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27 Novembre


Caro diario,

oggi sono uscita da scuola con le lacrime agli occhi, sì piangevo per la disperazione, perché devo continuare a lavorare per un misero stipendio che mi serve per andare avanti ma ... sono in trincea, rischio tutti i giorni e oggi ho avuto ancor più la consapevolezza di quanto posso ritenermi fortunata se ancora non sono finita sui giornali ed in galera!

Ti racconto tutto. Tu sai quanto sia difficile il caso di Matteo Bianchi. E' un ragazzo che secondo me, ha dei problemi ma nessuno lo ammette. La famiglia rifiuta qualsiasi segnalazione, i dirigenti che in questi anni si sono succeduti nella scuola non hanno mai preso in mano la situazione e oggi siamo al punto di partenza.

Quest'anno, dopo tre anni e in seguito a tante relazioni, mi hanno dato tre ore di compresenza. Sono importanti, almeno in quelle ore posso lavorare in pace, ma cosa sono 3 ore con un tipo come lui che ha, fra qualche giorno 14 anni ed è più alto di me?

Senti cosa è successo.

L'altro ieri avevo tre ore di fila, lavoravamo nella settimana del recupero, per cui nelle ore curricolari non si poteva andare avanti con il programma ma solo ripassare gli argomenti già trattati, è una noia terribile, sia per me che per i ragazzi, comunque abbiamo ripassato Storia, fatto parlare attraverso i vari interventi gli alunni più preparati, chiarito i vari dubbi a chi non aveva studiato ecc ... alla seconda unità ho fatto Grammatica, anche lì abbiamo ripassato l'argomento... poi abbiamo preso Antologia e iniziato a leggere un racconto. Matteo per le prime due unità era stato abbastanza calmo, secondo me dormicchiava, solo ogni tanto guardava fuori dalla finestra. Ad un certo punto ha preso una penna, gli ha tolto il tubicino dell'inchiostro dentro e ha iniziato a fare dei piccoli coni di carta, che metteva all'interno della penna e li tirava ai compagni, come se avesse avuto una cerbottana. Io l'ho ripreso:

- Smetti, possono essere pericolosi, puoi prendere un compagno negli occhi non si fa, smetti subito!!

- Uff ... prof che vuole? Io non faccio niente!!! – mentre i suoi compagni, pur ridendo, cercavano di ripararsi dai coni spostandosi o nascondendosi dietro ai quaderni e agli astucci che venivano alzati come paravento.

Io l'ho ripreso in modo più forte e lui allora si è girato verso il muro e ha continuato a tirare questi piccoli coni contro la parete, come se stesse facendo un tiro assegno, sai com'è, lui fermo non riesce a stare, qualcosa, che non sia apprendimento deve fare sempre, per cui l'ho lasciato fare, altrimenti non avrei finito la lezione, e ho continuato a spiegare. Dopo un po' ha smesso e si è messo ad ascoltare la lezione poi, fortunatamente, è suonata la campanella e io ho cambiato classe. Ieri è stato tutto regolare. Oggi sono andata di nuovo in classe, ho fatto la mia lezione e tutto sembrava andare bene. Finita la lezione vado in sala insegnanti per lasciare il registro nel cassetto e incontro Silvia, la collega dalla classe parallela. Ci mettiamo a parlare dell'uscita che dobbiamo fare insieme per l'Orientamento ... poi lei ad un tratto mi dice

- Certo che quelli della tua classe ne hanno di fantasia!

- Beh...sì! Perché? - chiedo

- Ma hai visto cosa hanno trovato lì le bidelle?

- Che cosa?- non riuscendo a capire quello che la collega mi voleva dire.

- Guarda che io li faccio spazzare quasi tutti i giorni !!

Pensavo che si riferisse a dello sporco che le bidelle, come al solito, si lamentano di trovare ogni giorno.

- Piccole cerbottane con aghi – mi dice in modo fermo e deciso.

- Ora dai... sì ho visto che Bianchi l'altro giorno faceva dei piccoli coni con la carta, l'ho brontolato, ma sai ... erano pur sempre di carta, pericolose perché possono andare in un occhio, ma pur sempre coni di carta!! – ho ribadito io.

- No, non di carta – insisteva lei - erano aghi!

- Ma di che aghi parli? Erano coni di carta - ribattevo io.

- No, le bidelle ieri hanno trovato sopra al suo banco dei coni con gli aghi infilati dentro! – insisteva lei per la gravità della cosa che aveva visto.

Io rimango a bocca aperta

- Come aghi... ma di cosa stai parlando?

- Vai a vedere dalle bidelle, se non mi credi !

Io sconvolta vado nello stanzino delle bidelle e chiedo:

- Scusate, ma cosa avete trovato, la professoressa Silvia mi ha detto che ieri avete trovato qualcosa ...

- Sì ... prof ...- mi dice una bidella un po' imbarazzata - ecco, era nel banco di Bianchi.

E mi mostrano una specie di guancialino per la colla dove dentro c'erano dei coni di carta da cui spuntavano delle capocchie di aghi, alcuni anche lunghi... io prendo in mano quell'oggetto. Il sangue ha iniziato a bollirmi, il cuore a battere a 100 all'ora. Mi sembrava che tutto mi girasse e mi crollasse addosso.

- Com'è possibile? Sono aghi di spillo veri!!- esclamo io a voce alta.

- Sì ! - mi risponde pensierosa la bidella - è grave, per questo noi non l'abbiamo buttato via. Non l'abbiamo fatto vedere al Preside ma ... non sappiamo cosa fare...

Io volevo calmarmi, mi ritornò, in un attimo in mente il momento in cui l'altro giorno lui tirava quei coni di carta con la penna.

Mi sono sentita male, ero quasi scioccata. Pensavo tra me " Si divertiva a tirare i coni di carta con gli aghi dentro?" Il pensiero è andato subito verso gli altri ragazzi, e se avesse preso qualcuno in un occhio con uno di questi aghi? Il cono di carta tirato con la penna e l'ago dentro poteva diventare un'arma micidiale. Per fortuna non ha preso nessun ragazzo.

Per fortuna non è successo niente ... ma se succedeva?

- No, non lo copro, si tratta della sicurezza di tutti gli altri... !- affermo ad alta voce.

Prendo quell'oggetto e mi precipito in presidenza. Il preside era intento al telefono.

- Scusi preside, ho urgente bisogno di parlarle.

Tutta concitata, ed ancora sconvolta, gli faccio vedere cosa hanno trovato le bidelle nel banco di Bianchi.

Il preside cambia colore...

- Com'è possibile? - inizia ad urlare.

- Siete voi professori che non lo controllate, io vi faccio un provvedimento disciplinare, voi non fate rispettare l'ordine in quella classe! Io vedo i ragazzi uscire da soli dai laboratori, l'insegnante deve stare davanti ai ragazzi e loro tutti in fila dietro, voi non sapete far rispettare la disciplina in quella classe ... ora ho l'incontro con l'RSU, i rappresentanti sindacali della scuola, domani ne riparleremo!! Le farò un provvedimento disciplinare!! – urlava.

Il provvedimento a me! Lui porta gli aghi a scuola e li metti nei coni e li tira come fossero cerbottane e quel cretino fa il provvedimento a me!!! Che centro io !! Ma non me ne importa niente... Solo io devo stare male per quel cretino? E' solo mio il problema? Perché' non ha chiamato lo psicologo della scuola come gli era stato chiesto all'inizio dell'anno da noi insegnanti? Perché? Quel ragazzo ha bisogno di aiuto ma non è non facendo niente che si aiuta anzi ... coprendolo, secondo me.. si fa solo peggio !!! sono uscita da lì esausta, con le lacrime che non riuscivo a trattenere. Stamattina mi sono svegliata alle 4 del mattino per correggere le verifiche di Grammatica. Faccio il mio dovere fino all'ultimo minuto ma ... oggi ho capito che sarei potuta andare in galera senza battere ciglio, bastava che quel " cretino " avesse tirato un pirulino con l'ago ad un compagno e l'avesse preso in un occhio e per me sarebbe stata la fine, di chi è la responsabilità se lui fa male ad un compagno? Dell'insegnante, ovviamente!. Perché ho studiato così tanto e ho scelto di fare questo lavoro? Perché? Vorrei licenziarmi, cambiare lavoro, ma come faccio? Chi mi dà i soldi per la benzina e per la spesa? E tutto questo per uno stipendio poco più alto di quello di un operaio. Stasera altri compiti da correggere, altre ore piccole di notte e domattina ... vedremo il preside cosa ha intenzione di fare.

Poi ti racconterò... ciao.

Elisabetta

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