6 // Fondale
T/N's POV
"Y-Yamazaki. Sei sicuro che questa cosa si possa fare?"
Sosuke aveva già indossato il suo costume e bloccò la sua camminata nel corridoio in penombra voltandosi verso di me.
"E' tutto a posto. Se teniamo le luci spente non se ne accorgerà nessuno", disse accennando un sorriso.
"O-Ok."
In quel momento ci trovavamo nel complesso sportivo della Samezuka e ci stavamo dirigendo verso le piscine. Il luogo era illuminato solamente dalle luci dei lampioni esterni che lasciavano l'enorme capannone in un una lieve penombra grazie alle grandi vetrate. Mancavano ormai pochi metri di corridoio prima di giungere a destinazione ed il forte odore di cloro mi avvolse iniziando gradualmente a togliermi il respiro.
Superato l'angolo, mi ritrovai davanti agli occhi la vastissima quantità d'acqua presente nella piscina di quella scuola prestigiosa e sentii immediatamente le gambe cedere. Feci un passo indietro, ma finii per scontrarmi contro il petto marmoreo di Sosuke che si era appena posizionato alle mie spalle ed abbassò la testa per poter avvicinare le sue labbra al mio orecchio.
"Va tutto bene", sussurrò. "Ricordati che non sei qui da sola."
Un brivido mi percorse la schiena nel percepire il leggero respiro del ragazzo contro i miei capelli, ma feci ogni cosa in mio potere per non darlo a vedere. Sosuke si spostò davanti a me e si avvicinò alla piscina.
"Q-Quindi cosa faccio per il costume? Sai che non ce l'ho", chiesi.
"Puoi rimanere in intimo se non è un problema per te. Altrimenti tieni pure i vestiti addosso e più tardi vado a prenderti un ricambio. Scegli ciò che ti fa sentire a tuo agio." rispose dandomi le spalle.
Pensai ad ogni possibile opzione e alla fine optai per quella meno imbarazzante. Mi sfilai i pantaloni rimanendo in mutande e mantenni addosso sia il reggiseno che la t-shirt che, data la lunghezza, riusciva a coprire gran parte del bacino.
"Hai scelto?" chiese il ragazzo.
"Sì. Va bene se rimango così?"
Sosuke si voltò e mi rivolse un leggero sorriso per poi inginocchiarsi e scivolare all'interno della piscina.
"Andrà benissimo", disse tendendomi la mano dopo essersi appoggiato al bordo. "Avvicinati con calma e se qualunque cosa ti darà fastidio, ci fermeremo senza problemi. D'accordo?"
"D- D'accordo..."
Quando sul treno per raggiungere la Samezuka, Sosuke mi aveva detto ciò che aveva in mente, mi era parsa subito un'ottima idea. Soprattutto perché stavo cercando di lavorare di più su me stessa e sarebbe stata una buona opportunità per affrontare direttamente la mia ansia con l'unica persona che aveva ascoltato fino in fondo ciò che provavo e questo mi aveva fatto sentire molto più sicura di me.
Mossi qualche passo incerto nella sua direzione, ma più mi avvicinavo e più sentivo la gola chiudersi togliendomi il respiro davanti a quella immensa distesa d'acqua; fui costretta a fermarmi.
"Che succede?" chiese il ragazzo.
Sapevo che avrei potuto benissimo ritirarmi da quella sottospecie di prova, ma pensai che, con altissima probabilità, se avessi ceduto in quel momento non ci avrei mai più riprovato. Deglutii a vuoto a ripresi a muovermi a passo lento verso la piscina fin quando non giunsi davanti a Sosuke.
"Siediti qui e prova a mettere i piedi in acqua", disse lui indicando il bordo vasca al suo fianco.
"N-Non credo di riuscirci", ammisi giocherellando con il bordo inferiore della maglia per tentare di scaricare la tensione.
"Sì che ce la fai. Abbassati lentamente."
Deglutii a vuoto e sforzai ogni fibra del mio corpo nel compiere quel banale gesto che in quel momento sembrava necessitasse di una forza sovrumana. Alcuni secondi dopo, riuscii finalmente a sedermi dove mi aveva indicato Sosuke ma, quando tentai di mettere i piedi nella piscina, i miei occhi si persero in quella grande quantità d'acqua che pareva addirittura essere aumentata dopo che mi ero seduta a terra. Bloccai ogni movimento ed abbassai lo sguardo mentre sentivo un forte nodo stringermi la gola togliendomi il respiro e gli occhi prepararsi ad un forte pianto. Stavo rivedendo ogni cosa, ogni dettaglio e suono di quella funesta notte ed ebbi la sensazione di essere sul punto di perdere il controllo.
"T/C", parlò Sosuke posando delicatamente una mano sul ginocchio e posizionandosi tra le mie gambe. "Concentrati su di me adesso."
Avvampai di colpo non aspettandomi quel suo gesto, e per qualche secondo la mia mente venne distratta dal suo meraviglioso corpo situato tra i miei polpacci. Purtroppo però, quei pensieri fin troppo sereni durarono poco, ed i miei incubi presero nuovamente il controllo.
"S-Scusami..." mormorai abbassando lo sguardo e sentendo le prime lacrime liberarsi dai miei occhi.
"Non scusarti, posso solo immaginare quello che stai provando. Dicevi però di essere esausta di questa situazione, non è così? Ascolta quella voce che ti implora di gettarti in acqua e concentrati su di me. Elimina tutto il resto."
Non potevo assolutamente dargli torto. Dall'inizio della terapia ero finalmente riuscita a pormi degli obbiettivi smettendo di vagare negli oscuri ricordi della mia mente. Era stato un toccasana, ed era giunto il momento di iniziare a rendere reale ciò che avevo appreso in quei lunghi mesi.
