Capitolo 10 Parte 1
Eva seguì lo sguardo di Eleanor e anche lei si fermò su Benjamin. Il ragazzo aveva da poco fatto il suo ingresso con Jake Darren.
«Ho la sensazione che devi raccontarmi qualcosa.» Disse Eva sorridendole.
Eleanor si voltò a guardarla. Era indecisa. Guardò le persone che la circondavano. Nessuno avrebbe potuto sentirla. Si conoscevano da anni e non avevano mai affrontato argomenti che trattassero di sentimenti. A parte quelle poche volte dove Eva parlava di suo marito. Sino a quel momento la Gibson si era dimostrata degna di fiducia. Forse era arrivato il momento di confidarle queste nuove emozioni.
Eleanor non aveva mai provato vergogna come in quell'istante. Si sporse un po' di più sul tavolo e le raccontò del bacio tra Benjamin ed Anya. Le disse anche delle frasi dette in ascensore e della sua corsa notturna.
«Perché non provi a parlare con lui?» Disse Eva.
«Abbiamo provato a parlare, ma non ha funzionato.»
«Dovresti mettere l'orgoglio da parte e lasciare a casa le tue belle uscite di scena ad effetto.» Disse Eva.
«Posso provare.» Disse Eleanor più a se stessa che alla sua amica.
«Mi sembra un ragazzo sincero. Dagli almeno una possibilità.» Osservò Eva.
Eleanor si voltò verso Benjamin che sembrava non essersi accorto di lei. «Non lo so. Ci penserò.»
Dopo aver passato l'intera mattinata alla scrivania con gli occhi fissi sul monitor, Benjamin, decise di andare a pranzo con Jake. I due fecero il loro ingresso nella sala mensa. Jake era un fiume in piena, non smetteva di parlare. Benjamin non sapeva cosa il collega stesse dicendo perché subito dopo aver varcato la soglia si era accorto di Eleanor. Il suo cervello non faceva altro che ripetergli di guardare la ragazza. Era curiosa di vedere cosa stesse facendo o cosa stesse dicendo ad Eva Gibson.
Benjamin aveva passato la sera prima a riflettere su come risolvere la sua situazione e alla fine era arrivato alla conclusione di lasciar perdere.
Non poteva iniziare una relazione con Eleanor, non con Anya che distruggeva tutto quello che lui era riuscito a costruire. Aveva deciso di aspettare che le indagini fossero finite e poi avrebbe chiesto il trasferimento in un'altra squadra. Libero dagli ostacoli della Ward si sarebbe dichiarato ad Eleanor. Per il momento si sarebbe limitato ad ignorarla, infatti, finse di non vederla per tutto il resto del pranzo, anche quando lei gli passò accanto e li salutò. Dopo aver mangiato lui e Jake tornarono al lavoro.
Durante il resto del pomeriggio Eleanor e Benjamin si incrociarono diverse volte, ma lui continuava a far finta di non vederla o ad essere preso da altro. Non l'aveva degnata neanche di uno sguardo.
A fine turno Benjamin se ne tornò a casa più stanco dei giorni precedenti. Avrebbe voluto gettarsi nel letto e non alzarsi mai più, ma decise di sedersi a tavola insieme alla sua famiglia. Sapeva che se avesse saltato un'altra cena, sua madre e sua nonna, lo avrebbero raggiunto in camera preoccupate.
Varcata la soglia della sala da pranzo rimase paralizzato. Eleanor era seduta accanto a nonna Betty. Avevano già iniziato la cena.
Il cuore di Benjamin balzò in gola. Iniziava ad essere difficile evitare Eleanor, soprattutto se continuava ad incontrarla. Non si erano ancora accorti di lui e per questa ragione rimase sulla soglia ad osservarla. Aveva i capelli legati e stava sorridendo a nonna Betty. Era la prima volta che vedeva Eleanor fare gli occhi dolci a qualcuno. Era rilassata e tranquilla. Probabilmente lei si sentiva al sicuro e non aveva bisogno di maschere. Nonna Betty aveva fatto una battuta e lei aveva riso di gusto, poi si era morsa il labbro inferiore.
