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☙11❧

Seduto ad uno dei tavoli di fronte a me c'è l'uomo che nella mia visione aveva il pugnale. È lo stesso uomo che mi è apparso quel giorno sull'autobus. Il sangue mi si gela nelle vene e la paura mi assale.

- Emma. Cosa c'è?- Elena mi guarda preoccupata. Non riesco a muovermi, non so cosa fare. L'uomo non si gira verso di me. Forse ancora non mi ha vista.

- Io..io devo..devo andare. Mi dispiace mi sono ricordata che devo fare una cosa urgente. Ci sentiamo dopo!- farfuglio mentre mi alzo. Cerco di prendere coraggio e inizio ad allontanarmi.

- Emma! Aspettami torniamo insieme! Che ti prende!- urla Elena alle mie spalle. Io per contro mi giro e le mando un bacio veloce.

- Non preoccuparti! Devo passare da mia zia. Scusami!- .

Devo cercare di capire se mi sta seguendo. Scendo le scale senza fretta, sperando di apparire disinvolta. Continuo verso la porta senza girarmi, sono alle spalle di una ragazza mora e minuta che cammina con molta lentezza. Mi mette ancora più ansia. Una volta fuori faccio finta di salutare la ragazza per valutare se mi stiano seguendo.

- Ciao Anna! – la prendo sottobraccio e mi volto verso di lei sorridendole. Allo stesso tempo cerco di sbirciare dietro di noi con la coda dell'occhio. Ci sono due uomini a qualche metro dietro di me, uno è quello della visione.

Merda.

La ragazza sobbalza e mi guarda scettica, ma alla fine decide di prendere il mio atto di follia con disinvoltura. Si sistema i gonfi capelli a caschetto dietro le orecchie e alza le spalle.

- Forse hai sbagliato persona, io mi chiamo Laura – risponde allegramente.

- Sì scusami. Io sono Emma. Ehm, dovevo un attimo, mmmh, liberarmi di un amico. Scusami ancora – Proseguiamo per qualche metro sottobraccio mentre io continuo a voltarmi furtiva. Sono sempre dietro di me. Laura supporta la mia messinscena.

- Spero ti abbia aiutata. Ora mi devi un caffè! – mi sorride. Le ricambio il sorriso, poi mi faccio coraggio e mi sciolgo dall'abbraccio.

- È il minimo. È stato un piacere conoscerti, e grazie per l'aiuto!-.

Allungo un po' il passo e continuo a camminare verso la stazione degli autobus.

Ed ora cosa faccio?

Cerco di non perdere quella poca calma che mi resta. Un'occhiata veloce verso una finestra a specchio dice che sono ancora dietro di me. A questo punto spero solo che il piano che ha appena preso forma nella mia mente funzioni.

Arrivo alla stazione e noto con sollievo che è piena di gente. Mi mescolo agli altri e faccio finta di prendere un autobus; ma invece di salire mi appiattisco alla parte del mezzo opposta ai due uomini. Chiudo gli occhi e cerco di afferrare quell'energia che sento scorrere dentro di me.

- Evanesco - l'amuleto brilla debolmente, mentre sento la magia fuoriuscire da esso. Apro gli occhi e spero vivamente che l'incantesimo abbia funzionato. Mi allontano un po' dall'autobus e spio i due uomini. La paura si fa sentire di nuovo quando noto che uno dei due non c'è più. E se avesse scoperto il trucco? E se si fosse anche lui reso invisibile? Non so cosa fare, ma quando l'autobus parte il mio inseguitore sale in una macchina lì a fianco e questa si porta dietro lo stesso. Lascio scapparmi un sorriso prima di correre nella direzione opposta, verso casa mia.

Solo quando chiudo il portone dietro di me termino l'incantesimo e mi lascio cadere lungo la porta. C'è mancato poco, veramente poco.

E Ian non era con me.

Un singhiozzo esce a mia insaputa e dopo pochi istanti mi ritrovo a piangere. Ho avuto paura e ne ho ancora. Ho paura che in realtà siano appostati dietro la porta ad aspettarmi. In questo istante, sola e senza nessuno a cui rivolgermi, ho paura di morire.

Mi avvolgo le gambe con le braccia e poggio la testa sulle ginocchia, aspettando che mi passi.

