12 // Avvicinarsi
T/N's POV
Non appena giungemmo alla fine del percorso, facemmo il nostro ingresso nel negozietto dell'acquario ed ebbi l'impressione di essere appena tornata sulla terra dopo un lungo viaggio in un altro universo. Osservai le grandi mensole piene di gadget e peluche raffiguranti i pesci osservati durante la visita, mentre alcuni bambini correvano felici nelle strette corsie alla ricerca del loro animale preferito implorando poi i genitori di acquistarlo per loro.
"Faccio un giro", annunciai iniziando a muovermi tra gli espositori. "Se vuoi aspettami pure all'uscita, ci metterò poco!"
Sosuke mi osservò dubbioso per qualche istante per poi dirigersi verso l'uscita, ed io ne approfittai per iniziare a guardarmi intorno. Sapevo che non era molto, ma avevo intenzione di prendergli qualcosa per ringraziarlo di quella splendida gita. Non mi sembrava tipo da peluche o cose simili, e vagai per lunghi minuti alla ricerca di qualcosa di interessante senza trovare nulla che gli sarebbe potuto piacere secondo l'idea che mi ero fatta di lui. La maggioranza della merce in esposizione era oggettistica per bambini data la quantità di colori sgargianti e di occhioni teneri presenti sui peluche, e non si trattava di certo di qualcosa nelle corde di un ragazzo frequentante l'ultimo anno di liceo. Mi diressi poi verso l'uscita dispiaciuta nel non essere riuscita a trovare nulla di adatto, ed alzai gli occhi sui piccoli espositori presenti di fianco alla cassa su cui spiccavano dei portachiavi dalla forma di svariati tipi di pesci.
Tra tutti i generi presenti, c'era una fila ormai vuota se non fosse stato per l'ultimo portachiavi rimasto con le sembianze di uno squalo balena. Lo presi tra le mani e mi tornò in mente il momento particolarmente intimo che avevo condiviso con Sosuke, trovandolo davvero perfetto come ricordo di quell'istante in cui tutto il mondo era sparito lasciandoci soli in compagnia l'uno dell'altro. Lo comprai senza pensarci due volte e lo feci impacchettare in una piccola busta verde acqua adatta alle dimensioni del portachiavi che avevo intenzione di consegnare al ragazzo una volta che saremmo tornati ad Iwatobi.
Uscii dal negozio e raggiunsi Sosuke, trovandolo appoggiato alla ringhiera della passerella che conduceva alla strada, mentre era intento ad osservare il suo cellulare con aria attenta.
"Ci sono!" sorrisi.
"Ottimo. Stavo guardando adesso che potremmo prendere il treno di ritorno quando vogliamo, anche dopo cena. Cosa preferisci fare?" chiese chiudendo il telefono.
"Uhm...Non vengo ad Osaka da quando ero piccola. A me non dispiacerebbe rimanere ancora un po', ma ovviamente possiamo anche andare al treno ora se ritieni sia meglio."
Il ragazzo mi osservò per qualche secondo con aria pensierosa, per poi distaccarsi dalla balaustra.
"Possiamo cenare qui, allora", disse. "Conosco un locale niente male poco lontano. Ti va il guydon?"
"Assolutamente sì!"
Stava iniziando a farsi sera, e le strade stavano man mano prendendo vita grazie alla insegne luminose ed al gran numero di locali intenti ad aprire per offrire i loro pasti ai futuri commensali. L'aria si stava rinfrescando, riempiendosi di profumi speziati e del vociare dei passanti intenti ad uscire per passare il sabato sera fuori di casa. Tutta quella vita mi trasmise una forte carica di energia che mi fece venire voglia di correre come una bambina in preda all'euforia. Ovviamente trattenni per me quel desiderio mentre seguivo Sosuke, di nuovo intento a scrutare il suo cellulare con occhi concentrati per controllare le strade.
"Non dicevi di conoscere il locale?" chiesi avvicinandomi a lui.
"Sì, ci sono venuto con mio padre quando ero piccolo, ma questo navigatore continua a darmi problemi e...ho un pessimo senso dell'orientamento." ammise abbassando man mano la voce con il proseguire la sua frase, ma questo non mi impedì di riuscire a sentirla nella sua interezza.
"Siamo in due!" risi. "Però forse se collaboriamo riusciremo a trovarlo."
"Così ci perdiamo meglio?"
"Ahah! Non hai tutti i torti. Proviamo a chiedere in giro, allora."
Dopo lunghi sforzi e parecchie richieste di informazioni ai passanti, riuscimmo finalmente a scovare il locale dei ricordi di Sosuke e prendemmo posto al lungo bancone posto intorno alla griglia accanto ad altri commensali. Essendo un tipico ristorante per lavoratori, percepivo chiaramente gli occhi della maggior parte dei clienti posati su di me, ma tentai di non farci caso. Anche Sosuke se ne accorse e si avvicinò al mio orecchio per non farsi sentire dopo che ordinammo i nostri guydon.
"Perdonami", disse. "Non ricordavo fosse questo genere di locale."
"Non importa, dico davvero. Hai detto che si mangia bene e questa è la cosa più importante."
"Mpf", sbuffò il ragazzo con un sorriso posando il gomito sul bancone e sorreggendosi il mento con il palmo della mano. "Sei davvero assurda."
"I-In cosa?" domandai arrossendo.
"Non saprei bene come spiegarmi, ma è come se avessi conosciuto due T/C diverse. Quando sei vicino all'acqua sei la persona più insicura che abbia mai visto in vita mia ma poi, in situazioni come queste per esempio, sei molto più sicura di te. La maggior parte delle ragazze si sarebbero sentite in imbarazzo."
"Bè, spero sia una cosa positiva", sbuffai gonfiando le guance con una finta espressione corrucciata sul volto, causando nel ragazzo una leggera risata.
"Assolutamente. Non voleva essere una cosa negativa, anzi. La trovo affascinante e ti rende molto più umana di quanto tu possa pensare, e non è affatto un male. Essere persone piatte senza alcuna paura non è un qualcosa di cui vantarsi, non pensi anche tu?"
Mi rivolse un bellissimo sorriso e quasi ne rimasi imbambolata per via della luce che emanava. Sosuke stava assumendo una valore sempre più rilevante nella mia vita e non potevo assolutamente negare che i miei sentimenti per lui stessero divenendo man mano sempre più forti e profondi, impedendomi di ragionare lucidamente quando mi trovavo in sua compagnia.
"Ecco qua", ci interruppe il cuoco porgendoci le ciotole di guydon da noi ordinate, e dopo aver afferrato le bacchette iniziammo subito a mangiare.
Continuammo a parlare di svariati argomenti durante tutta la durata del pasto, e anche quando concludemmo le nostre ciotole di guydon, ci perdemmo in discussioni sempre più profonde ed interessanti, quasi filosofiche. Riuscire a conoscere quello splendido ragazzo anche da quel punto di vista mi trasmetteva una grande gioia e riusciva, anche se in piccola parte, a farmi entrare nel suo mondo.
Ad un certo punto, Sosuke parve ricordarsi qualcosa di tremendamente importante, e prese in mano il telefono osservandone lo schermo. Subito dopo, afferrò trafelato il portafoglio e lasciò i soldi sul bancone.
"Non me ne ero accorto, dannazione. Dobbiamo andare adesso o perderemo il treno!" disse.
"G-Giusto!" annuii afferrando immediatamente la borsa
Ci precipitammo fuori dal locale ed iniziammo subito a correre in direzione della metro più vicina in modo da fare più in fretta. Comprammo i biglietti e salimmo sul primo treno diretto verso la stazione che, data l'ora serale, era piena di viaggiatori. Infatti, finii per trovarmi aderente al corpo di Sosuke mentre alcune persone mi spintonavano spesso e volentieri contro il petto del ragazzo.
"S-Scusami davvero", sospirai.
"Tranquilla, non mi dà fastidio. Tieniti a me però, sennò rischi di cadere", disse afferrandomi un braccio e portandolo intorno alla sua vita; avvampai di colpo.
Riuscivo a percepire i suoi muscoli ben definiti anche oltre la felpa che aveva precedentemente indossato e, dal mio punto di vista, Sosuke sembrava ancora più alto ed imponente. Il profumo che permeava dalla sua pelle, un qualcosa di solo e soltanto suo, in quel momento sembrava essere la cosa più buona e piacevole che avessi mai sentito, ed approfittai della situazione per imprimere quella scena nella mia mente per poterne godere in qualunque momento quando lui non sarebbe più stato con me.
Per tutto il tragitto, Sosuke continuò ad osservare l'ora con un'espressione carica di ansia e mi sentii in colpa per non aver tenuto d'occhio l'orologio durante la serata.
"Mi dispiace non aver notato quanto fosse tardi", dissi abbassando lo sguardo.
"Non preoccuparti. Ho sbagliato io a distrarmi troppo, e poi non ti avevo nemmeno detto a che ora ci sarebbe stato il treno. Non hai colpe."
In dieci minuti giungemmo finalmente alla stazione, ma perdemmo secondi preziosi nel tentativo di superare la folla di gente che ostruiva le porte della metro. Salimmo le scale trafelati e controllammo il binario dal quale sarebbe partito il nostro treno per poi correre nella sua direzione. Nell'esatto istante in cui mettemmo piede sulla banchina, il treno chiuse le porte e fummo costretti ad osservarlo mentre si allontanava senza di noi.
"Proviamo...Proviamo ad andare in biglietteria", dissi ansante per la corsa. "Magari ci sarà un altro treno tra poco."
Il ragazzo annuì e ci dirigemmo allo sportello informazioni il più in fretta possibile spiegando la nostra situazione all'addetta al banco.
"Mi dispiace, per oggi non sono previste ulteriori partenze per la vostra tratta", disse lei dopo aver velocemente controllato sul suo computer. "Anche prendendo altri treni a tratta breve, potreste rimanere bloccati in qualche stazione intermedia per gli svariati cambi che dovreste fare. Posso però cambiarvi il biglietto per un altro treno in partenza per domani mattina."
"Che facciamo?" chiese Sosuke voltandosi verso di me. "Partiamo domani mattina?"
"S-Sì, credo sia la scelta più intelligente al momento", mormorai.
"Sono d'accordo", confermò Sosuke tornando a parlare con l'addetta. "Allora cambiamo i biglietti."
"Va bene!" rispose la donna.
In quel momento realizzai un qualcosa che, per quanto banale, mi fece sentire un particolare tipo di emozione intenta a cingermi lo stomaco: avrei passato l'intera nottata insieme a Sosuke.
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