•29 Tu
<<Vai, Shikamaru, vai!>> urlai, con tutto il fiato che avevo in corpo, vedendo il mio amico prepararsi per l'ultimo tratto della corsa campestre.
Quattro km per le donne e cinque km per gli uomini. Di cui la prima gara già svolta.
<<Non farti superare>> urlai di nuovo, incoraggiandolo.
Ci eravamo allenati duramente in vista della campestre, anche se lui con molta malavoglia e solo in fede della scommessa persa, mentre io con l'intenzione di dare davvero il massimo.
Al contrario di ogni previsione Shikamaru era quinto, dietro solo a Sasuke, Naruto, Kiba e Neji. Praticamente incredibile da uno come lui, tanto che le esclamazioni di sorpresa provenivano da tutte le parti.
<<Da quando Shikamaru Nara è cosi bravo e da quando si iscrive alle campestri?>> sentii chiedere alle mie spalle e sorrisi.
Era tutto merito dei duri allenamenti attorno al perimetro della scuola, che volenti o nolenti stavano dando i loro frutti.
A poche centinaia di metri dalla fine notai il ragazzo accelerare e recuperare quella poca distanza che lo separava dallo Hyuga.
<<Coraggio, superalo, superalo, superalo, superalo>> mormorai tra me e me, urlando di gioia quando proprio sulla linea di traguardo gli strappò il quarto posto. Ben gli stava a quell'antipatico di uno Hyuga.
Corsi immediatamente da lui e mi buttai sul suo collo, stringendolo forte a me.
<<Shikamaru, sei stato fantastico>> gli dissi, fregandomene del sudore e delle sue proteste.
<<Non farmi fare mai più una cosa del genere>> disse lui, approfittando del mio slancio d'affetto per poggiarsi su di me e riposarsi.
<<Perché? Non è stato emozionante?>> chiesi.
<<Forse per te che sei arrivata prima nella tua categoria>> disse lui, guardando la medaglia dorata appesa al mio collo.
<<Beh, tu non avrai vinto una medaglia, però sei stato fenomenale. Erano tutti sorpresi, giuro>> gli dissi, staccandomi da lui <<vado a fare i miei complimenti agli altri.>>
Andai prima da Sasuke, arrivato primo, poi da Naruto, secondo e furibondo per essersi fatto battere dall'Uchiha e infine da Kiba, arrivato terzo e ancora più furibondo del biondo.
<<Non ci posso credere. Non solo sono arrivato terzo, ma mi sono anche fatto battere da quella testa quadra del mio compagno di stanza>> commentò adirato quest'ultimo, fissando in cagnesco il ragazzo biondo.
<<Dai, non dire così. In fondo tra voi primi tre lo stacco è stato davvero di pochissimo, continua ad allenarti e vedrai che la prossima volta andrà meglio, in fondo faremo altri tornei durante l'anno>> lo incoraggiai, battendo amichevolmente una mia mano sulla sua spalla destra.
Quello sembrò rincuorarlo e si aprì in un enorme sorriso.
<<Puoi dirlo forte. La prossima volta farò vedere i sorci verdi a tutti quando taglierò il traguardo per primo e in netto vantaggio>> disse, iniziando ad allontanarsi con ferma decisione nello sguardo.
Scossi la testa rassegnata, sorridendo all'idea di avere degli amici così particolari.
Con loro non ci si annoiava mai.
<<Non credi che in un certo senso l'argento mi doni? Non come l'oro, ma posso accontentarmi per questa volta e fare di più in futuro>> disse Naruto, affiancandomi per mostrarmi la medaglia d'argento che circondava il suo collo.
<<Qualsiasi cosa dona su di te, lo sai benissimo>> mormorai divertita, facendo accendere il divertimento nei suoi occhi.
<<Mi stai facendo delle avances?>> chiese scherzosamente lui, buttandomi un braccio attorno alle spalle.
Mi limitai a punzecchiargli un fianco in risposta con l'ausilio del mio indice sinistro e lui risposte stampandoni un rumoroso bacio sulla guancia più a tiro.
Fu un gesto molto tenero che in un certo senso mi scaldò il cuore, nonostante gli occhi freddi di Gaara posati sulla mia figura.
Il ragazzo non partecipava mai alle competizioni della scuola, se non si consideravano i tornei di calcio, ma assisteva abbastanza con disinteresse più o meno a tutte le gare.
Erano passati diversi giorni da quando mi aveva fatta di nuovo sua nella lavanderia della scuola e da allora i nostri incontri si erano consumati a cadenza regolare, anche più volte al giorno.
Praticamente ci vedevamo spesso dopo le lezioni, anche se di nascosto agli occhi degli altri studenti della scuola.
