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Per lo stupore non mi sono accorto che l'incontro era cominciato ed Eren mi viene addosso. Paro il colpo mettendo un braccio col guantone davanti la faccia e l'altro a protezione del petto; lui ha incrociato le braccia, e le spinge contro il mio.

- Ora comincia il bello, nanetto - sghignazza e spinge più forte, cercando di farmi perdere l'equilibrio ma oppongo resistenza.
Improvvisamente si tira indietro e rischio di cadere in avanti, ma faccio pressione sulle gambe rimanendo in piedi e riesco a schivare un destro diretto alla spalla.

Indietreggio fino ad arrivare alle corde e la gente comincia a fischiare e spazientirsi.
- Andiamo, attaccalo che aspetti?! -
- Muoviti imbranato!? -
- Se non sai fare perchè sei venuto? -.

Me ne infischio, perchè anche se è Max che sta gareggiando quello che prende i colpi è comunque il corpo di Eren, non voglio fargli male.

Sono sicuro che c'è da qualche parte, e stia assistendo a tutto ciò come uno spettatore impossibilitato a fare qualsiasi cosa.

Max torna nuovamente all'attacco, stavolta con un calcio mirato al fianco sinistro, abbasso il braccio e prendo il colpo nel gomito.

Mi vuole fare fuori, qui sul ring.
Devo passare al contrattacco, non ho altra scelta.

Mi tira un pugno nell'altro fianco che riesco a parare, gli prendo il braccio e glielo giro sulla schiena per immobilizzarlo, cercando di non fargli troppo male.

Si butta in avanti, caricandomi sulla schiena e facendomici atterrare me, contro la pedana.

Merda!

Mi sale addosso e cerca di bloccarmi ma ribalto la situazione e gli punto un braccio sotto la gola, con l'altro gli tengo ferme le braccia.

Sono seduto sulle sue gambe e con le mie gliele blocco, impedendogli di muoversi.

Geme, credo di avergli fatto male al braccio. Lascio un po' la presa e ne approfitta per darmi un morso al braccio, chiudendo gli occhi.

Ci sta mettendo tutta la forza. Sopporto il dolore e premo più forte sul suo collo, cercando di farlo svenire: è l'unica soluzione.

- L..Le..vi - il castano mi chiama con un verso strozzato, aprendo gli occhi; ora sono del suo verde smeraldo, lucidi.

È tornato Eren.

Allento subito la presa ma sviene lo stesso, due lacrime scendono dagli occhi.

Gli tiro dei colpetti sulle guance, ma non si sveglia.

Connie sale tempestivamente sul ring urlandomi - dovevi solo bloccarlo, che gli hai fatto? - poi inizia a chiamarlo anche lui, scuotendolo per le spalle - Max. Max. Max! -

Mi alzo da sopra le sue gambe.
Non si sveglia. Inizio a preoccuparmi, non ho premuto da farlo svenire per così tanto tempo.

Scendo dal ring, prendo il ragazzo fra le braccia e lo porto nel camerino.
- Dove vai -
- Porto a rinfrescare un pò Eren non è normale che non si svegli -
- Eren? Si chiama Max -
- No, il suo vero nome è Eren Jaeger, e soffre di bipolaritá - gli spiego, ho il sospetto che non sappia nulla, appoggiando il moccioso su una sedia.

- Tu conosci la seconda personalitá che è nel suo corpo, quella dagli occhi gialli -.

- Non ci posso credere - mi fissa incredulo, poi sposta lo sguardo su Eren.

- Portami dell'acqua, bagneremo un po' in terra ma bisogna farlo svegliare - gli ordino, mentre riprendo a picchiettare le guance al moccioso. Continua a non svegliarsi.

Prendo l'acqua fredda che mi porge il mio amico e l'arrovescio addosso a Eren. Nessuna reazione.

- Perchè Ma... Eren non si sveglia? - mi chiede evidentemente preoccupato; mi rimetto la mia tuta nera e gli rispondo che non ne ho idea.

- Lo porto da una mia amica dottoressa, dammi un'asciugamano e i suoi vestiti - dico mentre mi allaccio le scarpe.

Gli tolgo i pantaloncini da boxe che sono umidi lasciandolo in boxer, poi facendomi aiutare da Connie lo asciugo e lo vesto.

Mi metto cellulare e portafogli in tasca e prendo Eren in braccio. È un pochino più peso di qualche tempo fa, ha messo su un po' di muscoli e di peso in questi quattro giorni il mocciosetto.

Il proprietario del locale [Connie, ma non so in che modo chiamarlo per non ripetere il nome. Chiamarlo grigio o pelato è brutto xS] mi aiuta aprendomi lo sportello dell'auto, appoggio il moccioso sul sedile del passeggero e chiudo lo sportello.

***

Appena suono il campanello Hanji mi apre la porta immediatamente, è ancora vestita elegante. Ha un succhiotto sul collo. Credo che se non avessi chiamato l'avrei trovata insieme ad Erwin in un modo che, insomma ci siamo capiti... e sarebbe stato abbastanza imbarazzante. Erwin mi stará odiando in questo momento.

Si è accorta che ho notato il livido violaceo; lo tappa con una mano e arrossisce, poi mi guarda.

- Entri o non entri? Si gela, vuoi fare la bella statuina con la tua principessa fra le braccia? - mi chiede sarcastica.

Entro e merto Eren sul divano, scusandomi per averle rovinato la serata. Mi dice che non fa nulla e che in fondo il biondo se ne stava andando quando ho chiamato. Se, come no.

- Piuttosto tu sei tornato ad un incontro di pugilato! Altro che Petra e Petra! Sempre il solito testone, non mi piace che tu rischi così! E poi per cosa? Non l'ho ancora capito - ecco che parte la ramanzina.

- Non ti ho mai detto splicitamente che uscivo con Petra, e ti ricordo che hai un ragazzo svenuto da visitare sul divano - la zittisco.

- Poi ne riparliamo - mi ringhia contro andando a prendere nella sua valigetta una boccetta contenente un liquido giallo. Appena lo stappa si sente fin da qui un'odore pungente, e la mette vicino al naso del moccioso. Non si sveglia.

Sulla sua faccia si dipinge un'aria preoccupata e va a prendere lo stetoscopio dalla sua valigetta da medico. Se lo mette nelle orecchie e alza la felpa di Eren, iniziando a controllare il battito.

Poi prende quella piccola torcia che io odio alquanto per controllare gli occhi, la accende e la punta in quelli del moccioso.

Finito di fare quello che doveva, si alza e viene verso di me, con una faccia da funerale.

- Mi stai facendo preoccupare - ricevo solo silenzio.
- Su avanti, non girare intorno al nocciolo della questione, parla! - la sprono, spazientito.

- Quando è tornato Eren deve aver avuto un shock. La tua pressione sul suo collo si cono combinate e lo hanno fatto svenire. -
-E perchè non si sveglia? - guardo il ragazzo.
- Bisogna andare subito all'ospedale.
È entrato in coma. -

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