☙1❧
Corro.
Veloce; come non ho mai corso in vita mia. Ne vale della mia stessa vita.
Sono vicina. Mi ripeto.
Devo proteggerlo a tutti i costi, non posso perderlo, proprio non posso.
Un uomo mi afferra per la maglia e mi strattona di colpo
-Dammi l'amuleto!- ma io cerco di divincolarmi.
Dov'è?
La sua mano è sul mio collo.
Non riesco a respirare...
Scatto a sedere sul letto, sudata come se avessi corso per davvero. Ho il cuore a mille e la strana sensazione di sapere se la persona che cercavo di proteggere nel sogno sia al sicuro. Chi sia questa persona è un mistero. Guardo la sveglia, sono ancora le 5.30 del mattino. Sono notti che non riesco a dormire come si deve.
Siccome già so di non riuscire più a prendere sonno, mi alzo e vado a fare una doccia. Inizio a ripensare al sogno; è stato davvero realistico, come del resto tutti quelli da un mese a questa parte. Sto ancora cercando di capirlo. So che i sogni spesso sono indecifrabili ma qualcosa in questo mi spinge a pensare. Innanzi tutto la persona che dovevo proteggere, chi era? Ho molte persone cui tengo, i miei genitori, ad esempio. Sono due persone meravigliose. Mio padre è un archeologo e molto spesso è in giro per il mondo, e adesso che ho diciassette anni ho categoricamente ordinato a mia madre di seguirlo. Non perché non mi piaccia la sua compagnia o voglio tenerla lontana, ma i miei erano molto giovani quando hanno avuto me, e a mia madre mancava viaggiare con mio padre. Perciò una sera le ho fatto capire che potevo badare benissimo a me stessa e che non c'era nessun problema se mi lasciava sola per due o tre mesi. Dopo molta fatica sono riuscita a convincerla, a patto di chiamarla al cellulare mattina e sera e di farmi vedere ogni tanto da zia Glenda. È un buon compromesso, anche perché a me piace stare in compagnia della zia. È la sorella più giovane di mia madre e le somiglia tantissimo. Stessi capelli mossi color rame, stessa altezza (non arrivano a un metro e settanta) e stessa bontà negli occhi. A lei confido tutto, so di potermi fidare e che non va a dire in giro per il mondo quello che le dico. Magari è qualcuno di loro la persona da proteggere. Scarto subito l'idea, sanno badare a loro stessi e nel peggiore dei casi loro dovrebbero proteggere me.
No. So che era un uomo; e se chiudo gli occhi, rivedo quegli occhi blu... ok sto letteralmente impazzendo. Non ci sono dubbi. Occhi blu, poi, sicuramente frutto della mia fantasia. E poi quell'amuleto che nel sogno cercavano ed io non volevo darglielo, lo nascondevo.. ma che senso ha? Mi squilla il cellulare, esco dalla doccia e rispondo.
-Pronto?-
- Buongiornooo! - strilla Elena, dall'altra parte del telefono.
- Ele, che urli! E poi perché chiami a quest'ora??- rispondo sbottata. Elena, la mia migliore amica. Le voglio un bene dell'anima ma a volte è troppo... troppo. Io al mattino voglio pace e tranquillità, non urla raggianti nelle orecchie!
- Emma, spero tu stia scherzando, sono le sette! Fra mezz'ora dobbiamo essere davanti scuola! Hai dimenticato che oggi ci portano al museo? - Oh, caspita.. me ne ero dimenticata.
- No! Certo che no. Infatti sono quasi pronta...-
come diavolo ho fatto a stare 2 ore in doccia?
- Disse quella ancora in accappatoio...-
ma come fa? Mi conosce troppo bene. Delle due io sono quella distratta, sempre in ritardo; lei è l'opposto.
- non è vero! - rispondo sorridendo.