Pochissimi sapevano del nostro rapporto, praticamente solo le mie amiche, Shikamaru, Naruto e Neji. A Gaara sembrava andar bene così ed io non ero nessuno per pretendere di portare il nostro strano rapporto a un livello superiore, anche perché di fatto i nostri non erano altro che incontri puramente fisici.
Si parlava molto poco e raramente mi fermavo alla fine dell'amplesso, in genere restavo solo il tempo necessario per rinfrescarmi e rivestirmi.
Ovviamente la situazione non mi andava propriamente bene, ma Ino mi aveva incoraggiata a continuare a tentare. Secondo lei in questo modo potevo aprirmi lentamente un varco verso il cuore del ragazzo.
Io dal canto mio non era per nulla convinta di riuscirci, ma al momento mi bastava stare accanto a lui, il resto l'avrei visto poi.
Lo sguardo di Gaara in quel momento bruciava su di me e sembrava ben intenzionato a farmela pagare.
Aveva sempre dimostrato di non gradire l'eccessiva vicinanza tra me e Naruto, anche se l'idea non mi metteva su di giri. Il suo non era un comportamento da ricollegare a una sorta di gelosia nei miei confronti, ma piuttosto un sentimento egoistico.
A Gaara piaceva avere l'esclusiva e non tollerava di vedere la propria preda attuale nelle mani di un altro ragazzo. Desiderava essere il solo e unico.
Ovviamente ero arrivata a quel ragionamento solo per logica, perché mai Gaara avrebbe chiaramente ammesso una qualsiasi ragione dietro ai suoi bizzarri comportamenti. D'altronde mi risultava sempre più facile capire le motivazioni dietro alle sue reazioni, man mano che passavo del tempo con lui e imparavo a conoscerlo.
<<Mi stai ascoltando?>> mi chiese Naruto, strappandomi dal mio tornado di pensieri sconclusionati sul rosso che popolava quasi totalmente il mio cuore e la mia mente.
<<Eh? Come?>> chiesi, ripiombando duramente nella realtà.
Lui seguì la traiettoria del mio sguardo e chiuse la bocca in una linea dura.
Non era per niente contento del mio morboso legame con Gaara e più volte aveva cercato di persuadermi a lasciarlo perdere o a farmi ragionare, ma non volevo proprio saperne.
I miei sentimenti predominavano sulla ragione.
<<Sai cosa ne penso al riguardo...>> mormorò lui, fissandomi con un velo di rimpovero.
<<E tu allo stesso modo sai cosa ne penso io di conseguenza>> lo ammonii.
Lui lasciò cadere la questione e sbuffando mi strinse di più a sé, guardando il rosso con la coda dell'occhio e un'espressione beffarda sul viso.
Gli stava chiaramente facendo un dispetto e se da una parte la cosa mi divertiva dall'altra mi faceva alzare gli occhi al cielo esasperata.
<<Gaara o no questa sera starai con me. Ho scaricato un film bellissimo e non posso vederlo senza di te. Ci stai?>> chiese speranzoso.
Noi due eravamo soliti passare del tempo insieme fin dal primo anno, ma ultimamente il nostro rapporto si era solidificato e ci si vedeva molto più frequentemente, quindi trovai immediatamente gradita la sua proposta.
<<Dopo cena nella tua stanza?>> chiesi entusiasta, ricambiando apertamente il sorriso che il ragazzo mi stava rivolgendo.
<<Direi che è perfetto>> rispose lui, baciandomi affettuosamente sulla testa.
<<Ci guardano tutti>> lo rimproverai, notando molte ragazze e alcuni ragazzi osservarci con acceso interesse.
Naruto infatti era ultimamente estremamente popolare. Le ragazze gli morivano dietro e molti ragazzi lo invidiavano per il suo successo con le donne, quindi non era inconsueto stare al centro dell'attenzione in sua presenza.
Mi ritrovai ad arrossire vistosamente, per niente abituata alle luci della ribalta.
<<Che guardino pure>> commentò lui, fissandomi con serietà.
Dopodiché mi trascinò verso la caffetteria della scuola, sotto lo sguardo ardente di Gaara e sotto quello curioso di metà studenti della scuola.
*RULLO DI TAMBURI*
Mamma mia, sono incredula. Sono tornata ad aggiornare questa storia dopo... beh, nemmeno mi ricordo dopo quanto tempo. Decisamente troppo.
Mi dispiaceva lasciarla così e allora oggi ho approfittato di un'ondata di ispirazione per scrivere questo. È chiaramente un capitolo di passaggio per riprendere le redini della storia, ma ho già alcune idee più interessanti per i prossimi capitoli. Non so se mi spiego ehehehe
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