Insicura.
Vi chiederete come sia andata a finire la serata, la risposta è: agenti di polizia che sgomberano il salone e ragazzi ubriachi. Poi Jungkook mi ha riportato a casa e sono andata a dormire.
Ora sono davanti allo specchio che mi osservo insicura del mio aspetto; il vestito lilla è a stile impero in organza con mono spalla, il drappo mi cade morbido sul seno. I capelli mossi ho deciso di raccoglierli in uno chignon basso e il trucco, questa volta, è davvero leggero. Infilo le perle come orecchini e sono pronta. Scendo le scale con le ballerine perché voglio optare per scarpe basse.
Mia madre mi lancia un'occhiata e non commenta. Apprezzo la sua maturità. Apro la porta dell'ingresso e trovo Jungkook appoggiato ad una nuova auto, una modestissima Ferrari nera lucida.
«Nuovo acquisto?» chiedo sorpresa. Poi guardo lui che mi sta sorridendo; è lì, appoggiato allo sportello dell'auto con la camicia bianca con le maniche arrotolate fino al gomito, i pantaloni neri stretti e le scarpe opache. È bello da far paura, è bello da togliere il fiato.
«Mio padre voleva che facessi bella figura.» mi spiega.
Mi apre lo sportello dell'auto e mi siedo sul sedile in pelle chiara. Lancio un'occhiata a Jungkook che guida: gli occhi color nocciola sono attenti sulla strada e i capelli neri splendono al sole.
«Sei bellissima Y/n.» dice accarezzandomi la gamba con la mano. Ogni suo piccolo contatto mi rende spaesata da tutte le emozioni che provo.
«Sono felice di essere qui.» dico. Lui mi guarda con la coda dell'occhio e mi sorride.
«E io sono felice di averti accanto.» sussurra.
La chiesa si trova in una collina fuori città, circondata dal verde dei parti e l'azzurro del cielo.
Jungkook parcheggia l'auto vicino alle vetture altrettanto costose degli invitati. Scendiamo e ci avvicinavamo, mano nella mano, alla chiesetta in pietra poco lontana. Ogni tanto Jungkook si ferma a salutare qualche parente e mi presenta, ma non ricordo nemmeno un nome.
La chiesa è stata decorata con peonie bianche e tulle rosa cipria. Un abbinamento che non approvo, ma il matrimonio è il suo. Andiamo a sederci in una delle panche nelle prime file.
La sposa arriva in ritardo entrando con la marcia nuziale. È una donna davvero affascinate; è molto simile alla madre di Jungkook, con i capelli rossi e gli occhi azzurri come "Pippi Calze Lunghe". È magrolina e bassa, ma credo che il vestito a gonna vaporosa la abbassi molto di più.
La cerimonia è durata meno del previsto e quando il prete li lascia baciare mi commuovo.
«Io l'ho detto che piangi sempre.» mi sussurra Jungkook all'orecchio. Alzo gli occhi al cielo sorridendo.
Il ricevimento si sposta poi in una villa poco lontana. Immaginatevi la ricchezza, immaginatevi l'eleganza: ecco la coesione esatta di questi due elementi. Il giardino enorme è stato abilito a spazio cena. Poco più a destra si trova una pista da ballo, il DJ e un open-bar. Il tutto decorato da bianco e rosa antico.
Ci avviciniamo alla sposa con suo marito e ci congratuliamo: sono davvero una bella coppia.
«Sarete voi i prossimi? Edward è solo come un cane.» dice la sposa ridacchiando.
«Amore, così metti troppa ansia.» le dice Connor.
«Kookie! Ti prego! Vammi a prendere le scarpe basse nella suite al primo piano!» lo scongiura Alice.
Io e Jungkook, così, ci avviamo nella villa di tre piani e cerchiamo la famosa camera. Al quarto tentativo entriamo nella stanza giusta e rimango senza parole. Il soffitto è completamente decorato con l'affresco di putti suonatori. Il lampadario è maestoso e cade perpendicolare sul letto a baldacchino. Muoio dalla voglia di lanciarmi sul materasso e così faccio.
«Dio, è una nuvola!» dico chiudendo appena gli occhi.
«È l'invito più esplicito che abbia mai sentito.» commenta Jungkook.
«Ah quindi ti invitano? Non sei abituato a prendere senza chiedere?» dico io. Jungkook mi raggiunge sul letto e mi bacia di impulso.
«Si, così.» dice continuandomi poi a baciare. Le nostre labbra sono a contatto e vorrei poter congelare questo istante. Le sue mani mi afferrano per i fianchi e mi trascina sopra di lui. Continuo a baciarlo e gli slaccia i bottoni della camicia. Ora che non ha più questo strato inutile di stoffa gli bacio il collo. Lo sento gemere appena quando mi muovo sopra di lui. Come risposta, Jungkook fa slittare me sotto. Mi slaccia il vestito e lo getta a terra fulmineo. Rimango in intimo, fortunatamente avevo scelto il completo adatto: pizzo bianco semplice.
«Cristo, quanto sei bella.» mi dice con quel sorrisetto malizioso che mi scatena emozioni nel basso ventre. Mi slaccio il reggiseno e lo lancio. Jungkook si china nuovamente su di me e mi bacia con passione. Poi la sua bocca calda mi lascia una scia di baci sul collo, scende sul mio seno e accarezza con la lingua il capezzolo turgido. Sfiora con le labbra la cicatrice e mi guarda.
«È tanto brutta?» gli chiedo mordendomi il labbro insicura.
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