"Hai... Hai ragione. Però... dici che se entro da questo punto riesco a toccare il fondo?"
"Assolutamente sì. Dovrebbe arrivarti più o meno all'altezza del petto, ma in ogni caso, ci penserò io a sostenerti se ce ne sarà bisogno", sorrise.
"V-Va bene, allora."
"Ottimo", disse lui. "Quando te la senti ti accompagno in acqua oppure puoi usare la scaletta. Scegli tu."
"Voglio... Voglio provare da sola", mormorai iniziando lentamente a mettere i piedi in acqua.
"Sei sicura? Ricorda che non devi forzarti."
"Sì. Se non ci riesco farò diversamente."
"Va bene", sorrise porgendomi la mano e spostandosi di lato. "Almeno tieniti a me."
Accettai il suo gesto, che purtroppo non bastò a farmi sentire completamente al sicuro data la vastissima quantità d'acqua che mi circondava ma, nonostante ciò, dopo aver preso un profondo respiro, iniziai lentamente a scivolare oltre il bordo. Ci misi alcuni lunghi secondi prima di posare finalmente i piedi sul fondo della piscina sotto lo sguardo attento di Sosuke che era pronto a cogliere ogni mio gesto fuori posto per poter intervenire in caso di necessità.
Sentendo l'acqua arrivarmi al petto, la mia mente mi riportò subito dove non avevo alcuna intenzione di tornare, e sia il mio cuore che il mio respiro accelerarono senza ritegno. Notando il tremore che mi attraversava i muscoli ed il mio sguardo perso nella vastità dell'acqua, Sosuke mi cinse il mento tra due dita per farmi voltare nella sua direzione e mi rivolse un lieve sorriso.
"Su di me, T/C. Concentrati su di me", disse. "Cerca di ricordarti le cose belle che ti trasmetteva l'acqua quando nuotavi con le persone a cui tieni. Lascia solo a quelle sensazioni il permesso di entrare."
"Mpf... M-Mi sento una completa idiota", sospirai con voce tremante.
"Non lo sei affatto. Non pensare a questo per ora."
Mi sforzai parecchio per riuscire a focalizzare ogni fibra del mio corpo su ciò che aveva detto il ragazzo e ci misi alcuni minuti di completo silenzio sotto allo sguardo attento di Sosuke per farcela, riuscendo poi a trovare una sorta di stabilità. Ne fui particolarmente emozionata sul momento: non avevo mai raggiunto un traguardo simile prima di allora. Il mio respiro iniziò lentamente a regolarizzarsi ed i miei muscoli placarono finalmente i loro tremori mentre sentivo la forte stretta di Sosuke che ancora tratteneva la mia mano nella sua.
"Sei stata bravissima", sorrise Sosuke quando notò che la mia ansia stava finalmente calando. "Direi che quando vuoi possiamo uscire."
"A-Aspetta. Voglio provare ancora una cosa?"
"E sarebbe?"
"Mettere la testa sott'acqua."
"Non è un po' presto? Ricordati che non devi strafare", disse il ragazzo alzando un sopracciglio.
"È... È giusto un tentativo. Mi piaceva tantissimo farlo quando ero più piccola."
"Va bene", sospirò porgendomi l'altra mano. "Ma vengo giù con te."
"Ok!" annuii accettando il suo gesto.
Presi un profondo respiro chiudendo gli occhi per potermi concentrare meglio sulle sensazioni, e sentii chiaramente le dita di entrambe le mani di Sosuke spostarsi per potersi intrecciare meglio con le mie.
Fu solo allora che, con estrema lentezza, iniziai a scendere percependo l'acqua intenta a risalire lungo tutto il mio corpo. Quando fui completamente sotto il pelo dell'acqua ed inginocchiata sul fondale, aprii lentamente gli occhi che impiegarono qualche secondo ad abituarsi al cloro della piscina e, quando riuscii a distinguere ciò che mi circondava, mi accorsi di quanto il fondale fosse molto più luminoso rispetto all'acqua nera del mare appartenente ai miei ricordi. La cosa, per quanto banale, mi rilassò all'istante. Sembrava un altro mondo, un qualcosa che tanto avevo amato fino a qualche anno prima e di cui mi ero scordata la tremenda bellezza. Riportai lo sguardo davanti a me, e scoprii Sosuke intento ad osservarmi con i suoi occhi attenti ed un lieve sorriso sul volto. I suoi capelli scuri erano mossi dall'acqua e spiccavano particolarmente con la luminosità della luce che si rifletteva nella piscina che riusciva a dare ancora più risalto ad i suoi bellissimi e profondi occhi. Non riuscii a trattenermi e, con un leggero sforzo, ricambiai il suo sorriso.
In quell'istante però, le luci della piscina si accesero ed entrambi scattammo in piedi smuovendo l'acqua dell'intera vasca. Mi voltai subito e scoprii Rin, circondato da un'aura furente, intento ad osservarci in cagnesco da bordo vasca.
"R-Rin..." mormorai.
"Fuori!" ordinò. "Sosuke, torna nel dormitorio."
"Va bene", sospirò il ragazzo uscendo dall'acqua per poi voltarsi e tendermi una mano per aiutarmi a fare lo stesso, ma Rin lo fermò posandogli una mano sulla spalla.
"Vai adesso, Sosuke. Ci penso io", ringhiò il ragazzo, e Sosuke eseguì senza fiatare allontanandosi a passo lento nel corridoio lasciandomi sola in mezzo a quella grande quantità d'acqua, con soltanto Rin intento ad osservarmi con aria furiosa.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro