Capitolo 11 Parte 2
Uscita dal bagno, Eva, si scontrò con Eleanor. «Oh mio Dio!!» Esclamò spaventata.
«Non credevo fosse occupato.» Si giustificò Eleanor.
Eva si mise a ridere e si portò una mano sul cuore che batteva all'impazzata. Rimase qualche secondo sull'uscio cercando di capire se Eleanor avesse sentito la sua conversazione al telefono.
«Mi fai entrare?» Chiese Eleanor indicando il bagno.
«Certo!» Esclamò Eva spostandosi. Tirò un sospiro di sollievo quando lei non poteva più vederla. Non aveva sentito nulla o aveva avuto il buon senso di non fare domande.
Trascorsero la serata insieme a Jefferson, Janet e Mark Gibson. Parlarono della noiosa giornata alla scrivania e di come Anya fosse un'assoluta seccatura. Janet si lamentò di lei e della sua squadra come se le avessero fatto uno sgarro imperdonabile. Ammise di non essere stata chiamata per riesaminare il verbale. Forse Anya aveva deciso di lasciarla per ultima.
Finita la cena e i vari pettegolezzi che solo Janet riusciva a sapere, decisero di tornare tutti a casa.
Jefferson, invece, aveva appuntamento con i soliti Travis e Ryan. Eleanor tornò al suo appartamento e si buttò sul letto.
Aveva ricevuto il messaggio di Benjamin prima di cena. Subito dopo aver letto il suo nome sul display il suo cuore era quasi uscito dal petto. Si era ricomposta in pochi secondi, aveva riposto il cellulare nella tasca senza rispondere e si era seduta a tavola come se nulla fosse.
Finalmente sola decise di scrivergli.
«Possiamo vederci o sei occupato?» Inviò.
Rimase a fissare il display convita in una celere risposta, ma non fu così. Rimase più di due ore in attesa, ma non ricevette nulla. Il suo cervello partì in quarta con una marea di ipotesi e "forse".
Forse era occupato e non poteva rispondere, ma erano solo le undici di sera. Forse era uscito e aveva scordato il telefono a casa. Forse aveva deciso di fare il prezioso. Forse aveva cambiato idea e non voleva più parlarle.
Alla fine si addormentò con il cellulare sul cuscino. Il mattino seguente trovò ben due notifiche.
La prima era di Jefferson che l'avvertiva di essere tornato a casa e la seconda era di Olivia Grobglas che le dava il buongiorno. Sbuffò infastidita e lanciò il cellulare sul letto. Si alzò per una doccia veloce e sotto il getto dell'acqua calda iniziò a pensare a quella situazione nuova.
Era tutto nuovo per lei. Provare dei sentimenti per qualcuno che non fosse il fratello. Provare delle sensazioni diverse da quelle che provava di solito. Le sembrava di essere diventata patetica come le altre ragazze. Come quelle che all'orfanotrofio si disperavano per i ragazzi.
Non voleva diventare così. Non voleva passare le serate in attesa di un messaggio che non sarebbe mai arrivato.
Doveva tornare in sé. Doveva riporre il suo cuore nel cassetto dove era sempre stato.
Appena prese questa decisione uscì dalla doccia, si asciugò i capelli e si sedette in cucina per fare colazione. Si vesti e prese il cellulare che senza guardare mise in tasca.
Andò dal fratello ed iniziò a bussare violentemente alla porta. «Arrivo!» Gridò il fratello dall'altra parte.
Quella mattina andarono insieme a lavoro ed Eleanor, come suo solito, si fermò al primo piano per un caffè. Mentre attendeva di essere servita intravide Dustin McMillan. Abbassò la testa e si spostò dietro ad un agente molto alto. Non voleva essere vista e non voleva parlargli. Il giorno prima aveva dovuto fingere di essere divertita da quello che le stava raccontando. Estrasse il cellulare dalla tasca e fece finta di essere occupata a leggere qualcosa di importante. I suoi occhi si fermarono per qualche secondo sulla notifica che lampeggiava sul display. Era di Benjamin. Nonostante si fosse imposta di avere il pieno controllo di se stessa, il suo cuore, perse comunque un battito.
Lesse il messaggio: «Scusa se non ti ho risposto subito, ma non riuscivo a tenere gli occhi aperti per il forte mal di testa. Possiamo vederci questa sera se ti va.»
Ripose il cellulare nella tasca e prese il suo caffè. Decise che gli avrebbe risposto più tardi.