Se ne sono andati, non torneranno... ripeto nella mia mente sperando di crederci.

Non so per quanto tempo resto seduta con la schiena contro la porta prima di trovare la forza per alzarmi. Lo specchio del bagno rimanda un viso pallido e totalmente sconvolto. Occhi gonfi e arrossati mi guardano, le iridi sono più scure del solito. Sbatto le palpebre un paio di volte per cercare di togliere il panno causato dal pianto. Poi mi dirigo verso le finestre, sembra non esserci nessuno fuori. Comunque non posso permettermi di essere così fragile, in fondo oggi è stata una vittoria.

Ian non trova momento migliore per tornare a casa. Cerco di eliminare le tracce di pianto dal viso, ma l'occhiata che mi lancia indica che ha capito ugualmente.

- Emma! Cos'è successo? È venuto qualcuno? Ti hanno fatto male? – Ian mi prende per le spalle e mi scrolla ad ogni domanda che mi pone. Il massimo della gentilezza insomma.

- Ehi! Stai calmo! – urlo io. Lui si ferma immediatamente, non distogliendo gli occhi dai miei. Faccio un respiro profondo ed inizio a parlare.

- Sono andata al centro commerciale oggi ... -

- TU COSA?! – Ian mi urla letteralmente in faccia.

- Ti rendi conto di cosa hai fatto? Sei andata in giro senza protezione! Ma cos'hai in quella testa?! – continua a scrollarmi; fra un po' mi gira tutto.

- Smettila! Fammi finire di parlare! – ribatto io.

Ian stacca le mani dalle mie spalle e le stringe a pugno, quasi stesse cercando di non strangolarmi. Chiude gli occhi e la vena sulla sua tempia mi indica quanto sia infuriato.

- Avanti, parla. – mi lancia un'occhiata di fuoco.

In un primo momento però mi dimentico di quello che stavo facendo e mi perdo nei suoi occhi. Quel meraviglioso blu mi penetra dentro e sento crescere una strana sensazione, alla bocca dello stomaco, ingiustificatamente familiare. Sembra un déjà vu.

Faccio un passo avanti per avvicinarmi di più a lui e alzo una mano per poter accarezzare il suo viso. Lo sento irrigidirsi e trattenere il fiato; la sua mano però blocca il mio polso a due millimetri dalla guancia. Si avvicina impercettibilmente, ora il suo respiro è sulla mia bocca. La sua voce un sussurro.
Ed io non riesco a staccarmi dai suoi occhi.

- Sto facendo uno sforzo enorme per non continuare ad urlare. Per cui o ti decidi a parlare o giuro che ti uccido io stesso qui ed ora –.
Con grande fatica chiudo gli occhi per distoglierli dai suoi e riprendo il controllo di me stessa. Non so cosa mi sia successo, ma quello che il suo sguardo mi scatena mi fa ancora più paura di quello che è successo questo pomeriggio.

- Ero al centro commerciale oggi e ho visto l'uomo della mia visione – apro gli occhi e gli racconto tutto quello che è successo.

Ian passa dalla rabbia, al panico, alla rabbia nuovamente quando gli racconto del mio piano.

- E tu in tutto ciò non hai pensato a chiamarmi?- inizia ad urlare di nuovo.

- Io? Ma la colpa è tua se non eri con me!- alzo la voce anch'io. Ian si passa una mano tra i capelli per l'esasperazione.

- Ho anche altri impegni! Non posso stare perennemente a farti da balia. Non se ti dico di rimanere in casa! Dio, se ti fosse successo qualcosa io... – ma è interrotto dal campanello.

Ci scambiamo un'occhiata, poi va ad aprire teso mentre io cerco un nascondiglio, terrorizzata. Alla porta si affaccia una modella, con lunghi capelli lisci biondo scuro che le ricadono sulla schiena e un corpo perfetto, atletico e molto più slanciato del mio. Rivolge i suoi occhioni di un azzurro tendente al verde verso Ian.

- Scusami, ti eri dimenticato questi in macchina! – dice porgendogli un sacchetto. Lui lo prende e la guarda quasi come stava guardando me cinque secondi fa. Poi la modella si volta verso di me, con un sorriso gentile.

- Tu devi essere Emma. Sono felice di conoscere finalmente la protagonista del... - Ian non le da tempo di continuare.

- Non è un buon momento questo, Marig. Avrete tempo per conoscervi. Grazie per avermeli portati, alla prossima!- con questo le sbatte la porta in faccia. In tutto ciò io resto ammutolita. Poi, se fino ad ora era Ian ad essere arrabbiato, ora sono io che inizio ad inveire contro di lui.

- E questi sarebbero i tuoi impegni? Dico ma fai sul serio? Io devo starmene chiusa in casa mentre tu fai i tuoi porci comodi? Prima cosa stavi dicendo? Se mi fosse successo qualcosa, come lo dicevi a tuo fratello? Gli altri avrebbero pensato che non sei riuscito a tenermi in vita? Bene non preoccuparti più, cercherò qualcun altro che possa proteggermi. Qualcuno a cui fa piacere la mia compagnia! – sento le lacrime agli occhi, anche se non so nemmeno il perché. Vado verso il salotto per prendere il giubbetto.

- Ehi! Non mi riferivo mica a quello! Che me ne importa di cosa possano farmi gli altri, mi importa di te! E comunque sono andato ad allenarmi! Noi della guardia dobbiamo farlo tutti i giorni, già mi va bene di doverti lasciare solo due volte a settimana. DOVE PENSI DI ANDARE? – Non sto prestando attenzione a quello che mi dice e sobbalzo quando richiude la porta che ho appena aperto.

- Da Elena, ovvio – rispondo risoluta.

- Tu non vai da nessuna parte! Che ti salta in testa? – continua ad urlare. Io invece resto calma e distaccata, alzo le spalle.

- Tu non mi ordini proprio un bel niente! Vattene dalla tua amichetta bionda!- urlo di rimando, mio malgrado. Ian allora fa un mezzo sorrisetto divertito, all'apparenza dimentico della lite. Si avvicina sempre più a me, mentre io indietreggio fino a toccare il muro. Poggia le mani sulla parete ai lati del mio capo, non offrendomi via di fuga. Il sorriso non abbandona le sue labbra mentre piega leggermente la testa.

- Dì un po'. Sei gelosa?- il mio NO urlato e istantaneo risulta falso persino alle mie orecchie. E il sorriso strafottente che si allarga sul viso di Ian mi fa capire che nemmeno lui se l'è bevuta. Sospiro, non sapendo che fare. Intanto si è avvicinato così tanto che quasi i nostri nasi si toccano; vengo intrappolata di nuovo dai suoi occhi, poi dalle sue labbra carnose rivolte in questo momento all'insù.

- Tranquilla, anche io sarei geloso di me – trattiene a stento una risata.

- Oooh andiamo! Ma quanto sei egocentrico!- lo spingo via, irritata. Stavolta ride per davvero, non facendo che peggiorare la situazione. Alzo gli occhi al cielo e cerco di raggiungere nuovamente la porta. Ma di nuovo vengo bloccata da Ian che stavolta mi trattiene per un polso.

- Ora non sto scherzando, tu non esci. E comunque la mia "amichetta bionda" è una collega. Ci siamo allenati insieme e poi mi ha offerto un passaggio -

- Non mi importa nulla di quello che fai tu. Io vado!- ma Ian stringe ancora di più la presa, facendomi quasi male.

- Ma dico ti sei dimenticata di quello che è successo oggi? –

- Non è successo niente, oggi. Sono stata in grado di difendermi da sola; e sinceramente mi fa pensare che forse tutto questo sia inutile – indico con le mani me e poi lui.

- Non sai cosa stai dicendo! Loro sono Paras! Non hai la minima idea di cosa potrebbero farti! – Ian esplode nuovamente.

- E dimmelo! Dimmi chi sono e cosa vogliono da me! – ribatto inferocita dal fatto che non vuole spiegarmi concetti, per lui ovvi, e pretende che io li sappia. Sono stanca di farmi trattare come una bimbetta stupida.

- Vogliono il tuo amuleto e la tua anima! Vogliono farti diventare una di loro, diamine. Non sai quanti neomaghi sono riusciti a rapire e a farli diventare i burattini del Lich. Sono pericolosi.