- Si si come no. Chiudo, tu muoviti! Ciao!- riaggancia. Ha ragione, sono in ritardo, come al solito. Prendo dall'armadio le prime cose che mi passano tra le mani e le metto, asciugo in fretta e furia i capelli, un po' di mascara e sono pronta, o quasi. Mi guardo allo specchio e sono un disastro. I capelli stanno decisamente male, per cui li lego. Ook, forse stanno un pochino meglio. Vado in salotto prendendo al volo qualcosa da mangiare, la borsa e scappo. Arrivo con 5 minuti di ritardo mangiando i miei biscotti e mi dirigo verso Elena, che mi guarda con occhi furenti. - Dai, Ele, sono solo 5 minuti. - le dico appena la vedo, ridendo.
- Sei comunque sempre la solita! - sbotta lei, divertita.
-Oggi sono solo 5 minuti- rispondo.
-Hai ragione. Tempo record- e mi fa la linguaccia. Finisco i miei biscotti e saliamo sull'autobus. Mentre viaggiamo chiudo gli occhi per cercare di riposare, ma un volto mi appare nella mente; mi guarda minaccioso, poi sorride lentamente. Urlo riaprendo gli occhi spaventata, mentre tutti mi guardano. Sento una risata di scherno e vedo Chiara, che nella posizione delle mie amicizie occupa l'ultimo posto o forse non c'è proprio, guardarmi altezzosa.
- Qui qualcuno dà di matto- dice a voce alta. Alzo gli occhi al cielo e faccio finta di nulla.
- Che ti prende?- mi chiede sottovoce Elena.
- Nulla, mi sono spaventata- arrossisco. Ecco! Mancava solo che sogno persone e nemmeno sto dormendo. Ora sono impazzita del tutto. Non ho la più pallida idea di quello che mi stia accadendo, ma è da settimane che mi sento spiata. Se ci penso, da quando ho compiuto diciassette anni. Mi giro ed Elena mi sta osservando, incuriosita. Le sorrido, ecco chi mi spia, nessun altro.
***
Al museo ascolto con interesse la guida che parla degli antichi amuleti esposti. Guardandoli, mi colpisce una collana, con un ciondolo a forma di mezza luna. Sembra essere fatto di un metallo particolare, che non riconosco, di un colore grigio chiaro, quasi come il ghiaccio che brilla alla luce del sole. Mi attrae. Mi chiama. Mi ipnotizza. Quasi inconsciamente sollevo la mano per toccare il ciondolo e questo, animato di vita propria, inizia a risplendere di un colore azzurro ghiaccio. Lo tocco, e la luce si fa più intensa. Mi abbaglia e non vedo nient'altro se non la mezza luna, poi nemmeno quella. Spaventata ritraggo la mano e tutto finisce. Mi rendo conto che nessuno è interessato a quello che è appena successo, quasi come se non lo avessero visto. Ci lasciano liberi di vagare per il museo prima di andarcene. Mi giro a guardare di nuovo il ciondolo e mi rendo conto sbigottita, che è chiuso in una teca di vetro. Mi sono immaginata tutto? Sembrerebbe proprio di si...ma era così reale.
- Ti piacciono? - la guida mi distrae dai miei pensieri.
-Sì. Soprattutto quella - indico la collana con la mezza luna.
-Sì. È bellissima, è il pezzo più antico della collezione. Risale a migliaia di anni fa, anche se non si conosce precisamente l'epoca. Secondo una leggenda si narra che abbia poteri magici. Anzi, che sia il più potente tra tutti gli amuleti. La cosa più interessante è che non sappiamo quale sia il materiale con cui è stata fatta - risponde lei, con gli occhi che le brillano.
- Wow - non riesco a dire nulla, perché sono ancora scossa da quello che è successo, o non è successo, prima.
- Mi scusi, signora. Questi gioielli sono in vendita, non è così?- si avvicina un uomo dall'accento inglese sulla cinquantina, alto, con un abito grigio molto elegante, barba e capelli brizzolati ben curati. Ha gli occhi azzurro cielo. Molto bello per la sua età. Sprizza soldi da tutti i pori.
- Sì signore. Si terrà un'asta stasera- risponde la guida.
- Perfetto, se possibile vorrei comprare ora quel ciondolo a forma di mezza luna- mi guarda e mi fa l'occhiolino. Resto impietrita, non conosco quest'uomo, mentre invece sembra che lui conosca benissimo me.
-Beh, non saprei. È molto prezioso, per cui...-
- Perché non chiede al direttore? - interrompe l'uomo.