Benjamin adorava quando lo faceva. Quelle rarissime volte che lo faceva. Era arrivato alla conclusione che quando Eleanor si sentiva al sicuro faceva cose che solitamente evitava.
«Buonasera!» Esclamò entrando.
«Ciao amore!!» Lo salutò Ellen, sua madre.
«Finalmente ci degni della tua presenza.» Disse nonna Betty sorridendogli. La sua faccia si riempì di rughe e gli occhi erano felici. Nonna Betty aveva sempre il sorriso sulle labbra e l'aria contenta.
«Ciao anche a te nonna.» Disse Benjamin sedendosi di fronte ad Eleanor. La vide irrigidirsi. Il sorriso a trentadue denti di poco prima era quasi sparito.
«Quella Anya ti fa lavorare troppo!» Esclamò nonna Betty passandogli un piatto.
«In realtà oggi non l'ho vista.» Disse Benjamin mentre afferrava il piatto.
«Resterà fuori anche domani.» Aggiunse Richard.
«Grazie a Dio!» Esclamò Eleanor.
«Mi domando se ci siano delle persone che ti piacciano.» Disse Benjamin stizzito. Lei era sempre scontrosa con tutti e non sopportava nessuno.
«Sì!» Esclamò Eleanor sorridendogli. «Nonna Betty, Ellen e Richard.»
«Grazie!» Esclamò Philipe con un finto sorriso. Da quando si era seduto a tavola non aveva detto una parola. Aveva solo infilato il cibo in bocca.
«Scusa Philipe. Mi correggo. Delle volte mi stai simpatico anche tu.» Si corresse Eleanor.
«Ma io no!» Esclamò Benjamin.
Non riusciva a capire perché lei parlasse con tutti tranne che con lui. Quelle poche volte che lo aveva fatto sembrava che fosse costretta.
Eleanor non gli rispose. Prese il bicchiere con il vino e ne bevve un sorso.
«Se la mia presenza ti irrita così tanto forse non dovresti venire a cena a casa mia!» Esclamò Benjamin. Si alzò in uno scatto e se ne andò.
«Benjamin!» Lo ammonì Ellen.
Richard si alzò a sua volta e seguì il figlio.
«Mi dispiace cara.» Disse nonna Betty senza il suo sorriso contagioso.
«Deve aver avuto una brutta giornata.» La rassicurò Eleanor con un mezzo sorriso.
Terminata la cena aiutò a sparecchiare e poi se ne tornò a casa. Non aveva voglia di restare da sola.
L'idea di entrare nell'appartamento vuoto la fece sentire altrettanto vuota. Non riuscì ad inserire la chiave nella toppa perché continuava a pensare alla reazione di Benjamin.
Avevano litigato senza che lei avesse risposto alle sue provocazioni. Doveva parlargli perché più tempo passava e più lui si allontanava.
Bussò alla porta del fratello ed attese che aprisse.
«Ciao.» Disse lui lasciandola entrare.
«Ciao.» Rispose lei.
«Come è andata la cena?» Chiese Jefferson seguendola.
Eleanor raccontò brevemente quello che era successo mente si spogliava. Aprì l'armadio del fratello e prese un pantalone di tuta e una maglietta.
«Non potevi prendere il pigiama da casa tua?» Le chiese Jefferson mentre lei indossava le sue robe.
«Non mi va di andare a casa mia.» Tagliò corto e si fiondò sotto le coperte nel letto del fratello.
Jefferson la seguì. Rimasero in silenzio per qualche istante.
«Che pensi di fare adesso? Segui il consiglio di Eva e gli parli?» Chiese lui.
«Sì. Voglio capire questa situazione.» Disse Eleanor.
Prese il cellulare, aprì un nuovo messaggio e fissò lo schermo bianco.
«Dobbiamo parlare.» Digitò, ma poi lo cancellò.
«Credo che dovremmo parlare.» Digitò nuovamente e cliccò su invia a Benjamin.
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