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14 // Dialogo

T/N's POV


"Dai, ammettilo che ti sei divertito!" sorrisi voltandomi verso il ragazzo mentre camminavamo in direzione dell'hotel.

"Giusto un po' ", sospirò deviando il mio sguardo.

"E questo mi basta e avanza. Sono felice che ti sia trovato bene."

"Per me è lo stesso."

Era ormai mezzanotte quando mettemmo piede in quella inquietante camera d'albergo, e notai subito quanto la temperatura fosse davvero bassa rispetto a quella esterna. Controllai i condizionatori scoprendo che erano accesi sulla temperatura minima, e mi maledissi per non averli controllati al nostro arrivo. Purtroppo però, l'aria calda non funzionava e mi ritrovai ad odiare ancora di più quella stanza. Ero certa che nel prossimo futuro sarebbe stata parte integrante dei miei incubi. 

"Ho controllato la doccia e mi sembra pulita. Vuoi lavarti prima tu?" chiese il ragazzo uscendo dal bagno.

"Oh, va bene!"

Avevamo sudato parecchio in quel seminterrato e ci eravamo promessi di farci una doccia una volta tornati all'hotel. Spensi i condizionatori per evitare di rendere ancora più fredda la stanza e mi diressi verso il bagno chiudendo la porta alle mie spalle. Annusai velocemente gli asciugamani in dotazione e scoprii che profumavano di detersivo, il che mi diede finalmente una minima speranza nei confronti di quell'albergo a basso costo. 

Quando conclusi la mia doccia, mi asciugai velocemente i capelli con il phon e mi rivestii il più in fretta possibile per dare anche a Sosuke la possibilità di lavarsi. Uscii poi dal bagno e lo trovai seduto sul letto mentre era intento a leggere qualcosa sul suo cellulare.

"Ho fatto, vai pure", sorrisi sedendomi sul letto.

"Ok", disse alzandosi e dirigendosi verso il bagno. "Ah, il tuo telefono ha vibrato parecchie volte. Forse è meglio se ci dai un'occhiata."

Quando il ragazzo chiuse la porta ed iniziai a sentire il suono dell'acqua intenta a scorrere, mi sporsi in direzione del comodino per raccogliere il cellulare. Scoprii che Gou mi aveva inviato un'infinità di messaggi, ed in effetti io non le avevo scritto niente di quella giornata, così composi il suo numero e la chiamai direttamente. Le raccontai tutto quella che era successo, spiegandole anche il motivo per cui mi trovavo in un love hotel insieme a Sosuke e la ragazza squittì più volte in preda alla gioia.

"Sì, ma calmati, Gou. Guarda che non..."

'Sì, sì, lo so. Ma questo non importa, sono davvero troppo contenta per te! Domani mi raccomando, voglio il resoconto dettagliato.'

"Certo, certo. Comunque lunedì avresti voglia di..."

In quell'istante, Sosuke uscì dal bagno e quando alzai gli occhi per poco non persi in maniera permanente l'uso della parola. Portava solo i pantaloni addosso e nei pochissimi secondi che passarono dalla sua comparsa a quando notò il mio sguardo su di lui, mi persi ad osservare le linee dure e ben marcate di quel suo corpo appartenente ad un altro universo. I muscoli delle sue spalle erano la cosa più bella che avessi mai visto, ed insieme ai suoi obliqui da urlo, uniti a quegli addominali in grado di togliere il fiato, creava un'immagine impossibile da cancellare dalla mia mente.

'T/N?' mi chiamò Gou per via della mia frase interrotta a metà.

"D-Dicevo! Lunedì devo riprendere la ricerca del lavoro part-time, ti andrebbe di accompagnarmi?"

'Oh, ma certo! Vuoi provare ad andare a Higashinami? Magari si riesce a trovare qualcosa.'

"Ci sto! Allora domani ci sentiamo e ci organizziamo."

'Ottimo! Ti auguro la buonanotte, T/N!'

"Anche a te."

Chiusi la telefonata e riportai gli occhi sul ragazzo intento a cercare qualcosa nella sua borsa che era posizionata di fianco alla mia sul piccolo tavolo all'ingresso.

"Stai cercando lavoro?" chiese.

"Sì. Hanno ridotto i turni a mio fratello più grande e abbiamo bisogno di un'entrata in più", dissi alzandomi per andare a prendere il caricabatterie nella mia borsa e tentando di evitare il più possibile di far cadere il mio sguardo sul suo corpo marmoreo.

"Capisco. Mi dispiace."

"Non preoccuparti. Si risolverà tutto", risposi rivolgendogli un sorriso. 

Senza che me ne accorgessi, la borsa scivolò oltre al bordo del tavolo e cadde a terra riversando gran parte degli oggetti che conteneva. Mi inginocchiai subito iniziando a raccogliere le mie cose e Sosuke fece lo stesso ma, con estremo ritardo, notai che la mano del ragazzo era finita sul mio blocco da disegno ora aperto e in bella vista. Lo alzò lentamente da terra osservando i miei ritratti, ed io rabbrividii all'idea di quello che avrebbe potuto vedere poche pagine dopo.

"A-Aspetta!" dissi cercando di recuperarlo, ma il ragazzo lo allontanò dalla mia portata.

"Li hai fatti tu?" chiese osservando i disegni e voltando le pagine. "Sei...Sei davvero bravissima."

"T-Ti ringrazio, ma..."

Il ragazzo sbarrò gli occhi quando giunse all'unico disegno che non avrei voluto che vedesse iniziando a scrutarlo con occhi attenti e affascinati da ciò che stavano osservando. Abbassai lo sguardo e mi coprii gli occhi con una mano per la vergogna.

"N-Non volevo essere invadente, è che spesso ritraggo le persone che vedo sui mezzi pubblici. Ma non pensare male! La mia è solo pura curiosità artistica, nulla di più!" dissi cercando di dare una buona scusante a quel ritratto.

Non ottenendo risposta, alzai lentamente lo sguardo e scoprii Sosuke intento a mostrarmi un lieve sorriso.

"Ti ringrazio davvero tanto. E' a dir poco splendido", disse porgendomi il blocco dopo averlo chiuso. 

"Ho...Ho solo cercato di rappresentarti il più simile possibile alla realtà", mormorai prendendo il plico e riponendolo nella borsa.

"È un gran complimento, ti ringrazio." 

"A-Aspetta, non intendevo nulla di..."

"Se hai bisogno di un modello, mi rendo pienamente disponibile", sorrise lanciandomi un veloce occhiolino. "Sarebbe un onore essere ancora ritratto da te."

"M-Mi piacerebbe."

"Quando vuoi. Mandami un messaggio e arrivo al volo."

"Ahah..." risi imbarazzata rimettendo la borsa sul tavolo. "Ti prendo in parola, eh!"

"È quello che voglio." sorrise alzandosi ed iniziando a camminare in direzione del letto dopo aver preso il carica batterie del suo cellulare.

Indossò la sua felpa e si sedette sul letto mettendo il telefono in carica ed attivando la sveglia per la mattina seguente, mentre io lo imitai prendendo posto dall'altro lato. Ci stavamo dando le spalle e cadde un pesante silenzio carico di tensione.

"Se...Se dormo in mutande è un problema per te?" chiesi. "Non vorrei dormire con i pantaloni con cui mi sono seduta in treno."

"No, nessun problema. Se faccio lo stesso a te darebbe fastidio?"

"Affatto."

"Ok."

L'imbarazzo era palpabile mentre entrambi ci sfilavamo i pantaloni, e ci infilammo sotto le coperte evitando totalmente ogni accenno di contatto visivo mantenendo gli occhi sul soffitto. 

"Spengo la luce?" chiese il ragazzo.

"Sì, va bene." 

Sosuke spense quella fastidiosa luce rosa tenue da un pulsante a fianco del suo comodino per poi riprendere la precedente posizione supina, e la stanza, inizialmente avvolta dal buio totale, riprese forma man mano che i miei occhi si abituavano alla luce dei lampione esterni. Il cuore mi martellava nel petto dandomi la necessità di prendere respiri sempre più profondi per compensare la richiesta di ossigeno e, quando raccolsi abbastanza coraggio, voltai lentamente lo sguardo in direzione del ragazzo. Scoprii che anche lui aveva fatto lo stesso e, non so bene perché, quel contatto visivo non mi imbarazzò come avevo pensato che potesse accadere. Rimanemmo in silenzio ad osservarci per lunghi secondi, ed in quell'istante ebbi la sensazione di aver osservato quegli occhi per una vita intera. Era il momento più intimo che avessi mai avuto con una persona, e fu come se le nostre anime si parlassero senza bisogno di toccarsi. Non vi era malizia in quel contatto visivo, solo un profondo dialogo che stava avvenendo lontano dai nostri stessi occhi e dal mondo stesso. 

"Grazie, T/C", sospirò Sosuke dopo aver preso un profondo respiro. 

"Non ho fatto nulla di che. Sono io che ti devo ringraziare, in fondo sono qui grazie a te", sorrisi.

"Invece stai facendo moltissimo, credimi."

"In cosa?"

Il ragazzo non rispose e riportò lentamente gli occhi sul soffitto osservando la macchie giallastre che ricoprivano la parete superiore di quella stanza malandata. 

"È difficile da spiegare", mormorò poco dopo. "Ma credo che vada bene così."

"L'importante è che sia qualcosa di positivo."

"Lo è, su questo non c'è alcun dubbio", disse lanciandomi un veloce ed accennato sorriso. 

"Meno male."

Anche se avevo spento i condizionatori l'aria risultava ancora molto fredda e, nonostante le coperte e la felpa che avevo addosso, non potevo fare a meno di tremare leggermente. Feci di tutto per evitare che Sosuke lo notasse, ma ogni mio sforzo fu completamente vano.

"Hai freddo?" chiese il ragazzo riportando lo sguardo su di me. 

"Un po', ma tra poco mi scaldo, tranquillo."

Sosuke mi scrutò per qualche secondo con espressione assente, per poi sospirare voltando il corpo nella mia direzione. 

"Vieni", disse distendendo il braccio aderente al materasso. "L'ultima cosa che vorrei è che ti ammalassi."

"S-Sicuro?" mormorai arrossendo. 

"Alla fine dobbiamo solo dormire, no? Quindi non vedo il problema", sorrise lievemente alzando un sopracciglio, rimarcando la sua frase già usata durante quella lunga serata.

Trattenni una risata dovuta al cozzare di quel momento serio con l'ironia celata nelle sue parole ed annuii avvicinandomi lentamente al suo corpo. Probabilmente per Sosuke non fu abbastanza perché si spostò ancora di più nella mia direzione per poi cingermi le spalle in una delicata stretta, facendomi aderire completamente al suo petto. 

Quando sprofondai con il viso nella sua felpa, il calore del ragazzo iniziò lentamente a sprigionarsi mentre il suo buonissimo profumo mi avvolse facendomi percepire una forte fitta al basso ventre. Mi maledissi mentalmente per la mia sensibilità in certi termini, e tentai di placare il battito accelerato del mio cuore temendo che Sosuke se ne sarebbe potuto accorgere. Le nostre gambe nude si sfiorarono, e mi venne voglia di lasciare che si intrecciassero per scaldarci ancora di più, ma mi trattenni evitando di dare pieno controllo ai miei istinti. Il ragazzo posò delicatamente il mento sulla mia testa e mi accorsi che anche le pulsazioni del suo cuore erano accelerate, ed il suo respiro parve essere attraversato da un lieve tremore ogni qual volta che espirava contro i miei capelli.

"Va...Va un po' meglio?" chiese.

"Sì...Ti ringrazio."

Sarebbe stata davvero dura addormentarsi con tutta la carica di adrenalina che mi scorreva nelle vene, ma chiusi gli occhi per tentare di prendere sonno. Sosuke abbassò leggermente il viso e mi strinse ancora di più contro il suo corpo come se stesse tentando di trasmettermi più calore possibile, ed io trovai finalmente il coraggio di alzare il braccio per ricambiare e cingere la sua vita in una delicata stretta. Temevo che il ragazzo si sarebbe allontanato, ma non fu affatto così. Il solo pensiero che al di sotto la felpa che stava indossando ci fosse quel corpo tanto perfetto da togliere il fiato mi donò un leggero brivido lungo la schiena ed una irrequieta voglia di alzare la testa per rubargli un bacio ma, anche in quel caso, mi trattenni con tutte le mie forze.

Avevo passato intere notti insieme a Rin in quella medesima posizione, ma con lui non avevo mai provato la sensazione di essere in procinto di perdere il controllo del mio corpo da un momento all'altro. Andava oltre ogni mia possibile logica ed era un sentimento talmente bello da darmi l'unico e profondo desiderio di provarlo ancora e ancora, senza dover mai rinunciare ad un qualcosa di tanto speciale.


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