Piccole dosi.
Sono arrivate le giostre in città e, costretta da Beta, passerò la mia serata lì. Non amo le montagne russe, ma per non restare a tenere le borse, le ho fatte tutte.
L'anno scorso eravamo andate solo io e Beta, lei aveva comprato una confezione di popcorn progettata per sfamare un popolo intero. Ricordo come le brillassero gli occhi quando afferrò quel vaso. E per quanto gracile e indifesa fosse, lo finì nel giro di un quarto d'ora.
Indosso una canottiera e una gonna a ruota, sistemo i capelli e mi trucco leggermente.
Ci siamo dati tutti appuntamento per le 21:00, ho invitato anche Holly perché era presente quando stavamo organizzando e non volevo che restasse male.
L'odore delle ciambelle mi invade a isolati di distanza, poi la musica mi raggiunge e infine, le scritte a neon mi accecano.
Beta e Candice stanno sparando in uno stand per vincere un peluche. Bettany è tenera con quell'enorme fucile e il viso angelico. Holly è nel gruppo con Jungkook, Yoongi, Hoseok e Namjoon, ma non parla. Anzi, credo non abbia ancora aperto bocca.
«Ehi!» dico dirigendomi da loro. Evito di guardare Jungkook e mi avvicino a Holly. Indossa una camicia rosa chiaro e un paio di jeans chiari.
«Finalmente! Ora possiamo andare nella Centrifuga della Morte!» esclama Hoseok.
«Che nome promettente.» dico immaginandomi a urlare su un enorme teschio. Ci dirigiamo camminando tra vie di stand colorati e chiassosi. Cerco di restare con Holly per non farla sentire a disagio.
«Jeon Jungkook ti sta fissando. Perché tu lo eviti?» mi chiede.
«Non lo evito...» bugia.
«Posso sapere cosa c'è tra di voi?» mi domanda. No, no e no.
«Io e Jungkook è da un po' che ci frequentiamo. Lui voleva definire il nostro rapporto, ma sono certa che lui non voglia una relazione seria e fissa.» e concludo spiegandogli di Lexa e Daphne.
«Fammi ragionare: lui ha lasciato le sue ragazze modelle per te?» dice a bassa voce.
«Si.»
«E quindi tu hai paura che lui ti possa solo usare?»
«Si.»
«Y/n Y/s, permettimi, nello sguardo di Jungkook c'è molto più che attrazione fisica. Si volta per cercarti e quando ti vede si rasserena.» dice. Mi batte il cuore e lancio una occhiata a Kook. I nostri occhi si incrociano per qualche secondo.
«Ho paura.» dico.
«Non dovresti. Amare è correre dei pericoli. E tra questi pericoli c'è sicuramente il dolore. Amare vuol dire soffrire. Ma questa sofferenza sarà imparagonabile alla gioia che proverai.» dice.
«Caspita. Dovrei parlarci?» dico. Lei annuisce e insieme andiamo dai ragazzi. Sto per pronunciare una frase, ma Hoseok mi prende per le spalle e mi trascina più indietro.
«Ma che...?» dico.
«Per capirci, Holly, quella strana, l'hai invitata tu?» mi chiede.
«Non è troppo strana.» dico.
«Invece si, sta psicanalizzando Namjoon.» dice.
«Si, l'ho invitata io.»
A questo punto la Casa Stregata attira l'attenzione del Hoseok infantile.
La coda si muove velocemente e nel giro di dieci minuti, siamo seduti su un seggiolino scomodo. E io ovviamente sono in prima fila. Una cintura in metallo si chiude e mi ritrovo accanto a Jungkook.
«Possiamo parlare di quello che mi hai detto al Car Washing?» mi dice. Io sono temeraria, ma le case stregate mi terrorizzano. Svoltiamo l'angolo e la giostra parte. Una enorme sega elettrica in plastica viene contro di noi. Un urletto mi scappa e Jungkook accanto a me ride.
La "macchina" si sposta in una stanzina completamente buia. Qualcosa ci sta toccando e sento Jungkook stringermi la mano. Non lo sta facendo per darmi forza, sta chiedendo forza. Questa volta mi avvicino a lui e sussurro:
«Chi ride bene, ride per ultimo.»
«Non ho pura.» commenta andando avanti con la macchina.
«Hai ragione. Vai a abbracciare il cuscino allora.» ridacchio cercando di liberarmi la mano fingendomi offesa.
«Non mi stancherò mai da te, Y/n.» sussurra incredibilmente serio.
Siamo di nuovo in coda, questa volta per le montagne russe. La ragazza dello staff squadra per bene Jungkook e Hoseok. I capelli sono completamente acconciati in dreadlocks neri.
«Siete i Black Coffee, vero? Avete un sound pazzesco.» dice. Hoseok si presenta subito, mentre Jungkook si volta verso di me. Mi guarda negli occhi ed esce dalla fila zigzagando tra la folla. Lo guardo per poi decidere di seguirlo. Alza una mano e mi scambia una sottospecie di saluto militare con due dita. Sfoggia uno di quei sorrisi maliziosi e furbi, uno dei suoi preferiti, uno dei miei preferiti.
Una parte di me vorrebbe seguirlo, correre da lui e ridere per averlo fatto.
Un'altra parte di me, quella più ragionevole, si ricorda della mia scelta: assumere Jungkook a piccole dosi.
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