Capitolo 15 Parte 1
Jefferson aveva deciso di non uscire quella sera. Voleva essere pronto nel caso la sorella avesse chiamato. Fece zapping per più di un'ora scoprendo canali che non credeva esistessero. Ogni tanto controllava i messaggi e si chiese perché Eleanor ancora non avesse scritto. Solitamente gli mandava sempre dei messaggi quando si annoiava. Iniziò a formulare diverse ipotesi: si stava divertendo così tanto da non voler controllare il cellulare; oppure, era successo qualcosa di grave e non riusciva o non poteva chiamare il fratello. Decise che era meglio concentrarsi solo sulla prima ipotesi anche se l'idea che fosse tranquilla, con un uomo che non era lui, lo agitava parecchio. In fondo era proprio quello che le aveva chiesto di fare.
Continuava a guardare il display del telefono nella speranza di ricevere una sua notifica. Pensò anche di scriverle, ma cacciò subito via quell'idea assurda. Conoscendola si sarebbe preoccupata e sarebbe corsa subito a casa. Dovevano entrambi vivere la propria vita senza essere un peso l'uno per l'altra.
Finalmente dopo un'ora e mezzo di attesa arrivò una notifica. Il cuore di Jefferson balzò fuori dal petto. L'adrenalina lo fece tremare, ma quando lesse il nome sul display essa lo abbandonò con la stessa velocità con cui si era impossessata del suo corpo, lasciando posto alla delusione. Il suo cuore tornò mesto nel suo petto e controvoglia lesse il messaggio che aveva ricevuto.
Denise gli chiedeva di uscire. Ignorò prontamente quel messaggio. Non sarebbe uscito. Doveva restare a casa per quando Eleanor sarebbe tornata, o comunque voleva essere libero di poter correre da lei senza dover dare troppe spiegazioni.
Dopo una decina di minuti il suo cellulare vibrò nuovamente. Questa volta non si fece prendere dall'ansia. Sbloccò il cellulare con estrema lentezza, ma sempre con l'idea che potesse essere sua sorella. E questa volta la delusione fu minore quando lesse di nuovo il nome di Denise Spinner. Sbuffò rumorosamente e non rispose. Prima o poi avrebbe capito che doveva lasciarlo perdere. Arrivarono altri messaggi uno dopo l'altro e nessuno di essi fu degno di essere letto. Jefferson si fermava solo al nome del mittente. Alla fine lei, spazientita, lo chiamò.
Ignorò la prima chiamata, ma alla seconda rispose con fare acido e freddo. Quella sciocca stava occupando la linea e lui avrebbe potuto perdere la chiamata di Eleanor.
Sì armò di tutta la pazienza possibile, ma era risaputo che era una testa calda. A differenza della sorella, Jefferson, contava fino a 5 prima di agire. «Che vuoi?»
Dall'altra parte ci fu un lungo silenzio di sconcerto. Come se non ci si aspettasse di ricevere una risposta del genere. «Ciao anche a te.» Decise, infine, di sdrammatizzare.
Appena Jefferson sentì la sua voce fu scosso da un brivido di irritazione. «Sono occupato – disse cambiando di nuovo canale – hai bisogno di qualcosa?»
Denise si sentì morire dentro. Quel tono di voce così freddo e distaccato le faceva male. Gli occhi le si riempirono di lacrime. Non le piaceva essere trattata così e soprattutto non le era mai successo prima. Sapeva di essere una bella donna che piaceva agli uomini. Dopo tutti i soldi che aveva speso per essere così attraente non si aspettava un atteggiamento del genere. Cercò di ricomporsi ed usare un po' della rabbia che provava contro di lui. «Che stai facendo di così importante?»
«Non ho tempo per queste manfrine, non mi chiamare più.» Riattaccò senza aspettare una risposta.
Non gli importava cosa pensasse. Non gli importava se in qualche modo l'aveva ferita. Non gli interessava. Si chiese come avesse potuto uscire con lei che non era neanche il suo tipo. Le donne rifatte non gli erano mai piaciute.
Si ricordò di quando si erano incontrati la prima volta. Non l'aveva neanche guardata in viso e non aveva mai avuto l'interesse nell'iniziare una conversazione con lei. Se Eleanor non gli avesse detto di come lei se lo mangiava con gli occhi, probabilmente, Jefferson non si sarebbe mai accorto di lei.
Un giorno la trovò in lacrime tra le scale del bureau. Gonfio di orgoglio perché quella donna era attratta da lui, si era avvicinato per consolarla. Inconsciamente aveva fatto accrescere l'interesse di Denise che adorava gli uomini premurosi e gentili. La portò a prendere un caffè e quando la riaccompagnò a casa lei gli saltò addosso. Avevano iniziato a baciarsi e poco dopo erano finiti nella camera d'albergo di lei.
Era iniziata così quella strana relazione. A Denise importava solo essere amata e voleva colmare la perenne assenza del marito che era sempre fuori per lavoro. A Jefferson importava solo del sesso.
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