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29th

Corinne


La cosa più brutta dello stare al lavoro era che, ormai, dovevo cercare di evitare Luke il più possibile, fallendo miseramente nei miei intenti ogni giorno. Da quando io e Riley c'eravamo scambiati quei baci appassionati fuori dall'Università, venerdì scorso, la situazione era diventata ancora più imbarazzante. Ogni volta che, inevitabilmente, ci incrociavamo, lui mi guardava come se l'avessi ferito in qualche modo (quando poi era stato lui a ferire me, cedendo alle pressioni di sua madre e di Chanel), come se sapesse cosa stesse succedendo tra me e Riley; il pensiero che forse lo sapesse davvero mi faceva sentire strana, a disagio, un po' colpevole a dire il vero. Colpevole per cosa non ne avevo idea, visto che era colpa sua se la nostra relazione fosse finita; non poteva biasimarmi se avevo scelto di essere felice, anziché di soffrire dietro lui e quella farsa del matrimonio, farsa che tra l'altro diventava sempre più viva e presente, specialmente a lavoro. Credevo che Chanel lo facesse apposta per tramortirmi di più; non pensavo avesse capito che ormai aveva vinto e che Luke non glielo poteva togliere più nessuno. Persino Luke s'era arreso, a quanto mi aveva detto Natalie.

«Corinne? Mi stai ascoltando?», mi chiese Eric, distraendomi dai miei pensieri.

Sospirai, voltandomi verso di lui e guardandolo dispiaciuta. «Se devo essere sincera no, scusami. Di cosa parlavi?», borbottai, guadagnandomi un'occhiata compassionevole.

Avendo capito che fossi giù, i miei colleghi al lavoro avevano cominciato a trattarmi forse con troppa empatia, cercando di consolarmi riguardo alla rottura con Luke in ogni modo possibile, cercando di non farmici pensare troppo (il che era un tentativo vano, ma apprezzavo i loro sforzi). L'unica che continuava a dirmi che non dovevo mollare, che dovevo continuare a cercare una soluzione, era Kylie; Calum e Michael, poi, non perdevano occasione per rinfacciarmi quanto fossi stupida per aver lasciato andare Luke e quanto fossi cattiva per usare Riley come ripiego - cosa che pensavo non fosse vera, ma che dopo quel bacio mi stava dando qualche dubbio. I sentimenti di Riley per me, era ovvio, non erano gli stessi che avevo io per lui, e molto probabilmente lo stavo soltanto illudendo, ricambiando i suoi baci e le sue attenzioni. Ma non potevo farci niente: con Riley, tralasciando sensi di colpa ed altre sensazioni negative, mi sentivo meno triste, come se il problema di Luke fosse sparito del tutto. Non felice, quello non penso avrei potuto esserlo facilmente, ma meno triste. Un po' senza sentimenti particolari, vuota, apatica per così dire.

«Tranquilla, non è niente», disse Eric, sorridendomi, «Ti raccontavo solo di Ricky che fa il cretino».

Sorrisi debolmente alla reazione di Eric nel pronunciare il nome del suo ragazzo, salvo rabbuiarmi quando mi accorsi che tutti, nessuno escluso, avessero una vita sentimentale migliore della mia. Forse Michael e Calum, ma quei due erano dei nerd abituati a stare quasi sempre rintanati in casa in compagnia di Spiderman quindi era normale amministrazione, per loro - e poi avevo sempre avuto l'impressione che Michael non avesse interessi particolari nei confronti di nessuno. «Mi fa piacere che vi sentiate ancora», dissi senza emozioni, rivolgendo la mia attenzione al computer su cui stavo lavorando. Oggi, quasi a farlo apposta, dovevamo sistemare la copertina per il servizio speciale sul matrimonio. Dopo aver disegnato un paio di baffi alla francese, un monociglio e un paio di corna da alce a Chanel, ero passata a scrivere "Idiota dell'anno" sulla camicia immacolata del ritratto depresso e altamente modificato con Photoshop di Luke.

«Però, Luke mi sembra proprio il ritratto della felicità in questa foto, non credi?», mi chiese Eric, ridendo.

Sospirai. «Oh guarda, credo che sia felicissimo di sposare Miss Labbra Rifatte», mi lamentai io acidamente, tuttavia sorridendo al commento di Eric. Mi faceva piacere che tutti notassero quanto finto fosse quel matrimonio - anche se, a dirla tutta, i miei amici lo notavano perché gliel'avevo detto io, che il matrimonio era una grande cazzata.

«Comunque adoro le complicate corna d'alce che hai disegnato sulla testa della futura sposa - molto creative», commentò Eric, facendomi ridacchiare.

«Grazie! Cercavo di portare un po' di realtà, visto che sono ritoccati allo stremo - lei di più, si sa», spiegai con finto fare critico, facendo voltare la mia vicina di scrivania verso di me.

«Sei consapevole che se Luke vedesse questa copertina ti licenzierebbe all'istante?», disse, confusa, «Però... devo ammettere che è abbastanza realistica».

Mi voltai verso la ragazza di cui non ricordavo il nome, facendo spallucce. «Ha avuto mille occasioni per licenziarmi eppure sono ancora qui - tanto vale far capire a tutti quanto io adori la coppia che forma con Chanel», borbottai, sarcastica.

La ragazza ridacchiò. «Io ancora mi chiedo per quale motivo si stiano sposando; insomma, è evidente che lui non è interessato a lei, e poi dalle voci che giravano, erano stati insieme ma poi s'erano lasciati... chissà come c'è stato questo ritorno di fiamma», rifletté la ragazza; per un secondo pensai di dirle la verità, ma poi decisi di lasciar perdere e mi alzai dalla mia postazione dopo aver detto alla ragazza che fossi d'accordo con lei, dirigendomi al distributore per prendermi un caffè per darmi una svegliata, visto che non avevo dormito e dopo il lavoro mi aspettava un'intensa sessione di studio con Calum e Michael; forse avremmo studiato per cinque minuti e avremmo finito per guardare qualche film, ma Michael mi sembrava abbastanza determinato a far studiare me e quell'altra testa bacata di Calum, quindi volevo farmi trovare preparata.

Stavo per tornarmene alla mia scrivania, quando sentii una mano afferrarmi il braccio saldamente. Sentii il mio cuore gelarsi nel mio petto mentre mi voltavo, trovandomi davanti l'unica persona che non volevo vedere al momento, ma che sapevo sarebbe stato inevitabile incontrare lì, perché diamine, ci lavorava.

«Luke, che vuoi?», borbottai, tremando leggermente, «Lasciami».

Luke scosse la testa, mordendosi il labbro inferiore. «Voglio parlare con te. È da un sacco che non lo facciamo, non credi?».

«Senti, hai già un sacco di problemi di cui occuparti, non aggravare le cose per entrambi facendoti vedere mentre parli con me», sbottai, liberandomi dalla sua presa poco insistente, «Il nostro tempo insieme è scaduto, e lo sai».

Luke sospirò, sembrando ferito dalle mie parole. Non appena i suoi occhi azzurri incrociarono i miei i sensi di colpa si presentarono prepotenti nel mio stomaco. «Voglio che tu sappia soltanto che io ed Ashton stiamo cercando un modo per mettere fine a tutto questo - io non ho mollato», disse soltanto, facendomi sgranare gli occhi. Cominciai a sentirmi sempre più in colpa, sia per aver dubitato di lui, sia perché avevo cominciato ad usare Riley come ripiego - perché ormai era ora di ammetterlo, questo - convinta che non ci fossero più speranze.

Cercai di non sembrare sconvolta dalle sue parole, cosa di cui comunque Luke s'era già accorto di sicuro - non ero brava a contenere le mie emozioni, e ormai lui mi conosceva quanto le sue tasche. «Lascia stare, io... ci sono passata sopra, ecco», mentii, incrociando le braccia al petto.

Luke scosse la testa; la tristezza che prima attraversava il suo volto aveva lasciato il posto al risentimento. «Ma certo che ci sei passata sopra. Non appena le cose sono diventate più difficili hai cominciato ad uscire con Riley e a baciarlo come se niente fosse successo», sputò, facendomi arrossire mentre realizzavo che le mie paranoie erano vere; lui lo sapeva. Sapeva di me e Riley.

