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Capitolo 8 Parte 1

       

Il mattino seguente Eleanor si svegliò piena di energie pronta ad affrontare una nuova giornata di lavoro. Era di ottimo umore dopo aver passato tre giorni nella noia più totale. Arrivata a lavoro parcheggiò al primo posto libero che trovò ed andò dritta al primo piano per il suo solito caffè mattutino.

Appena entrò fu assalita dal vociare delle varie persone che era accompagnato da cucchiai che sbattevano contro le tazze del caffè, il rumore della cassiera che batteva sui vari tasti e camerieri che urlavano le ordinazioni.

Prese l'ascensore insieme ad altri agenti ed arrivò da sola al suo piano.

L'area era particolarmente calda. I computer erano tutti accesi e il piano non si era ancora riempito del tutto. Si accomodò alla sua scrivania e si lasciò andare sulla sedia. Non se la ricordava così morbida. Il profumo dei computer e delle carte sparse intorno a lei le riempirono le narici. Chiuse gli occhi e si inebriò. Appena li riaprì notò la pila di fascicoli alla sua destra. Aspettavano che lei li archiviasse. Lasciò perdere quel momento di pace che aveva provato e si mise a lavoro.

Iniziò a digitare al computer il primo fascicolo. Lo avrebbe inserito nel database informatico per poi ripore il cartaceo nell'archivio.

L'ufficio si riempì con tutti i suoi compagni di squadra e tra un fascicolo e l'altro chiacchierarono.

«Eleanor, vieni con me.» Disse Janet uscendo dalla sua stanza. Senza dire una parola Eleanor la seguì. Andarono all'ultimo piano e sostarono qualche minuto davanti l'ufficio di Richard Cole. L'uomo stava riponendo la sua giacca sull'attaccapanni. Sì spostò dietro la sua scrivania e le fece entrare. Entrambe si accomodarono dopo averlo salutato.

«Come è andata la riunione?» Chiese Janet sorridendogli.

«Non ne voglio parlare. Siamo stati lì dalle sette e mezza sino alle otto ad aspettare che arrivassero tutti. Hanno trattato argomenti noiosi e nessuno si è risparmiato dall'esporre idee stupide e troglodite.» Rispose il direttore.

«Ho saputo che Anya Ward questa mattina è stata convocata per un resoconto iniziale.» Disse Janet.

«Sì. È arrivata puntuale come un orologio svizzero.» Richard guardava un po' Janet ed un po' Eleanor. «Ha detto che le sue indagini stanno proseguendo nella giusta direzione, anche se ancora non ha trovato incongruenze. Ha detto che in questi giorni provvederà ad effettuare dei sopralluoghi per vedere se trova qualcosa di utile per scagionare o incastrare gli agenti.»

«Incastrare è il termine giusto.» Commentò Eleanor.

Richard tamburellò le dita sulla scrivania per qualche secondo poi aprì il cassetto alla sua destra. Sul tavolo poggiò badge e pistola di Eleanor. La ragazza seguì il movimento e poi distolse lo sguardo. Non voleva che trasparisse la gioia che provava in quel momento. Portò gli occhi su Richard e lo fissò in attesa che fosse lui a parlare.

«Spero tu abbia compreso le ragione di queste ferie forzate.» Le disse Richard.

«Certo.» Rispose Eleanor con finta convinzione. Avrebbe voluto spiegargli le sue di ragioni, ma preferì tenere il becco chiuso. Richard spinse tutto verso di lei.

Eleanor li guardò e poi tornò a Richard. «Grazie. Se non c'è altro... torno a lavorare.»

«Puoi andare.» Le disse Richard.

Eleanor non se lo fece ripetere due volte. Prese le sue cose e se ne andò. Le strinse tra le mani come se fosse la prima volta. Tornò alla sua postazione ancora più allegra e di buon umore. Continuò il suo lavoro noioso con un leggero sorriso sulle labbra.

«Hai riavuto il badge?» Chiese Jefferson seduto di fronte a lei.

«Sì.» Gli sorrise.

Il resto della mattinata passò velocemente. Durante la pausa pranzo Eleanor e suo fratello scesero al primo piano e subito dopo furono raggiunti da Eva e Janet. Quest'ultima raccontò quanto Richard le aveva detto quella mattina dopo che Eleanor era andata via.

«Vuole davvero fare un sopralluogo?» Chiese Eva basita.

«Sono passati più di tre mesi. Se c'erano delle prove adesso saranno contaminate.» Commentò Jefferson.

«Lo so, ma non è chiaro ancora cosa lei voglia fare sul posto. Infondo ha tutte le foto scattate dalla scientifica. Forse vorrà farsi un'idea di come si sono svolte le indagini.» Disse Janet.

«Quindi noi che facciamo?» Chiese Jefferson.

«Attendiamo. Non possiamo fare altro. Non possiamo recarci prima sul luogo e non possiamo nemmeno andare con lei. Anya si insospettirebbe e non possiamo rischiare.»

«Quindi attendiamo senza fare niente.» Concluse Jefferson.

Dopo il pranzo si separarono. Ognuno tornò alla propria postazione per continuare a lavorare.

Rispetto alla mattina il pomeriggio passò molto più lentamente.

Prima di tornare a casa Eleanor si fermò nell'archivio nell'seminterrato. Era un enorme sala divisa su più piani e i corridoi erano formati da alti scaffali dove erano riposti diversi scatoloni.

Eleanor impiegò un'ora circa per riporre tutti i fascicoli. Si sentiva le mani sporche e secche dopo aver toccato le varie scatole impolverate.

Una risata stridula catturò la sua attenzione. Di tanto in tanto aveva sentito qualcuno chiacchierare, ma non era riuscita a capire cosa si stessero dicendo. Incuriosita da una seconda risata decise di scoprire di chi si trattava.

Passò da un corridoio all'altro furtiva. Man mano che si avvicinava le voci diventavano più chiare.

«Va bene, ho capito. Ti prometto che cercherò di migliorare.» Sentì Eleanor. La voce era quella di Anya Ward. Ma con chi parlava? Eleanor si sporse un pochino e si affacciò piano piano per vedere.

Benjamin era poggiato ad una scrivania con le mani che stringevano i bordi del tavolo. Anya invece era davanti a lui. Si sorridevano.

Benjamin aveva la barba incolta e il suo solito mezzo sorriso. I suoi occhi sembravano essere ancora più blu. Guardava Anya in modo particolare, quasi tenero. Aveva guardato così anche Eleanor qualche volta. Lei credeva che quello sguardo potesse significare di più di quel che dimostrava.

Se lui guardava così anche Anya allora voleva dire che Eleanor si era sempre sbagliata. Era brava a leggere le persone e non riusciva a capacitarsi del fatto che per la prima volta avesse sbagliato.

Anya fece un passo avanti e poggiò le sue labbra su quelle di Benjamin.


Note:
La storia si fa interessante.
Come la prenderà Eleanor dopo aver assistito a questo bacio?
Benissimo... sarà felice come una pasqua. :D :D

Spero che anche questo capitolo vi piaccia.
Aspetto di leggere cosa ne pensate.

Baci, C.

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