*
Benjamin si era svegliato tardi quella mattina. La sera precedente aveva avuto davvero una forte emicrania. Nonna Betty gli aveva portato una pillola con dell'acqua e nonostante questo non gli passò.
«Tu lavori troppo e non ti riposi abbastanza.» Disse sua nonna.
«Lo so, ma non è solo il lavoro a stancarmi.» Disse Benjamin passandole il bicchiere vuoto. Si sdraiò ed abbracciò il cuscino. Nonna Betty si accomodò accanto a lui e gli carezzo una spalla.
«Ti riferisci ad Eleanor?»
«Sì, al momento la situazione è complicata.»
«Vuoi che le parli?»
«No!» Esclamò Benjamin aprendo gli occhi, ma li richiuse subito dopo perché gli facevano male. «Per favore nonna. Me ne occupo io.»
«Non mi pare che sinora tu abbia fatto un buon lavoro.»
«Lo so, ma come ti ho detto è complicato.»
«Per via di Anya è complicato?»
«Anche.» Tagliò corto Benjamin. «Tranquilla, ho tutto sotto controllo.»
«Va bene, ma ricordati che se hai bisogno d'aiuto puoi contare su di me.»
«Grazie nonna.»
Nonna Betty si avvicinò e gli diede un bacio sulla fronte. «E ricordati di essere paziente con Eleanor. Quella ragazza ne ha passate tante.»
«Va bene nonna.»
«Buonanotte Benji.»
«Buonanotte nonna.»
Quella notte aveva dormito come un bambino. Prima di alzarsi prese il cellulare e trovò numerose notifiche.
La prima era quella di Eleanor. Lesse il messaggio e le rispose scusandosi. Si ripromise che le avrebbe parlato di persona una volta arrivato a lavoro.
La seconda notifica era di suo fratello Philipe: «Ti ho lasciato dormire visto che sei stato male. Hai bisogno di un po' di riposo. Papà ha detto che avrebbe avvertito Anya. Ho mandato un messaggio anche a Jake.» Benjamin gli rispose con un grazie e con l'emoji con un bacio a forma di cuore, sapeva che questo avrebbe irritato il fratello.
La terza notifica era di Jake: «Ti avevo detto che Anya ti avrebbe fatto venire l'esaurimento!»
La quarta notifica era di suo padre: «Ho avvertito Anya che oggi hai il giorno libero. Quindi non azzardarti a presentarti a lavoro.»
Le ultime cinque notifiche erano tutte di Anya. Gli aveva scritto un papiro di paranoie riguardanti la loro non relazione. Credeva che la sua fosse solo una scusa per non vederla. Esasperato, Benjamin, non continuò a leggere. Chiuse tutti i messaggi ed andò in cucina. Trovò sua nonna intenta ad armeggiare con i fornelli.
«Buongiorno amore mio.» Disse nonna Betty raggiante.
«Buongiorno nonnina.» Rispose lui abbracciandola forte.
«Ti senti meglio?»
«Un po'.»
«Allora siediti, ho quasi finito di prepararti la colazione.» Disse lei tutta sorridente. Era truccata come suo solito. Un filo di rossetto rosa e le guance leggermente tinte di un rosa più chiaro.
Nel frattempo lui si accomodò al tavolo ed iniziò a rispondere a suo padre e a Jake. Subito dopo aver premuto inviò ricevette un messaggio. Si chiese chi dei due potesse essere, ma rimase sorpreso quando lesse il nome di Eleanor.
«Tranquillo possiamo rimandare a quando starai meglio. Philipe mi ha detto che ieri eri uno straccio. Oggi come ti senti?»
Benjamin le rispose subito: «Mi sento indolenzito. Mio padre mi ha dato il giorno libero. Non credo sia una buona idea rimandare la nostra uscita.»
Anche lei rispose subito: «Non preoccuparti abbiamo un sacco di tempo per vederci, soprattutto vista la lentezza di queste indagini.» Eleanor aveva aggiunto una faccina sorridente.
Benjamin rispose: «Lo so, ma vorrei chiarire il prima possibile.»
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Ciao a tutte!! Come state?
Come ogni mercoledì ho aggiornato. Spero che la storia vi stia piacendo e che i capitoli siano sempre più interessanti.
Vi ringrazio per i commenti e le visualizzazioni.
Vi ricordo che se avete suggerimenti, critiche o errori da segnalarmi sono sempre pronta ad ascoltare tutti.
Non vedo l'ora di sapere che ne pensate del capitolo.
Un bacio, C.
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