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«Mikasa! MIKASA!»
Si svegliò di soprassalto tutto sudato, accorgendosi qualche secondo dopo di essere uscito da quella sorta di trance iniziata come un sogno, anzi, un incubo.
Perlustrò con lo sguardo il suo bugigattolo chiamato da quelli dei piani alti "stanza", nella quale il letto, ovvero una brandina di tela, era ribaltato altrove rispetto a dove si trovava inizialmente. Il telaio era tutto piegato, mentre il tessuto aveva più strappi qua e lá; a destra il piccolo mobiletto in plastica che gli era concesso per i ricambi di pigiami e biancheria aveva gli sportelli frantumati.
Solo allora notò che era sorretto per le braccia da due infermieri, stanti dietro di lui mentre un terzo preparava una siringa, tirando da dentro una boccetta del liquido verde: un calmante abbastanza forte che ti addormentava in pochi secondi.
In fondo, aveva giá distrutto tutta la mobilia almeno quattro volte. Ora però era calmo, non voleva che gli iniettassero quella roba; provò a impedirlo ma aprì la bocca troppo tardi per parlare. L'ago era giá nel suo braccio pronto a far entrare in circolo il sonnifero. Non ebbe neanche la forza di dimenarsi che crollò nuovamente nel giro di due ore, stavolta in un sonno senza sogni.
***
Riuscì a stento ad aprire gli occhi, era stanco ma non sentiva più il bisogno di dormire; girò la testa sul cuscino, per vedere l'ora dall'orologio. Ma quale orologio? Rise. Si era dimenticato per la centoquarantasettesima vola più o meno che non aveva un orologio, perchè 'il ticchettio delle lancette potrebbe peggiorare la situazione del paziente' e quello da polso 'il paziente potrebbe ferirsi' . Si ritrovò a dire ciò ad alta voce imitando con le dita le virgolette, allora si zittì e fissò il vuoto qualche secondo, confuso.
«...iete imp...z..iti?» sentì urlare fuori dalla porta, ma non capì bene tutte le parole; accostó l'orecchio alla porta per sentire meglio.
«Era l'unico modo per calmarlo, doveva veder-»
«In qualsiasi stato fosse, poteva calmarlo parlandogli! Gli avete dato un dose elevata!» continuò a gridare l'altro uomo. Era una voce che conosceva.. l'aveva giá sentita, ma dove? Si riscosse dai suoi pensieri e tornò ad ascoltare.
«Non hanno più effetto!»
«Vuol dire che ne avete usata troppa troppo spesso» esordì freddo l'altro, quasi una minaccia, dal tono basso che aveva. Un brivido corse lungo la schiena di Eren, che decise comunque di continuare ad ascoltare. Stavano sicuramente parlando di lui.
«Allora ci vada lei a parlare, signor Ackerman! Io non rischio la pelle per parlare con quello lì!».
Il castano perse un battito. Non poteva crederci... Levi Ackerman, la persona che aveva seguito per un pò il suo caso e poi lo aveva abbandonato, ora PUFF! Era lì, dietro quella porta, a distanza forse di anni, come se nulla fosse.
«Sa che non posso andarci!» ringhiò l'uomo, quasi sul limite dalla 'pazienza' al 'mettere le mani addosso' : infatti si limitò a prendere per il colletto quel buono a nulla e fargli un bel discorsetto sulla faccia.
«Se tu facessi a modo il tuo lavoro in questo cazzo di buco per topi di fogna, non sarei costretto a intervenire io!»
Eren non ce la faceva più: aprì la porta all'improvviso e si ritrovò Levi davanti, le mani attaccate ancora al colletto della divisa da infermiere. Lo lasciò andare.
Entrambi esibivano puro stupore sui loro volti, quello del minore rigato dalle lacrime; se ne stava lì impalato, le braccia lasciate andare lungo il corpo. E piangeva.
«C-cosa ci fai tu qui?» chiese singhiozzando, quasi in un sussurro. Levi lo guardava negli occhi, ma non spiccicava parola.
«Cosa ci fai tu qui!?» urlò stavolta, ma come sempre il moro non si scompose a quella reazione.
«Faccio il mio lav-»
«Il tuo lavoro?» rise isterico, «ma per favore! Non ti vedo da talmente tanto tempo che non ti avevo quasi riconosciuto! Sei sparito da anni forse, non so neanche più che etá ho, e tu questo lo chiami 'fare il tuo lavoro', dov'era il mio psicologo quando avevo bisogno di essere curato, quando avevo bisogno di parlare?! Non c'era! C'erano quelli d'ufficio che non sapevano un cazzo di me, della mia situazione e mai ci capiranno un cazzo.
Ti richiedo: perchè sei tornato dopo tanto tempo? Anzi, meglio: perchè ti interessi di nuovo a me, dopo tanto tempo che non lo hai fatto?»
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( • .•)
Ok, non so come mai l'avviso continui a slittare dietro ogni ultimo capitolo che pubblico, ma io l'avevo messo dietro il capitolo Eren..
COMUNQUE!
Eren sembra una ragazzina ciclata isterica! Come reagirá Levi?
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