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8 gennaio


Caro diario,

oggi è stata una giornata faticosissima. Stamani avevo tre ore nella classe III G.

Alla prima ora facevo Storia e ho spiegato la Bella Epoque.

Matteo era abbastanza tranquillo, ora è vicino di banco a Michela, lei è una ragazzina molto seria e studiosa, quindi riesce a tenerlo a distanza perché non gli muore dietro, mentre Kebir fa all' interno della classe vita a sé, infatti dà noia a chiunque si metta vicino di banco a lui, per cui non lo vuole nessuno accanto. Stamani era accanto a Tiberio, un altro che non ha voglia di fare niente, mentre spiegavo si distraevano, parlavano fino a quando ho visto Paoli tirare con forza il libro di Storia sulla testa di verso Kebir prendendolo in pieno.

Io ho urlato e brontolato,

- Perché? - gli chiedo

- Perché gliel' hai tirato?

- Mi offendeva sotto, sotto...

Io non avevo sentito niente, ma ... poteva essere vero, conoscendo il tipo, per cui li ho ripresi entrambi chiedendogli di stare attenti alla spiegazione.

Passa un po' di tempo, poi Kebir tira un righello a Tiberio, che di rimando gli lancia una gomma prendendolo nel viso, interviene immediatamente Matteo che, forse stufo del disturbo, urla a Kebir:

- Bene!! ...- e qualcos'altro che io non capisco, Kebir si infuria e si dirige verso di lui per picchiarlo.

Anche Matteo risponde alla provocazione e alzandosi a sua volta si dirige nella sua direzione per iniziare lo scontro, dopo un attimo si ritrovano entrambi in mezzo alla classe, si spintonano e si dicono parolacce a vicenda.

Io mi alzo velocemente dalla cattedra, mi dirigo verso di loro e cerco di separarli:

- Basta, andate a posto !!- urlo disperata mettendomi in mezzo a loro per evitare che si picchiassero, ma non ci riesco, mi spingono da una parte, a quel punto si alzano altri ragazzi della classe che intervengono per aiutarmi a separarli, alcuni cercano di bloccare Kebir tenendolo per le spalle, mentre altri cercano di fare lo stesso con Bianchi. Io lì nel mezzo urlo a Bianchi:

- Lascialo stare!!! Lascialo stare, vai in bagno, vai in bagnoooo!!!!!

Lui tutto rosso in volto continua ad urlare parolacce al compagno e vorrebbe prenderlo a pugni, ma i compagni trattenendolo con la forza, gli impediscono di farlo.

Dopo qualche minuto iniziò a calmarsi e per fortuna si diresse verso la porta del bagno. Rimango sola con Kebir e la classe. Il cuore ancora mi batteva forte, ho evitato lo scontro, ma ho avuto paura, li ho visti grandi, forti, se non ci fossero stati gli altri si sarebbero fatti male e avrebbero fatto male anche a me che per separarli mi ero messa nel mezzo. Ormai sono ragazzi grandi hanno quattordici, quindici anni, sono alti 1,70 ed alcuni anche 1,80...

- Io non vedo l'ora di arrivare a giugno !! - dico a voce alta mettendomi a sedere di schianto sulla sedia posta dietro la cattedra.

Il mio sguardo è sconsolato, anche la classe mi guarda, i loro occhi sono tutti rivolti verso di me, anche loro hanno avuto paura, rimango un attimo in silenzio per ritrovare la forza di andare avanti, di continuare la lezione perché comunque è giusto che chi ha voglia di studiare possa farlo.

Per cui dico con voce ferma:

- Forza, riprendiamo la lezione !-

I ragazzi mi guardano stupita, forse si chiederanno perché non faccio un rapporto sul registro su quanto è accaduto, ma tanto a cosa servirebbe ? Ormai ho imparato la lezione e non andrò certo a raccontare quello che è successo al preside perché so già cosa mi direbbe:

" Lei dov'era? Cosa stava facendo? Loro non devono fare così ....! Lei non li sa controllare !!".

Ciao Elisabetta

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