Decisi di comportarmi come se non mi importasse di cosa lui sapesse di me, quando in realtà mi importava da morire. Il pensiero di Luke che credeva che l'avessi dimenticato mi faceva malissimo. «Cosa volevi che facessi? Che restassi sola e triste per tutta la mia vita? Non posso farlo, non quando tu invece devi sposarti».

«Sposarmi con una persona di cui non mi importa niente! Te l'ho detto mille volte, Corinne, Chanel non mi interessa, perché adesso ti comporti come se ti avessi presa in giro?!», sbottò esasperato, «E poi dannazione, avresti potuto scegliere qualsiasi ragazzo e decidi di scegliere proprio quello che sai mi odia a morte? Ti sta sicuramente usando per arrivare a me!».

Ridacchiai. «A me e a Riley non interessa niente di te. Smettila di metterti al centro di tutto!», dissi arrabbiandomi, «Senti, Luke, ti conviene smetterla di fare l'egocentrico, e di smetterla di comportarti come un bambino. Fa l'uomo, una volta tanto», aggiunsi, facendogli sgranare gli occhi.

«Ti rendi conto che sto cercando una soluzione a tutto questo?! Sto cercando di andare contro tutto e tutti pur di tornare con te, pur di essere felice, e cosa ottengo? Degli insulti? Pensavo mi amassi, Corinne. Pensavo mi amassi al punto dal sorvolare tutto questo pur di stare con me», sbottò, deluso.

Deglutii nervosa. «A volte una persona deve scegliere cosa è giusto, non cosa la rende felice. Ed ecco, lo ammetto, tu mi rendevi felice, almeno finché eri con me. Ma poi andavi via ed io stavo male, immaginandoti tra le braccia di un'altra. Per questo ho deciso di andarmene. Perché non potevo star male tutta la mia vita soltanto per quei cinque minuti di felicità. Credevo fossi maturo abbastanza da capire questa mia decisione e da rispettarla, ma a quanto vedo sei sempre il solito egocentrico che pensa sempre a sé stesso», confessai, sentendo il fiato accorciarsi sempre di più.

Decisi di andarmene, visto che la situazione ormai era diventata insostenibile, e finii in bagno a piangermi addosso come un'emerita cretina. Non riuscivo a trovare un senso a niente, né alle mie parole, né alle sue, neppure alle mie intenzioni con Riley. Riley che in quel momento decise di mandarmi un messaggio in cui mi chiedeva se mi andasse di partire con lui ed andare a Parigi per Capodanno; sarebbe partito il 28 dicembre, proprio il giorno del matrimonio. Ancora con le lacrime negli occhi, decisi di fare il passo più lungo della gamba, e mi ritrovai a rispondere di 'si' al suo messaggio senza neanche pensare alle conseguenze del mio gesto e seppellendo i sensi di colpa che ormai s'erano impossessati di me. Era la decisione più sbagliata del mondo, ed io ne ero consapevole, ma niente era peggio del macigno che avevo nel mio petto e di cui mi volevo - dovevo - sbarazzare ad ogni costo.


***


[A/N] Lo so che siete scioccate da Corinne che decide di partire per Parigi - o almeno, lo spero. Più che altro spero che sia un plot twist abbastanza decente ahahaha


Buonasera people! ♥ quindi, siamo agli sgoccioli (mancano un solo capitolo e l'epilogo, OMG) e la situazione è ancora in alto mare, al punto che Corinne non la sopporta più e fa il passo più lungo della gamba, decidendo di scappare a Parigi con Riley pur non di non vedere l'uomo che ama sposarsi con un'altra. E Luke? Ovviamente lui non sa della partenza di Corinne, tra l'altro il giorno in cui si deve sposare. Lo scoprirà? Riuscirà ad impedire il matrimonio e a far sì che la sua bella torni da lui? Ehhh io lo so, ma non ve lo dico :))

A venerdì prossimo con l'ultimo (OMG) capitolo!

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