- La cosa buona è che ancora non sanno che hai una guardia al tuo fianco. E per quanto ne sappiamo possono ancora non essere a conoscenza che tu hai già trovato l'amuleto, avendoti cercata anche prima. Il fatto che hanno seguito l'autobus ci indica che non sanno nemmeno dove vivi e l'averti trovata è stato un semplice caso. Probabilmente hanno sentito una lieve scia che non hanno potuto delineare in modo netto. Ma ora dobbiamo stare molto più attenti, sicuramente torneranno qui. O manderanno magoidi al loro posto – lo straparlare di Ian non mi ha fatto capire quasi nulla, ho bisogno di un minuto per riorganizzare i pensieri. In questo momento, comunque, la mia prima preoccupazione va ad Elena; eravamo insieme dopotutto e non vorrei che tutto questo ricada su di lei.

- Hanno visto Elena. E se le fanno del male? – chiedo. Ian ci pensa su, poi scuote la testa.

- Non credo abbiano fatto caso a lei. Prima di tutto cercheranno di prendere te, diciamo con le buone – storce la bocca, come per indicare che questa frase non è del tutto corretta. Allora io mi siedo sulla poltrona e tiro un lungo sospiro, per calmarmi. Chiudo gli occhi e ne tiro un altro.

- Cosa facciamo adesso? – chiedo.

- Nulla. Stiamo solo più attenti. O meglio, io starò più attento. E tu devi fare quello che ti dico - . Mi sento sfinita.

Mando un messaggio ad Elena.

SONO STANCA. UN ALTRO GIORNO OK?

la risposta non tarda ad arrivare.

TRANQUILLA. ANCHE SE DEVI FARTI PERDONARE!

INDOSSERO' IL VESTITO CHE HAI SCELTO TU.

PERDONATA!!

Ian intanto prende il sacchetto che ha portato la ragazza prima e me lo porge.

- Comunque, questi sono per te – prendo il pacco in mano e lo apro, notando che all'interno ci sono dei libri. Li tiro fuori, ammirandone la copertina un po' consumata.

" Il regno Magico. Guida ai territori"

"Il regno Magico. Le classi sociali"

"Il regno Magico. Flora e fauna"

"Gli esseri del regno Magico".

- Ho pensato che forse ti avrebbe fatto piacere iniziare a conoscere qualcosa del nostro regno; sono miei – Alzo gli occhi dai libri, verso Ian. Fa un sorriso timido, sembra aver momentaneamente dimenticato la discussione. Io torno ad accarezzare quei volumi, il fatto che abbia in mano qualcosa di suo è una bella sensazione ed è ancora meglio sapere che mi abbia pensata tanto da andare a prenderli apposta per me.

Allora in fondo non pensa solo a se stesso.

- Non ho avuto tempo di andare a comprarli. A proposito, devo scusarmi anche con Mariagiovanna; non vedeva l'ora di conoscerti – si passa la mano tra i capelli. Resto interdetta per un istante, non riuscendo a capire come quella ragazza potesse conoscermi. Non glielo chiedo però, perché sono concentrata su altro. Ho deciso di capire una volta per tutte da chi mi sto nascondendo, voglio capire quanto sono in pericolo. Guardo Ian con risolutezza.

- Parlami del pericolo cui vado incontro ogni volta che esco di casa. Dimmi chi sono questi Paraqualcosa. Spiegami tutto – gli intimo. Ian sospira, ma prende una sedia e si sistema a cavalcioni davanti a me.

- Preparati. È una lunga storia -.

Nota dell'autore:
Eccoci al nuovo capitolo, in anticipo! Vi è piaciuto? A noi tantooo😍😍 fateci sapere nei commenti o mettete una stellina così lo sapremo
P.S. Inizia a comparire qualcuno di voi, vi siete riconosciuti? 😜...
P.P.S. Per chi non ci segue su Instagram, abbiamo ideato un gioco dove il premio è avere un personaggio in BLUE ESSENCE😍. Se volete partecipare, Il gioco è ancora presente nelle storie in evidenza sul profilo Insta o, se volete partecipare qui, fate una breve descrizione di voi stessi nei commenti del capitolo e scegliete un nome (che sia il vostro o di fantasia). Seguite gli aggiornamenti della storia e cercate il vostro personaggio 😜
Un abbraccio grande,
Le vostre care
F&L

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