- Sì, certo. Torno subito-. La donna si allontana infastidita per essere stata interrotta. Ed io resto da sola con l'uomo che continua a guardarmi, incuriosito. Non mi sento per niente al sicuro da sola con lui. Mi guardo intorno per vedere dove sono finiti i miei compagni. Scorgo un gruppetto vicino a delle statue.
- Arrivederci -. Sorrido gentilmente e inizio ad allontanarmi.
- Aspetti, vorrei scambiare due chiacchiere, se non le dispiace -
Oh no, ed ora cosa faccio? Mi fermo, guardinga, cercando di capire cosa vuole.
- Oh non si preoccupi, non ho intenzione di farle del male. Mi chiamo Liam Core, piacere- mi tende la mano.
Mi guardo intorno; il museo è affollato, quindi non siamo soli.
- Piacere - ricambio la stretta, non voglio dire il mio nome ad uno sconosciuto.
- Non ha un nome?- mi sorride gentilmente.
- Emma. Cosa vuole dirmi? - chiedo molto educatamente.
- E' una questione molto delicata. Sarò molto diretto, lei crede alla magia? - lo guardo sbigottita. È questa la chiacchierata che vuole fare? Che senso ha questa domanda?
- So che le sembra non abbia senso ciò che le sto dicendo- continua- ma scommetto che da un po' di tempo le stanno accadendo cose strane -. Non capisco dove vuole arrivare. In effetti ci sono stati degli episodi, come i sogni e quello che è accaduto poco fa. Ma sicuramente lui non può saperlo.
- Cose che non riesce a spiegare. Come ciò che è avvenuto con l'amuleto -.
- Come fa a saperlo?- Mi si gela il sangue nelle vene. Pensavo non fosse accaduto sul serio, proprio perché nessuno lo ha visto. Ed ora un signore che ho appena conosciuto non solo sembra aver notato tutto, ma sembra anche che conosca tutta la mia vita. Vorrei scappare e chiamare la polizia, ma per dire cosa poi? Un pazzo sa cose su di me che a malapena so io? Non so se darmela a gambe o continuare ad ascoltarlo. Ma non sembra pericoloso, mentre se ne sta lì ad una distanza abbastanza ragionevole da non spaventarmi. Io arretro comunque di qualche passo, per sicurezza.
- Beh, io so molte cose e posso rispondere a molte delle sue domande. So cos'è successo perché anche io l'ho "sentito", per così dire-.
Mi sorride. Ora lo guardo interessata, sto seriamente cercando di capire ma l'intera storia non ha senso e io sto parlando con un pazzo.
- Non capisco, pensavo fosse stata un'allucinazione. Cosa significa che anche lei lo ha sentito? Nessuno sembra essersene accorto-.
Ora sono molto confusa, nessuno ha notato nulla. E poi non può essere vero, c'era la teca di vetro. Non ho potuto toccare il ciondolo. È impossibile.
- Per risponderle, devo ripetere una domanda che le ho già fatto, ma a cui non ha risposto. Lei pensa che la magia esista? - mi guarda, con un sorriso gentile, aspettando la mia risposta. Credo alla magia? Certo che no, la magia è solo un'invenzione creata dall'uomo per spiegare cose che non possono essere spiegate razionalmente.
- Dovrei pensarlo?- chiedo, non sapendo dove quest'uomo vuole andare a parare.
- Supponiamo di sì, questo spiegherebbe molte cose. Non crede? Potrebbe spiegare perché lei abbia potuto toccare l'amuleto anche se questo è dietro una teca di vetro. Potrebbe spiegare perché nessuno se n'è accorto -. Mi guarda, interessato alla mia reazione. Lo fisso stralunata, il suo ragionamento fila. Ma non può essere vero, anche se...
- Perché nessuno se ne è accorto tranne lei?- chiedo, non sapendo se credergli oppure no.
- Perché io sono come lei. Io sono un mago e sento se qualcuno usa la magia - mi risponde tranquillamente.
- Lei sta dicendo che esiste la magia e che è un mago? Ma soprattutto, che io abbia usato la magia, cioè che io sono una maga? - domando ridendo, ora totalmente consapevole che mi sta prendendo in giro.
