•04 Imbarazzo
<<Vuoi muoverti?>> mi domandò il ragazzo, ormai fermo da qualche minuto ad aspettarmi. Il tutto mentre io mi controllavo con lo specchietto tascabile che avevo, allo scopo di sistemare ciò che era fuori posto.
Shikamaru era esasperato e continuava a borbottare cose come:<<Chi vi capisce a voi donne>> o <<Quante storie per un incontro>>. Io dal canto mio cercavo di ignorarlo, anche se era difficile trattenere i sorrisi davanti alla sua faccia imbronciata.
Quel ragazzo mi divertiva immensamente.
<<Sai, Shikamaru... se solo tu non fossi così pigro chi lo sa... magari mi sarei potuta anche innamorare di te>> gli dissi, una volta dopo aver finito di sistemarmi.
Lui mi fissò con una faccia leggermente disgustata.
<<Preferirei le dieci piaghe d'Egitto a te>> rispose lui, beccandosi un mio pugno sulla spalla poco convincente.
<<Simpatico. Piuttosto sicuro che non disturbo?>> domandai.
Ero davvero insicura ed ansiosa in quel momento, sicuramente più del solito.
<<Per la decima volta... no>>.
<<E sei sicuro che Gaara non sospetterà nulla?>> tentai di nuovo.
<<Gaara non è tipo da farsi molte domande e poi non uomini non siamo come voi ragazze. Noi non ci preoccupiamo così tanto delle cose, quindi entra e comportarti naturalmente.>>
Sospirai sollevata e lo lasciai andare avanti di qualche passo, cercando rifugio dietro la sua schiena. La stanza col numero 23 era esattamente davanti a noi e lui abbassò la maniglia con nonchalance, con l'aria di uno che desiderava essere in tutti in posti meno che lì.
Ero stata altre volte nella sua camera, per studiare o per rassettare un po' le sue cose, visto che tendeva ad essere disordinato. Per tale non era nulla di nuovo per me quella stanza, solo che non ero mai entrata con Gaara presente e la cosa mi imbarazzava enormemente.
Shikamaru aprì la porta troppo lentamente, per i miei gusti, e si avvicinò con passo strascicato al suo letto. Sul viso l'aria di uno che sembrava aver appena affrontato le dodici fatiche di Ercole.
Avevo voglia di alzare gli occhi al cielo, ma la vista di Neji e Gaara, seduti sul letto di quest'ultimo bastò per bloccare la mia intenzione.
Mi sorpresi a trattenere il fiato davanti alla vista di Gaara poggiato sulla testiera del letto, mentre fissava con viso inespressivo fuori dalla finestra. Neji invece sfogliava concentrato una rivista che parlava di scienza.
Il ragazzo sollevò i suoi occhi privi di colore verso di me e trasalii leggermente. Nonostante fossero identici a quelli della mia amica Hinata i suoi, a differenza della ragazza, mi davano i brividi. Tutto di Neji mi dava i brividi ed inoltre non sopportavo il modo in cui trattava Hinata, nonostante il loro rapporto di parentela.
Era più grande di noi di un anno, ma a causa di alcuni problemi di salute avuti in tenera età aveva dovuto rimandare di un anno il suo ingresso nel sistema scolastico. Era guarito da tempo dal suo malanno, ma non dal suo brutto caratteraccio. Quello probabilmente non sarebbe passato mai.
<<Vuoi restare sulla porta ancora a lungo?>> mi domandò Shikamaru, buttandosi sul letto senza grazia alcuna.
Al suono di quella domanda Gaara, probabilmente incuriosito dalla presenza estranea nella stanza, posò finalmente i suoi occhi su di me. Non sapevo se considerarlo un miracolo o una disgrazia, visto il disagio che il suo sguardo sulla mia figura mi arrecò quasi istantaneamente.
Cercai di riprendermi e mi avvicinai di fretta al mio amico, intimandogli con un gesto della mano di farmi spazio sul letto. Lui sbuffò e si fece da parte, lasciandomi a disposizione la parte inferiore del letto.
<<Gaara, spero che non ti dispiaccia... ho invitato Yuki a stare qui da me per l'ora di buca.>>
Il rosso spostò il suo sguardo gelido da me a lui e disse: <<Cosa vuoi che me ne importi>>.
Era un duro colpo, ma almeno la mia presenza non lo infastidiva ed era già qualcosa.
In passato Gaara non si era mai fatto problemi a scacciare dal suo stesso ambiente chiunque non fosse di suo gradimento e molte volte avevo beccato ragazze piagnucolare dopo essere state mandate bruscamente via, a seguito di un tentativo di stalkeraggio, a sue spese, finito male.
Non era il tipo da farsi problemi quando si trattava di togliersi dai piedi qualcuno e col suo mezzo consenso mi sentivo meglio. La mia più grande paura si era rivelata vana.
Guardai Shikamaru piena di riconoscenza negli occhi, come solo una vera amica poteva fare, e lui si limitò a ricambiare il mio sguardo con fare annoiato.
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<Conosco un modo per far sparire quella faccia inespressiva>> dissi io, incrociando le braccia al petto.
<<Cosa? Scommetto che tu per divertimento intendi smaltarti le unghie e spettegolare sui ragazzi che piacciono a te e alle tue amiche>> rispose lui, beccandosi in tutta risposta un cuscino sulla faccia.
<<Volevo proporti una partita a Shogi.>>
Il viso del ragazzo si illuminò leggermente e la cosa mi fece sorridere. Shikamaru non era un tipo che si entusiasmava facilmente e se c'era un modo per renderlo felice quello era proporre una partita a Shogi.
All'inizio la ritenevo una cosa da pensionati, ma dopo un po' avevo iniziato a divertirmi giocando in sua compagnia ed ero diventata anche abbastanza brava.
<<Tanto perderai, come al solito d'altronde>> disse lui, mostrandomi la stessa faccia soddisfatta che sfoggiava ogni volta in cui mi faceva scacco matto.
<<Guarda che mi sono allenata durante l'estate e se tanto vuoi saperlo ho vinto anche un torneo.>>
<<E dove? Nel circolo anziani del paese? Scommetto che hai fatto cadere molte dentiere dalla disperazione a qualche anziano con l'Alzheimer. Giusto quelli puoi battere>> rispose, mentre iniziava già a predisporre per giocare.
Inizialmente fui tentata di mollargli un pugno sulla testa, per la figuraccia che mi stava facendo fare davanti a Gaara e Neji, ma poi decisi di prenderla sportivamente e di sorridere.
<<Vediamo se avrai ancora voglia di prendermi in giro dopo che ti avrò battuto.>>
<<Lo sai che ad oggi nessuno ci è mai riuscito>> rispose lui, mostrandomi un'aria compiaciuta dannatamente irritante.
<<Fino ad oggi, Shikamaru>> dissi io.
Gaara e Neji fingevano di continuare a fare quello che stavano facendo, ma era chiaro che stessero seguendo attentamente il nostro scambio di battute. Ogni volta che io e Shikamaru iniziavamo a battibeccare così era difficile non essere interessati.
<<Se ne sei così sicura perché non scommettiamo?>> mi propose lui.
Mi avvicinai leggermente a lui con aria di sfida e lo fissai con decisione. <<Ci sto.>>
<<Bene, se vinco io sceglierò il tuo vestito per il ballo... e ti assicuro che quel giorno desidererai non essere mai nata>> disse lui, sorridendomi leggermente.
Era un colpo basso quello e decisi di ripagarlo con la stessa moneta.
<<D'accordo, ma se vinco io tu parteciperai alla corsa campestre del mese prossimo fino alla fine, impegnandoti al massimo durante la gara, e verrai ad allenarti con me ogni volta che te lo chiederò.>>
Lui voleva fare leva sul mio terrore di apparire ridicola in pubblico? Molto bene, allora io avrei fatto leva sulla sua vergognosa pigrizia.
Notai i suoi occhi spalancarsi leggermente, ma si riprese subito.
<<Preparati alla più grande umiliazione della tua vita>> disse lui, porgendomi una mano per suggellare la scommessa.
<<Preparati a sudare, testa ad ananas>> risposi, stringendo la sua mano.
Prima di inziare portai il mio sguardo verso Gaara, sorprendendolo a fissarmi, e giurai a me stessa che avrei vinto per lui. Dovevo impressionarlo.
TADAN
Shikamaru è la cosa più bella del mondo.
Dico solo questo.
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