CAPITOLO 7 - SACCA DI CARNE
Ma che ore sono? Le 14,16, wow.
Erano anni che non dormivo fini a quest'ora. Si vede proprio che fare da cibo ad un vampiro è debilitante!
Ma si dai buttiamola sul ridere.
Da quando Alex è entrato nella mia vita tutto è cambiato in peggio.
Ci sono giorni in cui si comporta come un quindicenne innamorato ed altri in cui non riesce a controllarsi e sfoga tutta la sua violenza oltre che su di me anche su Harry e Louis.
Oggi non sto affatto bene. Sono stanca e ho freddo. Il mio organismo, non riesce a rimpiazzare il sangue che viene a mancare, con sufficiente velocità.
Cerco di ricorrere il meno possibile al sangue di Alex perché la sola idea mi da' la nausea ma purtroppo è sempre più necessario. Decido di chiamarlo.
Devo parlargli. Prendo il telefono, squilla, c'è la segreteria.
"Ciao senti, hai un po' di tempo per me? dovrei parlarti"
Dopo pochi minuti arriva. È nervoso, sembra preoccupato.
"Buongiorno, come stai?"
"Male! l'unica cosa che mi da sollievo è sapere quello che ti accadrà dopo che sarò morta!"
Gli rispondo,
"Tu cos'hai?"
"Cosa ho? Ti sto perdendo ecco cosa ho! Non riesco a contenere la fame, una di queste volte ti dissanguerò e sarà la fine per entrambi"
E' agitato e ha gli occhi pieni di lacrime. Sembra che veramente gli importi della mia vita.
"Credi non sappia che vorresti morire oggi? Non lo capisci vero? Non ci arrivi? Non ti rendi conto di quanto sei importante per me?
Tu mi odi e questo mi spezza e mi ferisce. Io vorrei solo che tu mi adorassi. Questa dannata situazione mi rende debole e la tua indifferenza è la cosa peggiore, peggio della fame, peggio di tutto!"
Non l'ho mai visto così
"Vieni qui, siediti"
Gli faccio posto, lui si accoccola di lato a me, rannicchiato sul bordo del letto.
Il suo imponente corpo sembra microscopico. Le lacrime gli rigano il viso fino agli angoli delle labbra.
È così strano...
Il vampiro crudele e sanguinario si è improvvisamente trasformato un ragazzo disperato e tremante. Mi fa quasi tenerezza. Gli cingo le spalle ed istintivamente gli do un bacio su una tempia. Mi guarda stupito.
" Ascoltami Alex, non possiamo andare avanti così. Io non posso. Devi darmi tregua, ho bisogno di rimettermi in forze. Devi evitare di prendermi il sangue per alcuni giorni."
"Non esiste! non posso evitare di nutrirmi. Lo sai cosa succede, hai visto Ismedora."
"No no ascoltami, duecento anni fa quando l'ossessione ha colpito tua sorella, non c'era molto che potevate fare, al massimo qualche magia Antalion. Adesso le cose sono cambiate e si può conservare il sangue. Se mi fai riprendere, potrei riempire le sacche da trasfusione e conservandole avremmo modo di guadagnare tempo."
"Non mi piace il sangue freddo."
"Andiamo Alex, non fare storie! io non voglio morire e tu non vuoi finire in quella gabbia. Non c'è altra soluzione. E comunque non ti odio."
Mento spudoratamente ma devo convincerlo in qualche modo.
"Lo faresti veramente? Le sacche dico lo faresti? Per me?."
"Certo che lo fare. Per entrambi."
Si stende al mio fianco e mi abbraccia. E' tornato in se. Mi bacia.
Non sopporto quando lo fa. Provo a spostarmi ma lui mi stringe. Appoggia la sua bocca sulla mia, i suoi baci si fanno profondi e appassionai.
Cerco di allontanarlo ma non ci riesco. Continua a baciarmi, scende lungo il collo, sento le sue mani sulla pelle.
"Alex per favore, smetti."
Non smette. Mi sfila la maglietta velocemente. Lo supplico di fermarsi. Per tutta risposta mi prende a schiaffi, mi graffia, bacia il mio seno, vi affonda i denti con veemenza, sento il suo membro duro strusciarsi contro le mie cosce.
Si scosta da me, mi toglie gli slip, e si stende di nuovo. Provo a resistergli ma è inutile. Con le mani allarga le mie gambe, bacia l'interno delle cosce, le morde famelico.
Mi sono arresa. Non riesco più a lottare. Posso solo piangere. Senza ulteriori indugi e senza curarsi del mio sentire, entra in me, violento e brutale. Mentre le spinte si fanno sempre più forti, morde il mio collo e comincia a nutrirsi, con foga.
Ho tanto freddo e vorrei solo morire.
Quando mi sveglio è buio. Sono sfinita, annientata.
Sono solo un ammasso di carne e sangue. Non c'è più nient'altro in me.
La porta si apre ed entrano alcuni dei suoi scagnozzi, avvicinano un tavolino al letto.
Infilano l'ago nella mia vena e sistemano le sacche.
Sono le 20,00.
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