- Esattamente questo. Con un solo piccolo errore, lei ancora non ha usato la magia. Posso spiegarle cosa è successo e molto altro, ma per poterlo fare, lei deve credermi. - dice sorridendomi. La sua cadenza è gentile, rassicurante.
- Ma io non posso crederle, così, su due piedi. Per me quello che è successo può essere frutto della mia immaginazione. Faccia un esempio di magia ora - gli rispondo incrociando le braccia. Non posso credere che la magia esista, perché la magia NON esiste. Punto. E quest'uomo è pazzo.
- Anche se facessi ora un incantesimo, lei crederebbe sia un trucco, non è così? - mi risponde, sorridendomi. Beh, in effetti è così.
- Bene, vediamo un po' -. Solleva il palmo della mano, lo chiude e vedo qualcosa che brilla sotto la camicia, all'altezza del cuore. Dopo qualche secondo apre la mano e su questa vedo volteggiare una piccola fiammella azzurra. La guardo stupita, poi guardo lui. No. È stato un trucco, sicuramente.
- Wow. Ok forse quello che ha detto può essere vero... ma non ho detto che le credo- tendo a precisare, guardandolo sottecchi. Ancora non capisco cosa centra tutto questo con me, poi ricordo cosa mi ha detto poco fa.
- Io sono in grado di fare una cosa simile? - lo guardo, sbigottita. Ora si che mi viene da ridere: è uno scherzo?
- Per il momento no, ma potrebbe molto presto - risponde, quasi come se stesse pensando tra sé, serio.
- Io non penso...- rispondo, ridendo. - Quando ha fatto la... magia, ha brillato il suo petto... - chiedo cautamente, non trovando le parole.
- Oh, no. Era il mio amuleto che brillava. La mia "bacchetta magica", se vuoi chiamarla così.- mi risponde, quasi ridendo. - Ma ora non è né il luogo né il momento adatto per dirle altro- continua- la lascio pensare a tutto ciò che ho detto. Se vuole altre spiegazioni, stasera mi troverà al bar in fondo alla piazza del suo paese. Arrivederla, signorina. - mi stringe la mano, sorridendomi di nuovo benevolmente. Sento un blocco al petto, il mio è un paese del sud Italia e sono sicura che sia sconosciuto a tutti. Il fatto che questo signore conosca dove abito mette una certa inquietudine. Che fosse uno stalker? Che avesse fatto tutto questo per avvicinarmi?
- Arrivederla - rispondo col cuore che mi batte a mille. Uno dei miei tanti difetti è quello di non essere capace di capire se una persona mi sta mentendo oppure no, forse perché devo vedere sempre il lato positivo in tutto. La possibilità maggiore è che mi stia mentendo, ma se non fosse così?
- Spero ci rivedremo. Si è chiesta perché il direttore non sia ancora arrivato? - mi fa l'occhiolino e schiocca le dita.
Subito arriva la guida con il direttore,salutano e si allontanano con il signor Core. Resto sbalordita, mi guardo intorno e vedo il gruppo di miei compagni vicino alla stessa statua. Anzi, mi accorgo che tutti sono nella stessa posizione di prima. Mi viene in mente solo una cosa. Ha fermato il tempo? No, no impossibile. Eppure la nostra conversazione non è durata solo pochi minuti, e lui lo ha chiaramente fatto capire.
Basta! Devo dimenticarmi di questa conversazione assurda. Non può essere vero, niente di tutto quello che ha detto è vero. Non vedrò più quest'uomo, mi rassicuro. Vado a cercare Elena, non riesco più a stare da sola.
NOTA:
Ok forse ci siamo fatte prendere la mano e il primo capitolo è un po' lungo e noioso >.< Non sappiamo bene ancora come funziona, speriamo di metterci in riga al più presto. Ma, avete presente quando si deve prendere l'aereo per un bellissimo viaggio e bisogna fare l'interminabile check-in prima? Ecco, benvenuti nella nostra compagnia aerea! Ogni opinione per noi è importante, fateci sapere cosa ne pensate! Buona lettura!
Le vostre care
F & L
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro