospedale a causa sua: anche se sotto l'effetto della Maledizione Imperius, ricordava esattamente le sue azioni, e gli tornò alla mente il dolore al pensiero che non fosse riuscito ad allontanare la ragazza dal calderone abbastanza da risparmiarle quella rischiosa avventura.

Nella stanza, nel frattempo, non si sentiva nemmeno un ronzio, fino a quando Jess non parlò nuovamente.

<<Si chiamava Jade, la ragazza. Era splendida: aveva i capelli neri come la pece, con bellissimi boccoli nei quelli si inttrecciavano ciocche di diverso colore, a volte verde scuro, a volte rosa... l'ultima volta che l'ho vista erano rosa e blu, splendidi occhi di un azzurro chiarissimo, tanto da potervisi immergere per ore, e due labbra da angelo tentatore. Tutti credevano che avesse un caratteraccio, molti la temevano ma solo con chi le era antipatico, o si era dimostrato tale con lei...quante volte la vidi asciugare lacrime, parlare dolcemente e regalare un forte abbraccio a chiunque ne avesse bisogno. Lei non giudicava mai un'azione sbagliata: lei consigliava quella giusta, come rimediare ad un danno fatto, come rendersi migliore...eppure teneva tutto dentro di sé. Una sola volta si sfogò davvero, con me. E quella volta, vidi tutto il suo dolore, tutta la sua sofferenza celata in quelle iridi profonde, tutto il male che aveva subito, e la consolai. Ne ero davvero innamorato…

...non ne seppi più niente.>> completò, triste e malinconico come non mai.

Hermione, che aveva dato libero sfogo alle lacrime, lo abbracciò piano, poi più forte, più forte, sempre più forte fino ad immergerlo in una stretta calda e confortante, quella che tanto Jess aveva sognato in quegli anni di lontananza dalla sua famiglia, dal suo mondo, dalla sua vita…

In quel momento erano entrambi lì, abbracciati, sofferenti insieme: due fratelli il cui legame era stato spezzato dalla lontananza, ma era stato rafforzato dal grande affetto che da sempre li legava...

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ANGOLO AUTRICE

2066 PAROLE!! *la guardano male* ok, non è una scusa valida per farmi perdonare 😔 *le lanciano Cruciatus* *scappa*
Ad ogni modo: finalmente si è scoperta la storia di Jess!! Felici? *la fulminano con lo sguardo* Ok, no...
MA PER GLI ULTIMI TRE GIORNI HO UNA GIUSTIFICAZIONE!! (Solo per quelli...) È arrivata mia cugina dall'Inghilterra, con la quale mi vedo solo due volte all'anno per una settimana, e sto sfruttando questo tempo per stare con lei...
Bene: quella sopra è la foto del gufo, (bellissimo, a parer mio).
Questa è Jade:

(Eh sì: Jade West è il mio mito!!)

Mentre questa è la lettera:

D'accordo: ora vi lascio, ma sappiate che ringrazio TUTTI (!!!) per le quasi 2000 visualizzazioni e i +300 voti!! Siete magnifici, non credevo che questa FanFic potesse riscuotere tanto "successo".
Una bacio enorme ed un abbraccio STRITOLATORE!!
Vostra,
Mezzosangue_Mudblood❤
*19 Maggio: come nell'altra storia, colgo l'occasione per ribadire che IL 19 MAGGIO È IL GIORNO DELLA DRAMIONE!!!❤😍

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