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💣ᏗᏁᎧᏁᎥᎷᎧ💣

ᏗᏁᎧᏁᎥᎷᎧ's POV

Non è andata come pensavo.

Ma questa… questa era solo la prima mossa. Un test, un assaggio di ciò che verrà.

Non è mai facile, non quando credi di avere il controllo su ogni dettaglio, quando sei certo che tutto filerà liscio, come un meccanismo ben organizzato. Ma poi qualcosa sfugge, come un granello di sabbia negli ingranaggi, un imprevisto che manda in frantumi l'illusione della perfezione.

Eppure, non è una sconfitta. No, non lo è mai. È solo una pausa, un momento di riflessione prima della prossima mossa. Un'opportunità per imparare, per affinare il piano, per renderlo ancora più letale.

Loro credono di aver vinto, di avermi fermato. Ma non sanno che questo era solo un assaggio, un errore calcolato che non si ripeterà.

La vera partita è appena iniziata.

Ogni errore è una lezione, e io imparo da ogni dettaglio.

Loro hanno avuto fortuna.

Ma non durerà a lungo.

La mente mi brucia mentre ripenso a quel momento. Non mi aspettavo che sarebbero riusciti a scappare, eppure l’hanno fatto.

I miei piani erano meticolosi, ogni angolo calcolato, ogni mossa pensata per portarli alla fine.

La fortuna è stata dalla loro parte, proprio quel giorno. Ma io non dimentico. Non smetto mai di aspettare il momento perfetto.

La fortuna non dura per sempre. La mia fame di vendetta è solo più forte adesso. Non è ancora finita.

Questo è solo il principio.

C’è sempre una seconda possibilità. E io la sfrutterò al meglio.

Mi guardo attorno. La stanza è vuota, ma i miei pensieri sono pieni. Le pedine si stanno muovendo, e io continuo a pianificare, a osservare. Un altro passo. Un altro respiro.

Ogni movimento, ogni parola è calcolato.

L’obiettivo è sempre lo stesso.

Farli soffrire.

Ma a volte, anche i dettagli più piccoli hanno il loro peso.

Le parole che non sono state dette. Le promesse che non sono state mantenute. Solo silenzio, e quella sensazione di un peso che cresce giorno dopo giorno, invisibile, ma insostenibile. Non c'è nulla di più potente della solitudine di chi non ha mai conosciuto un abbraccio che davvero lo tenesse al sicuro. Eppure, loro hanno dimenticato... ma io no, non dimentico.

Le loro azioni hanno creato una crepa, che nessuna parola potrà mai colmare.

La mia vendetta non è rivolta solo a chi disprezzo, ma anche a coloro che si illudono di essere al sicuro, le persone a loro più care. Nessuno è intoccabile. Nessuno è al riparo dalle conseguenze.

La lezione arriverà, e quando lo farà, sarà lenta, implacabile, straziante. Un dolore che si insinuerà in ogni fibra del loro essere, fino a consumarli.

E mentre loro soffriranno, io assaporerò ogni istante. Perché per me, sarà una vittoria. Sarà gloria.

Il prossimo piano non può fallire.
Non ci saranno più margini di errore.

Deve funzionare. Deve essere perfetto.

L’errore di Halloween è stato un colpo al mio orgoglio, un'imprecisione che non posso permettermi di ripetere. Non ci sarà una terza possibilità. La fortuna li ha graziati una volta, ma non accadrà di nuovo. Questa volta, ogni mossa sarà calcolata con ancora più precisione. Ogni dettaglio verrà studiato, ogni possibile imprevisto eliminato prima ancora che possa nascere.

Voglio la mia vendetta, il mio riscatto.

Voglio vedere le loro certezze crollare, voglio sentire il peso della paura nei loro occhi. Solo allora potrò dire di aver vinto.

Perché si, alla fine sarò io a vincere.

Il suono di passi lenti riecheggia nel silenzio della stanza. Cadenzati, controllati. Si avvicinano senza fretta, quasi con riverenza, come se sapessero che ogni parola pronunciata qui dentro ha un peso, un significato preciso.

Mi appoggio allo schienale della sedia, senza voltarmi subito. Aspetto. So che parleranno solo quando avranno qualcosa di utile da dire.

“ѕιgησяχ, ℓι тєηιαмσ ѕσттσ ¢σηтяσℓℓσ.”

Un’informazione ovvia, scontata. Ma voglio sentire altro. Qualcosa che giustifichi la loro presenza qui.

Inclino appena il capo. “вєηє.”
La mia voce è fredda, misurata. Non serve alzarla per far capire la mia superiorità. "qυєѕтα νσℓтα ηση ¢ι ѕαяαηησ єяяσяι"

Un attimo di silenzio. Poi mi alzo in piedi, lentamente.

“ѕє qυαℓ¢σѕα να ѕтσятσ αη¢σяα υηα νσℓтα, νι ƒα¢¢ισ ƒυσяι υησ ρєя υησ.”
Mi avvicino di un passo, lasciando che le parole si imprimano bene nella loro mente.

“ƒα¢¢ισ ѕαℓтαяє ιη αяια σgηυησ ∂ι νσι ¢σмє qυєι ρσνєяι ι∂ισтι ¢нє нαηησ яσνιηαтσ ιℓ ριαησ вσмвα.”

La minaccia non è solo un avvertimento. È una promessa.

Chi mi sta di fronte abbassa lo sguardo per un istante, cercando di mascherare la tensione. “ηση ¢σммєттєяємσ ριù єяяσяι.”

Meglio per loro.

Riprendo posto sulla sedia, osservando la figura davanti a me con espressione impassibile. “¢σмє ѕтα χανιєя?”

Una domanda apparentemente semplice, ma carica di aspettative. Ogni informazione su di lui mi è utile, ogni suo movimento, ogni suo passo o respiro.

Un breve silenzio, poi la risposta arriva. “χανιєя... è ¢ση υηα яαgαzzα σяα."

Ovviamente.

Come al solito, sempre circondato da ragazze, come se potessero davvero colmare il vuoto che si porta dentro.

Sorrido appena, un sorriso privo di calore. “тιєηι αη¢нє ℓєι ѕσттσ ¢σηтяσℓℓσ.”

Non è importante chi sia. Non importa cosa rappresenti per lui. Se è entrata nella sua orbita, allora è diventata automaticamente parte del gioco.

E in questo gioco, nessuno è al sicuro.

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