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Questione personale.

Mi siedo sulla valigia e finalmente riesco a chiuderla. Avete presente quando l'istante di soddisfazione si frantuma? Esattamente come ora. Dopo ore cercando di sigillare e compattare i miei vestiti in una borsa più grossa, realizzo di aver dimenticato il maglione sul letto. Dovrei riaprire la valigia e no grazie, vado in montagna senza il pungente maglione in lana. 

Saluto mia madre e Lucas, prendo l'auto e mi dirigo verso casa di Beta. La radio è accesa e sono incredibilmente felice di uscire con tutti i miei amici. Bettany arriva di corsa, carica la valigia nel baule e si siede nel posto anteriore accanto al mio. 

«Dio! Sono così felice!» mi dice e dopo di che, mi da l'opportunità di scegliere la musica. Inserisco un CD personalizzato con la mia musica, rigorosamente K-POP, il pop coreano per farvi capire. A me fa impazzire però Beta dice non le dispiace, ma so già che dopo un'ora vorrebbe spararsi.

L'hotel è situato ai piedi di una montagna e accanto alla funivia. Essendo primavera la neve non c'è, ma le temperature sono lo stesso basse. Arrivate, guidate dal fedele navigatore, troviamo tutti gli altri ad aspettarci. Hoseok sta parlando con Namjoon, Jungkook scarica le valigie e noi li raggiungiamo.

«Ragazze!» dice Candy vedendoci. Corre incontro a noi, o meglio, a Bettany e si baciano. Non so se a Hoseok dia ancora fastidio, in realtà. 

«Andiamo?» chiede Hoseok avvicinandosi alla nostra baita. L'esterno è completamente ricoperto in legno e, da quello che ho capito, ci sono poche stanze all'interno e quindi saremo pressoché soli. La receptionist ci porge le chiavi delle nostre stanze e ci dividiamo. 

Apro la mia camera ed entro. Le pareti rivestite ancora in legno chiaro rendono l'ambiente caldo e il letto a una piazza e mezza sembra molto comodo. 

Ci siamo dati appuntamento con i ragazzi all'ingresso per andare a pattinare sul ghiaccio e non vedo l'ora. Mio padre, prima di scomparire dalla mia vita, ci portava in montagna tutte le volte che poteva. Un anno sono riuscita a vincere anche il campionato di sci. Avverto mia madre che non sono morta ed esco dalla camera. C'è solo Jungkook alla reception e si volta quando mi sente arrivare. Indossa un maglione nero a collo alto che rende le sue spalle molto più larghe e il viso più angelico. Dopo aver visto che fossi solo io, ritorna a leggere la brochure dell'albergo.

«Lexa?» chiedo.

«Torna oggi dall'Italia. Domani ci raggiunge.» dice senza staccare gli occhi dalla cartolina. Io sbuffo per il suo comportamento e mi ritrovo a pregare che gli altri si muovano. 

Riusciamo dopo dieci minuti di ritardo a dirigerci verso la pista di pattinaggio sul ghiaccio. L'insegna in legno indica un bar vicino al punto informazioni. Sarà colpa mia, ma associo la montagna con il Natale e gli addobbi dimenticati dell'anno prima, non aiutano. Affittiamo i pattini bianchi e siamo pronti per divertirci. Hoseok è il primo che si lancia. È bravo, nulla da dire. Namjoon, poi, lo segue e per poco non cade a terra. Hoseok si avvicina e gli dà una mano. Beta e Candy pattinano mano nella mano. Stringo per bene i pattini e sono pronta. Metto un piede sulla lastra bianca e faccio un passo. Il primo istante, quello in cui riprendi dimestichezza, è il più traumatico. Pattino verso il centro ed è come se non avessi mai smesso. Facendo il giro della pista noto che Jungkook è attaccato alla recinzione accanto alla pista. Decido di andare da lui.

«Vuoi una mano?» chiedo.

«Ma come diavolo fai ad andare così bene?» 

«Jungkook, fidati di me. Stacca le mani e prendi le mie.» dico. Mio padre mi ha insegnato così. Jungkook, col suo cappellino di lana grigio, mi guarda dubbioso. Lascia una mano dal bordo e afferra la mia. 

«Okay, ora serve un po' di equilibrio e un po' di pratica.» dico io. Tenta di muoversi appena, ma si sbilancia e per poco non cade a terra. Immaginavo una reazione diversa da Jungkook, invece inizia a ridere di gusto.

«Cristo, sono proprio imbarazzante. Non voglio sapere cosa stiano pensando di me in questo momento quelle ragazzine laggiù.» dice continuando a ridere. Qualcuna di loro potrebbe pensare che Jungkook sia davvero bello, soprattutto adesso, con il viso chiaro e leggermente rosato sulle gote, con il naso rosso e il sorriso pragmatico. O forse avranno notato quanto siano belli i suoi occhi oggi. O avranno desiderato essere al mio posto.

«Basta Y/n, voglio imparare!» dice sicuro. 

«Fai così.» gli dico mostrandogli il movimento. Jungkook ci prova, ma si sbilancia ancora una volta.

«Bello come vuoi, ma non sai pattinare. Sei negato.» gli dico scherzando.

«Infatti noi stiamo con te solo perché sai pattinare, chissene se sei una rompi palle.» mi dice lui. Poi ritorna serio improvvisamente e si ferma.

«Y/n, come stai davvero?» mi chiede. Come dovrei stare?  

«Sono davvero incasinata.» dico. Non so se mi abbia ferito il fatto che lui non abbia chiesto altro e non so nemmeno se mi abbia fatto piacere che si sia fermato. 

«Su, devi imparare. Ora è una questione personale.»

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