4.
*Liv's POV*
"Nonna? Nonno? Sto uscendo!"
Nessuna risposta.
"Okay, ciao, bella chiacchierata." Dico, praticamente a nessuno.
Mi infilo i miei sandali a strisce per abbinarli alla mia gonna bianca e nera a pois e prendo la mia tavola, dato che è il mio unico mezzo di trasporto qui.
Dal momento che ho saltato il primo pasto del giorno decido di fermarmi ad un adorabile coffee shop alla fine della prossima strada.
Ha uno stile britannico e un'atmosfera davvero autentica per uno Starbucks. Mi piace molto di più di quelli che abbiamo in America.
Oh guarda un po', c'è un cartello con scritto "cercasi personale" sulla vetrata. Il nonno ha detto che dovrei cercare un lavoro estivo mentre sono qui, così potrei usare dei soldi extra. Insomma, non sarebbe un problema preparare caffè, visto che amo berlo.
"Posso avere un macchiato alla vaniglia piccolo, per favore?" Chiedo, prendendo il portafogli dalla mia grande borsa consumata.
Il ragazzo al bancone finisce di fare il latte di qualcuno e passa la sua mano nei suoi capelli perfettamente ordinati un un ciuffo.
"Si, un secondo"
Aspetta, ho già sentito questa voce.
È Brooklyn.
Cazzo.
Non credo mi abbia già vista, quindi copro la parte destra della mia faccia e faccio dietrofront lentamente. "Uhh, sai cosa? Non importa" dico facendo una voce drasticamente bassa.
Brooklyn manda un'occhiata e Incrocia il mio sguardo. Merda.
"Wow, ti devo piacere proprio tanto se mi stalkeri anche a lavoro" dice facendo un sorrisetto.
"Stai zitto" forzo un sorriso. "Non sapevo fossi un barista. Ma hai davvero un grembiule molto sexy, comunque" aggiungo scoppiando a ridere.
"Beh, grazie" fa un inchino. "E si, mamma e papà mi hanno incoraggiato a fare un lavoretto. Vogliono che io sappia cosa significhi lavorare duro. In realtà devo dire che mi piace; sai, fare le cose per conto mio"
Penso che sia davvero forte, fa sembrare Brooklyn meno pieno di sé.
"È davvero profondo da parte tua Brooklyn" ridacchio.
"Ha ha" ride sarcasticamente, mentre finisce di preparare la mia bevanda calda.
Picchietto con le mie dita sul bancone, diventando irrequieta. "Beh...posso avere il mio caffè adesso?"
"Si!" Brooklyn risponde semplicemente.
"Appena avrai accettato di venire a pranzo con me. Sai, per scusarmi per ieri." Fa un sorrisetto.
Wow, è proprio astuto il ragazzo.
Gli lancio uno sguardo accigliato, sperando che dopo qualche secondo mi dica che sta solo scherzando.
Sono passati cinque secondi, sfortunatamente non sta scherzando. Non c'è modo di uscirne.
"Va bene" accetto.
Brooklyn sorride mostrando i denti cosa che, ho notato, non fa spesso.
"E solo perché il caffè mi piace davvero"
Si appoggia di nuovo sul bancone.
"No, è perché io ti piaccio davvero. Ammettilo e basta, Liv"
Alzo gli occhi al cielo "tutti i ragazzi di Londra sono vanitosi e arroganti come te?"
Brooklyn ride per quello che ho detto.
"Nah, solo sfacciati"
Finalmente mi passa il mio macchiato.
"Il mio turno non finisce fino alle quattro oggi, quindi cosa ne pensi di domani?"
"Si, può andare" dico mangiucchiando il mio smalto scheggiato. "Quando e dove?"
"Da Nando's all'una?"
"Mhmm, ci vediamo lì allora" non sono mai stata da Nando's, quindi questo mi dà un motivo per essere un po' eccitata per questo appuntamento a pranzo.
Ma non è un appuntamento.
Stiamo solo uscendo, da amici.
Ma non siamo davvero amici.
Mi scuso per aver aggiornato così tardi, quindi ecco il quarto capitolo tradotto!
Un bacio,
-Mir❤️
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